Anglotedesco

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lunedì 12 febbraio 2018

La pressione dei tedeschi per far entrare l'Italia nell'euro (Der Spiegel)




Dai documenti pubblicati dal settimanale  Der Spiegel emerge infatti che,nel 1997,il Governo italiano,consapevole dei gravi problemi del paese e conscio di non poter raggiungere i parametri imposti da Maastricht,suggerisce per ben due volte ,di rinviare l'introduzione dell'euro.Ma i tedeschi respingono l'idea.Il cancelliere tedesco,che dice di sentire "il peso della storia alle sue spalle" e per cui la moneta comune rappresenta "una garanzia di pace" ,teme  che il suo progetto piu importante ,dopo la riunificazione tedesca,possa fallire ed è determinato a concludere l'unione monetaria  prima delle elezioni parlamentari del 1998 (la sua rielezione,infatti, è in pericolo e il suo sfidante ,il socialdemocratico Schroder,è un euroscettico).
Il pericolo comunista non c'è piu ma, dalla caduta del muro di Berlino, c'è un altro obiettivo che i c.d  "illuminati" hanno fretta di raggiungere,è l'Unione Europea:"Gli spiriti piu Illuminati,anche nei periodi oscuri della storia europea hanno sempre guardato a questi obiettivi come fattori in grado di determinare stabilmente le condizioni per la pace e per il progresso sociale ed economico del nostro continente...chi è convinto della propria causa diventa coraggioso e,certo ,anche spregiudicato".

Il Governo italiano quindi,secondo i documenti pubblicati da Der Spiegel,per poter raggiungere formalmente i parametri di Maastricht,trucca i conti:"Ciampi si rivelò un creativo giocoliere della finanza pubblica.Introdusse,ad esempio,l'Eurotassa e ideò un intelligente trucco contabile consistente nel vendere le riserve auree del paese alla Banca centrale tassando i profitti.Il deficit di bilancio di conseguenza diminuì.Anche se in ultima analisi Eurostat non avallo' questi stratagemmi,simbolicamente si ebbe la conferma di quello che era il fondamentale problema italiano:il bilancio non era in equilibrio,ma gli effetti speciali avevano prodotto conseguenze positive".
Lo stratagemma ,però non passa inosservato.
Gli olandesi chiedono maggiori garanzie per poter permettere l'ingresso nell'eurozona dell'Italia e,mentre "in seno alla Cancelliera di Helmut Kohl in molti nutrirono  seri dubbi sulla moneta comune europea", quattro professori universitari si rivolgono alla Corte costituzionale tedesca per impedire l'introduzione dell'euro.Ma Kohl è irremovibile e, pur di portare a termine il progetto,dichiara alla Corte che la richiesta inoltrata è assolutamente infondato, che potrebbe essere giustificata solo nel caso di un "sostanziale scostamento" rispetto ai criteri di Maastricht,ma che tale scostamento "non 'era ,né era prevedibile".Non è cosi: "I documenti dimostrano che Berlino conosceva bene il reale stato  dei conti pubblici italiani".
Ma l'euro non può aspettare e l'Unione Europea,fondata sulla  "libera concorrenza senza distorsioni",ovvero : " quel libero di annientare il piu debole" deve nascere al piu presto.
Come già successo in passato,in occasione del Trattato di Versailles,insigni economisti avvertono del pericolo di scelte sbagliate in campo economico:" il laissez-faire non ha fondamenti scientifici e conduce a risultati socialmente rovinosi". Cosi,se da un lato l'americano Paul Samuelson ,premio Nobel per l'economia,pone in dubbio la robustezza e la desiderabilita' del modello americano basato sul libero mercato " evidenziandone due caratteristiche: 1) l'economia americana è una economia spietata
2) la forza lavoro americana è una forza lavoro spaventata.I lavoratori americani sono ora spaventati e insicuri,e poiché non possono contare su trasferimenti dello stato,sono costretti ad accettare salari di equilibrio anche bassi...Nelle forme attuali della concorrenza,il darwinismo sociale non è un credo,è una realtà",il premio Nobel per l'economia,il francese Maurice Allais spiega nei dettagli come:

1)lo spossessamento di ogni potere reale sulla moneta avrebbe prodotto in Europa una crisi di primaria grandezza accompagnata da disoccupazione incontrollata.

2) la regola del libero mercato,e la conseguente assenza di una qualche protezione ,avrebbe portato inevitabilmente alla distruzione di ogni attività in tutti i paesi con reddito piu elevato ,ossia alla sistematica distruzione di tutte le industrie dell'Europa occidentale e quelle dei paesi sviluppati.

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