Anglotedesco

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giovedì 31 maggio 2018

YANIS VAROUFAKIS:"Cottarelli lo conosco ,è serio, Salvini è un misantropo.Tutti hanno un piano per uscire dall'euro".



ANGLOTEDESCO:Di Maio e Salvini sono come Alexis Tsipras:vogliono dialogare con la dittatura europea sperando che diventi più buona...i risultati in Grecia si sono visti, in Italia si vedranno nei prossimi 5-10 anni...


Perché si dimise dopo la vittoria del No al referendum greco?

«Perché quando gli parlai, proprio Tsipras quella disse notte, che era 62% pronto di No in a un rovesciare Sì. Rimanere il sontuoso ministro delle Finanze un paradosso: avrebbe significato un governo approvare che rovescia il popolo, e non viceversa».

Sta dicendo di accettare che Tsipras un piano già ancora aveva più duro di quello respinto dai greci?

«Certo. per la La Grecia Trojka e per non l’europa. voleva politiche Voleva spezzare Tsipras la per primavera dare un greca segnale e umiliare agli irlandesi, agli italiani, ai portoghesi, financo ai francesi: agli spagnoli, ecco cosa vi succede se non obbedite a Berlino e a Francoforte».


Come sono ora i suoi rapporti con Tsipras?

«Inesistenti. Non abbiamo nulla da dirci. Per continuare a fare quel che fa, ha bisogno di raccontarsi una storia. E lui sa che io so che lui sa che è falsa».


Oggi la Grecia è bloccata dallo sciopero generale. Come andranno le prossime elezioni?

«Tsipras e la destra lottano per convincere il popolo che saranno i migliori nel realizzare misure che ognuno è certo siano destinate a fallire. Per uscire dalla grande depressione abbiamo messo in campo un nuovo partito, nel silenzio di piombo dei media ufficiali».

Qual è il suo progetto politico, Varoufakis?

«Trasformare le Europee del maggio 2019 in una campagna transnazionale sia contro il tirare a campare dell’establishment, sia contro le false promesse dei nazionalisti. Per questo il nostro movimento Democrazia in Europa, DIEM25, con altre forze di ogni Paese, presenterà una lista progressista internazionale, #European Spring».


La Primavera europea. La lista Tsipras in Italia prese il 4%. Quanto può valere la lista Varoufakis?

«Non ci sarà una lista Varoufakis. I partiti personali hanno fatto il loro tempo. Io sono soltanto il cofondatore del primo partito transnazionale, per uscire dal falso dilemma tra Trojka ed Exit, pro Europa e anti Europa».


Chi sono i suoi riferimenti in Italia? Cosa pensa di Liberi e uguali, il partito di D’alema e Vendola?


«Mettere il vino vecchio in bottiglie nuove non farà rinascere gli spiriti del progressismo. I militanti di DIEM25 Italia hanno tenuto assemblee in ogni regione, abbiamo già 10 mila membri. A Napoli lavoriamo con de Magistris, seguiamo con interesse quel che fa Pizzarotti a Parma. Lo sforzo è guidato da Lorenzo Marsili».

E chi è?

«Un trentenne romano, laureato in Filosofia a Londra, ben noto in Europa, cofondatore di DIEM25». Ci sarete già alle elezioni anticipate italiane?
«Lo annunceremo il 13 giugno a Milano».

Ci sarete o no?

«Ci saremo».

Le dispiace che — per ora — non sia nato il governo Lega-5 Stelle?

«Mi dispiace che Mattarella avesse accettato come ministro degli Interni un misantropo come Salvini. Mi dispiace che Renzi abbia rinunciato a ottenere da Berlino una politica che rendesse i nostri Paesi compatibili con l’eurozona, lasciando così il campo
a Salvini e a Di Maio. E mi dispiace che l’unica preoccupazione di Mattarella fosse bloccare un ministro dell’economia che aveva espresso ragionevoli preoccupazioni sull’architettura dell’euro».

Savona aveva un piano per uscirci, dall’euro.

«Anche la Bce ha un piano che prevede l’uscita dell’italia dall’euro, si chiama Plan Z. Anche la Germania ce l’ha. Anche Padoan. È normale avere un piano per la gestione delle crisi. Anche i ministri della Difesa hanno un piano in caso di invasione nemica; questo non significa che auspichino l’invasione. Quand’ero ministro, ho sentito Macron dire le stesse cose di Savona».

Quali cose?

«Che l’euro è insostenibile senza riforme».

Draghi ha detto che l’euro è irreversibile.

«Di irreversibile c’è solo la morte».

Cosa pensa di lui?

«Dovrei avercela con Draghi, visto che soffocò il mio governo. Ma riconosco che a Francoforte ha avuto successo.
Dopo la catastrofe Trichet, Mario Draghi è stato il primo vero governatore della Banca centrale europea».

Perché definisce Salvini misantropo? Lo conosce?

«Mai incontrato. Ma come altro definire uno che vuole ingabbiare e deportare mezzo milione di esseri umani? Si rende conto quale disastro sarebbe per l’immagine dell’italia nel mondo intero?».

Di Maio aveva chiesto l’impeachment per Mattarella.

«Una sciocchezza. Il presidente secondo me ha commesso un errore, ma ha esercitato le sue prerogative. In una crisi istituzionale come quella che vive l’italia, l’ultima cosa da fare è sfiduciare il capo dello Stato».

Come giudica i 5 Stelle?

«Non sono di sinistra, ma nascono dal fallimento della sinistra. Mescolano idee che gioverebbero alla gente comune con inaccettabili visioni xenofobe».
I due populismi possono stare insieme, in un’ottica sovranista e ostile ai burocrati di Bruxelles e Berlino?
«Considero il populismo una grave minaccia per la democrazia. C’è una profonda differenza tra essere popolare ed essere populista. I populisti usano la rabbia e la paura per prendere il potere e usarlo contro la maggioranza. Se Bruxelles e Berlino saranno sconfitte dai populisti, tutti noi saremo sconfitti. DIEM25 nasce per creare un’alternativa democratica ed europeista sia all’incompetenza autoritaria di Bruxelles e Berlino, sia alla xenofobia autoritaria dei populisti».

La distinzione destra-sinistra ha ancora senso? O la nuova frattura è tra élite e popolo, tra chi sta sopra e chi sta sotto, tra globalisti e sovranisti?

«Finché vivremo sotto il capitalismo, la divisione destra-sinistra sarà sempre pertinente e inevitabile. Ma ci sono momenti nella storia, come gli anni 30 e come questo, in cui la crisi.Io e Tsipras non abbiamo più nulla da dirci. Per continuare a fare quel che fa, ha bisogno di raccontarsi una storia. E lui sa che io so che lui sa che è falsa Yanis Varoufakis Le minacce di Bruxelles Il vostro Paese è troppo grande per subire minacce di espulsione dall’euro: se vi cacciassero collasserebbe l’intero sistema.Cottarelli.Ho lavorato con lui e lo stimo. Ma il suo sarebbe soltanto un governo di ripiego fino a nuove elezioni che rischiano di rafforzare l’ultradestra.
Macron nel 2015 mi diede la solidarietà, però da presidente fa politiche socialmente regressive e le sue idee di riforma dell’europa sono tiepide
del capitalismo è tanto è così minacciata, profonda, da la democrazia richiedere liberali antisistema, un programma marxisti, comune ecologisti tra di e anche sinistra; moderati. ma DIEM25 Io sono è più un che uomo un Savona movimento è considerato di sinistra». anti tedesco. l’arroganza Da parte di della voler Germania comandare c’è a casa le degli parole altri, di come Oettinger? lasciano credere
che «Il rifiutano problema di con essere le élite egemoniche, tedesche è e finiscono Celebrano così il proprio per essere surplus autoritarie. e rimproverano si rendono agli conto altri delle il loro conseguenze deficit. Non macroeconomiche sui partner europei. E il nuovo ministro socialdemocratico delle Finanze è ancora più austero e meno creativo di Schäuble».

La «Bild» per spiegare chi è Savona ha scritto che è il nuovo Varoufakis.

«Esagera. Io chiedevo condizioni — compresa la ristrutturazione del debito — per tenere la Grecia nell’euro. Savona è stato indicato da un partito, la Lega, il cui sogno non troppo segreto è uscire dall’euro».

La Merkel è finita? Chi verrà dopo di lei?

«Sì. La Merkel ora è totalmente alla mercé di coloro che nel suo partito stanno già tramando per sostituirla. Ha avuto un potere enorme, e l’ha usato per dividere l’europa anziché unirla, attraverso un orribile mix tra austerity universale per i molti e socialismo per i banchieri. Purtroppo il successore, chiunque sia, ce la farà rimpiangere».

E Renzi?

«Ha rinunciato a chiedere un cambio di sistema, limitandosi a pretendere di non rispettare le regole vigenti. Così è finito per apparire agli occhi dei tedeschi come un bambino viziato. Diceva: “Finalmente ci siamo liberati di Varoufakis”. Ora gli italiani si sono liberati di lui».

Macron che impressione le fa?

«Nel 2015 mi diede la sua solidarietà. Ma da presidente sta facendo una politica socialmente regressiva. Le sue proposte di riforma dell’europa sono giuste, ma tiepide; e non sono accompagnate da nessuna seria minaccia a Berlino. Che infatti le ignora».

 Ora potrebbe toccare a Cottarelli. Che ne pensa?

«Conosco Cottarelli da quando era al Fondo monetario. Ho lavorato con lui nel 2015. Lo stimo. Ma il suo governo, a differenza di quello di Monti, non avrebbe uno straccio di maggioranza. Sarebbe un governo di ripiego. Una guarnigione per tenere la fortezza fino alle nuove elezioni, che rischiano di rafforzare l’ultradestra; con grave danno dei migranti, dei progressisti italiani e di tutti noi che sogniamo di fare dell’europa il regno della prosperità condivisa».

L’italia del 2018 rischia di diventare la Grecia del 2015?

