Anglotedesco

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mercoledì 28 febbraio 2018

Può vincere chiunque ma l'Italia resterà sempre una colonia



Articolo lunghissimo, lo pubblico metà ,la parte piu importante.
Oltre a quello che ripeto tutti i giorni sulla perdita di milioni di posti di lavoro per colpa della robotica, l'Italia è una colonia e da sola non conta nulla.E' incatenata alla dittatura europea e alla NATO.

Il crollo della Unione Sovietica, fornì dunque l’occasione per dare una vertiginosa accelerazione al progetto europeista, con la riunificazione tedesca (Andreotti, con finezza, ebbe a dire: “La Germania mi piace così tanto che ne preferivo addirittura due…”), e il famigerato trattato di Maastricht, che ci avviava, nel silenzio dei media, verso le nostre magnifiche sorti e regressive.
Il progetto è stato costruito dagli strateghi americani per ruotare intorno al ruolo predominante (precisamente di sub-dominio rispetto agli USA) della Germania, conferendo ad essa un esorbitante vantaggio al fine di tenerla saldamente legata al carro atlantico e di distoglierla da tentazioni di liaisons con la Russia, esiziali per gli interessi geopolitici a stelle e strisce.
In questo quadro, l’euro nasce appositamente per conferire alla Germania uno straordinario vantaggio economico ed è per questa ragione che non può essere smantellato.
Alla luce di quanto sopra, si comprende, ora, perché, se non spiegato nei suoi reali termini, che varchino l’ottuso semplicismo dominante, l’appello no euro è soltanto un argomento demagogico per raccogliere consenso?
E se non foste ancora convinti, avete notato la casuale coincidenza per la quale, avvicinandosi le elezioni, l’uscita dalla moneta unica sia sparita magicamente e all’unisono da tutti i programmi partitici? Come Salvini abbia dichiarato che la NATO non si discute e Di Maio si sia recato addirittura a Washington a giurare fedeltà al padrone? Dopo anni di propaganda convegni e il libriccino Basta euro, al momento di fare sul serio e di proporsi come potenziale forza di governo, la Lega ci presenta come soluzione alla morte del Paese, l’emissione dei “mini bot”, perché – udite – “non violano i trattati”. Ci rendiamo conto di quale dichiarazione di sudditanza, di impotenza, di servilismo e di mancanza di coraggio è contenuta in questa proposta da piattino in bocca? Di quali statisti in pectore si tratti?
Eh sì, nonostante il potere – quello vero, che detta l’agenda europeista e dei media – metta in scena la commedia degli opposti estremismi, sono lontani i tempi del sangue contro l’oro, e ancora più lontani quelli del sangue contro l’euro…
C’è, infatti, una tragica verità, che nessun politico vi dirà mai (anche se qualcuno ha suggerito qualche indizio ): l’unificazione europea prevede il sacrificio dell’Italia, la colonia più servile, la più indifesa, per motivi storici e antropologici.
Chi si opponeva a questo progetto di marginalizzazione del Paese: Moro, Craxi, parte della Dc, è stato eliminato con Tangentopoli e il Paese è stato immolato agli interessi americani e dei loro alleati privilegiati (in primis la Germania e subito dopo la Francia), che lo divorano a brani, grazie allo zelante collaborazionismo della nostra classe dirigente, che quando non è venduta è perché non trova acquirenti.
Nel nostro letto di Procuste, attendiamo adesso fiduciosi l’ultima aggressione al succulento boccone del nostro risparmio, che ancora tiene in piedi, assieme alle pensioni e alle case di proprietà (i soprammobili sono già al Monte dei pegni), un territorio – non è mai stata una nazione e non è più nemmeno uno Stato – con oltre il trenta per cento di disoccupazione effettiva.
Questa è, in estrema sintesi, la storia; il resto è propaganda. E non c’è un solo partito o sedicente tale che si presenti alle elezioni raccontandovi la verità.
Siamo un paese occupato. E in un paese occupato, le elezioni non sono soltanto inutili, sono una farsa.

Francesco Mazzuoli
Fonte: www.comedonchisciotte.org

martedì 27 febbraio 2018

Grand Hotel Casapound (Articolo L'ESPRESSO)



Siamo in campagna elettorale e ho trovato questo articolo,ne approfitto per dire la mia.
Non andrò a votare perchè nessun partito è preparato per affrontare il futuro devastante che ci aspetta.
Casapound è un partito inutile, a differenza di quello che dice l'avvocato Marco Mori che ha fatto un salto di qualità all'incontrario passando da due persone sagge come Mauro Scardovelli e Paolo Maddalena ,a Di Stefano e compagnia .Non è neanche il pericolo numero uno come vogliono far credere i giornali e sopratutto i giornalisti ebrei.Certo, fanno aumentare la micro criminalità perchè sono persone violente e molti di loro hanno precedenti penali,però dire che c'è il pericolo fascista è assurdo, stiamo parlando di un partito che arriverà si o no all'1%.






lunedì 26 febbraio 2018

IL VESCOVO DI FERRARA GIAN CARLO PEREGO: "Con quel rosario esibito,Salvini strumentalizza la fede""




Stiamo assistendo ad una campagna elettorale davvero ridicola dove si promette tutto ma non si spiega a chi andrà a votare che l'italietta non conta nulla e che non ha i soldi per risolvere tutti i problemi.Come disse il ministro Andrea Orlando qualche mese fa,siamo stati costretti dalla BCE ad inserire il pareggio di bilancio in Costituzione.Andrebbe spiegato anche all'arcivescovo di Ferrara,Gian Carlo Perego,che  non si può accogliere chiunque anche se sappiamo il business della Chiesa grazie agli stranieri clandestini e non.
Detto questo, Salvini è stato ridicolo a Milano sabato scorso.

"Nessuno pretende di entrare nella coscienza di questo o di quel politico.Però qui ci ritroviamo di fronte a un leader che in maniera contraddittoria si presenta col Vangelo e col rosario e dell'altro lato predica la non accoglienza e il rifiuto dell'altro:ieri il meridionale,oggi lo straniero.Leitmov della storia politica della Lega".

"La prima impressione è quella di una grave strumentalizzazione di due "segni" importanti,fondamentali dell'esperienza cristiana.Per altro da parte di un partito che non si è mai dichiarato di ispirazione cristiana e che si accompagna a una sorta di fondamentalismo cattolico.Contrapposto ad altre forme  di fondamentalismo religioso.Una strumentalizzazione che punta al consenso ,alla creazione di una elettorale ,e che in realtà denota una certa incapacità di distinguere tra le reali esigenze della gente e gli strumenti fondamentali di un'esperienza di fede".

"Il giuramento di Salvini è il chiaro tentativo di compiere un salto,all'ultimo miglio dal voto.Dimenticando la storia però:la Lega ,se in alcuni casi ha anche accolto e fatto proprie alcune preoccupazioni relative ai temi della vita e della famiglia,in realtà per quel che riguarda il tema del pluralismo religioso,dell 'accoglienza,della solidarietà,si è assolutamente distanziata dalle esperienze del cattolicesimo sociale".

Da La Repubblica del 26 febbraio 2018.Risposte dell'arcivescovo di Ferrara Gian Carlo Perego.Intervista di Carmelo Lopapa

domenica 25 febbraio 2018

ROBERTO SAVIANO:"Leggo autori di destra"


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Primato Nazionale,house organ della peggiore destra xenofoba e fascista,questo mese mi dedica la copertina ripercorrendo,in maniera assai tortuosa,la mia storia professionale da "Gomorra" a oggi.Racconta i miei interessi letterari, il mio impegno antimafia,quello contro l'omofobia,la mia battaglia a favore dello ius soli e quella contro la vergognosa campagna anti Ong che M5S,Lega e Pd hanno alimentato questa estate.Non so,forse la loro intenzione era scrivere un articolo che mi delegittimasse e invece mi hanno presentato ai loro lettori raccontando le battaglie di cui vado piu fiero.Avere l'odio dei leghisti,dei neofascisti,dei razzisti,ricevere l'odio degli estremisti di ogni colore,degli imbroglioni della rete,mi riempie di orgoglio e mi dà la garanzia piu importante:non sarò mai come loro.Anzi,questa garanzia la dà a tutti noi,perchè l'autore dell'articolo definisce voi che leggete "radical-chic semicolti" e usa espressioni da ventennio fascista o da "Fascisti su Marte", scegliete voi:"Amare l'Italia vuol dire amare il suo popolo".

