Anglotedesco

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martedì 8 maggio 2018

Prigionieri del lavoro in Olanda.La dittatura neoliberista...




La dittatura neoliberista, importare nuovi schiavi, mettere in competizione i ceti medio bassi per le briciole che ogni tanto qualcuno lancia.Una delle cose che fa più male è che la gente non capisce e pensa che sono precari perché "LA CASTA" ci ha ciucciato tutti i soldi, che c'è la corruzione, l'evasione fiscale.Bene ,stiamo parlando dell'Olanda.
Molti pensano di andare in altri paesi a testa bassa  (tipico della società neoliberista) sperando di trovare di meglio perché non ci sono i politici che ci sono in Italia senza capire cos'è la globalizzazione e chi avvantaggia.
Andate andate....


Secondo le stime ufficiali,ogni anno in Olanda ci sono circa 2000 casi di sfruttamento (senza considerare i lavoratori sessuali) ;un numero inverosimilmente basso, se si pensa che nel paese vivono e avranno almeno 35.000 stranieri senza documenti,oltre a migliaia di immigrati regolaari ce spesso dipendono dalla benevolenza e dalla correttezza dei loro datori d lavoro.Il clichè vuole che la schiavitù moderna sia limitata a Paesi lontani.La verità è che non c'è bisogno di andare molto lontano per trovarla.Oggi ne Paesi Bassi migliaia di persone sono sfruttate.Si tratta sopratutto di immigrati sottopagato,che lavorano in condizioni misere e non hanno modo di emanciparsi.Se si escludono le organizzazioni criminali e l'industria del sesso, parliamo principalmente di impiegati nelle serre,cuochi, lavapiatti,operai edili,badanti e ragazze alla pari.La piattaforma olandese di giornalismo d'inchiesta Investico ha indagato per sei mesi sullo sfruttamento del lavoro nei Paesi Bassi.Abbiamo parlato con attivisti ed esperti e seguito diversi  casi di vittime di sfruttamento che cercavano giustizia: ottenerla è raro:solo una denuncia su cinquanta porta a una condanna.Il confine tra sfruttamento e cattiva condotta dei datori di lavoro è spesso troppo vago perché le autorità possano intervenire.Dall'inchiesta di Investico risulta che c'è ancora molta strada da fare nella lotta al traffico di essere umani e nella tutela dei diritti dei migranti.Anzi, il governo contribuisce allo sfruttamento favorendo (l'arrivo  di persone vulnerabili e lasciarle in balia dei datori di lavoro.Chi sfrutta ha molto    da guadagnare e le possibili conseguenze non sono gravi:è un rischio che vale la pena correre.

Da decenni il settore ortofrutticolo olandese fa affidamento sugli immigrat.Migliaia di piccole aziende operano  in un settore redditizio che ogni anno attira decine di migliaia di lavoratori dall'Europa centrorientale.Quando uno di loro rimane disoccupato,spesso può trovare un impiego spargendo la voce nei bar e nei negozi dello Schilderswisk,spiega il sindacalista Mohamed Jahmani:"Negli anni 70' erano turchi e marocchini,oggi sopratutto polacchi, romeni e bulgari".Fino a vent'anni fa le agenzie di lavoro interinale per operare aveva bisogno di una licenza,e visto che costavano troppo molti imprenditori si rivolgevano ai subappaltatori illegali."In certi casi il lavoro nero somigliava molto a una forza di schiavitù moderna", dice Jahmani.Oggi ci si può iscrivere alla camera di commercio per 50 euro e le agenzie sono circa 3600.Molte si muovono ai margini della legge per trarre il massimo profitto.
"Ogni volta che cambiamo le regole,s'inventano qualcosa di nuovo", sostiene Jahmani.
Nel 2017 più di mille ragazze sono arrivate nei Paesi Bassi grazie al "regolamento sui ragazzi alla pari",un programma di "scambio culturale" che esiste dal 2013 per "promuovere la conoscenza del paese".Si tratta per lo più di donne tra i 18 e i 31 anni che hanno raggiunto  legalmente i Paesi Bassi per entrare in contatto con la cultura e la lingua olandese.Molte di loro vengono dalle filippine.Per un massimo di 340 euro al mese più vitto e alloggio.Le famiglie olandesi possono avere una persona che badi ai bambini e tenga in ordine la casa.Secondo il regolamento ai ragazzi alla pari spettano solo lavori leggeri.
Da tempo c'è chi dubita dell'efficacia del programma.Secondo un rapporto del 2014,il confine tra scambio culturale e lavoro sottopagato è molto simile.Il 30% dei ragazzi alla pari lavora tanto da non rientrare più in questa categoria.Il governo ha quindi proposto di includere nel programma almeno una lezione di lingua e di abbassare il tetto massimo di ore di lavoro da trenta a venti alla settimana.Il controllo sulle condizioni di lavoro è minimo.Gli ispettori devono assicurarsi che i ragazzi non lavorino troppo,ma possono effettuare controlli solo se ci sono indizi concreti.Ogni anno più di mille giovani usufruiscono del programma.Nessuno verifica se,trascorsi i dodici mesi,lascino i Paesi Bassi o rimangono illegalmente.

Tra il 2011 e il 2017 ci sono state solo 25 condanne per sfruttamento del lavoro e traffico di persone.Anche se nello stesso periodo le denunce sono state 1300.E si stima che le denunce rappresentino solo una piccola parte delle situazioni di sfruttamento.Stando ai dati recenti,quelli del 2015,nel 30% dei casi di traffico di persone il pubblico ministero lascia cadere le accuse prima ancora di arrivare in tribunale.

da L'INTERNAZIONALE. M.Berghehe, M.De Boer,J.Van den Braak, S.Hilhorst e J.Peek (De Growe Amsterdammer)

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