Anglotedesco

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domenica 6 maggio 2018

In Italia l'usato vale 21 miliardi


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Si va dagli annunci sulle bacheche fisiche, come quelle che compaiono all'università (sempre meno) o nei bar di quartiere fino alla grande bacheca virtuale dell'online.Ci sono i volantini.Ci sono siti specializzati nella compravendita ,come ad esempio subito.it p Kijii e la pagina degli annunci nei forum specializzati dal giardinaggio alle barche a vela, dagli amanti delle mountain bike a quelli dei più vari strumenti musicali.

Si va dalle iniziative che rientrano a pieno titolo nel commercio,come la catena il Mercatino, o gli antiquari/rigattieri,fino ad espressioni di spontanesimo autogestito come i mercatini di libri scolastici usati a settembre o luoghi dove chi vuole vendere la sua auto o la sua moto va la domenica mattina,appoggia un cartello con il prezzo sul parabrezza,si siede e aspetta.
E intanto chiacchera con gli altri venditori.Già perchè ci si può anche non credere,ma tra le prime motivazioni che spingono gli itaiani a vendere e comprare usato c'è proprio il suo aspetto "sociale",l'entrare così in contatto con altre persone.La riprova? Un acquirente di cose usate su tre tende ad effettuare più acquisti con lo stesso venditore.La metà di questo 30% per comodità ,vicinanza fisica.L'altra metà per parlare di passioni comuni.Insomma,un'universo davvero variegato,così come emerge dalla ricerca che Subito.it,il maggior portale di annunci online in Italia,ha commissionato  alla doxa per capire esattamente che mercato sia mai questo.21 miliardi di euro l'anno scorso,l'anno prima 19,il che vuol dire che il mercato cresce.Le persone:quasi un italiano su due compra e/o vende usato:il 48%.Non è una faccenda solo di giovani,più abituati  alla condivisione.Certo, i millenial sono più portati all'usato,ma il loro 64% non è poi abissalmente lontano dal "meridione" generale.E questo permette anche di comprendere meglio le motivazioni.Che non sono quelle puramente economiche del risparmio e del guadagno ma della condivisione.O meglio:non sempre.
Quando si compra di seconda mano lo si fa per risparmiare (70% dei casi) ma anche perchè si sta cercando qualcosa di unico e non un bene  di largo consumo (35%).Ma quando si vende non lo si fa per fare cassa,quasi mai comunque come prima motivazione:si vende insomma non per necessità ma per rinnovare,per non gettare via oggetti ancora efficienti,e quindi anche,e consapevolmente ,per partecipare a un'economia sostenibile e circolare.E se necessità proprio ci fosse,sarebbe più nel liberare spazio e negli armadi o in cantina che recuperare soldi.
Eppure non si tratta di spiccioli.Il valore medio che i venditori si portano a casa è di poco superiore ai 1.000 euro: 1.013 se si vende offline e 1.030 se si vende online

STEFANO CARLI -Repubblica Affari&Finanza del 31 aprile 2108

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