Ma il fulcro dell'articolo è sulle mie letture,magari entrasse nel merito,sul mio essere stato,un tempo,super partes e sul mio essermi poi trasformato nel buonista in combutta con tutti i Soros per sostituire la popolazione autoctona  europea con usurpatori provenienti da ogni dove.
Saviano ha letto Ernst Junger e Julius Evola? Ebbeni si.Tipico degli anni Settanta essere valutato a seconda delle letture o di alcuni dettagli.Ricordate Gaber? La vasca da bagno è di destra,la doccia di sinistra:allo stesso modo se leggevi Tolkien eri di destra,se invece avevi in mano "La nausea" di Sartre eri di sinistra.Insomma catalogazioni dalle maglie talmente larghe che alla fine potevi anche prenderci.Quello che però l'autore dell'articolo ignora è che io non solo ,ma lettore lo sono stato,ma lettore di Evola e Junger lo sono tutt'ora.La mia è una formazione lontana dagli steccati ideologici perchè,parafrasando un vecchio poeta,chi compra un libro compra una casa:l'ariosità,la cupezza,i colori o l'assenza di colori,tutto lo decide chi ci vive.Ho abitato e continuo ad abitare autori che sono stati nemici di qualsiasi pensiero progressista ,da Henry de Montherlant a Emil Vioran che è lì a puntellare la mia malinconia ma di Cioran certo non condivido la stima per Codreanu,il ridicolo miliziano di cui era sostenitore.Ritengo Drieu La Rochelle uno degli scrittori che meglio ha tratteggiato la disperazione del sentimento borghese,il  contrasto tra la sordida quotidianità  e l'aspirazione  all'assoluto,ma disprezzo le sue posizioni sulla Repubblica di Vichy.

Leggere non significa necessariamente condividere e non condividere non significa disprezzare."Bagatelle per un massacro" di Cèline ,libro idiota e antisemita,scritto con piglio cospirazionista contro la massoneria ebraica,non mi impedisce di riconoscere il capolavoro di "Morte a credito",nè di pensare  che "Morte a credito" o "Viaggio al termine della notte" siano dei capolavori mi deve far arrivare a dire "bè,se quelli sono dei capolavori  allora l'antisemitismo di Cèline forse merita di essere condiviso".Ecco,questa è un'idiozia,come Evola che in "Sintesi di dottrina della razza",libro assai mediocre,afferma che una donna che abbia avuto rapporti sessuali con un uomo nero,anche se ha cessato di averne da anni può, unendosi con un uomo bianco,generare un bambino nero.Sono deliri che però non mi hanno impedito di leggere e apprezzare i suoi testi mistico-filosofici piu importanti come "Teoria e Fenomenologia dell'individuo assoluto" o "Metafisica del sesso".Eppure il mondo che si appella a questi pensatori a volte mi sembra assai modesto,con l'obiettivo ridicolo di ottenere consenso nella piu disonorevole delle battaglie e cioè attaccando gli immigrati che non hanno la possibilità di difendersi.Questi "fieri combattenti" si palesano per quello che sono,ovvero canaglie e noni soldati onorevoli cui si illudono di somigliare.Quando condannarono a morte Robert Brasillach per reato d'opinione (aveva sostenuto Vichy) nonostante una petizione cui aderirono tra gli altri Camus e Cocteau,alla lettura della sentenza alcuni urlarono "E' una vergogna", ma lui chiosò: "E' un onore".
Ecco ,avere contro gli xenofobi per me è un onore.

ROBERTO SAVIANO (L'ESPRESSO)

venerdì 23 febbraio 2018

Articolo del THE GUARDIAN sull'estrema destra italiana




Una breve mia introduzione. Cosa penso degli episodi di violenza tra fascisti e antifascisti? Gente apatica.Sono incapaci di prendersela con chi ha creato questa società marcia e allora la scusa diventa il comunista o il fascista, ovviamente con la collaborazione dei giornalisti tutti servi dell'1%.
Lo ripeto per l'ennesima volta:nei prossimi anni si perderanno milioni di posti di lavoro per colpa della tecnologia,ma per questi non cambierà nulla, la colpa è sempre del comunista che difende lo straniero oppure il ritorno del fascismo.

Piu di settant'anni dopo la morte di Benito Mussolini,migliaia di italiani stanno aderendo a gruppi che si definiscono fascisti.Tra i motivi ,sostengono le organizzazioni antifasciste,ci sono il modo in cui viene raccontata la crisi dei migranti,l'aumento di notizie false e l'incapacità del Paese di fare i conti con il passato.L'attacco che il 3 febbraio a Macerata ha provocato il ferimento di sei africani è solo l'ultima di una serie di aggressioni compiute da individui legati all'estrema destra.Secondo il collettivo antifascista di Bologna Infoantifa Ecn, dal 2014 gli attacchi neofascisti in Italia sono stati 142'
Nel 2001 Forza Nuova aveva 1.500 iscritti.Oggi ne ha piu di 13.000 e la sua pagina Facebook ha pou di 241.000 follower,circa 20.000 in piu del Pd.L'organizzazione di ispirazione fascista Casapound ne ha quasi 234.000.Alle elezioni  del 4 marzo ha candidato alla presidenza del consiglio il suo segretario,Simone Di Stefano."Siamo cresciuti sa soli,senza l'aiuto dei mezzi d'informazione,afferma Adriano Da Pozzo ,uno dei leader di Forza Nuova"'
"Gli altri partiti vogliono promuovere le nostre idee"'Il gruppo di estrema destra ha offerto assistenza legale a Traini.
Le organizzazioni antifasciste sostengono che l'espansione dei partiti e seo gruppi di estrema destra dipende anche dalla riluttanza delle istituzioni a prendere provvedimenti.La proposta di legge presentata nel 2017 alla camera dal deputato del Pd Emanuele Fiano per proibire la propaganda fascista prevede pene detentive  fino a due anni per chi vende Souvenir fascisti o fa il saluto Romano,considerato un reato sia in Austria sia in Germania.A causa dell'opposizione di Forza Italia e della Lega ,il provvedimento è stato bocciato al Senato.
La Costituzione italiana prevede  sanzioni  per "chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione,di un movimento di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità del partito fascista.Le autorità,tuttavia,non sono mai intervenute  contro Casapound  e Forza Nuova,i cui iscritti esibiscono svastiche e bandiere fasciste durante le manifestazioni.Lo scorso anno l'Anpi ha stilato una lista di 500 siti internet che esaltano  il fascismo in Italia,chiedendo che fossero chiusi.Non è stato fatto niente.
Falsi resoconti di stupri compiuti da richiedenti asilo sono condivisi migliaia di volte su Facebook e Twitter."Le notizie false hanno avuto un ruolo fondamentale nella propaganda dell'estrema destra",spiega Francesco Pira,sociologo della comunicazione all'Università di Messina".Non sembra esserci nessuna vigilanza in materia.Il problema non riguarda solo le notizie totalmente false, ma anche quelle dove il termine "clandestini" è usato per descrivere i migranti,marchiando i richiedenti asilo come criminali,uno dei miti piu usati  dalla propaganda della destra"'.
La presidente della Camera Laura Boldrini,spesso bersaglio di attacchi sul web,ha proposto l'introduzione di multe e pene detentive per chi diffonde notizie false.Ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati,Boldrini è nota per le sue posizioni di apertura sull'accoglienza dei migranti.Subito dopo l'attacco di Macerata,in rete è apparsa un'immagine della sua testa tagliata ,accompagnata dalla scritta:"sgozzata da un nigeriano inferocito.Questa è la fine che deve fare per apprezzare le usanze dei suoi amici".