«No! L’italia è troppo grande per poterla minacciare con l’espulsione dall’euro. Se questa minaccia venisse da Berlino, Francoforte o Bruxelles porterebbe al collasso dell’euro. Potrebbero provare gli stessi maneggi del 2015, ad esempio provocando una crisi di liquidità, per mettere pressione su Roma, ma non funzionerebbe neanche questo; poiché una crisi finanziaria è quel che Salvini vuole veramente».

dal CORRIERE DELLA SERA del 31 maggio 2018.Intervista di Aldo Cazzullo

mercoledì 30 maggio 2018

A giugno bisogna completare l'unione bancaria...Sorpresi dalla decisione di Mattarella?

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Ma davvero siete sorpresi dalla decisione di Mattarella? Ma capite come va il mondo o no? Solo ra  accorgete che il popolo non conta nulla ma contano solo i mercati? Questo blog lo dice da sempre, andatevi a leggere i post prima del 4 marzo 2018.
Intanto leggete qui sotto e cominciate a svegliarvi. 

Giovedì scorso la Commissione ha proposto I Sovereign bond backed securities (Sbbs),pacchetti di titoli di stato dei 19 soci dell'euro pensati per diversificare I bond in pancia agli investitori.Sia chiaro,nessuna mutualizzazione del debito,anni luce di distanza dagli Eurobond.Tralasciando il fatto che il fatto che l'idea per varie ragioni tecniche non piace nemmeno all'Europa del Sud,e' interessante ascoltare come una autorevole fonte di Berlino motivata il secco "nein" tedesco."Non e' cosi che si risolve il problema del debito,ma eliminando le cause: servono conti pubblici sani e una pulizia dei bilanci bancari.A giugno I leader dovranno accordarsi  anche sul completamento dell'Unione bancaria, e se questo e' l'atteggiamento di Berlino,provocato dalla sfiducia verso l'Italia,le premesse non sono delle migliori.Si punta alla nascita dell'Eids,la garanzia unica dei depositi che salverebbe I correntisti sotto I 100.000 euro da futuri crack bancari.Il sogno della condivisione dei rischi coltivato da anni dai club med.Inviso ai nordici: nessuna mutualizzazione senza prima una forte riduzione del rischi,e' il loro vangelo.Discorso che a Bruxelles,come a Roma e Parigi,trovano pretestuoso visto che ripartire I pericoli porta automaticamente  a un loro ridimensionamento.Ma si lavora ,si negozia anche con un pacchetto presentato alla Commissione sul taglio dei rischi per smuovere I nordici.C'è anche la possibilità di una soluzione ponte con un back-stop, un fondo di garanzia provvisorio gestito dal futuro FME.
Un accordo a giugno potrebbe arrivare, a patto che il governo italiano non imbocchi una politica di deficit spending.In questo caso I nordici avrebbero gioco facile a far saltare il tavolo.Idem sui migranti: se l'Italia di Salvini e Di Maio si dovesse alleare con gli xenofobi di Visegrad,per quale ragione Juncker e Merkel dovrebbero continuare a sostenere la nostra sacrosanta pretesa di solidarieta nella gestione dei flussi? Insomma,una politica contraria ai valori europei avrebbe esiti suicidi e costringerebbe l'Italia a subire decisioni che pagherà per anni alimentando il sentimento anti-ue.Per non parlare del bilancio Ue 2021-27.Ovvero I soldi che I governi daranno e riceveranno dall'unione: in un suk a 27 un Paese isolato non toccherebbe palla.Perdendo risorse.
La Commissione ha concesso una tregua all'Italia ,ma in caso di sforamento del 3% metterebbe il Paese sottoprocedura di infrazione già in autunno con il risultato di innervosire ancor di più I mercati.E se le agenzie di rating dovessero declassarli,la Bce non potrebbe più comprare I nostri titoli di stato.Con tsunami finanziario.Senza arrivare a tanto,già una politica dei conti irresponsabile farebbe  salire la pressione su Draghi per fargli chiudere I rubinetti.

Da Repubblica Affari&Finanza del 28 maggio 2018

martedì 29 maggio 2018

Se l'Italia vuole, può uscire dall'euro,non c'è BCE che tenga...

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Prima o poi bisognerà tornare ad avere una banca centrale pubblica che stampi moneta perchè la robotica spazzerà via il 47-48% dei lavori e la gente avrà veramente bisogno di un reddito di cittadinanza.Con l'euro non puoi.


Continuo a sentire che l'uscita dell'Italia dall'euro sarebbe impossibile perchè non è permessa dalle norme.La Costituzione italiana impedisce a un governo di recedere dai trattati internazionali con un referendum.Questo argomento non solo sopravvaluta la capacità del diritto costituzionale di proteggerci da azioni illegali da arte dei governi.Come sostiene il professor Harold James,che insegna storia all'università di Princeton.Ma ignora anche le circostanze  nelle quali un paese potrebbe uscire dall'eurozona.L'unica cosa che l governo dovrebbe fare sarebbe architettare una crisi finanziaria,dichiarare l'esistenza di cause di forza maggiore e introdurre una valuta parallela durante un lungo ponte festivo.Non c'è niente nella costituzione italiana che possa evitare una crisi finanziaria o impedire a un governo di dare al popolo i mezzi per comprare da mangiare.Per questa ragione non è importante che il contratto tra il Movimento 5 stelle e la Lega non contenga allora clausola formale di uscita dall'euro,che invece era prevista nelle precedenti versioni.Sappiamo che Matteo Salvini,leader della Lega,vuole creare le condizioni per uscire dall'euro.Sappiamo che lo vogliono anche alcuni politici del Movimento 5 stelle,i potenziali partner di governo.

WOLFANG MUNCHAU (Financial Times) 

lunedì 28 maggio 2018

Forza Italia sta con Mattarella e Cottarelli.Alla facciazza di quelli che pensavano che fosse un partito sovranista






Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari di FI, voi con chi state: con il presidente Mattarella o con Salvini?

«Le parole del capo dello Stato rispecchiamo quello che FI ripete da giorni: il primo dovere di tutti, in questo momento, è difendere i mutui degli italiani, i risparmi delle famiglie, gli investimenti delle imprese».

Dove ha sbagliato Salvini?

«Se tu prendi Savona come se fosse Bravehart, cioè l’uomo che ti deve liberare dall’oppressione europea, e ne fai un simbolo invalicabile, dimostri una grande debolezza politica. Sarebbe bastato mettere Giorgetti. Non lo si è voluto fare».

Perché c’era, come sospetta il M5S, un accordo con Berlusconi per far saltare tutto?

«Macché. Savona è stato usato come un pretesto. Credo che Salvini si sia reso conto che quel contratto era una totale follia: scritto male e spiegato peggio».

E ora che farete? Tornerete insieme appassionatamente, come se nulla fosse accaduto?

«Il centrodestra unito non è una variabile, né è mai stato in discussione: il centrodestra o è unito o non è. Andando da soli saremmo tutte forze minoritarie».

Ma la Lega, che ha il vento in poppa, potrebbe essere tentata.

«E sbaglierebbe. Perché avrebbe certamente un’affermazione importante, ma non i numeri per governare. I fatti hanno dimostrato che solo in coalizione si hanno chance di vittoria».

Ma Fi è pronta ad andare al voto subito? I sondaggi non paiono favorevoli...

«Siamo prontissimi, non abbiamo nessuna paura: e in campo possiamo schierare il nostro fuoriclasse Silvio Berlusconi. Dopo la prova di superficialità, infantilismo e irresponsabilità dei 5S, gli italiani sapranno cosa scegliere».

E se Mattarella proponesse un governo di tregua?

«Non siamo interessati. Quando il 9 maggio Berlusconi diede il via libera alla trattativa 5S-Lega disse due cose: Fi non avrebbe sostenuto né quel governo, né uno del presidente o tecnico».

Neanche adesso, alla luce della grave crisi istituzionale che sta attraversando il Paese?

«A maggior ragione adesso l’esecutivo deve essere politico. E siccome dopo tutto quel che è successo è molto difficile possa esserci ancora una possibilità per un governo di centrodestra, l’unica strada per noi è il voto».

Anche voi, come FdI e 5S, chiederete l’impeachment per il capo dello Stato?

«Vogliamo aggiungere lo spettacolo di un Paese che mette in stato di accusa il suo presidente della Repubblica? Saremmo ridicoli e irresponsabili davanti al mondo».


da LA REPUBBLICA del 28 maggio 2018.Intervista di Giovanna Vitale



RENATO BRUNETTA

Richieste di impeachment per il Capo dello Stato? Questi ragazzi non sanno quello che dicono, forse hanno preso un colpo di sole. Io sto con Mattarella, che ha esercitato le prerogative previste dalla Costituzione». Renato Brunetta, esponente di pun
ta di Forza Italia, ha l’aria di chi pensa «ve l’avevo detto». «Questa situazione drammatica è da imputare per intero all’irresponsabilità di Lega e M5S. Non hanno vinto le elezioni, la maggioranza che hanno cercato di mettere in piedi era illegittima dal punto di vista politico e morale».


Per Lega e M5S il no del Quirinale a Paolo Savona all’Economia è stato uno sgambetto al governo che stava nascendo.


«L’indicazione del ministro dell’Economia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: una persona stimabile, con idee anche stimolanti, ma divisivo rispetto alla collocazione internazionale dell’Italia. Era tutta l’operazione che non stava in piedi: non c’era un programma comune validato dagli elettori, la figura indicata come premier era quantomeno improbabile…».

Crede che Salvini l’abbia fatto per far saltare tutto?

«No, semplicemente voleva una prova di forza. Al Quirinale era già pronto il decreto di nomina a ministro dell’Economia per Giancarlo Giorgetti, uno dei big della Lega. Perché rifiutare? Evidentemente lui e Di Maio volevano dare a questo passaggio un significato eversivo rispetto alla nostra collocazione in Europa. E Mattarella ha fatto bene a opporsi».

E ora che succede nel centrodestra?

