Anglotedesco

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domenica 25 febbraio 2018

ROBERTO SAVIANO:"Leggo autori di destra"


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Primato Nazionale,house organ della peggiore destra xenofoba e fascista,questo mese mi dedica la copertina ripercorrendo,in maniera assai tortuosa,la mia storia professionale da "Gomorra" a oggi.Racconta i miei interessi letterari, il mio impegno antimafia,quello contro l'omofobia,la mia battaglia a favore dello ius soli e quella contro la vergognosa campagna anti Ong che M5S,Lega e Pd hanno alimentato questa estate.Non so,forse la loro intenzione era scrivere un articolo che mi delegittimasse e invece mi hanno presentato ai loro lettori raccontando le battaglie di cui vado piu fiero.Avere l'odio dei leghisti,dei neofascisti,dei razzisti,ricevere l'odio degli estremisti di ogni colore,degli imbroglioni della rete,mi riempie di orgoglio e mi dà la garanzia piu importante:non sarò mai come loro.Anzi,questa garanzia la dà a tutti noi,perchè l'autore dell'articolo definisce voi che leggete "radical-chic semicolti" e usa espressioni da ventennio fascista o da "Fascisti su Marte", scegliete voi:"Amare l'Italia vuol dire amare il suo popolo".

Ma il fulcro dell'articolo è sulle mie letture,magari entrasse nel merito,sul mio essere stato,un tempo,super partes e sul mio essermi poi trasformato nel buonista in combutta con tutti i Soros per sostituire la popolazione autoctona  europea con usurpatori provenienti da ogni dove.
Saviano ha letto Ernst Junger e Julius Evola? Ebbeni si.Tipico degli anni Settanta essere valutato a seconda delle letture o di alcuni dettagli.Ricordate Gaber? La vasca da bagno è di destra,la doccia di sinistra:allo stesso modo se leggevi Tolkien eri di destra,se invece avevi in mano "La nausea" di Sartre eri di sinistra.Insomma catalogazioni dalle maglie talmente larghe che alla fine potevi anche prenderci.Quello che però l'autore dell'articolo ignora è che io non solo ,ma lettore lo sono stato,ma lettore di Evola e Junger lo sono tutt'ora.La mia è una formazione lontana dagli steccati ideologici perchè,parafrasando un vecchio poeta,chi compra un libro compra una casa:l'ariosità,la cupezza,i colori o l'assenza di colori,tutto lo decide chi ci vive.Ho abitato e continuo ad abitare autori che sono stati nemici di qualsiasi pensiero progressista ,da Henry de Montherlant a Emil Vioran che è lì a puntellare la mia malinconia ma di Cioran certo non condivido la stima per Codreanu,il ridicolo miliziano di cui era sostenitore.Ritengo Drieu La Rochelle uno degli scrittori che meglio ha tratteggiato la disperazione del sentimento borghese,il  contrasto tra la sordida quotidianità  e l'aspirazione  all'assoluto,ma disprezzo le sue posizioni sulla Repubblica di Vichy.

Leggere non significa necessariamente condividere e non condividere non significa disprezzare."Bagatelle per un massacro" di Cèline ,libro idiota e antisemita,scritto con piglio cospirazionista contro la massoneria ebraica,non mi impedisce di riconoscere il capolavoro di "Morte a credito",nè di pensare  che "Morte a credito" o "Viaggio al termine della notte" siano dei capolavori mi deve far arrivare a dire "bè,se quelli sono dei capolavori  allora l'antisemitismo di Cèline forse merita di essere condiviso".Ecco,questa è un'idiozia,come Evola che in "Sintesi di dottrina della razza",libro assai mediocre,afferma che una donna che abbia avuto rapporti sessuali con un uomo nero,anche se ha cessato di averne da anni può, unendosi con un uomo bianco,generare un bambino nero.Sono deliri che però non mi hanno impedito di leggere e apprezzare i suoi testi mistico-filosofici piu importanti come "Teoria e Fenomenologia dell'individuo assoluto" o "Metafisica del sesso".Eppure il mondo che si appella a questi pensatori a volte mi sembra assai modesto,con l'obiettivo ridicolo di ottenere consenso nella piu disonorevole delle battaglie e cioè attaccando gli immigrati che non hanno la possibilità di difendersi.Questi "fieri combattenti" si palesano per quello che sono,ovvero canaglie e noni soldati onorevoli cui si illudono di somigliare.Quando condannarono a morte Robert Brasillach per reato d'opinione (aveva sostenuto Vichy) nonostante una petizione cui aderirono tra gli altri Camus e Cocteau,alla lettura della sentenza alcuni urlarono "E' una vergogna", ma lui chiosò: "E' un onore".
Ecco ,avere contro gli xenofobi per me è un onore.

ROBERTO SAVIANO (L'ESPRESSO)

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