Anglotedesco

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sabato 23 dicembre 2017

NEW YORK TIMES;"Il silenzio degli Usa sulle vittime civili in Iraq"




Articolo che dovrebbero leggere quei tanti leccapiedi degli Usa che non hanno il  coraggio di scrivere queste cose.

Cinquant'anni fa le dichiarazioni fuorvianti del Pentagono sulle vittime civili in Vietnam fecero diminuire la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti del governo e,alla fine,il sostegno alla guerra .L'esercito degli Stati Uniti oggi afferma di aver imparato la lezione del Vietnam e delle guerre successive.Per questo ha creato un sistema per ridurre al minimo le vittime civili,che comprende un requisito introdotto dall'amministrazione Obama:ogni volta che ordina un attacco,i militari devono avere la "quasi certezza" di non colpire i civili.Gli esperti dell'intelligence selezionano gli obiettivi,i militari studiano i modelli per calcolare le angolazioni migliori da cui colpire,squadre di avvocati valutano i piani e,infine,il Pentagono rende pubblico l'esiguo numero di civili rimasti uccisi.
Ma ora sappiamo che tutto questo è,almeno in parte,un'illusione.L'esercito statunitense sta uccidendo molti piu civili di quello che dichiara.Un sistema concepito per garantire trasparenza e responsabilità finisce in realtà per ingannare l'opinione pubblica sui veri costi degli attacchi.Il primo problema riguarda le informazioni d'intelligence che determinano le scelte dei bersagli ,e che spesso sono sbagliate.E poi è molto difficile fare indagini approfondite sulle vittime civili.La coalizione guidata dagli Stati Uniti che conduce le operazioni contro il gruppo Stato Islamico in Iraq sostiene che la proporzione di civili rimasti uccisi negli attacchi aerei è di uno ogni 157 bombardamenti.Un'inchiesta del New York Times Magazine rivela invece che il rapporto è di un civile ucciso ogni cinque bombardamenti aerei."Potrebbe essere la guerra meno trasparente nella storia recente degli Stati Uniti",scrivono Azmat Khan e Anand Gopral,gli autori dell'articolo.I due  giornalisti hanno condotto una ricerca sistematica sul campo per quantificare gli effetti degli attacchi aerei,la prima da quando sono cominciate le operazioni militari contro l'Is in Iraq,nel 2014.Hanno visitato i luoghi colpiti da quasi 150 bombardamenti nel nord del paese,intervistando centinaia di testimoni,sopravvissuti e altre persone.Hanno fotografato frammenti di bomba,mappando la distruzione con immagini satellitari e mostrando i dati raccolti agli esperti della base statunitense in Qatar.
Anche se il diritto internazionale impone ai combattenti  di minimizzare il danno nei confronti dei civili,è irrealistico pensare che tutte le uccisioni civili possono essere evitate.Ma secondo Khan e Gopal gli Stati Uniti potrebbero fare molto di piu.I giornalisti parlano di una costante incapacità della coalizione guidata da Washington,che non ha indagato sui reclami fatti né ha mantenuto dei registi precisi.Alcuni civili sono morti  perché si trovavano vicini a bersagli dell'Is.Ma altri sembrano essere nati colpiti per decisioni prese sulla base di rapporti d'intelligence che hanno scambiato i civili per combattenti;Secondo l'articolo,i militari statunitensi raramente riconoscono le loro colpe o modificano le operazioni per evitare di uccidere civili.
L'opinione pubblica statunitense è in parte insensibile alla questione ,perché tende a credere che la tecnologia e gli attacchi mirati siano in grado di uccidere i cattivi e risparmiare gli innocenti.Ma per quanto possano essere precise le armi ,  cauti i pianificatori ed efficienti i soldati ,la guerra genera  inevitabilmente errori che portano all'uccisione di civili.I leader politici e i militari devono essere onesti e ammettere questa realtà,e i cittadini statunitensi devono comprendere a pieno i costi e le conseguenze delle azioni militari fatte in loro nome.Non sono preoccupazioni di poco conto.Il numero degli attacchi e delle vittime civili sembra in crescita,e gli Stati Uniti rischiano di alienarsi le stesse persone  che vorrebbero salvare.La lotta contro l'Is si è intensificato e si è spostata in città affollate,ma il presidente Donald Trump ha anche dato ai comandanti sul campo maggiore facoltà di prendere decisioni militari nel quadro di una caccia ai terroristi dai confini labili.
L'uccisione dei civili genera un ulteriore danno,perché diventa uno strumento di propaganda per i terroristi e vanifica le operazioni antiterrorismo.Se Trump non farà niente,toccherà al congresso garantire trasparenza e responsabilità,organizzando delle audizioni ufficiali ed esigendo delle risposte.

THE NEW YORK TIMES

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