giovedì 22 febbraio 2018

La drammatica situazione in Grecia spiegato ai ragazzi del liceo

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In Grecia la corruzione è ancora molto diffusa,ma ora è alimentata dalla Troika.Il fenomeno coinvolge gli oligarchi,i mezzi d'informazione,le banche  e i vecchi partiti di governo.Sono tutti legati tra loro: i grandi imprenditori del settore edile e navale possiedono i giornali e le emittenti che difendono il Pasok e Nea dimokratia.
Oligarchia è una parola greca,significa "governo dei pochi".La Grecia era già in mano agli oligarchi ,ma il sistema è stato consolidato nel maggio del 2016,quando il parlamento ha accettato,dopo il  solito ricatto ,la creazione del superfondo preteso da Schauble,che mette all'asta quasi tutte le proprietà statali.Nel catalogo digitale ci sono porti turistici ,aereoporti ,spiagge ,isole ,aziende dell'acqua e del gas,castelli e ville,uffici postali ,centri scommesse,viadotti ferrovie ,sorgenti termali ,stadi,tutto il saldo.Sulla carta l'obiettivo del fondo di privatizzazione è garantire " un ricavo il piu alto possibile per lo stato greco".I memorandum affermano che "la vendita rapida a prezzi stracciati" non dovrebbe essere incoraggiata,ma è proprio quello che sta succedendo .Tsipras aveva ottenuto che un quarto del ricavato fosse fosse destinato agli investimenti,ma in una versione  successiva questa clausola è stata silenziosamente cancellata.
Le Grecia è continuamente costretta ad accettare tagli tramite un "waterboarding finanziario",come lo ha definito l'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.Il ricatto funziona così:il governo greco deve pagare i debiti e cerca di mitigare le richieste troppo dure della troika.La troika rifiuta ,il tempo passa,la bancarotta si avvicina  e alla fine Atene accetta tutte le richieste,per quanto impossibili,e la troika versa parte del denaro.
La troika ,a quanto pare,preferisce lavorare dietro le quinte.Non deve rendere conto ai cittadini,ha un potere immenso e incontrollato.In Grecia la volontà di chiarire c'è.Questa inchiesta porta ai ministeri greci delle finanze e del lavoro e all'eurogruppo,dove la troika  esercita il suo massimo potere.Parlare con gli interessati aiuta a farsi un'idea della situazione:quello in corso in Grecia dal 2010 non è altro che un progressivo colpo di stato,un golpe europeo mascherato.
Chi se la,può,piu permettere,un'infermiera? Starthis avanza a piccoli passi nell'atrio dell'ospedale con la sua flebo.Poco piu avanti una busta passa di mano,la donna con l'accento straniero conta le banconote,quella greca piange."Due o tre anni fa avevamo ancora qualche risparmio",dice Starthis,"ora non resta piu niente.Non è colpa degli albanesi,è stata la troika a creargli un mercato".Ogni tanto la polizia arriva e arresta le infermiere irregolari.A volte anche i neonazisti di Alba dorata controllano i passaporti.
Un quarto dei greci ha perso la copertura sanitaria.Eppure due anni fa la Commissione europea scriveva:"Il governo greco deve garantire a tutti l'accesso alla sanità,anche a chi non è assicurato" e una società piu giusta richiede un sistema di assistenza sociale.Negli ospedali mancano lenzuola,garze e medicinali.Il numero di aborti clandestini è in forte aumento,la psichiatria è stata praticamente cancellata.Le infezioni sono sempre piu frequenti,e girano un sacco di racconti su interventi di routine finiti con la morte dei pazienti.I medici migliori sono partiti per l'estero.

mercoledì 21 febbraio 2018

LE SOLITE PROMESSE.Silvio Berlusconi 21 febbraio 2018




Silvio Berlusconi non ha tutti i torti quando ieri in un suo intervento ha fatto notare i due volti di Matteo Salvini.Uno quando parla con lui e l'altro davanti ai suoi sostenitori.
Intanto ieri a Modena si è rifiutato di parlare dell'euro rispondendo in maniera seccata ad un suo sostenitore che glielo chiedeva quasi in ginocchio.Sembra una cosa da poco...ma dice tanto...

Al minuto 7 del video sotto..


martedì 20 febbraio 2018

ALESSANDRO DAL LAGO:"I grillini non sono il partito della protesta ma del “distacco”




Il Movimento 5 stelle è uno dei tanti partiti che non pensa al futuro ,cioè alla perdita di milioni di posti di lavoro per colpa dei robot.Pensano solo a tappare dei buchi, come Salvini.
Non andrò a votare e me ne vanto.

Eppure i partiti non ne parlano. Al massimo si propongono bonus e flat tax.
In campo ci sono tre grandi soggetti, di cui due in crisi di legittimazione, Pd ed M5s, e il terzo, il centrodestra, già delegittimato 5-6 anni fa, rinato come un’araba fenice ma pronto a dividersi dopo la probabile vittoria.
In che misura questi tre soggetti rispecchiano la realtà del paese?
Ritraggono orientamenti che sono in larga parte immaginari. A destra c’è una sorta di Democrazia cristiana fuori tempo, ma senza essere un partito di massa: Forza Italia, da sempre virtuale, ha avuto in passato il 30 per cento dei voti, oggi è al 17. Si è alleata con un partito ex “catalano”, oggi di destra, e con un partitino di ex fascisti.
Poi viene il Partito democratico.
E’ il partito di un uomo solo al comando che mira ad una formazione piccola ma di cui controlla tutte le leve.
E infine il Movimento 5 stelle.
Un ircocervo né di destra né di sinistra, che fa finta di essere democratico quando è gestito da una società di consulenza aziendale e che oltretutto si sta annacquando giorno dopo giorno.
Perché definisce questi orientamenti immaginari?
Perché il centrosinistra non ha fatto più spesa pubblica e cacciato meno immigrati di quando avrebbe potuto fare il centrodestra al governo. Sono differenze più immaginarie e simboliche che non legate a interessi o politiche materiali.
I sondaggisti dicono che l’astensione è intorno al 34 per cento. Il 40 per cento dei giovani sono totalmente disinteressati al voto. Sono cifre preoccupanti.
Eppure non sono una novità. A Ostia, che con 80mila persone è grande quanto una città della provincia italiana, è andato a votare il 33 per cento. Siamo in una fase di transizione. I modelli politici tradizionali sono morti, quelli nuovi ancora non ci sono ma si affacciano nuove dimensioni: la politica non passa più per la tv e i comizi ma per i social media.
E i social come la stanno cambiando?
C’è un distacco crescente dalle azioni e dalle scelte condivise. I soggetti interagiscono con l’ambito pubblico rimanendo confinati in una sfera totalmente privata, quella del loro schermo. Fare politica si è ridotto ad assistere alle polemiche su Twitter e Facebook.
Sono saltati i vecchi modelli, ha detto. A cosa si riferisce esattamente?
Negli Stati Uniti c’è un presidente che si vanta di avere il bottone nucleare più grande di quello degli altri. In Francia non c’è più il partito che per quarant’anni si è alternato con la destra alla guida del paese. In tutta Europa crescono i partiti xenofobi. In Italia i giovani del Sud sono destinati a rimanere esclusi o ai margini dei processi produttivi. Si potrebbe continuare.
Verso dove stiamo andando, secondo lei?
Verso un aumento radicale della diseguaglianza. C’è un distacco sempre più netto tra la società digitale post-industriale e quelli che restano indietro. E che non hanno speranze. Un 60enne che faceva l’operaio e perde il lavoro dove va? a lavorare in un call center? Da questo punto di vista il Jobs Act è stato fatto apposta per espellere le persone dal mercato del lavoro. Si dà loro qualche indennità e stop.
E come possono dei partiti “immaginari” governare questi processi?
Appunto. Il centrodestra italiano ha un senso solo nella società degli integrati, di quelli che non vogliono perdere il loro status. Il Pd è ancorato a un sistema di notabilato e di gestione degli interessi radicato in due-tre Regioni, senza le quali non esisterebbe. Il monopolio del voto meridionale da parte del centrodestra non c’è più: i tempi del 61 a zero in Sicilia (politiche del 2001, ndr) sono ormai lontani.
Anche lei è convinto che M5s farà il pieno di voti al Sud?
Sì. Il voto a M5s non è di protesta ma di distacco: segnala la nuova estraneità al mondo politico.
Ma come si spiega?
Nelle regioni del Sud gli elettori vedono — a torto — M5s come l’alternativa elettorale, legale, a una società che non amano, a un sistema di potere che rifiutano.
Se i 5 Stelle avessero successo?
Non governerebbero. Da un lato perché non ne sono capaci, dall’altro perché il sistema elettorale li estromette dal governo. Ci sono due aspetti da rilevare. Uno è l’ostilità, di per sé inammissibile, verso un ceto politico nuovo e, va detto, indecifrabile. L’altro è l’autodifesa del sistema. Le prove di governo che i 5 Stelle hanno dato sono disastrose.
Ma quanto conta il voto del 4 marzo?
E’ un voto ininfluente, perché la riforma elettorale ha introdotto un proporzionale corretto che non permette a nessuna forza di avere il vantaggio che serve per governare.
E chi è che ci governa?
L’Europa è sostenuta da dinamiche economiche di tipo ordoliberista i cui centri decisionali hanno imbrigliato il continente in una serie di vincoli determinati dai Trattati e noi vi siamo dentro. Anche se l’Italia avesse rappresentanti massicciamente contrari all’Unione, non potrebbe fare nulla: l’esempio più lampante viene proprio dal Regno Unito, che non sa come uscirne.
Come si risolverà questa grande contraddizione?
L’evoluzione di queste dinamiche economico-politiche potrebbe durare anche una trentina d’anni. E potrebbe alimentarsi di una o più crisi di cui non conosciamo la portata.

