Anglotedesco

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martedì 10 aprile 2018

CARLO COTTARELLI:"Non puntiamo piu sugli aiuti di Draghi"




Articolo che tutti dovrebbero leggere per capire che non è "la casta" che comanda ma i mercati, le grandi banche.Ci può essere qualsiasi governo ma devi sempre accontentare i mercati, in caso contrario ti massacrano e sei costretto ad aumentare le tasse, tagliare i salari e i posti di lavoro.
Quanto volte in questo articolo Cottarelli ripete che non è colpa dell'austerità...d'altronde viene dal FMI...

Il nuovo governo,da qualunque coalizione sia formato,dovrà cercare di rafforzare la crescita dell'economia,ancora anemica rispetto al reato dell'Europa.Per farlo dovrà perlomeno evitare gli errori del  passato.È utile ripercorrere le crisi degli ultimi anni per capirne le cause e trarne lezioni per il futuro,soprattutto in termini di gestione dei conti pubblici.L'economia italiana cominciò a rallentare nel primo trimestre del 2011 e il tasso di crescita del Pil si azzero' nel secondo trimestre.
Poi il crollo:il Pil scese dello 0,6% nel terzo trimestre e dello0,9% nel quarto.Cosa causò il crollo? Non fu l' austerità fiscale: nel 2011 l'avanzo primario aumentò solo dello 0,5% del Pil.Il crollo fu dovuto a una crisi di fiducia nella possibilità per l'Italia di ripagare il debito rimanendo nell'euro ,il che fece salire lo spread da livelli simili  a quelli attuali a 550 punti base in novembre.
Cosa causò questa crisi? L'Italia fu probabilmente contagiata dalla crisi greca ,inizialmente contenuta dall'arrivo della Troika.Ma quando cominciarono a sorgere dubbi sulla possibilità di evitare una ristrutturazione del debito gli attacchi speculativi ripartirono e si estesero ad altri paesi dell'area euro con caratteristiche simili alla Grecia:bassa competitività e alto debito.Nel 2010  il nostro debito era era il secondo piu alto nell'area:siamo andati in crisi non per colpa dell' austerità ,ma perché oltre che un problema di competitività,avevamo un debito troppo alto ,non essendo riusciti a ridurlo tra il 1999 e il 2007,quando ancora crescevamo.
A metà novembre 2011,Monti viene chiamato al governo.La politica fiscale viene stretta in modo deciso.Sono introdotte misure restrittive pari a 2,4 punti di Pil ,di cui almeno uno era già stato deciso dal governo Berlusconi con effetto sul 2012.Con tassi di interesse a livello insostenibile,cosa poteva fare Monti se non cercare di prendere a prestito di meno? Se non lo avesse fatto l'Italia avrebbe perso l'accesso ai mercati finanziari e la perdita di Pil sarebbe stata peggiore.Una stretta fiscale di quasi due punti e mezzo di Pil non poteva non pesare sull'economia.Il calo del Pil nel primo semestre 2012 proseguì però allo stesso ritmo  del semestre precedente ,nonostante la stretta fiscale,il che conferma che non era dovuto solo all'austerita'.Alcuni pensano che l' austerità si sarebbe potuta evitare se l'Europa ci avesse aiutato con eurobond emessi per sostituire il debito nazionale.Forse,ma quest'altruismo non esiste neppure nelle aree a moneta unica che hanno raggiunto l'unità politica ,come negli Usa dove ogni stato è responsabile  per il proprio debito.Gli europei hanno però una parte delle responsabilità:nell'ottobre 2011 Merkel e Sarkozy concordano a Deauville che l'accesso ai prestiti europei per i paesi in crisi sarebbe stato condizionato alla ristrutturazione del debito.È la pietra tombale sul primo programma di sostegno alla Grecia,che infatti poco dopo deve ristrutturare il debito.Parte una reazione a catena che tiene alto  lo spread per gli altri Paesi a rischio, inclusa l'Italia.Così è piu pesante l'effetto della stretta fiscale.Le cose migliorano solo quando nel luglio del 2012 la Bce capisce che l'unico modo per uscire dalla crisi è di rendere disponibili le proprie risorse:Whatever it takes,dice Draghi.Avrebbe potuto farlo se l'Italia non avesse stretto la politica fiscale? Probabilmente no.La stretta fiscale era la condizione per l'intervento della Bce che,altrimenti,sarebbe stato  visto come un puro soccorso a Paesi che avevano  un deficit eccessivo e non intendevano fare nulla per ridurlo.
Cosa ci dice tutto questo per il futuro? Primo,la crisi non ci sarebbe stata se l'Italia avesse ridotto sufficientemente il debito pubblico tra il 1999 e il 2007.Ora stiamo crescendo e dobbiamo cercare di ridurre il debito,il che non richiede un'austerita' selvaggia se ci muoviamo in tempo.

MAURO COTTARELLI .Repubblica Affari & Finanza

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