Anglotedesco

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giovedì 28 dicembre 2017

La schiavitù degli operai della Castelfrigo:"Turni massacranti e chi si rifiuta viene licenziato"





La settimana scorsa ho pubblicato un post su come sono trattati i dipendenti di ASTRO ITALIA oggi di Castelfrigo ma di esempi ce ne sono tanti altri.
Domanda:negli ultimi mesi i politici, giornali , radio e tv, hanno mai parlato di questi problemi? 


Il tempo scorre al rallentatore davanti ai cancelli della Castelfrigo di Castelnuovo Rangone,in provincia di Modena,uno dei piu importanti distretti per la lavorazione della carne in Italia.Al nono giorno di sciopero della fame la debolezza si fa sentire ma nel piazzale diventano ormai simbolo della lotta contro la nuova schiavitù delle false cooperative non si molla; è un continuo viavai di colleghi e cittadini comuni che portano solidarietà e viveri.Poi ci sono loro,Martin, albanese,Tano che viene dalla Costa D'Avorio e Chen,cinese,che,insieme a Marco Bottura,segretario Flai Cgil di Modena,da nove giorni vanno avanti ad acqua e vitamine,l'ultima frangia di una protesta che prosegue da mesi e che ha acceso i riflettori di tutta Italia sulla piaga sommersa,delle cooperative spurie fornitrici di manodopera a basso costo, cooperative "usa e getta" che sfruttano i lavoratori con turni massacranti,per poi chiudere e rinascere sotto altre spoglie,con lo scopo di evadere tasse e contributi.

Debiti chi finiscono sulle spalle dei soci lavoratori come quelli della Castelfrigo che si sono visti recapitare cartelle esattoriali fino a 40.000.La vertenza della Castelfrigo ha preso il via dalla procedura di licenziamento,dopo la chiusura di due linee produttive,di 127 dipendenti delle due ormai ex cooperative Ilia D.A e Wotk Service.Una protesta che ha visto i lavoratori sfilare in corteo fino in Parlamento e a Fico,il nuovo tempio dell'agroalimentare di Bologna.
Chiedono di potere tornare al lavoro e sopratutto condizioni umane,e non turni di dodici ore con soltanto due pause di 15 minuti,stretti come sardine al nastro di lavorazione della pancetta che scorre veloce",come racconta Martin Biliku,albanese ,in Italia da 18 anni e in attesa della cittadinanza".Straordinari da sfinimento che non venivano pagati in busta,raccontano,ma risultavano come rimborso chilometrico,turni anche di sabato e domenica , "e se non accettavi ti facevano restare a casa la settimana successiva".E poi ancora contratti da facchinaggio invece che quelli regolari dell'agroalimentare e sopratutto un buco fiscale da oltre un milione di euro rimbalzato ora sugli stessi lavoratori.

Pezzo dell'articolo di Emanuela Zanasi (Resto del Carlino del 28 dicembre 2017)

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