Anglotedesco

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mercoledì 14 febbraio 2018

La crescita record di Visegrad (Polonia,Repubblica Ceca,Slovacchia, Ungheria)





Il gruppo di Visegrad cioè Polonia,Repubblica Ceca,Slovacchia e Ungheria hanno costituito un gruppo di consultazione e azione comune,un'alleanza all'interno dell'unione e sono in disaccordo con Bruxelles su molti temi,dalla questione della grande ondata migratoria fino alle idee sul futuro dell'integrazione politica europea.Alcuni dei quattro,segnatamente Polonia e Ungheria,sono sotto il tiro della Ue per accuse di riforme istituzionali che segnano strappi ai valori costitutivi europei dello stato di diritto.Ma un dato accumula i paesi di Visegrad:la forte,continua crescita economica,su cui puntano sempre più per contare di più in Europa anche a livello politico.E' anche dovuta,certo,al consistente contributo dei fondi di coesione europea.Ma non sarebbe possibile senza dinamismo e competitività interni a quelle economie.Per cui attirano investimenti ,specie dai paesi europei piu forti ma anche dall'Estremo Oriente e dal Nordamerica,e mentre calano i loro tassi di disoccupazione,i Quattro hanno o tendono ad avere anche conti sovrani solidi e sotto controllo.Una realtà dinamica tanto piu notevole se si ricorda che i Quattro paesi nel 1945 non furono liberati dagli angloamericani ma liberati-occupati dall'Armata Rossa, che non ebbero il piano Marshall e furono anzi ridotti anche dal punto di vista economico a colonie dell'impero sovietico.I quattro di Visegrad possono non piacere politicamente,ma sul piano economico sono "tigri" sempre  più strettamente integrate nell'economia globale della Ue.

POLONIA

E' la più grande economia dell'Est dell'Unione europea,e anche dal punto di vista geopolitico,politico e militare il Paese tra i Quattro che ha il maggior peso.Da anni,chiunque abbia governato a Varsavia ,la crescita è impietosa: secondo gli ultimi dati,l'aumento del Pil ha raggiunto il 3,8%, una cifra invidiabile anche per Berlino certo, i fondi di coesione sono un contributo essenziale,ma non bastano davvero a spiegare il miracolo polacco.Le riforme dallo Stato padrone al libero mercato furono veloci,brutali,dopo la rivoluzione del 1989, guidate da Leszek Balcerowicz, superministro delle Finanze.Negli ultimi anni il loro spirito è stato mantenuto sia dai governi liberal di Platforma sia dal nazionalconservatori del PIS (Prawo,Spawiedlmywosc,Diritto e Giustizia del leader storico Jaroslaw Kaczynski) tornati al potere con la maggioranza assoluta dopo la vittoria elettorale dell'ottobre 2015.Il nuovo premier ,Mateusz Morawiecki;ha una solida formazione economica è stato titolare di Economia e finanze.E ha lanciato un piano dirigista ma per trasformare il boom del paese con la maggiore Borsa dell'est in miglioramento qualitativo con più investimenti pubblici,privati nazionali e stranieri nei settori di punta.Intanto molti degli emigrati del dopo 89' tornano a casa,e c'è scarsità di manodopera tanto che oltre un milione di ucraini fuggiti dalla guerra hanno trovato lavoro in Polonia.


REPUBBLICA CECA

E' sempre stata la parte più ricca dell'ex Cecoslovacchia,Paese che dall'indipendenza nel 1918 all'aggressione hitleriana contro Praga vent'anni dopo divenne una democrazia più industrializzata della Francia.La crescita è dell'ordine del 3% ,il "divorzio di velluto" dalla Slovacchia non ha cancellato l'integrazione economica tra i due Stati.La Cechia è tornata polo industriale e di eccellenze,dal manifatturiero metalmeccanico (auto ma anche treni,elettronica,energia con centrali di ogni tipo,farmaceutico).Alte tecnologie e ricerca scientifica sono tornate a fiorire,con investimenti stranieri e locali.La disoccupazione oscilia tra il 3 e il 4%.La breve durata dei governi non ha troppo disturbato l'economia.E gli investitori restano sereni anche a fronte dell'attuale incertezza,se il premier designato,il tycoon Andrej Babij,secondo uomo più ricco del Paese,riuscirà a formare una coalizione o un governo di minoranza o niente di tutto questo.


SLOVACCHIA

Quando Praga e Bratislava concordarono la separazione pacifica e la fine della Cecoslovacchia ,la maggior parte degli osservatori economici internazionali pronosticava per gli slovacchi un futuro da Mezzogiorno dell'ex Paese unito se non addirittura un avvenire di balcanizzazione,sono stati smentiti dai fatti Passato il periodo populista-dirigista di Vlademir Meciar,i governi successivi,dal democristiano Dzurinda all'attuale leader il socialista  Robert Fico,hanno deregolato e detassato in ogni modo per attrarre investimenti stranieri.Col risultato che la crescita media attuale è del 3,8%.Unico dei paesi di Visegrad.Ad aver scelto di entrare nell'eurozona,la Slovacchia non ne ha sofferto e non ha assolutamente perso competitività.Il principale motore della crescita è il settore automobilistico.La Slovacchia è una delle location mondiali preferite dai grandi costruttori,dai vari marchi del gruppo Volkswagen ai coreani,dai francesi fino all'arrivo piu recente:i prestigiosi marchi di lusso britannici Jaguar e Land Rover.Perchè preparandosi agli effetti negativi della  Brexit i loro proprietari indiani hanno dislocato nel Regno Unito proprio in Slovacchia la produzione dei modelli piu nuovi e di maggior successo.


UNGHERIA

Il premier nazionalconservatore Viktor Orban è l'ideologo più attivo dell'eurominimalismo del gruppo,della "democrazia illiberale" e della linea dura sui migranti.Con alcuni Paesi vicini,come la Slovacchia,i rapporti hanno fasi difficili a causa del nazionalismo magiaro.Ma un motivo della molto probabile vittoria elettorale  di Orban (sarebbe la terza consecutiva) alle elezioni legislative del prossimo 8 aprile,oltre alla debolezza delle opposizioni e al controllo delle istituzioni da parte della maggioranza,è il dinamismo economico.Creato anche dal basso costo del lavoro e limiti ai diritti sindacali.Ma gli investimenti esteri piovono.La crescita è del 3,6% ,e dal 2010 a oggi Budapest è passata da una situazione che ad alcuni sembrava vicina a un rischio di default a conti senza controllo.Senza modestia,Orban parla spesso di un futuro in cui "i principali finanziatori del bilancio dell'Unione europea saranno la Germania e altre economie solide,esempio noi quattro di Visegrad".E non si stanca di ricordare che se le tensioni politiche con Bruxelles,o con il duo francotedesco,non si risolveranno ma avranno anzi ripercussioni economiche e sugli investimenti,Visegrad può cercare partner altrove,in altre grandi economie in crescita,dalla Cina alla Turchia.


Da REPUBBLICA AFFARI & FINANZA del 12 febbraio 2018

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