Federico Ferraù
Fonte: www.ilsussidiario.net

lunedì 19 febbraio 2018

Per Matteo Salvini un Mario Draghi presidente del Consiglio non sarebbe un problema...




Ogni discorso è inutile per il semplice fatto che nessuno raggiungerà il 40%.
Sento un Salvini che,nel caso diventasse premier, avrebbe come modello la Svizzera.Cosa impossibili,La Svizzera ,a differenza dell'Italia, non è una colonia.
Mario Draghi accetterebbe il programma della Lega? Ma per carità...è l'opposto di Claudio Borghi e Alberto Bagnai.


MATTEO SALVINI al Resto del Carlino ha risposto alle domande di Antonella Coppari:

"Io rispetto i patti.Se Forza Italia prende un voto piu di noi,sceglie il presidente del Consiglio.E purché accetti il programma che abbiamo firmato tutti,non ci sono veti.Tutti i sondaggi dicono che l'unica maggioranza possibile è quella del centrodestra ,perché Pd e cinquestelle sono dietro di dieci punti.Mi auguro che sia una maggioranza larga,che non dipenda da una sola persona.Se però non ci fosse,la Lega non partecipa a nessun tipo di governo con altri.A me piacerebbe che ci fosse un'unica delegazione del centrodestra.Se c'è una squadra che vince e che governa è giusto che ragioni da squadra"

"La priorità è far tornar la gente a lavorare.Con la tassa unica,l'abolizione della legge Fornero,la cancellazione degli studi di settore,spesometri ,redditometri con un Paese federale che garantisce piu efficienza e meno sprechi.Poi c'è il tema della sicurezza e dell'immigrazione.È chiaro che in un mese non risolveremo tutti i problemi,però abbiamo chiaro in testa come muoverci.Attuando i costi standart uguali per tutte le regioni ,solo nella sanità risparmiamo 15 miliardi;stando bassi,sulla pace fiscale tra gli italiani ed Equitalia in due anni si recuperano 50 miliardi di euro di cartelle esattoriali.Soprattutto,però,la gente torna a lavorare e a pagare le tasse sul reddito; il nostro obiettivo è rimettere in circolo quel denaro che negli ultimi anni è stato tolto agli italiani"

domenica 18 febbraio 2018

MARCO TRAVAGLIO:"Da quando sono direttore del Fatto ho circa 300 querele"

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QUANTE QUERELE HA PRESO NELLA VITA?

Ho perso il conto.Fino a un paio di anni fa circa 250 tra cause civili e penali.Da quando sono direttore responsabile siamo credo intorno alle 300,visto che rispondo anche alle cause che fanno ai miei giornalisti.

PER ALESSANDRO SALLUSTI:"LE CAUSE PER OMESSO CONTROLLO SONO UN'ASSURDITA' ,VISTO CHE NESSUN DIRETTORE RESPONSABILE PUO' LEGGERE TUTTO QUELLO CHE VA IN PAGINA.COSA NE PENSA?

La nostra è una responsabilità di natura formale,è ovvio che non possiamo leggere tutto, ma se vuoi questa responsabilità ,allora non fai il direttore responsabile,ti scegli un altro ruolo.Inoltre,nel momento in cui io sottoscrivo un patto di manleva con i giornalisti,qualcuno deve rispondere per l'azienda.Il problema non è questo.


QUAL'E ALLORA?

Secondo me chi intende fare causa per un errore del giornale,prima di rivolgersi ai tribunali dovrebbe essere obbligato a fare una richiesta di rettifica.Chi sbaglia deve rettificare e scusarsi.Utilizzando lo stesso spazio che si era utilizzato per dare la notizia errata.Noi del Fatto Quotidiano quest'anno per esempio abbiamo intervistato l'ex parlamentare del PCI Nino Mannino convinti che fosse l'ex ministro Calogero Mannino.Ci siamo scusati,dando alla rettifica più spazio e più visibilità che all'intervista stessa,forse.


LA RETTIFICA PERO' NON PUO' ESSERE LA VIA D'USCITA PER QUALUNQUE ERRORE

E' chiaro.Se fai una campagna di anni per dire che Di Pietro è un tangentaro,poi non puoi mica fare una rettifica e cavartela così.Da noi esiste il fenomeno unico al mondo di giornali che non sono giornali e massacrano le persone con notizie false,con un editore alle spalle che paga i danni perchè tanto anche se deve pagare avvocati e risarcimenti poi lucra su altri tavoli,e questo è qualcosa che indebolisce la battaglia.Il problema nasce con Silvio Berlusconi e tutti quelli che sono al servizio di Silvio Berlusconi,che scrivono infamie infondate e se ne fregano delle cause,perchè tanto paga il padrone.Poi finisce che accumulano condanne penali e magari arriva la galera,come per Sallusti.


E PER I REATI DI OPINIONE?

Quelli li dovrebbero sbaraccare. Sia chiaro.Quando i Sallusti e i Ferrara dicono che sul tema ho ragione,come se la pensassimo allo stesso modo,dovrebbero aver chiaro che,come per esempio dicevo prima,scrivere che Di Pietro prendeva tangenti,come alcuni di loro hanno fatto per anni, non è un'opinione.E' una falsità,che è un altro conto.Michael Moore ha scritto un libro su Bush e famiglia intitolato STUPID WHITE MEN, ma nessuno l'ha mai querelato.Qui ci sarebbe un processo per diffamazione.


UN ESEMPIO AUTOBIOGRAFICO SUL REATO D'OPINIONE?