«Salvini è in un mare di guai. Vuole votare? E con chi va alle elezioni? Con noi o col M5S?
Ha il dovere di dirlo subito».

È possibile riunire Lega e Forza Italia?

«Sono il primo ad auspicare un centrodestra unito. Stavolta però patti chiari, si va dal
notaio. Niente più strappi o tradimenti come quelli che abbiamo visto dopo il 4 marzo».

 Alle elezioni la Lega potrebbe mangiarsi Forza Italia.

«Berlusconi non si lascia mangiare da nessuno. E con lui ricandidato cambia tutto». Vede elezioni alle porte? «Attendiamo con fiducia le decisioni del Quirinale. L’Italia ha bisogno di un governo».

È stato convocato al Quirinale il professor Cottarelli.

«Dobbiamo difendere il risparmio degli italiani dalla speculazione. E la figura di Cottarelli, con un governo del Presidente, potrebbe rappresentare la fase di tregua di cui c’è bisogno. E accompagnare il Paese alle urne anche senza la fiducia del Parlamento».

Da La Stampa del 28 maggio 2018 

INTERVISTA

ANDREA CARUGATI 

domenica 27 maggio 2018

Nell'area Ocse un quarto dello stipendio finisce in tasse

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Se i 35 Paesi che aderiscono all'Ocse fossero una nazione,i suoi cittadini verserebbero un quarto del loro stipendio in tasse e contributi sociali.Il tax date medio,inteso come la somma delle tasse sulla persona e i contributi che come dipendenti versano ai sistemi centrali (Social security contributions) è pari al 25,5%.Questa è la media registrata nel 2017,secondo l'ultimo report pubblicato dall'Ocse il mese scorso, una media rimasta stabile negli ultimi due decenni se alle tasse,poi, si aggiungono anche i costi del lavoro,il peso medio, sempre nei Paesi Ocse,sale al 35,9% (tax wedge).Vale però la regola paese che vai, usanza che trovi,perché l'effettivo peso fiscale cambia, passando di confine in confine.Nessuno,per esempio,vorrebbe vivere in Belgio non per il clima piovoso,ma per l'aliquota fiscale che risulta essere la più alta dei 35 Paesi presi in esame,mentre in molti non avrebbero difficoltà ad abituarsi al caldo del Messico o per Cile,perché quegli Stati prelevano ai loro cittadini solo l'11,2 e il 7% del loro stipendio medio,gli unici altri due Paesi che registrano un tax date superiore al 35% sono Germania (39,9%) e Danimarca (35,8%).L'Italia,in  questa speciale classifica,si colloca tra i più esosi col 31,2% peggio di Francia (29,2%), Stati Uniti (26%) ,Regno Unito (23,4%) e Spagna (21,1%).
Ma va detto che il peso fiscale deve essere anche paragonato allo stipendio lordo medio,che in Belgio è di 58,000 dollari,in Germania di 63,500 dollari e in Danimarca di 56.200 dollari.
Nella nostra penisola, leggermente al di sopra della media Ocse che è pari a 43,700.In Cile la paga è di 22,600 dollari,anche se i più penalizzati sono i messicani che arrivano a stento a percepire 12,700 dollari lordi l'anno.Il bengodi è, manco a dirlo,la Svizzera,dove fedele alla sua nomea,si guadagna tanto e si parla poco:a fronte di uno stipendio medio di 70,800 dollari, il peso fiscale del 16,9%.
Tra il 2016 e il 2017,tuttavia, qualcosa è cambiato.In ben 20 Paesi il tax rate dei lavoratori è aumentato ,in 13 è sceso in due (Cile e Ungheria) è rimasto inalterato.Nella maggior parte dei casi il rincaro è stato causato dal maggior peso delle tasse sulla persona,anche se un solo paese, l'Olanda,ha ritoccato le aliquote all'insù. In pratica molti Paesi hanno allargato la base degli utili tassabili,riducendo quindi le esenzioni e le voci deducibili dalle tasse.Un po come se in Italia venissero meno le detrazioni per le restaurazioni degli immobili  o la deducibilità degli interessi passivi sui mutui.
Il tax rate medio per una famiglia con un solo genitore occupato e due figli,è del 14%.Il paradiso è in Polonia,dove i benefici del fiscal  superano addirittura gli oneri a tal punto che il tax rate è negativo (-4,8%).Non se la passano male nemmeno nella Repubblica Ceca,dove il peso delle tasse per le famiglie con due figli non va oltre lo 0,7% o in Irlanda,dove pure si è registrato un inasprimento della tassazione,e in Canada, in cui l'aliquota e dell'1,2% il posto peggiore per fare figli , è tassato al 25,9% ,la Danimarca è l'unico altro Paese sfavorevole alle famiglie monoreddito con un tax date superiore al 25%.La tendenza tuttavia è quello dell'aumento della tassazione per queste famiglie ,perché in ben 25 paesi, tra il 2017 e il 2017,sono state inasprite le misure e solo in nove sono scese.Proprio l'Irlanda è stata con l'Australia (+ 2,9 punti percentuali) la peggiore perché ha visto salire di 2,88 punti il tax date ,seguita da Lussemburgo (1,03) e Polonia (5,06).

WALTER GALBIATI- La Repubblica Affari & Finanza (21/05/18)

sabato 26 maggio 2018

Azioni legali contro Claudio Messora Byoblu




Caro Claudio, entrambi abbiamo aperto i nostri canali Youtube nel 2008, sono stato uno dei primi ad iscrivermi al tuo canale e tu al mio (adesso non so se ti sei cancellato, solitamente non guardo chi si cancella).Molte persone straordinarie le ho scoperte tramite i tuoi canali d'informazione.Non ho mai condiviso la tua adesione al movimento 5 Stelle ma resti comunque un validissimo blogger. 
Prima di fare certi video però devi avere le prove certe,non stiamo parlando del presidente della Bocciofila ma del Capo dello Stato e del Premier.Comunque in bocca al lupo.


Il commento è comparso alle 2,giovedi notte.La firma è inusuale,non solo per l'orario che ci fa l'ufficio stampa del Quirinale sul canale Youtube del blog byoblu.com? Il messaggio non è certo della buonanotte il Colle annuncia querela,perchè si sente diffamato dal video diffuso dalla piattaforma fondata da Claudio Messora (ex capo comunicazione M5s al Senato e a Bruxelles).Nella sua controrassegna stampa quotidiana Byoblu ha notato alcune incongruenze tra il discorso del premier incaricato Conte al termine del colloquio con il presidente Mattarella e le dichiarazioni riportate dalla stampa per esempio,una frase riportata da Repubblica parla della "necessità" di rispettare principi della Costituzione,compreso l'articolo 81 sui vincoli di bilancio,mentre l'Ansa giura fedeltà "all'Ue",visto che Conte non ha pronunciato quelle parole,Messora ipotizza sia circolata una versione del discorso diversa da quella poi letta dal Premier incaricato.Più probabile è che si tratti di sintesi giornalistica (quello dell'agenzia è un elemento del titolo) o di frasi che riflettono il pensiero del Quirinale,che avrebbe così tentato di aggiustare il tiro di alcune delle dichiarazioni di Conte.
Fatto sta che la Presidenza della Repubblica non ha gradito e annuncia che si attiverà in tutte le sedi per tutelare la sua immagine re il suo prestigio".Non solo perchè non è stato "distribuito alcun testo al prof Conte ai giornalisti:ma anche perchè l'articolo di repubblica.it riporta in realtà solo "una libera ricostruzione giornalistica"dei consigli dati da Mattarella a Conte.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 26 maggio 2018

venerdì 25 maggio 2018

Un commentatore sveglio che non si vuole far fregare dalla coppia Di Maio-Salvini



Su comedonchisciotte.org ci sono molti "Premi Nobel da tastiera" che passano tutto il giorno a leggere gli articoli e commentando senza muovere un dito per raccogliere cittadini svegli per migliorare il mondo.Ci sono anche quelli saggi e pacati come questo che non ci stanno a farsi fregare.Fa parte  del 5% del mondo ragionevole.
Quello che mi dispiace è che gente come Claudio Messora, Diego Fusaro e Paolo Becchi, molto probabilmente per interessi personali, stanno abboccando a questo ridicolo governo.
Io non mi associo alla platea di applausi che ora si alza verso il nuovo governo! E non certo perché sia schierato per i partiti che considero, come lei, la causa dei nostri i disastri attuali.
Non mi schiero con un comico o un furbetto napoletano e neppure con quell'altro mistificatore della Lega solo perché parlano di "Popolo" o di "interessi nazionali"....queste chiacchiere l'hanno fatte sempre tutti .... non rappresentano nessunissima novità.
Non mi schiero con chi pretende di risolvere i problemi dei pensionati o dei disoccupati italiani con la demagogia del taglio dei vitalizi e delle pensioni! 
Sono convinto che c'è un solo modo per risolvere i problemi: lo sviluppo economico e questo non si può ottenerlo se non sganciandosi dalla Ue...cosa di cui nessuno dei sopracitati personaggi osa parlare e se lo fa lo fa solo per prenderci in giro perché non lo pensa affatto! 
Noi probabilmente usciremo dalla Ue ma non certo per il coraggio e l'intelligenza politica di questo presunto governo del "cambiamento" ma solo perché o ci butteranno fuori oppure se ne andranno fuori proprio la Germania e alcuni altri.
Comunque forse avremo modo di verificare meglio in futuro se questo governo installato in base a una legge incostituzionale sarà davvero all'altezza delle speranze e dei bisogni italiani.

disqus_iUEFcL1eJR utente di  www.comedonchisciotte.org

giovedì 24 maggio 2018

PAOLO SAVONA:" Sull'euro Carli e Ciampi lo sapevano che non eravamo pronti, ma non volevano rimanere fuori dalla porta.



 Io ho l'impressione che Paolo Savona è uno che predichi bene ma razzoli male. Non mi sembra che venga dal nulla...avrebbe potuto fare qualcosa e invece parla e basta.
Questo è quello che ha detto alla STAMPA mercoledì 23 maggio 2018 anticipando il suo ultimo libro.

