Anglotedesco

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lunedì 14 maggio 2018

LA STAMPA ESTERA.La solitudine del Presidente Mattarella

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Prosegue il viaggio nella stampa estera sul momento di grande incertezza dell'Italia.

Dalle elezioni del 4 marzi ,quando il Movimento 5 stelle e la Lega, hanno ottenuto un'altra percentuale di consensi  a spese dei partiti moderati,l'Italia sembra essere sull'orlo di una fase politica pericolosa.
La gravità della situazione e' apparsa chiara in e giorni,prima ancora potuto assumere il potere,quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 76 anni, è dovuto ricorrere a un vecchio copione politico.A due mesi dalle elezioni,e dopo pazienti ma infruttuosi giri di consultazioni per trovare un accordo,Mattarella ha dichiarato che intende formare un governo di servizio che resti in carica fino alla fine del 2018.Un governo "Neutrale" permetterebbe all'Italia di volgere il ruolo che le compete nell'importante vertice dell'Unione europea a giugno,di approvare la legge finanziaria e di evitare il pericolo di speculazioni finanziarie sul suo debito.
Mattarella sta seguendo le orme dei precedenti inquilini del Quirinale,che in momenti di instabilità politica come questo sono intervenuti per garantire la continuità e rassicurare i mercati.Ma i Cinquestelle e la Lega non ci stanno.Luigi Di Maio,il leader dei Cinquestelle,ha respinto l'idea di una soluzione "tecnocratica" e ha chiest nelle elezioni a ugio.E prima ancora della dichiarazione di Mattarella,il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che si rifiuterà di appoggiare un governo nato "con il marchio Merkel e Macron".
Nellimmediato il loro netto rifiuto ha fatto emergere la prospettiva che entro la fine del 2018 si vara per una seconda volta al voto,cosa che in Italia non è mai successa in settantanni di Repubblica.In prospettiva,per, le implicazioni sono ancora più preoccupanti,erchè indicano che la presidenza della Repubblica sta perdendo la sua capacità di fare da rete da protezione nei momenti di crisi.
In passato,sfruttando la loro capacità di persuasione e la deferenza nei confronti della loro carica da parte di tutti i partiti,i presidenti italiani sono riusciti a far superare allItalia i momenti più difficili,dal terrorismo alle crisi di mercato a varie situazioni di stallo politico.
Ma in un contesto come quello attuale è difficile immaginare che Giorgio Napolitano,il predecessore di Mattarella,farebbe quello che fece nel 2011,quando sostituì il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,sommerso dagli scandali,con l'ex commissario europeo Mario Monti.Cosa che,al culmine della crisi del debito della zona euro ,gli permise di ridare credibilità all'Italia agli occhi degli investitori,è altrettanto difficile immaginare che Napolitano metterebbe d'accordo i partiti rivali nominando presidente del Consiglio Enrico Letta, come fece dopo le inconcludenti elezioni del 2013.
Per i populisti italiani il punto è proprio ignorare la volontà di Mattarella.Si lamentano da anni del fatto che i presidenti,in particolare Napolitano,sono andati oltre i poteri che la loro carica gli attribuisce.C'è ancora chi definisce la nomina di Monti un "golpe" antidemocratico.Per molte persone,i governi di Letta e dei suoi successori Matteo Renzi e Paolo Gentiloni ,erano figli illegittimi di un Presidente troppo interventista,paradossalmente però,sia i Cinquestelle sia la Lega sono riusciti a non far approvare la riforma elettorale proposta da Renzi,che avrebbe garantito una maggioranza in grado di governare.

da FINANCIAL TIMES (James Politi)

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