Tempo fa ero ospite da Fabio Fazio,ho detto che Schifani frequentava persone condannate per mafia,che se uno guardava l'elenco dei presidenti del Senato da Spadolini a Schifani c'era una picchiata, di questo passo il prossimo presidente del Senato sarà una muffa o un lombrico,aggiunsi.Schifani mi fece causa,il giudice mi assolse perchè avevo detto che Schifani frequentava  dei mafiosi ma mi condannò a risarcirlo con 15.000 euro perchè gli avevo dato della muffa.Che poi non gli avevo dato della muffa ho detto che il prossimo presidente sarebbe stato una muffa...


SECONDO VITTORIO FELTRI IL REATO DI DIFFAMAZIONE SI DOVREBBE RISOLVERE SOLO IN SEDE CIVILE,CON DEGLI EVENTUALI RISARCIMENTI DANNI.

No,nel modo piu assoluto.Se devo pagare 5 anni di stipendio a qualcuno,preferisco farmi sei mesi di galera.


LA VICENDA GIUDIZIARIA PIU' FATICOSA?

Quella con Cesare Previti.Scrivevo per l'Indipendente  e nel 1995 feci una sorta di riassunto della sua carriera.Riferendosi agli 80'-90' scrissi che all'epoca già era indagato,che era un futuro cliente di procure tribunali.Lui mi fece una causa civile nel 1996 e nel frattempo l'Indipendente fallì,quindi mi ritrovai senza avvocato del giornale.Per una serie di ragioni,non furono prodotti nè la rassegna stampa che avevo preparato,nè il registro degli indagati dove il suo nome era iscritto dal 29 settembre 95'.Fui condannato a scucire 79 milioni di lire.Non li avevo e siccome nel civile i soldi li devi dare subito,mi fu pignorato un quinto dello stipendio,per anni.

da ROLLING STONE mese di febbraio.Intervista di Selvaggia Lucarelli


venerdì 16 febbraio 2018

Nasce il primo forum nazionale di economia dove si teme il ritorno del fascismo





Come si fa ad aver paura del ritorno del Fascismo se il partito fascista è allo 0,8%?

Il capitalismo ha in sè il germe delle disuguaglianze perchè è fatta di competizione,ed è con la competizione che si crea quella dinamica virtuosa di aumento della ricchezza che è invece mancata nel socialismo reale.Non c'è quindi nulla di ideologico nell'approccio del Forum:l'ispirazione appare piuttosto  quella pragmatica dell'economista inglese Anthony Atkinson ,scomparso un anno fa,e particolare del suo ultimo libro "disuguaglianza": che cosa si può fare? Nel quale vengono  avanzate quindici proposte concrete per avviare un percorso di riduzione del divario sociale.Troppa iniquità ,sostiene la dichiarazione d'intenti del Forum,finisce per devastare le società ,provocando le reazioni tipiche dell'esclusione sociale:guerra tra poveri,nazionalismo e domanda di autoritarismo,cioè desiderio di un capo autocratico che "sistemi le cose", insomma,porta dritti al fascismo:"una parte crescente della popolazione avverte una minaccia alle prospettive di reddito per se e per i propri figli,tende a identificarne la causa in cambiamenti fuori dal nostro controllo, dalla tecnologia all'immigrazione e volge contro di essi il proprio risentimento:da questo insieme di paure deriva una dinamica autoritaria" si legge nella dichiarazione."Ed è a questi rancorosi,a questi cattivi che vogliamo parlare",dice Andrea Mormiroli di Deralus.

da L'ESPRESSO-Alessandro Giglioli

giovedì 15 febbraio 2018

WILLIAM "BILL" RHODES:"Senza un governo certo,l'Italia potrebbe uscire dall'euro"



William "Bill" Rhodes è nato nel 1935.Ne ha viste tante nella sua vita a Wall Street.Per anni è stato a Citigroup, dove ha ricoperto la carica di vice chairman, insomma era il numero due di una delle grandi sorelle del credito statunitense.Per dire,ha partecipato alla ristrutturazione del debito argentino: roba da un centinaio di miliardi di dollari.Ora si è messo in proprio: è amministratore delegato dell'omonima William R. Rhodes Global Advisor e autore di "Banker to the World".Ieri ha rilasciato un'intervista a Vonnie Quinn di Bloomberg.Argomento? Le elezioni italiane.Ebbene ,mister Rhodes l'ha sparata grossa:"Dopo le elezioni,senza un.governo certo,l'Italia potrebbe uscire dall'euro".In teoria è una bomba.Eppure,in forse per il fuso orario, nessuno l'ha preso in considerazione.La Borsa di Milano,per dire, ieri ha chiuso con un rialzo dell'1,8%.Nonostante la diffusione del dato sul Pil 2017,abbastanza deludente.
La finanza però è cosi:la notizia o la dichiarazione è importante in base al trend del momento.Esempio:poche settimane fa il prezzo del petrolio aveva ripreso il volo,nonostante l'America avesse comunicato il sorpasso sull'Arabia Saudita ,alla voce produzione.D'altronde ,se la finanza fosse una scienza esatta ,non esisterebbero i mercati,le Borse.
Proprio sulla volatilità fanno soldi i grandi padroni di Wall Steet.Tipo il fondo Bridgewater,capitanato da Ray Dalio ,che ultimamente ha scommesso al ribasso di circa 10 miliardi contro i principali titoli di Piazza Affari.Ha iniziato a fine 2017 e, dopo gli scossoni degli ultimi giorni,si può dire che la sua mossa gli ha reso qualche soldino.Rhodes ha evocato ieri negli studi di Bloomberg a New York proprio un'Italexit,partendo dalla scommessa ribassista di Ray Dalio."Pesano le banche",ha continuato il finanziere 82enne ,"che si trovano in una situazione migliore rispetto al 2016" ma non del tutto convincente.E poi ,ha puntualizzato Rhodes, "la Germania" è solida e la Francia "ha Macron":è l'Italia il buco nero della Ue.Da qui la suggestione,il suo ammonimento:"Dipende da chi vince,ma in Italia si potrebbe tenere un referendum sulla Brexit  per lasciare l'euro".Vedremo oggi se le parole di "Bill" avranno un peso.Di certo sono partite le grandi manovre sui mercati,per fare quattro soldi,a spese nostre.

Da Libero del 15 febbraio 2018.Giuliano Zulin

mercoledì 14 febbraio 2018

La crescita record di Visegrad (Polonia,Repubblica Ceca,Slovacchia, Ungheria)





Il gruppo di Visegrad cioè Polonia,Repubblica Ceca,Slovacchia e Ungheria hanno costituito un gruppo di consultazione e azione comune,un'alleanza all'interno dell'unione e sono in disaccordo con Bruxelles su molti temi,dalla questione della grande ondata migratoria fino alle idee sul futuro dell'integrazione politica europea.Alcuni dei quattro,segnatamente Polonia e Ungheria,sono sotto il tiro della Ue per accuse di riforme istituzionali che segnano strappi ai valori costitutivi europei dello stato di diritto.Ma un dato accumula i paesi di Visegrad:la forte,continua crescita economica,su cui puntano sempre più per contare di più in Europa anche a livello politico.E' anche dovuta,certo,al consistente contributo dei fondi di coesione europea.Ma non sarebbe possibile senza dinamismo e competitività interni a quelle economie.Per cui attirano investimenti ,specie dai paesi europei piu forti ma anche dall'Estremo Oriente e dal Nordamerica,e mentre calano i loro tassi di disoccupazione,i Quattro hanno o tendono ad avere anche conti sovrani solidi e sotto controllo.Una realtà dinamica tanto piu notevole se si ricorda che i Quattro paesi nel 1945 non furono liberati dagli angloamericani ma liberati-occupati dall'Armata Rossa, che non ebbero il piano Marshall e furono anzi ridotti anche dal punto di vista economico a colonie dell'impero sovietico.I quattro di Visegrad possono non piacere politicamente,ma sul piano economico sono "tigri" sempre  più strettamente integrate nell'economia globale della Ue.