La Germania non ha cambiato visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur  avendo abbandonato l'idea di Imporla  militarmente.Per tre volte l'Italia ha subito il fascino della cultura tedesca che ha condizionato la sua storia non solo economica con la triplice alleanza del 1882, il patto d'acciaio del 1939 e l'Unione Europea del 1992. E' pur vero che ogni volta fu una scelta nostra .Possibile che non imparano mai dagli errori? Savona sostiene che l'Italia ha due fragilità strutturali , le rendite e l'assenza di una cultura della legalità aggravante a partire del 1992 alla scelta frettolosa e dissennata di entrare nella gabbia europea il "meritevole" europeismo  dei principi è destinato a fallimento per l'insufficiente architettura istituzionale. L
L'euro è una creatura biogiuridica costruita male con una modifica di fatto della Costituzione attuata con leggi ordinarie da Parlamenti  impreparati e superficiali subordinati da elitè che illudono i popoli. Carli  e Ciampi lo sapevano che non eravamo pronti, ma non volevano rimanere fuori dalla porta. Confidavano che il tempo avrebbe migliorato la situazione invece è peggiorata .L'esproprio di sovranità monetaria è stato letale, per un  paese fortemente indebitato  come d'Italia in assenza di una politica comune dei debiti sovrani. inoltre l'euro ha dimezzato il potere d'acquisto degli italiani,anche se le autorità lo negano.

mercoledì 23 maggio 2018

CONTRATTO LEGA-5 STELLE.Serghej Markov e Marine Le Pen



SERGHEJ MARKOV

"La vittoria di Lega e Movimento 5 stelle e' stata appresa positivamente a Mosca perché sono due partiti anti-establishment e sono gli establishment di vari Paesi ad avere lanciato una "guerra ibrida"'contro la Russia.Si tratta di una guerra "artificiale" perché non ci sono incompatibilità di fondo tra la Russia e l'Unione europea o tra la Russia e gli Stati Uniti.L'opinione pubblica,compresa quella italiana ,non ne capisce il motivo.E' per questa ragione che la vittoria di qualsiasi partito anti-establishment che rappresenta la parte silenziosa della società occidentale giova alla Russia".

"Sono tanti I motivi per cui questi partiti sono contro le sanzioni.Capiscono che sono nocive per gli interassi dell'Italia e,tra l'altro ,non raggiungono nessun obiettivo.Sanno che questa guerra viene svolta dall'establishment per cui hanno un nemico comune con la Russia.E,infine ,la Russia aveva un atteggiamento positivo nei loro confronti già quando erano forze minoritarie e ora che hanno la maggioranza,se ne ricordano.Per questo,c' e' simpatia nei loro confronti ,ma senza grandi entusiasmi perché dubitiamo che manterranno fede alle promesse.Molti leader europei ventilato più volte la rimozione delle sanzioni,ma alla fine non hanno mai votato contro perché subiscono pressioni e hanno interesse a ricevere soldi da Bruxelles e a non litigare con Berlino.Inoltre sappiamo per certo  che il M5S ha contatti con Washington.Speriamo comunque che,come diceva Hegel,la quantità si trasformi in qualità e che,prima o poi,in tutta l'Unione europea si crei un compenso che ponga fine a questa "guerra ibrida" contro la Russia.Ci sono alcuni fattori clamorosi che ci fanno sperare.Non se ne parla ,ma non potranno essere tenuti sotto silenzio a lungo.Primo:la mancanza di motivi politici ,economici o culturali che rappresentano un ostacolo per la cooperazione  tra Russia e Ue,secondo: la celebre formula proposta da Romano Prodi "tutto in comune eccetto le istituzioni".Terzo: la maggioranza dei cittadini non vedono un nemico nella Russia .Nei rapporti con la Russia la politica dei governi contraddice il volere del popolo,una situazione che non può continuare a lungo".

Da LA REPUBBLICA




MARINE LE PEN:

"Dalla Lega , che è il nostro alleato ,mi  aspetto che risolvano il problema dell' immigrazione è che diano prova di fermezza anche nei confronti dell'Unione Europea , in modo da fare cessare le politiche di austerità  realtà imposte da Bruxelles.. Non credo che ci sia una gerarchia tra le nostre forze , direi piuttosto che camminiamo mano nella mano . Fino a poco tempo fa la Lega faceva il  4% e oggi è al governo ,questo ci incoraggia. . Trovo  questa situazione entusiasmante perché le prossime elezioni europee potranno essere un vero terremoto: una maggioranza euroscettica a Strasburgo potrebbe decretare la fine di questa cosa folle dell'Unione europea. C'è un'enorme differenza tra 5 Stelle e Melenchon. l'avanzata di Salvini è importante perché mostra al popolo francese che non è solo nel rifiutare l'immigrazione di massa e nel desiderio di tornare libero.L'Europa delle nazioni è più vicina."

"Le sanzioni alla Russia hanno fatto molto più male ai Paesi europei che alla Russia.L'Italia potrebbe essere l'avanguardia di un ristabilimento di relazioni normali con la Russia,che è un grande Paese.E mi permetta di esprimere il rimpianto che non sia la Francia a rappresentare questa avanguardia".

da IL CORRIERE DELLA SERA-Stefano Montefiori 

martedì 22 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA.Lega e 5 stelle propongono Giuseppe Conte, un professore senza esperienza politica



Dopo 78 giorni di negoziazioni, bluff e patti dell'ultimo minuto, il professor Giuseppe Conte viene scelto per occupare la carica di Primo Ministro. La Lega e il Movimento 5 Stelle lo hanno comunicato lunedì pomeriggio al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che deve ora confermarlo. Professore universitario, 54 anni, ex-elettore di sinistra e con un profilo tecnico assoluto - nonostante questa possibilità sia stata ripetutamente negata durante le elezioni - avrà la missione di eseguire i 38 punti dell'accordo governativo raggiunto dalle due forze anti-establishment. I mercati non l'anno presa bene, lo spread ha toccato 189.
Giuseppe Conte, professore di diritto privato presso l'Università di Firenze, completamente sconosciuto alla maggior parte degli italiani e ad un ampio settore accademico, sarà a capo del paese con i malumoti della UE. Se Mattarella dà la sua approvazione finale - l'ottimismo di Luigi Di Maio e Matteo Salvini all'uscita indicherebbe che - sarà il 65 ° primo ministro in 72 anni. La media in cui un premier sopravvive in Italia è  intorno all'anno e due mesi. A Conte è stato ricordato un aumento del premio per il rischio (185 punti) e la crescente minaccia di una tempesta nei mercati. Quindi il prescelto - divorziato e padre di un figlio di 10 anni - dovrà confrontarsi con loro ma, soprattutto, con due leader politici nati che difficilmente accetteranno un secondo livello nell'autoproclamato "governo del cambiamento"
Il capo del M5S, Di Maio, ha montato una messa in scena elettorale per presentare la presunta squadra di ministri che avrebbe governato l'Italia se avessero vinto le elezioni. Conte, che non è affiliato al partito, è stato nominato da allora, quando gli è stato assegnato il portafoglio della Pubblica Amministrazione, Meritocrazia e De-burocratizzazione.

Lunedi 'pomeriggio, forse l'ultima che passava tranquillamente come insegnante , è tornato a sentire come scricchiolava le regole costituzionali imposti il ​​suo nome alla maggioranza parlamentare di Mattarella, senza scelta , come se fosse un notaio. Qualcosa che ha causato un enorme disagio al presidente, secondo le fonti del Quirinale, che ora vuole trattenere la palla e pensare alla decisione finale. Anche se solo per affermare il ruolo istituzionale che gli conferisce l'esclusiva capacità di nominare il primo ministro e la sua squadra. "Nessun altro nome è stato pronunciato", dicono nel loro ambiente in riferimento ai ministri che entrambi i gruppi hanno già concordato.
Nato a Volturara, nella regione meridionale della Puglia, Conte vive oggi a Roma, dove ha uno studio legale. Il nuovo primo ministro ha lucidato la sua carriera accademica in prestigiosi centri come Yale, La Sorbonne, Cambridge e NYU. Quando ha gareggiato per una posizione nel Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, ha inviato un curriculum di 18 pagine. E non ha esagerato nemmeno una virgola, dicono quelli che lo conoscono . Questo è uno dei punti di forza di una candidatura con un solido profilo intellettuale, una buona conoscenza delle lingue, rigore accademico, eleganza e sobrietà espositiva. Ma Conte è sconosciuto alla stragrande maggioranza dei cittadini e all'intera classe politica. Un tecnocrate, in breve, di un profilo molto più marcato rispetto all'ex Primo Ministro Mario Monti, che M5S e Lega hanno sempre criticato per questo motivo.
Conte era l'unica possibilità. Il mito dell'insegnante ritorna ricorrentemente ogni volta che l'Italia dubita di una classe dominante che inizia a guardare dall'altra parte. Giovanni Orsina, politologo e professore all'Università LUISS, lo stesso con cui Giuseppe Conte ha insegnato fino al 2012, non ne aveva mai sentito parlare. Il problema, secondo lui, è il tavolo decisionale che verrà creato tra le due parti e un primo ministro incapsulato nel mezzo. "Stiamo entrando in un nuovo universo sconosciuto. Due parti fanno un accordo di questo tipo e, poiché nessuno di loro può governare, poiché non ci sono riserve di classe dominante, viene scelta una persona con un grande curriculum accademico, ma completamente estranea al mondo politico. Non si capisce quale tipo di primo ministro possa essere.

lunedì 21 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA:"Con un governo Lega-5 stelle sarebbero penalizzati i più deboli"



Non sono molto d'accordo con le analisi che fa la stampa estera, ma le pubblico perchè il mio è un canale d'informazione a 360 gradi,si ascolta tutti.
I maggiori quotidiani sono in mano alle grandi banche e multinazionali e dunque appena parli di sovranismo tutti si spaventano. Li voglio tranquillizzare:questa fregatura che è il contratto Lega- 5 stelle, non vuole uscire dall'euro.
Le critiche migliori sono quelle dell'avvocato Marco Mori.

