Anglotedesco

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lunedì 4 dicembre 2017

Dow Jones ringrazia Donald Trump



Allen Sinai uno dei piu prestigiosi analisti di Wall Street:

"Donald Trump è stato bravo a intercettare il malcontento degli americani per le loro reali condizioni economiche e sociali.E il "Trump trade" ,cioè l'iniezione di fiducia ,funziona malgrado l'elezione del tycoon di New York sia considerato dagli economisti un "Black Swan Event",cioè altamente improbabile.Ora stanno emergendo di nuovo i consumi,che sono tornati intorno al 70% dell'economia e quindi migliorano i conti delle aziende.Con il risultato che esse sono motivate a investire e assumere anche perché i tassi sono bassi.Ma anche l'inflazione è bassa ,il che aggiunge ancora potere d'acquisto alle famiglie,per di più il boom delle Borse crea ulteriore ricchezza.Si è attivato un circuito virtuoso che solo un evento veramente calamitoso come una guerra nucleare o una tensione esacerbata con la Russia potrebbe bloccare.Ma attenzione:proprio il fatto che pur in presenza di variabili geopolitiche tutt'altro che trascurabili l'economia continui a crescere,è in se un fattore di forza".

Sarà pure inseguito dagli acquirenti sul Russiagate o dalle sconfitte in politica estera  (la Corea del Nord che lo beffa;Siria ,Turchia,Egitto  che ricompongono una sfera d'influenza russa) ma c'è chi ha fiducia in Trump:gli investitori.I record di Borsa si sono susseguiti di mese in mese al punto da non fare quasi piu notizia.La scorsa settimana ci siamo lasciati alle spalle anche la soglia dei 24.000 punti sull'indice Dow Jones.È l'altra faccia di questo 2017,impossibile da ignorare.Da una  parte un governo che sembra affondare negli scandali,perde pezzi in continuazione,dà un'immagine caotica,con un presidente che continua a coltivare un'immagine estremista.Dall'altra l'euforia delle Borse,che su di lui scommettono senza esitazioni dal giorno della sua elezione.C'è una logica dopo la deregulation,anche la riforma fiscale che i repubblicani stanno cucinando al Congresso è un regalo alle imprese che non si vedeva dai tempi di Reagan.
Da ricordare poi che questo boom trumpiano non riguarda solo la sfera della finanza,anche l'economia reale ne beneficia visto che la velocità di crescita del Pil a +3,3% è in accelerazione.È proprio dai tempi di Reagan,inizio anni Ottanta,che la distribuzione del reddito si è spostata durevolmente e significativamente a favore dei profitti e della rendita finanziaria,penalizzando chi vive di stipendi e impoverendo il ceto medio.

Informazioni prese da Repubblica Affari e Finanza del 4 dicembre 2017.Eugenio Occorsio e Federico Rampini

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