POLONIA

E' la più grande economia dell'Est dell'Unione europea,e anche dal punto di vista geopolitico,politico e militare il Paese tra i Quattro che ha il maggior peso.Da anni,chiunque abbia governato a Varsavia ,la crescita è impietosa: secondo gli ultimi dati,l'aumento del Pil ha raggiunto il 3,8%, una cifra invidiabile anche per Berlino certo, i fondi di coesione sono un contributo essenziale,ma non bastano davvero a spiegare il miracolo polacco.Le riforme dallo Stato padrone al libero mercato furono veloci,brutali,dopo la rivoluzione del 1989, guidate da Leszek Balcerowicz, superministro delle Finanze.Negli ultimi anni il loro spirito è stato mantenuto sia dai governi liberal di Platforma sia dal nazionalconservatori del PIS (Prawo,Spawiedlmywosc,Diritto e Giustizia del leader storico Jaroslaw Kaczynski) tornati al potere con la maggioranza assoluta dopo la vittoria elettorale dell'ottobre 2015.Il nuovo premier ,Mateusz Morawiecki;ha una solida formazione economica è stato titolare di Economia e finanze.E ha lanciato un piano dirigista ma per trasformare il boom del paese con la maggiore Borsa dell'est in miglioramento qualitativo con più investimenti pubblici,privati nazionali e stranieri nei settori di punta.Intanto molti degli emigrati del dopo 89' tornano a casa,e c'è scarsità di manodopera tanto che oltre un milione di ucraini fuggiti dalla guerra hanno trovato lavoro in Polonia.


REPUBBLICA CECA

E' sempre stata la parte più ricca dell'ex Cecoslovacchia,Paese che dall'indipendenza nel 1918 all'aggressione hitleriana contro Praga vent'anni dopo divenne una democrazia più industrializzata della Francia.La crescita è dell'ordine del 3% ,il "divorzio di velluto" dalla Slovacchia non ha cancellato l'integrazione economica tra i due Stati.La Cechia è tornata polo industriale e di eccellenze,dal manifatturiero metalmeccanico (auto ma anche treni,elettronica,energia con centrali di ogni tipo,farmaceutico).Alte tecnologie e ricerca scientifica sono tornate a fiorire,con investimenti stranieri e locali.La disoccupazione oscilia tra il 3 e il 4%.La breve durata dei governi non ha troppo disturbato l'economia.E gli investitori restano sereni anche a fronte dell'attuale incertezza,se il premier designato,il tycoon Andrej Babij,secondo uomo più ricco del Paese,riuscirà a formare una coalizione o un governo di minoranza o niente di tutto questo.


SLOVACCHIA

Quando Praga e Bratislava concordarono la separazione pacifica e la fine della Cecoslovacchia ,la maggior parte degli osservatori economici internazionali pronosticava per gli slovacchi un futuro da Mezzogiorno dell'ex Paese unito se non addirittura un avvenire di balcanizzazione,sono stati smentiti dai fatti Passato il periodo populista-dirigista di Vlademir Meciar,i governi successivi,dal democristiano Dzurinda all'attuale leader il socialista  Robert Fico,hanno deregolato e detassato in ogni modo per attrarre investimenti stranieri.Col risultato che la crescita media attuale è del 3,8%.Unico dei paesi di Visegrad.Ad aver scelto di entrare nell'eurozona,la Slovacchia non ne ha sofferto e non ha assolutamente perso competitività.Il principale motore della crescita è il settore automobilistico.La Slovacchia è una delle location mondiali preferite dai grandi costruttori,dai vari marchi del gruppo Volkswagen ai coreani,dai francesi fino all'arrivo piu recente:i prestigiosi marchi di lusso britannici Jaguar e Land Rover.Perchè preparandosi agli effetti negativi della  Brexit i loro proprietari indiani hanno dislocato nel Regno Unito proprio in Slovacchia la produzione dei modelli piu nuovi e di maggior successo.


UNGHERIA

Il premier nazionalconservatore Viktor Orban è l'ideologo più attivo dell'eurominimalismo del gruppo,della "democrazia illiberale" e della linea dura sui migranti.Con alcuni Paesi vicini,come la Slovacchia,i rapporti hanno fasi difficili a causa del nazionalismo magiaro.Ma un motivo della molto probabile vittoria elettorale  di Orban (sarebbe la terza consecutiva) alle elezioni legislative del prossimo 8 aprile,oltre alla debolezza delle opposizioni e al controllo delle istituzioni da parte della maggioranza,è il dinamismo economico.Creato anche dal basso costo del lavoro e limiti ai diritti sindacali.Ma gli investimenti esteri piovono.La crescita è del 3,6% ,e dal 2010 a oggi Budapest è passata da una situazione che ad alcuni sembrava vicina a un rischio di default a conti senza controllo.Senza modestia,Orban parla spesso di un futuro in cui "i principali finanziatori del bilancio dell'Unione europea saranno la Germania e altre economie solide,esempio noi quattro di Visegrad".E non si stanca di ricordare che se le tensioni politiche con Bruxelles,o con il duo francotedesco,non si risolveranno ma avranno anzi ripercussioni economiche e sugli investimenti,Visegrad può cercare partner altrove,in altre grandi economie in crescita,dalla Cina alla Turchia.


Da REPUBBLICA AFFARI & FINANZA del 12 febbraio 2018

martedì 13 febbraio 2018

Anche dopo Lehman Brothers i lupi non perdono il vizio e Ray Dalio scommette 10 miliardi di dollari contro l'Italia




Nonostante la malainformazione delle puttanelle , i colpevoli di questo disastro economico sono quelli che hanno fatto crollare la Lehman Brothers e come potete leggere in questo articolo, nessuno di loro se la passa male.
Intanto ieri sera Matteo Renzi dalla Gruber ha ripetuto per l'ennesima volta che hanno salvato il paese.Certo:

1)come mai nonostante abbiano salvato l'Italia, non sono il primo partito d'Italia?

2Grazie a loro l'Italia è talmente messa bene che il piu potente hedge fund del mondo, Bridgewater di Ray Dalio, ha scommesso 10 miliardi di dollari contro l'Italia.Per carità, sono dei criminali, ma ci prendono sempre...

lunedì 12 febbraio 2018

La pressione dei tedeschi per far entrare l'Italia nell'euro (Der Spiegel)




Dai documenti pubblicati dal settimanale  Der Spiegel emerge infatti che,nel 1997,il Governo italiano,consapevole dei gravi problemi del paese e conscio di non poter raggiungere i parametri imposti da Maastricht,suggerisce per ben due volte ,di rinviare l'introduzione dell'euro.Ma i tedeschi respingono l'idea.Il cancelliere tedesco,che dice di sentire "il peso della storia alle sue spalle" e per cui la moneta comune rappresenta "una garanzia di pace" ,teme  che il suo progetto piu importante ,dopo la riunificazione tedesca,possa fallire ed è determinato a concludere l'unione monetaria  prima delle elezioni parlamentari del 1998 (la sua rielezione,infatti, è in pericolo e il suo sfidante ,il socialdemocratico Schroder,è un euroscettico).
Il pericolo comunista non c'è piu ma, dalla caduta del muro di Berlino, c'è un altro obiettivo che i c.d  "illuminati" hanno fretta di raggiungere,è l'Unione Europea:"Gli spiriti piu Illuminati,anche nei periodi oscuri della storia europea hanno sempre guardato a questi obiettivi come fattori in grado di determinare stabilmente le condizioni per la pace e per il progresso sociale ed economico del nostro continente...chi è convinto della propria causa diventa coraggioso e,certo ,anche spregiudicato".