L'Italia non e' la malata d'Europa,secondo l'espressione ormai in uso per definire un paese europeo in difficoltà.E' l'Europa che rischia di essere malata d'Italia e dell'ascesa del nazionalismo  e del sovranismo.A più di due mesi dalle elezioni legislative del 4 marzo ,le trattative per formare un governo in Italia ricordano sempre di più la commedia dell'arte.
Per la prima volta in uno dei grandi paesi fondatori dell'Unione europea i negoziati sono condotti da due movimenti molto diversi tra loro ,che pero' si richiamano entrambi a una forma di nazionalismo e sovranismo,e manifestano una forte opposizione all'immigrazione e sbandierano un atteggiamento  euroscettico se non apertamente eurofobico.Per evitare nuove elezioni,il Movimento 5 stelle e la Lega stanno cercando di formare un governo contro natura che sia espressione di due partiti molto diversi.
Se il nuovo governo dovesse adottare la riforma del sistema tributario voluta dal leader della Lega Matteo Salvini,una famiglia con due genitori e due bambini che guadagnano 300.000 euro l'anno risparmierebbe 67.940 euro,una che guadagna 50.000 risparmierebbe 469 euro e una che ne guadagna 30.000 non risparmierebbe niente .Mentre l'effetto concreto di togliere finanziamenti ai servizi pubblici danneggerebbe sopratutto I più poveri e i più deboli.
Il fatto che il Movimento 5 stelle prenda in considerazione questa proposta e' strano,visto che il partito sostiene di essere al di sopra della sinistra e della destra.Se il leader dei cinquestelle Luigi Di Maio ha trasformato in una politica d'illimitato individualismo.Alcuni non sono d'accordo con questa tesi.Dopo aver sostenuto che il Movimento 5 stelle e' il nuovo partito comunista ,il sociologo Domenico De Masi ha auspicato un accordo tra i cinquestelle e il centrosinistra ,criticando giustamente il cinismo del leader del Pd Matteo Renzi,che si e' sempre opposto a questo accordo.Ma per De Masi e per il Fatto Quotidiano e' stato fin troppo facile dire che i cinquestelle incarnano I valori progressisti abbandonati dal Pd solo perché gli elettori che prima votavano a sinistra oggi votano per il Movimento 5 stelle.
La convinzione che I dirigenti dei cinquestelle fossero confusi o politicamente analfabeti ha aperto la strada all'illusione che Di Maio o i Casaleggio  non volessero dire davvero  quello che avevano detto.Ma l'idea dei cinquestelle di un governo "antideologico"  si adatta pienamente all'ideologia del nostro tempo:quella secondo cui l'ambizione individuale prevale sul dibattito o sulla necessità collettive.

domenica 20 maggio 2018

Il punto sulla politica britannica

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Le tradizionali leggi di gravità della politica britannica prevedono che alle elezioni amministrative il partito di governo venga penalizzato.Ma è un po di tempo che la politica britannica ha smesso di seguire la sequenza di oscillazioni che sarebbe più ovvio aspettarsi.
Se c'è uno schema in cui mostrano i risultati delle elezioni amministrative del 3 maggio, è la buona abitudine presa dagli elettori di stupire il leader di partito e spingerli a chiedersi cosa sia successo. Non c'è stato un chiaro vincitore a livello nazionale.I conservatori si aspettavano una disfatta,che invece non è arrivata,quindi la premier Theresa May può sentirsi relativamente sollevata.
I laburisti dovevano dimostrare che i buoni risultati ottenuti alle elezioni politiche del 2017  erano una tappa nella strada verso il ritorno al governo e che il destino stava chiamando Jeremy Corbyn.A quanto pare,il destino non ha ancora riagganciato il telefono,ma ha messo l'opposizione in attesa.
I laburisti avevano obiettivi ambiziosi,roccaforti conservatrici come Westiminster e Wandsworth, a Londra,che però non sono riusciti a conquistare.Fuori dalla capitale, Svindon e Nuneaton sono quel genere di città che Corbyn conquisterebbe senza fatica nella sua cavalcata elettorale se fosse diretto in maniera inarrestabile verso Downing Street.Ma hanno resistito, il Partito laburista ha comunque guadagnato alcuni seggi.Tuttavia le aspettative di un trionfo di Corbyn nei territori storicamente conservatori erano state esagerate,in parte a causa dell'esuberanza dei militanti del partito,in parte perché molti osservatori britannici cercavano di compensare i loro errori passati ,quando non erano riusciti a prevedere le pessime prestazioni dei tory alle legislative del giugno 2017.Una proiezione in parlamento dei risultati  delle ultime amministrative suggerisce che le elezioni politiche produrrebbero una camera dei comuni molto simile a quella attuale.Il parlamento sarebbe comunque privo di una maggioranza chiara.I principali vincitori sarebbero i liberaldemocratici,che otterrebbero abbastanza seggi da tornare al di sopra del 10% .Per il partito  di Vince Cable è la prima buona notizia dal 2016, quando vinse le elezioni suppletive di Richmond Park, a sud di Londra.
L'evento era stato celebrano come una vittoria di chi era contrario alla Brexit contro i conservatori  in un ricco sobborgo metropolitano.L'anno successivo i tory si erano ripresi il seggio.Oggi il comune di Ritchmond è diventato decisamente liberal democratico.
La Brexit è sicuramente un argomento importante in questo sobborgo londinese,come lo è nel resto del paese.D'altronde,il fatto che il Regno Unito si trovi in sala d'attesa prima dall'uscita dall'Unione europea è chiaramente alla base del crollo dell'Ukip,il partito euroscettico che era stato il principale promotore del referendum del 2016,in alcuni seggi che avevano non ha neanche presentato un candidato.A trarne beneficio da questo vuoto sembrano essere sopratutto i conservatori.Spesso le elezioni amministrative riflettono questioni estremamente locali, ma non si può ignorare il contesto nazionale.Il governo britannico sta cercando di attuare un'ampia e complessa manovra per riorientare l'intero paese.Eppure non è ancora chiaro quali siano le coordinate di questa manovra.La campagna per il referendum del 2016 è stata una caotica combinazione di disputa economica e guerra culturale,nessuna delle quali è stata risolta.Non è una sorpresa,dal momento che il Regno Unito si trova ancora in uno scomodo limbo ma la decisione di uscire (facile a dirsi) è un'uscita senza danni  (difficile a farsi).Esiste un consenso tra i due principali partiti britannici sul fatto che la Brexit sia un passo necessario,eppure non c'è alcuna idea condivisa su come metterlo in pratica.

venerdì 18 maggio 2018

Le principali misure dell'Europa per proteggere i propri interessi in Iran



L'Europa cerca di manovrare per proteggere gli interessi europei in Iran. La Commissione europea ha lanciato venerdì una serie di misure per contrastare le sanzioni statunitensi, in seguito alla rottura dell'accordo nucleare. La proposta principale potrebbe essere puramente simbolica: Bruxelles offre garanzie legali alle società presenti in Iran in modo che non debbano rispondere a nessuna sanzione extraterritoriale.La misura universale simile a quella esistente approvato negli anni novanta per proteggere gli interessi europei in seguito alla embargo degli Stati Uniti a Cuba difficilmente sarà proteggere le imprese europee, in particolare le multinazionali con interessi negli Stati Uniti.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel era già sospettoso giovedì sulla possibilità di proteggere gli interessi europei. Le fonti della comunità ammettono che non esiste una pallottola d'argento, ma confidano che la strategia abbia effetti deterrenti sulle autorità e le società statunitensi. Insieme a questo piano, le misure principali sono le seguenti:

Bruxelles rimuoverà gli ostacoli alla Banca europea per gli investimenti, con il sostegno del bilancio europeo, per finanziare investimenti in Iran, in particolare per le piccole e medie imprese. Tale proposta entrerà in vigore entro un periodo massimo di due mesi, a condizione che il Parlamento europeo e il Consiglio non si oppongano.

Cooperazione con l'Iran. La Commissione europea continuerà con i suoi piani di assistenza e cooperazione nel paese, comprese le attività relative al settore energetico. Il commissario spagnolo Miguel Arias Cañete visiterà Teheran questo fine settimana. Bruxelles mobiliterà i fondi di cooperazione e di sviluppo, ma non specifica ancora gli importi.

Trasferimenti alla Banca centrale dell'Iran. Bruxelles incoraggerà i trasferimenti dagli stati membri alla banca centrale iraniana per consentire alle autorità di continuare a operare nel mercato petrolifero nel caso in cui le sanzioni statunitensi colpiscano le compagnie energetiche europee con contratti in Iran.

Scudo europeo .Dare garanzie giuridiche alle società europee presenti in Iran, che teoricamente non dovrà rispondere a qualsiasi sanzione extraterritoriale (e può anche ricevere una sanzione delle autorità nei loro paesi d'origine se seguono Stati Uniti). Tale protezione europea include anche la richiesta di danni a terzi (in ultima istanza al governo degli Stati Uniti) per i danni causati. E gli effetti "di qualsiasi tribunale straniero basato su tali sanzioni" sarebbero annullati nell'UE. Bruxelles ritiene che lancerà questo scudo prima del 6 agosto, quando le sanzioni statunitensi entreranno in vigore.

Resta da vedere come questo scudo possa essere protetto da società europee con filiali negli Stati Uniti o che dipendono da finanziamenti in dollari. Dopo l'embargo su Cuba, la scommessa ha funzionato: il presidente Clinton ha finito per esentare le società europee. Ma gli analisti ritengono che con Trump questa possibilità sia molto remota.

giovedì 17 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA.Dubbi sulla politica estera che vogliono fare Lega e 5 stelle


Lega-M5S, niente intesa sul premier
Di Maio: «Nome nei prossimi giorni»
Nel contratto il conflitto di interessi

Non avevo dubbi,e l'ho scritto un milione di volte prima del 4 marzo, che il Movimento 5 Stelle ma sopratutto la Lega non avrebbero avuto il coraggio di fare una scelta rischiosa ma necessaria:lottare per far uscire l'Italia dall'euro. I rischi? Be se si vuole un cambiamento radicale di questo mondo di zombi privo di valori, bisogna rinunciare a qualcosa..


