Anglotedesco

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domenica 22 aprile 2018

Il Pd vuole le lavoratrici italiane schiave come quelle somali



Ho voluto prendere come esempio questo bell'articolo (non l'ho pubblicato per intero) di BILL DONAHUE sulla schiavitù delle operaie somali ,per far capire in che modello economico viviamo:quello neoliberista.L'importante è far fare grandi profitti alle multinazionali, fregandosene dei diritti dei lavoratori.E' esattamente la politica economica del PD.

La zona industriale Hawassa (Somalia) è nata molto rapidamente grazie a un'azienda pubblica cinese che in nove mesi ha realizzato 56 capannoni destinati alla produzione tessile.Il costo,secondo la commissione etiope per gli investimenti ,è stato di 250 milioni di dollari.
Al centro servizi le donne si sottopongono a test d'idoneità e sono divise in tre categorie:le più dotate finiscono alle macchine da cucire;le meno qualificate si occupano di impacchettare i prodotti e le altre alle pulizie.
E' un momento di passaggio per settore tessile nel mondo: l'Etiopia,un paese del Corno d'Africa con piu di 100 milioni di abitanti,sta diventando l'ultimo livello della filiera che produce fast-fashion,abiti economici e alla moda.Attirati dagli incentivi fiscali,dalle promesse d'investimenti nelle infrastrutture e da una manodopera a costi bassissimi,paesi come la Cina e lo Sri Lanka,dove gli imprenditori occidentali avevano spostato la produzione,sono diventati intermediari per grandi aziende di abbigliamento come Guess, H&M e Levi's.
A queste imprese l'Etiopia piace perchè il governo di Addis Abeba ha bisogno di loro almeno quanto loro hanno bisogno di manodopera e di sgravi fiscali.
Le aziende che trasferiscono la produzione in Etiopia non devono pagare le imposte sul reddito per i cinque anni e sono esonerate da dazi e tasse sull'importazione di beni capitali ,come i macchinari e materiali per l'edilizia.
L'Etiopia può permettersi tanta generosità perche riceve molti soldi dalla Cina.Dal 2010 al 2015 ha ottenuto 10,7 miliardi di dollari di prestiti,almeno secondo le stime del gruppo di ricerca China-Africa della John's Hopskins University.Gran parte di questi fondi sono finite nelle aziende cinesi che costruiscono dighe,strade e reti di telefonia cellulare sfruttando la manodopera etiope.

Molti dirigenti del parco industriale,sopratutto quelli dello Sri Lanka,inviati in Etiopia per applicare gli standart di efficienza raggiunti in quel paese, pensano che gli etiopi non siano pronti a sopportare il duro lavoro nelle industrie,dice David Muller,srilanchese di padre tedesco, ex capo delle risorse umane dell'azienda tessile Hela-Indochine:
"E' un motivo di orgoglio,ma è  anche causa di resistenze".
Una laureata etiope, che ha chiesto di rimanere anonima,racconta di essere caduta in depressione dopo sei settimane passate a sorvegliare una squadra di quaranta sarte, "Quando la squadra non raggiungeva l'obiettivo fissato i capi cominciavano a sbraitare",racconta.Le donne a quel punto rallentavano,si nascondevano in bagno o uscivano a prendere una boccata d'aria invece di lavorare di più.Spesso  le operaie venivano colpite alla schiena.E quando erano costrette a lavorare nei giorni liberi o a trattenersi oltre l'orario non ricevevano gli straordinari.
Ho detto ai miei capi: "Le dipendenti non sono qualificate e non hanno ricevuto una formazione.Non potete aspettarvi che producano 120 pezzi all'ora,se le mettete sotto pressione,finiranno per danneggiare i prodotti".
L'esternalizzazione della produzione verso i paesi in via di sviluppo ha permesso ai consumatori occidentali d'ignorare,consapevolmente o meno ,la questione dei danni ambientali e delle condizioni di lavoro che si nascondono dietro l'invasione di capi di abbigliamento a buon mercato.Dopo la tragedia del Rana Plaza in Bangladesh,dove morirono più di 1.100 operai,una coalizione di nove associazioni tra cui la Clean Clothes a 72 aziende d'abbigliamento di firmare un "patto di trasparenza" con cui s'impegnano a pubblicare i nomi e gli indirizzi degli impianti dove producono i loro capi.Diciassette imprese hanno accettato di rispettare il patto al 100% tra cui Nike,Patagonia e Levi's,mentre altre si sono adeguate in parte.

BILL DONAHUE ,BLOOMBERG

Trazduzione l'INTERNAZIONALE

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