Il Governo italiano quindi,secondo i documenti pubblicati da Der Spiegel,per poter raggiungere formalmente i parametri di Maastricht,trucca i conti:"Ciampi si rivelò un creativo giocoliere della finanza pubblica.Introdusse,ad esempio,l'Eurotassa e ideò un intelligente trucco contabile consistente nel vendere le riserve auree del paese alla Banca centrale tassando i profitti.Il deficit di bilancio di conseguenza diminuì.Anche se in ultima analisi Eurostat non avallo' questi stratagemmi,simbolicamente si ebbe la conferma di quello che era il fondamentale problema italiano:il bilancio non era in equilibrio,ma gli effetti speciali avevano prodotto conseguenze positive".
Lo stratagemma ,però non passa inosservato.
Gli olandesi chiedono maggiori garanzie per poter permettere l'ingresso nell'eurozona dell'Italia e,mentre "in seno alla Cancelliera di Helmut Kohl in molti nutrirono  seri dubbi sulla moneta comune europea", quattro professori universitari si rivolgono alla Corte costituzionale tedesca per impedire l'introduzione dell'euro.Ma Kohl è irremovibile e, pur di portare a termine il progetto,dichiara alla Corte che la richiesta inoltrata è assolutamente infondato, che potrebbe essere giustificata solo nel caso di un "sostanziale scostamento" rispetto ai criteri di Maastricht,ma che tale scostamento "non 'era ,né era prevedibile".Non è cosi: "I documenti dimostrano che Berlino conosceva bene il reale stato  dei conti pubblici italiani".
Ma l'euro non può aspettare e l'Unione Europea,fondata sulla  "libera concorrenza senza distorsioni",ovvero : " quel libero di annientare il piu debole" deve nascere al piu presto.
Come già successo in passato,in occasione del Trattato di Versailles,insigni economisti avvertono del pericolo di scelte sbagliate in campo economico:" il laissez-faire non ha fondamenti scientifici e conduce a risultati socialmente rovinosi". Cosi,se da un lato l'americano Paul Samuelson ,premio Nobel per l'economia,pone in dubbio la robustezza e la desiderabilita' del modello americano basato sul libero mercato " evidenziandone due caratteristiche: 1) l'economia americana è una economia spietata
2) la forza lavoro americana è una forza lavoro spaventata.I lavoratori americani sono ora spaventati e insicuri,e poiché non possono contare su trasferimenti dello stato,sono costretti ad accettare salari di equilibrio anche bassi...Nelle forme attuali della concorrenza,il darwinismo sociale non è un credo,è una realtà",il premio Nobel per l'economia,il francese Maurice Allais spiega nei dettagli come:

1)lo spossessamento di ogni potere reale sulla moneta avrebbe prodotto in Europa una crisi di primaria grandezza accompagnata da disoccupazione incontrollata.

2) la regola del libero mercato,e la conseguente assenza di una qualche protezione ,avrebbe portato inevitabilmente alla distruzione di ogni attività in tutti i paesi con reddito piu elevato ,ossia alla sistematica distruzione di tutte le industrie dell'Europa occidentale e quelle dei paesi sviluppati.

domenica 11 febbraio 2018

L'Italia degli anni 90' e l'Italia se uscisse dall'euro.Le sciocchezze di A. Friedman


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Ho sempre considerato il neoliberismo il  male maggiore  dell'Italia e del mondo e ho sempre considerato sbagliato l'idea dell'uscita,da sola, dell'Italia dalla moneta unica nonostante io sia contrario.
Non posso però accettare le sciocchezze scritte da Alan Friedman nel suo ultimo libro sugli anni 90' in Italia.
Il ceto medio-basso ,nonostante l'inflazione piu alta di quella di oggi e i tassi d'interesse per un fido del 10-15%, stava meglio e trovava lavoro.Io mi ricordo che nel 1995, a 19 anni, dovetti rinunciare a 10 posti di lavoro perchè stavo lavorando per tre mesi in una piccola ditta meccanica (mai avuto feeling con la fabbrica ma come primo lavoro ci poteva stare).


dal suo ultimo libro 

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COSA SUCCEDEREBBE SE USCISSIMO DALL'EURO?

Le cose andrebbero sicuramente peggio per tutti noi se l'Italia uscisse dall'unione monetaria.Certo, la nuova lira sarebbe molto piu debole dell'euro e del dollaro,forse del 30% ,e questo permetterebbe di diminuire il costo dei prodotti esportati.Ma i benefici, ovvero l'aumento delle entrate grazie al Made in Italy,sarebbero nullifficati dal contemporaneo innalzamento dei costi per tutte le materie prime che l'Italia importa dall'estero,come ad esempio l'energia.

L'uscita dall'euro e il ritorno alla lira porterebbero  in dote,quasi certamente,un'inflazione a due cifre che si tradurrebbe in tassi d'interesse stratosferici.C'è qualcuno fra i meno giovani che ricorda le rate dei mutui al 10 o al 15%? E gli anni Novanta,quando i bot rendevano al 12%? Lo Stato,per riuscire a piazzare i suoi titoli e finanziare il debito,doveva corrispondere interessi altissimi e sborsare un sacco di soldi.Questa è l'Italia dei nostalgici.L'euro ha portato tassi d'interesse esigui.Prima dell'euro,lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi poteva arrivare a a superare i 1000 punti! E per un fido in banca si pagavano tassi del 10 o del 15%.

venerdì 9 febbraio 2018

Matteo Salvini vuole una tassa sui robot perché sono a rischio tre milioni di posti di lavoro.Anche di piu caro Matteo..



A differenza dei quotidiani boati gastrici, stavolta Matteo Salvini ha tirato fuori un argomento sacrosanto, ed è quello dei robot che faranno perdere milioni di posti di lavoro.Tassa sui robot o no, si arriverà ad un punto che spariranno tanti posti di lavoro che sarà necessario un reddito di cittadinanza.Comunque caro Matteo, i posti a rischio saranno una decina di milioni, leggi qui


Da LA VERITÀ del 9 febbraio 2018.Luca Telese

Le parole choc sulla Robotax ,Salvini le pronuncia di prima mattina ,proprio mentre è ospite di Oscar Giannino e del sottoscritto, a Radio24.Ma,a ben vedere,sono frutto di un lavoro di lungo periodo che è il caso di raccontare per capire dove sta andando la Metalmec-Lega di lotta e di governo:"È utile", esordisce Salvini parlando della penetrazione del suo partito nelle fabbriche " tassare le imprese che impiegano i robot nella produzione ,per tutelare i lavoratori che rischiano  di perdere il posto di lavoro.Se ci sono,secondo le stime,ben tre milioni di posti di lavoro a rischio per l'introduzione delle innovazioni produttive in Italia", si chiede il leader della Lega ,"la vogliamo governare la situazione? La vogliamo organizzare? Il robot, deve essere un aiuto allo sforzo umano ,non deve essere meramente la sostituzione dell'essere umano.Investi,fai ricerche ,mi va benissimo: però il futuro va accompagnato.Se con la flat tax noi riduciamo le tasse sulle famiglie e le imprese,per quanto riguarda le grandi imprese sarebbe opportuno che una parte di questi maggiori utili venissero reinvestiti in formazione in tutela e in stipendio per i lavoratori in protezione del territorio".

giovedì 8 febbraio 2018

Ecco come Israele gestisce il problema immigrazione.Cosa ne pensano Parenzo, Floris,Lerner e Mentana?




Non sono schierato con nessuno, solo con la verità.Pensate un po se un domani Matteo Salvini diventasse premier e il suo governo per l'immigrazione copiasse Israele... ci sarebbe il finimondo.

mercoledì 7 febbraio 2018

Chi c'è dietro i migranti economici?