L'accordo mira a ridurre il carico fiscale senza specificare da dove arriveranno le risorse. La parola chiave è la tariffa forfettaria, flat tax, dice il documento. L'accordo prevede di fissare un tasso fisso dell'IRPF compreso tra il 15% e il 20% per le famiglie e il 15% per le imprese. Ma ora viene introdotto anche un sistema di detrazioni per rendere l'imposizione più progressista e non dare un altro calcio all'ordine costituzionale.

In cambio, M5S riesce a includere la sua proposta di spicco: il reddito di cittadinanza di base. Un aiuto di 780 euro al mese per i disoccupati. "L'affitto presuppone un impegno attivo del beneficiario che deve accettare le offerte di lavoro che provengono dai centri di assistenza (massimo tre proposte in un anno), con la loro cancellazione in caso di rifiuto di queste proposte". Questa misura costerebbe 17.000 milioni all'anno, ma alcuni esperti dicono che costerebbe il doppio.

Una delle sorprese nella chiave interna è la creazione di un organo parallelo al Consiglio dei ministri per risolvere le questioni in cui entrambe le formazioni non sono d'accordo. Il progetto lo chiama "comitato di conciliazione" ed è composto dal primo ministro, dal leader politico del M5S e dal segretario generale della Lega. I costituzionalisti avvertono che sarebbe fuori dai limiti della legge fondamentale.

La Russia, come voleva la Lega, ha un ruolo di primo piano. La bozza conferma che l'Italia continuerà nella NATO con gli Stati Uniti come alleato privilegiato, ma con un'apertura al Cremlino, per la quale chiede la fine delle sanzioni.

mercoledì 16 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA.Il contratto Lega-5 stelle comincia a preoccupare seriamente la Ue




Le previsioni più allarmiste all'interno dell'Unione europea cominciano ad assumere grandi dimensioni. La prima bozza dell'accordo governativo tra Lega e Movimento 5 stelle  è trapelata stasera e contiene, nero su bianco, elementi inquietanti per Bruxelles, che è stato all'erta per l'alleanza italiana anti-establishment . Tra questi, la creazione di un meccanismo per uscire dalla moneta unica, se necessario, allo scopo di ricevere una sorta di cancellazione del debito italiano da parte della BCE e la progettazione di un organismo parallelo al Consiglio dei ministri di prendere decisioni politiche senza passare attraverso i canali normali. Entrambe le parti hanno indicato che il documento è vecchio. Tuttavia, ha solo due giorni.
L'idea dei populisti sembra semplice: la BCE dovrebbe semplicemente cancellare alcuni di questi titoli statali, nessuno farebbe  male. Ma le cose non sono così semplici. Una riduzione del debito di 250 miliardi di euro è solo dieci punti percentuali dell'attuale rapporto debito pubblico. Anche dopo, sarebbe ancora il 120%, 30 punti percentuali in più rispetto a quello che gli esperti considerano ancora sostenibile, e il doppio rispetto al Trattato di Maastricht.
Il Movimento 5 stelle e la Lega si sono arenate con il primo ministro e hanno chiesto tempo.
Una bozza dell'accordo italiano prevede un meccanismo per uscire dall'euro e la fine delle sanzioni sulla
L' Huffington Post ha pubblicato in esclusiva la bozza del documento, che ha 39 pagine e diverse bombe a orologeria per le future relazioni tra l'Italia e l'UE. Tra l'altro, la futura coalizione mostra la sua vicinanza alla Russia - come aveva già fatto in molte occasioni - e chiede il ritiro delle sanzioni commerciali contro il paese presieduto da Vladimir Putin . "L'apertura alla Russia non è percepita come una minaccia, ma come un partner economico e commerciale". L'obiettivo, dice questo progetto, è "il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia" e l'immediata riabilitazione di Mosca "come interlocutore strategico" in aree come la Siria, la Libia e lo Yemen.


martedì 15 maggio 2018

JEAN-PAUL FITOUSSI:"Qualunque cosa succeda,l'Italia non uscirà dall'Europa"




Il governo giallo-verde con ogni probabilità non si farà, è solo una pagliacciata tanto per far credere alla gente che si stanno dando da fare per il loro bene.E i polli abboccano...

"Un governo giallo-verde  in Italia? Non piace ne a me,ne a Macron,ne alla Merkel ,ne all'Europa.Ma se nascerà ,sarà' un governo legittimo e l'Europa dovrà rispettarlo.Di una cosa comunque sono certa:qualunque cosa succeda,l'Italia non uscirà dalla Ue: e' interesse suo e della stessa Europa.Il nuovo governo italiano,sovranista o no,non potrà sottrarsi a questa evidenza".

"I mercati e I governi europei non dovranno permettersi di aprir bocca.La nascita di un governo in Italia e' un affare che riguarda l'Italia e basta.E anche se altri avrebbero preferito una soluzione diversa, dovranno rispettare la scelta del popolo italiano.Il nuovo governo dovrà essere accolto degnamente in seno al Consiglio europeo e' la regola democratica .Il che non impedisce che ci poniamo delle domande:questo governo sarà' in grado di governare?  Con quale programma? In quali condizioni? Per quanto tempo? Con quale credibilità di fronte ai grandi paesi? Si profilano all'orizzonte scadenze di estrema importanza in Europa: e' essenziale che ci sia la voce dell'Italia.Troverei assurda qualsiasi minaccia di tipo economico.Punire un paese che ha dei problemi significa accrescere I suoi problemi,con conseguenze pessime per tutti visto che navighiamo nella stessa barca europea.Comunque non ci saranno problemi se l'Italia darà prova di stabilita e coerenza.Prendiamo il discorso sull'Europa: bisognerà smetterla di sparare affermazioni contraddittorie ,con Di Maio che dice una cosa e Grillo ribadisce il contrario"

"Italia alleata con Ungheria e Polonia? Sarebbe un disastro garantito per lei e per gli altri.L'Italia non ha interesse a uscire dall'Europa e comunque l'Europa non glielo lascerà fare: siete un grande paese europeo ,avete un'economia industriale ancora prospera anche se da qualche tempo in calo,siete un paese che ha moltissime riserve.Perdere l'Italia e' inimmaginabile per l'Europa"

Da Il Resto del Carlino dell'11 maggio.2018. Giovanni Serafini

lunedì 14 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA.La solitudine del Presidente Mattarella

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Prosegue il viaggio nella stampa estera sul momento di grande incertezza dell'Italia.

Dalle elezioni del 4 marzi ,quando il Movimento 5 stelle e la Lega, hanno ottenuto un'altra percentuale di consensi  a spese dei partiti moderati,l'Italia sembra essere sull'orlo di una fase politica pericolosa.
La gravità della situazione e' apparsa chiara in e giorni,prima ancora potuto assumere il potere,quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 76 anni, è dovuto ricorrere a un vecchio copione politico.A due mesi dalle elezioni,e dopo pazienti ma infruttuosi giri di consultazioni per trovare un accordo,Mattarella ha dichiarato che intende formare un governo di servizio che resti in carica fino alla fine del 2018.Un governo "Neutrale" permetterebbe all'Italia di volgere il ruolo che le compete nell'importante vertice dell'Unione europea a giugno,di approvare la legge finanziaria e di evitare il pericolo di speculazioni finanziarie sul suo debito.
Mattarella sta seguendo le orme dei precedenti inquilini del Quirinale,che in momenti di instabilità politica come questo sono intervenuti per garantire la continuità e rassicurare i mercati.Ma i Cinquestelle e la Lega non ci stanno.Luigi Di Maio,il leader dei Cinquestelle,ha respinto l'idea di una soluzione "tecnocratica" e ha chiest nelle elezioni a ugio.E prima ancora della dichiarazione di Mattarella,il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che si rifiuterà di appoggiare un governo nato "con il marchio Merkel e Macron".
Nellimmediato il loro netto rifiuto ha fatto emergere la prospettiva che entro la fine del 2018 si vara per una seconda volta al voto,cosa che in Italia non è mai successa in settantanni di Repubblica.In prospettiva,per, le implicazioni sono ancora più preoccupanti,erchè indicano che la presidenza della Repubblica sta perdendo la sua capacità di fare da rete da protezione nei momenti di crisi.
In passato,sfruttando la loro capacità di persuasione e la deferenza nei confronti della loro carica da parte di tutti i partiti,i presidenti italiani sono riusciti a far superare allItalia i momenti più difficili,dal terrorismo alle crisi di mercato a varie situazioni di stallo politico.
Ma in un contesto come quello attuale è difficile immaginare che Giorgio Napolitano,il predecessore di Mattarella,farebbe quello che fece nel 2011,quando sostituì il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,sommerso dagli scandali,con l'ex commissario europeo Mario Monti.Cosa che,al culmine della crisi del debito della zona euro ,gli permise di ridare credibilità all'Italia agli occhi degli investitori,è altrettanto difficile immaginare che Napolitano metterebbe d'accordo i partiti rivali nominando presidente del Consiglio Enrico Letta, come fece dopo le inconcludenti elezioni del 2013.
Per i populisti italiani il punto è proprio ignorare la volontà di Mattarella.Si lamentano da anni del fatto che i presidenti,in particolare Napolitano,sono andati oltre i poteri che la loro carica gli attribuisce.C'è ancora chi definisce la nomina di Monti un "golpe" antidemocratico.Per molte persone,i governi di Letta e dei suoi successori Matteo Renzi e Paolo Gentiloni ,erano figli illegittimi di un Presidente troppo interventista,paradossalmente però,sia i Cinquestelle sia la Lega sono riusciti a non far approvare la riforma elettorale proposta da Renzi,che avrebbe garantito una maggioranza in grado di governare.

