Anglotedesco

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venerdì 29 dicembre 2017

L'utero in affitto è lo schiavismo moderno



"Affittare il proprio ventre per vendere un bambino ,o affittare le proprie braccia per lavorare nell'industria,qual'e' la differenza?"  domandò ironicamente alla stampa Pierre Berge' ,ex compagno e socio dello stilista Yves Saint-Laurent e storico sostenitore dei cosiddetti nuovi diritti in merito alla maternità surrogata.Una gaffe che ha suscitato accese polemiche ,causando le distanze anche di buona parte dei sostenitori a matrimoni gay,adozioni e GPA.
Cofondatore della maison di moda e uno dei proprietari  del quotidiano francese "Le Monde" ,Berge' riflette però il dilemma tipicamente occidentale che mira a mercificare il corpo femminile,facendo della donna una fabbrica di "bambini" per i ricchi.Persino la femminista lesbica Marie-Joseph Bonnet,autrice di Adieu les rebelles,si è dichiarata sconvolta da tali dichiarazioni,intuendo il punto d'approdo di una visione strumentale del corpo:"Ma dove stiamo andando a finire? Che società vogliamo? Il corpo della donna non è una merce e il bambino non è un oggetto che acquistiamo,ma una persona che va protetta e rispettata". E ancora:

"L'utero in affitto è lo schiavismo moderno.È un mercato,è l'apertura al commercio internazionale di bambini  e alla negazione del ruolo della madre,alla riduzione del corpo della donna e mero strumento atto a soddisfare i desideri di coppie agiare.Il messaggio vergognoso che viene fatto passare è che tutto si compra e tutto si vende,compreso il potere procreatore della donna.È uno scandalo che deve essere fermato"'.

Bonnet ha testimoniato di essere stata ostracizzata dal movimento LGTB per la sua posizione contro la maternità surrogata.Già nel dicembre 2014 è stata annullata la sua presenza a una conferenza organizzata dall'associazione Les Oublie'-es de la memoire dal titolo " Resistance -Sexualite' -Nationalite à Ravensbruck.La sua presenza disturbava profondamente i responsabili del quartier generale del movimentismo LGBT francese ,evidentemente allergici al libero pensiero.E così,con un'email inviata all'associazione organizzatrice,il centro ha spiegato che la presenza della Bonnet non era gradita in quanto si era macchiata di dichiarazioni virulente e vicine alle posizioni della Manif pour rous".

La conferenza è stata quindi annullata ,per timore che degli estremisti se la prendessero con una donna ,lesbica e femminista,che da quasi mezzo secolo si batte in prima linea per la libertà delle donne.
"In piu di quarant'anni di militanza ,non mi era mai successa una cosa del genere.Sono sconcertata ,continua la Bonnet.",Non se ne parla nei media ,ma al Centro LGBT ,che contiene diverse associazioni,c'è un grava problema di libertà d'espressione.La coordinazione delle lesbiche francesi ha abbandonato il centro per le posizioni sulla GPA".Quando le si parla di "nuova genitorialità",trasalisce."L'omogenitorialita' è un'invenzione che nega l'esistenza di uno dei genitori biologici del bambino.Sono contro l'anonimato,i bambini devono sapere da dove vengono,conoscere la loro storia ,le loro origini.Sono una storica dell'arte e so bene cosa significhi per il bambino come per tutti sapere qual'e' la nostra provenienza.Tutto ciò fa parte della nostra identità".

A parte Bonnet,sono poche le femministe che riescono a intravvedere il cul de sac in cui sono state spinte:negli ultimi cinquant'anni hanno portato talmente avanti le loro battaglie per la rivendicazione dei diritti che non si sono accorte di essere state strumentalizzate  da ben altre cause .L'ipocrisia buonista è riuscita a ottenere dalle stesse donne il consenso a " vendere" o donare il proprio utero a quelle coppie gay maschili o etero sterili che non possono (o non vogliono) avere figli per via naturale.Tale scelta viene addirittura giudicata dalla società come eticamente "giusta" ,in quanto si trasmette l'idea del sacrificio a cui si sottopongono alcune donne che "affittano" il proprio utero ai meno fortunati.

Dal libro UTERO IN AFFITTO-Enrica Perucchietti (Revoluzione)

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