Della ong bengalese BRAC avevo già parlato in un video che trovate nel mio canale Youtube.Ilaria Bifarini aggiunge altre cose che spiega ancora meglio cosa c'è dietro questa invasione di migranti economici che non scappano da nessuna guerra.

da www.ilariabifarini.com 


È una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti: chi finanzia i costosi viaggi della morte che spingono migliaia di disperati su imbarcazioni di fortuna, tra mille peripezie e l’incognita dell’approdo?
Molti giornalisti si sono impegnati nella ricostruzione dei calvari degli emigranti per arrivare al porto di partenza, delle condizioni schiavistiche cui sono sottoposti dalla criminalità locale. Ma rimane irrisolto il tassello iniziale di queste tragiche diaspore, ossia la disponibilità di somme di denaro ragguardevoli, esorbitanti se rapportate al tenore di vita locale, per intraprendere il viaggio. Le inchieste in merito sono limitate e le nostre domande cadono nel vuoto.
Nel cercare di comprendere questo enigmatico fenomeno ci viene in aiuto uno studio condotto dalla sociologa Maryann Bylander in Cambogia tra il 2008 il 2010. Analizzando la frequenza e le modalità di emigrazione della popolazione si scopre una correlazione diretta tra espansione del microcredito e aumento dei flussi migratori verso l’estero. Stesso nesso si riscontra in un altro Stato del Terzo Mondo, il Bangladesh, paese di origine di circa un decimo dei migranti che ogni anno arrivano in Italia (oltre 10 mila nel solo 2017). E’ qui che, grazie all’appoggio di illustri sostenitori come i Clinton e Bill Gates e con il sostegno della stessa Banca mondiale, venne creata nei primi anni ’80 la Grameen Bank, istituto finanziario che concedeva denaro alle persone più indigenti, impossibilitate ad avere accesso al credito, con il fine “filantropico” di offrirgli un futuro migliore. I prestiti concessi si tramutarono in un incentivo all’emigrazione per la popolazione locale, priva degli strumenti e delle possibilità di investire le somme ricevute in modo proficuo e di poterle restituire con i dovuti interessi. In men che non si dica si è venuto a creare il business dei cosiddetti “migration loans”, un affare d’oro per organizzazioni non governative come BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), leader nel settore.

Il sito istituzionale dell’organizzazione bengalese – attualmente la più grande al mondo e prima nella classifica delle cento migliori ONG secondo il Global Journal – nella specifica sezione “Migration loans” dichiara : “In Bangladesh, le scarse opportunità di lavoro per una popolazione in età lavorativa in crescita comportano che molti giovani, uomini e donne si trasferiscano all’estero per lavorare. Sebbene sia spesso un investimento che vale la pena fare, i costi iniziali per andare all’estero sono considerevoli (…) BRAC offre alle persone in cerca di lavoro all’estero prestiti per emigrare, progettati per soddisfare le esigenze di finanziamento dei lavoratori migranti in modo gestibile e conveniente. Il programma di microfinanza controlla anche la validità dei contratti e dei documenti di viaggio per garantire che i clienti non siano vittime di frodi da parte di agenti non autorizzati. (…) A giugno 2016, BRAC ha contribuito a finanziare 194.000 lavoratori migranti che cercano lavoro all’estero.”
Ma non solo, oltre a fornire i finanziamenti e l’assistenza per emigrare, l’organizzazione non governativa più grande al mondo si occupa anche di come ottenere il rimborso e il pagamento del prestito. Nella stessa sezione del sito, infatti, sotto la dicitura “Prestiti di rimessa” si legge: “BRAC fornisce ulteriore supporto alle famiglie dei migranti sotto forma di prestiti di rimesse. Questi prestiti sono progettati per offrire maggiore flessibilità alle famiglie che fanno affidamento sulle rimesse mensili inviate da un familiare che guadagna all’estero.” Tali prestiti, spiega l’ONG, consentono alle famiglie di accedere a somme di denaro forfettarie per fare investimenti o spese mentre aspettano di ricevere le rimesse inviate dall’estero. Si tratta “di scommesse sicure per la famiglia e per BRAC perché i clienti hanno un flusso di guadagno assicurato con cui pagare costantemente le rate ogni mese.” Tra giugno 2014 e giugno 2016 BRAC ha offerto questo servizio a oltre 40.000 famiglie.
Un business sul business quello di BRACche opera non solo in Asia ma anche in America Latina e in molti paesi dell’Africa. Vengono concessi finanziamenti non per lo sviluppo dell’economia locale, bensì per incentivare l’emigrazione, secondo un infondato modello di sviluppo economico che vede nelle rimesse da parte dei migranti una fonte di crescita per il paese d’origine. In realtà è provato che tali rimesse, laddove riescano a ripagare il debito contratto dalla famiglia per il viaggio all’estero, vengono destinate per lo più al fabbisogno e ai consumi primari e non agli investimenti e alla attività produttive locali. Non sono rari i casi drammatici di vite immolate per ripagare il prestito, dall’aumento dei suicidi riscontrato in alcune zone dell’India alla vendita di organi da parte di cittadini bengalesi.
Un affare d’oro quello delle rimesse – a latere del quale prolifera il settore delle agenzie di recupero del credito – che ha visto un incremento in termini globali di oltre il 50% in soli 10 anni, per una cifra complessiva di 445 miliardi di rimesse nel solo 2016, il 13% delle quali è stato inviato in Africa (dati Ifad). E proprio verso questo continente inviare denaro sotto forma di rimesse è particolarmente oneroso, con commissioni che vanno dal 10 fino al 15%.Un sistema perverso e ben oleato di finanziamenti, tassi di interesse e commissioni che fa della disperazione il proprio fulcro.È la finanziarizzazione della povertà e delle vite umane, una delle tappe più sciagurate di un modello economico globale antisociale e regressivo.

martedì 6 febbraio 2018

LUIGI DI MAIO:"Ci penseremo noi a rimpatriare i migranti che Berlusconi ha portato qui"




Fa parte della rubrica "LE SOLITE PROMESSE" perchè sono solo quelle.Con il pareggio di bilancio in Costituzione, con la dittatura europea di Bruxelles, senza una moneta sovrana e banca centrale pubblica ma sopratutto un paese che non conta nulla a livello mondiale, non si troveranno i soldi per fare nulla.

lunedì 5 febbraio 2018

Robotica e dati cambiano i mercati



MATTEO RAMENGHI chief Investiment officer di Ubs Whealth Management Italia:

"La robotica prende sempre piu piede ,siamo tutti connessi a Internet e lo stesso vale per molti degli oggetti che utilizziamo quotidianamente e che producono una quantità di dati senza precedenti"

La finanza è permeata di questo cambiamento strutturale,dato che le prime cinque società mondiali per capitalizzazione di mercato sull'indice globale sono tutte tecnologiche.Un'altra dimensione da tenere in considerazione è legata all'attività automitizzata sui mercati che,negli Stati Uniti,ormai vede ben oltre il 50% degli scambi decisi da algoritmi senza l'intervento umano.

"l'Europa resta indietro su questo fronte ,ma anche da noi si registra una rapida crescita"

Eppure la produttività cresce a un ritmo molto contenuto e l'accesso diffuso alle tecnologie non sta impedendo la progressiva polarizzazione sociale.

"Nonostante la disoccupazione sia scesa ai minimi storici,i redditi delle famiglie americane sono rimasti per lo piu stagnanti"

Dunque ,siamo alle prese con una serie di paradossi ,che influenzano le nostre vite,aprendo le porte a un'affermazione dei movimenti populisti.

"In Spagna è stato necessario quasi un anno per formare un governo dopo le elezioni del 2016,in Olanda da 225 giorni,in Germania continuano discussioni su diverse possibili alleanze dallo scorso settembre,mentre in Austria l'estrema destra ha preso dei ministeri chiave.L'Italia non è immune da questa tendenza e si presenta al voto del 4 marzo  con sondaggi che fanno pensare alla formazione  di una grande coalizione  o,forse,a una prolungata ingovernabilita'.Il quale ,in merito alle indicazioni d'investimento per il breve termine ,rinnova l'ottimismo verso l'equity ,"con una concentrazione sulla componente globale e posizioni piu contenute sull'Eurozona e gli emergenti".

Da LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 5 febbraio 2018