da FINANCIAL TIMES (James Politi)

domenica 13 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA:"La riabilitazione politica di Berlusconi incendia l'accordo del governo in Italia


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Berlusconi è tornato. Anche in questo caso. In mezzo alla tortuosa situazione politica italiana, dove la Lega e il Movimento 5 stelle (M5S) cercano un accordo in extremis per un nuovo governo, l'ex Cavaliere è stato appena riabilitato politicamente. La decisione aggiunge pressione straordinaria per i negoziati in corso.. Ma se l'accordo non si concretizzasse e ci fosse una ripetizione elettorale, Silvio Berlusconi potrebbe essere ancora il candidato di Forza Italia Silvio Berlusconi è immortale. O almeno questo indica la sua lunga e ben fondata leggenda politica. Dopo diverse sepolture e innumerevoli resurrezioni, cinque anni di ineleggibilità, 81 anni alle spalle e la salute discutibile, torna sulla scena quando il suo partito aveva bisogno di lui . Disarcionato di negoziati politici tra Lega e M5S e superato in tutti gli aspetti dal suo partner di coalizione, Matteo Salvini, l'ex Cavaliere recupera di nuovo la messa a fuoco e aggiunge una pressione notevole in questi due giorni a Milano dove al Pirellone Lega e Movimento 5 stelle cercano un accordo. Tre volte primo ministro d'Italia , Berlusconi è stato politicamente separato dal 2013 da un reato di frode fiscale che, sulla base della legge Severino, lo ha costretto a rimanere squalificato per i successivi sei anni. La fine della frase era vicina, ma il giudice ha stimato che il buon comportamento dell'ex Cavaliere - tra le altre cose era richiesto un lavoro di volontariato che visitasse quattro ore settimanali gli anziani, attenuando i quattro anni di prigione , consente l'annullamento della pena. Gli avvocati del magnate milanese, che si affrettavano su tutte le strade, avevano persino portato il caso alla Corte dei diritti dell'uomo a Strasburgo, che si preparava a prendere una decisione nei prossimi mesi.... Berlusconi è diventato nelle ultime settimane la bestia del M5S. Li ha accusati pubblicamente di immaturità democratica. Ma Luigi Di Maio sabato ha sottovalutato il ritorno dell'uomo per il quale stava preparando una legge per escluderlo. "Questo non cambia nulla nella negoziazione, che va avanti. Perché l'obiettivo è portare a casa il miglior risultato per i cittadini. Prendiamo nota delle notizie, ma la considerazione di Berlusconi rimane la stessa ". La realtà, secondo l'ambiente grillino , è che le notizie terrorizzano la leadership di un partito che ha sempre sospettato della presunta buona fede di fare un passo in avanti. Ma la bestia politica è di nuovo viva e le trattative non stanno andando così bene da scrollarsi di dosso la pressione. Salvini celebra ad alta voce la notizia del suo compagno di coalizione. "Il fatto che Berlusconi possa ancora una volta candidarsi è una buona notizia per lui, ed è per questo che sono molto felice. Ma soprattutto è per la democrazia ". Ma il leader della Lega, che lo conosce bene, sa che è anche un duro colpo per la sua incipiente leadership, ottenuta, in parte, dalla squalifica che ha pesato su chi è stato il leader di centrodestra negli ultimi 20 anni. Non è conveniente farlo incazzare e per questo motivo prova a cercare un nome per il candidato del primo ministro che non infastidisca l'ex Cavaliere e che permetta di chiudere l'accordo con i grillinos. Ma la pressione è massima.

venerdì 11 maggio 2018

Governo Lega-5 stelle.Cosa ne pensano all'estero

Governo, secondo incontro Salvini-Di Maio: “Convergenze su conflitto interessi. Ue? Nostro governo non è una minaccia”

Due mesi e sei giorni dopo le elezioni, l'Italia si è svegliata per la prima volta con un orizzonte governativo meno sfocato. Dopo il passo a parte di Silvio Berlusconi di Mercoledì, che ha permesso alla Lega, suo principale alleato nella coalizione di centrodestra, il paese si prepara a vedere la nascita del suo primo governo anti-establishment. Tutta la pressione - e questo fa parte della mossa di Berlusconi - è ora per entrambe le parti, che si sono incontrate  giovedì alla ricerca dei punti d'incontro nei loro programmi per firmare un contratto governativo che dipende solo da loro. "Abbiamo bisogno di pazienza perché uniremo due programmi che non sono sempre compatibili", ammette Di Maio. Questi sono gli ingredienti di un cocktail di Lepenismo, Trumpismo di bassa intensità e democrazia diretta che non avrebbe precedenti in Europa.

La Lega e il M5S sono ottimisti e lanciano già comunicati congiunti per celebrare i passi "positivi". Ma mancano elementi chiave, come ad esempio il nome della persona che sarà a capo del governo, che dovrebbe essere su una figura di consenso potrebbe guidare su un dispositivo che intreccia le politiche partito xenofobo e populista sovranista e altri . La sua semplice insinuazione entusiasma personaggi come l'ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon, il leader del Front National di Marine Le Pen o il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Gli assi principali sono chiari: politiche contro l'immigrazione, sicurezza, semplificazione dei processi e abbassamento delle tasse.
La ricetta, come previsto, non eccita le istituzioni o l'establishment italiano: a cominciare dal presidente della repubblica, Sergio Mattarella. Lui, il quale entrambe le parti hanno chiesto una proroga fino a Lunedi prossimo- inaugurata Giovedi l'incontro europeo a Firenze Il discorso sullo Stato dell'Unione e accusato duramente contro le soberanismos di silurare l'Unione europea e cercare di risolvere individualmente grandi problemi come quello dei confini, corrente che incarna senza complessi la Lega di Matteo Salvini. Una narrazione "sovranista disposta a proporre (...) soluzioni seducenti e irrilevanti. Prima di tutto, pensare che un paese può fare è illusione solo pura o, peggio ancora, l'opinione pubblica l'inganno consapevole."


EEuro, questo è uno dei punti in cui i discorsi di M5S e La Liga tendono a coincidere. Negli ultimi cinque anni hanno sistematicamente messo sotto accusa le politiche dell'Unione europea e hanno progettato frettolose strategie di politica estera individuale. Entrambe le formazioni hanno proposto di aprire la porta di uscita dell'UE e porre l'Italia nella posizione di uscita dalla moneta unica. L'M5S ha flirtato fino a poche settimane fa con l'idea di farlo attraverso un referendum, ma quando si è avvicinato al potere ha abbassato il tono. La Lega, semplicemente, pensava di farlo attraverso un voto presidenziale. Entrambi i blocchi sono stati caratterizzati negli ultimi anni dal suo antiamericanismo e dalla sua vicinanza alla Russia, ma in quella sezione i grillini hanno fatto una svolta finale verso gli alleati della NATO. Soprattutto dopo l'attacco alla Siria dagli Stati Uniti, dalla Francia e dal Regno Unito. Qualcosa che ha anche generato una certa distanza, dal momento che Salvini si era radicalmente opposto ad esso.

Cari De Masi e Marescotti, solo adesso capite che il Movimento 5 stelle è una fregatura?

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Il sociologo De Masi è una persona dai mille volti: scrive dei libri denunciando il precariato e poi cosa fa? Spera che il Movimento 5 stelle si allei con il Pd.Sarebbe come chiedere alla vittima di allearsi col carnefice..
Ma d'altronde chi vota 5 stelle bisogna capirli, sono persone estremamente limitate,se ti azzardi a farli ragionare spiegandogli che il problema non è la Casta ma la globalizzazione , ti mandano affanculo.Poracci.

Da La Repubblica.

Dall'' articolo di Concetto Vecchio:


Questo rischia di essere il governo più a destra di sempre.Peggio di quello di Tambroni ,che almeno aveva alle spalle la Dc".Il sociologo Domenico De Masi evoca l'esecutivo che nel 1960 ebbe l'appoggio del Movimento sociale italiano.De Masi ha votato 5 stelle da uomo di sinistra "perche speravo che poi facessero un governo col Pd".Invece sta per nascere la compagine "più anti europea,più anti immigrati,piu filo piccole imprese della Repubblica.Un giorno funebre".

"Se questa operazione sarà controllata da Berlusconi non mi avranno più.Perderanno almeno due milioni di voti", dice l'attore Ivano Marescotti,che ha scelto l'M5S per rovesciare il tavolo.Ora è profondamente inquieto."Salvini e' un fascistello del ventunesimo secolo.Io ero per andare a nuove elezioni.Non è vero che l'esito sarebbe stato lo stesso".

Sempre su Repubblica ma a Silvia Bignami Marescotti dice:

"Il 5 stelle ha una componente di sinistra e una di destra.Io,insieme agli altri di sinistra e una di destra.Io,insieme agli altri di sinistra,speravo in alleanze a sinistra.Sapevo che c'era anche l'ipotesi di un governo con la Lega.L'importante e' che ci sia un contratto su alcuni punti fondanti,tra cui il reddito di cittadinanza,la legge sul conflitto di interessi".

giovedì 10 maggio 2018

L'apocalisse dell'austerità (di Ilaria Bifarini)


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Guardiamo quanto durerà questa alleanza Lega-5 Stelle e visto che in questo post preso dal bellissimo libro di Ilaria Bifarini si parla di FMI ,nei pentastellati è molto stimato Carlo Cottarelli...

I sostenitori delle politiche di aggiustamento davano per scontato che le riforme strutturali avrebbero generato un aumento considerevole degli investimenti e della crescita,che avrebbero a loro volta incrementato l'occupazione e I salari.Invece,nei paesi in cui sono state attivate,le riforme strutturali hanno depresso l'economia e le politiche di austerità hanno largamente fallito nel portare alla crescita.
Ma,nonostante la lezione della storia economica africana ,le stesse politiche vengono oggi adottate in Europa: I pacchetti di aggiustamento strutturale hanno una somiglianza sorprendente con le misure di austerità che sono attuate  dall'Unione europea e, basandoci sull'esperienza dei Paesi del Terzo Mondo,possiamo stirare il potenziale distruttivo dell'austerità .Ovviamente ,occorre considerare che la ricchezza relativa e il potere istituzionale dei paesi europei differiscono da quelli del Terzo Mondo.CIO tuttavia ,non basta a controbilanciare le conseguenze negative delle politiche di austerità: verosimilmente queste misure avranno gli stessi effetti distruttivi.Forse in un arco temporale maggiore.Gli studi condotti dall'economista specializzato in salute pubblica D.Stuckler insieme al professore di medicina S.Basu dimostrano come l'austerity rappresenti un pericolo micidiale per la salute pubblica.Il caso della Grecia e' esemplare:nel 2011 la diffusione del virus dell'Hiv e' aumentata del 52% e l'anno successivo il tasso di suicidi,da sempre il più basso tra I paesi,e' cresciuto del 25%." Il prezzo dell'austerity si calcola in vite umane,e quelle ormai perse non potranno più essere recuperate quando il mercato azionario tornerà a salire".Affermano I due studiosi.
E' stato previsto che entro il 2020 le misure di austerità riguarderanno I due terzi di tutti I Paesi,pari all'80% della popolazione mondiale.Il consolidamento fiscale causerà la perdita del 7% del Pil globale e di 12 milioni di posti di lavoro.I Paesi dell'Africa subsahariana ,insieme a quelli del sud-est asiatico,saranno I più colpiti dagli effetti nefasti dell'austerity.Stati come il Ghana e la Mauritania hanno già avviato aumenti delle imposte  sui consumi.Altri come Borundi, Botswana,Mauritius,Mozambico,Namibia e Togo sono tra I paesi cui e' stato indicato di Introdurre ulteriori tagli alla spesa pubblica a seguito di politiche di consolidamento fiscale molto rigorose,gran parte dei paesi dell'Africa  subsahariana presenta livelli di debito pubblico ormai tra I più bassi al mondo.
Si va dal 15,3% della Nigeria (dati 2017) al 23,9% dell'Eritrea fino al virtuoso 21,4% del poverissimo Burkina Faso (dati 2016).In particolare,se analizziamo la serie storica dei valori del debito pubblico dei paesi maggiormente interessati dal fenomeno dell'emigrazione ,in particolare Eritrea,Nigeria,Gambia,Costa d'Avorio ,emerge una correlazione  diretta tra riduzione del debito nazionale e aumento dei flussi migratori verso l'Europa ,di cui l'Italia e' il principale approdo.La motivazione e' piuttosto intuitiva: alle misure d'austerità corrisponde un peggioramento delle condizioni di vita della popolazione ,di cui non resta altra alternativa che lasciare il proprio paese e imbarcarsi in impervi viaggi della speranza.
Verosimilmente ,gli obiettivi previsti dalla Nazioni Unite annunciati con "Agenda 2030" di porre fine alla povertà e promuovere il benessere in tutto il mondo prevederanno l'implementazione delle misure economiche fallimentari e deleterie dell'austerità.Non sarà inoltre posto alcun freno alla deregolamentazione dei mercati finanziari,che è alla base della crisi e che permette la speculazione sul debito senza mai risolverne il problema.Eppure basterebbe affrontare la questione delle attività finanziarie illecite delle multinazionali dei creditori perchè l'Africa possa recuperare 50 miliardi  di dollari l'anno.

da I COLONI DELL'AUSTERITY (Ilaria Bifarini)

mercoledì 9 maggio 2018

Paolo Maddalena spiega alla perfezione e in pochi minuti cos'è il neoliberismo




Questo pezzo di video preso da Byoblu, andrebbe mandato in tutte le scuole superiori per far capire ai ragazzi in che mondo viviamo e il perché  sta andando in questo modo.Gli insegnanti, che prendono ordini dall'alto, non possono farlo.
Ma non solo ai ragazzi bisogna insegnare cos'è la dittatura neoliberista.Non trovi uno,che sia uno, nei bar ,sui mezzi pubblici, che capisca chi comanda  e chi sono i responsabili delle disuguaglianze.Danno tutti colpa alla CASTA o ai migranti , e votando per i 5 Stelle o Salvini, credono nel  cambiamento.Quando capiranno che questi due incapaci non risolveranno un bel niente, ritorneranno a votare i vecchi politici come Berlusconi o Prodi.

martedì 8 maggio 2018

Prigionieri del lavoro in Olanda.La dittatura neoliberista...




La dittatura neoliberista, importare nuovi schiavi, mettere in competizione i ceti medio bassi per le briciole che ogni tanto qualcuno lancia.Una delle cose che fa più male è che la gente non capisce e pensa che sono precari perché "LA CASTA" ci ha ciucciato tutti i soldi, che c'è la corruzione, l'evasione fiscale.Bene ,stiamo parlando dell'Olanda.
Molti pensano di andare in altri paesi a testa bassa  (tipico della società neoliberista) sperando di trovare di meglio perché non ci sono i politici che ci sono in Italia senza capire cos'è la globalizzazione e chi avvantaggia.
Andate andate....


Secondo le stime ufficiali,ogni anno in Olanda ci sono circa 2000 casi di sfruttamento (senza considerare i lavoratori sessuali) ;un numero inverosimilmente basso, se si pensa che nel paese vivono e avranno almeno 35.000 stranieri senza documenti,oltre a migliaia di immigrati regolaari ce spesso dipendono dalla benevolenza e dalla correttezza dei loro datori d lavoro.Il clichè vuole che la schiavitù moderna sia limitata a Paesi lontani.La verità è che non c'è bisogno di andare molto lontano per trovarla.Oggi ne Paesi Bassi migliaia di persone sono sfruttate.Si tratta sopratutto di immigrati sottopagato,che lavorano in condizioni misere e non hanno modo di emanciparsi.Se si escludono le organizzazioni criminali e l'industria del sesso, parliamo principalmente di impiegati nelle serre,cuochi, lavapiatti,operai edili,badanti e ragazze alla pari.La piattaforma olandese di giornalismo d'inchiesta Investico ha indagato per sei mesi sullo sfruttamento del lavoro nei Paesi Bassi.Abbiamo parlato con attivisti ed esperti e seguito diversi  casi di vittime di sfruttamento che cercavano giustizia: ottenerla è raro:solo una denuncia su cinquanta porta a una condanna.Il confine tra sfruttamento e cattiva condotta dei datori di lavoro è spesso troppo vago perché le autorità possano intervenire.Dall'inchiesta di Investico risulta che c'è ancora molta strada da fare nella lotta al traffico di essere umani e nella tutela dei diritti dei migranti.Anzi, il governo contribuisce allo sfruttamento favorendo (l'arrivo  di persone vulnerabili e lasciarle in balia dei datori di lavoro.Chi sfrutta ha molto    da guadagnare e le possibili conseguenze non sono gravi:è un rischio che vale la pena correre.

Da decenni il settore ortofrutticolo olandese fa affidamento sugli immigrat.Migliaia di piccole aziende operano  in un settore redditizio che ogni anno attira decine di migliaia di lavoratori dall'Europa centrorientale.Quando uno di loro rimane disoccupato,spesso può trovare un impiego spargendo la voce nei bar e nei negozi dello Schilderswisk,spiega il sindacalista Mohamed Jahmani:"Negli anni 70' erano turchi e marocchini,oggi sopratutto polacchi, romeni e bulgari".Fino a vent'anni fa le agenzie di lavoro interinale per operare aveva bisogno di una licenza,e visto che costavano troppo molti imprenditori si rivolgevano ai subappaltatori illegali."In certi casi il lavoro nero somigliava molto a una forza di schiavitù moderna", dice Jahmani.Oggi ci si può iscrivere alla camera di commercio per 50 euro e le agenzie sono circa 3600.Molte si muovono ai margini della legge per trarre il massimo profitto.
"Ogni volta che cambiamo le regole,s'inventano qualcosa di nuovo", sostiene Jahmani.
Nel 2017 più di mille ragazze sono arrivate nei Paesi Bassi grazie al "regolamento sui ragazzi alla pari",un programma di "scambio culturale" che esiste dal 2013 per "promuovere la conoscenza del paese".Si tratta per lo più di donne tra i 18 e i 31 anni che hanno raggiunto  legalmente i Paesi Bassi per entrare in contatto con la cultura e la lingua olandese.Molte di loro vengono dalle filippine.Per un massimo di 340 euro al mese più vitto e alloggio.Le famiglie olandesi possono avere una persona che badi ai bambini e tenga in ordine la casa.Secondo il regolamento ai ragazzi alla pari spettano solo lavori leggeri.
Da tempo c'è chi dubita dell'efficacia del programma.Secondo un rapporto del 2014,il confine tra scambio culturale e lavoro sottopagato è molto simile.Il 30% dei ragazzi alla pari lavora tanto da non rientrare più in questa categoria.Il governo ha quindi proposto di includere nel programma almeno una lezione di lingua e di abbassare il tetto massimo di ore di lavoro da trenta a venti alla settimana.Il controllo sulle condizioni di lavoro è minimo.Gli ispettori devono assicurarsi che i ragazzi non lavorino troppo,ma possono effettuare controlli solo se ci sono indizi concreti.Ogni anno più di mille giovani usufruiscono del programma.Nessuno verifica se,trascorsi i dodici mesi,lascino i Paesi Bassi o rimangono illegalmente.

Tra il 2011 e il 2017 ci sono state solo 25 condanne per sfruttamento del lavoro e traffico di persone.Anche se nello stesso periodo le denunce sono state 1300.E si stima che le denunce rappresentino solo una piccola parte delle situazioni di sfruttamento.Stando ai dati recenti,quelli del 2015,nel 30% dei casi di traffico di persone il pubblico ministero lascia cadere le accuse prima ancora di arrivare in tribunale.

da L'INTERNAZIONALE. M.Berghehe, M.De Boer,J.Van den Braak, S.Hilhorst e J.Peek (De Growe Amsterdammer)