Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 31 luglio 2018

In Corea del Sud si lamentano dei troppi robot che creano disoccupazione.Tra poco anche in Europa e in Italia



Durante le recenti Olimpiadi invernali, la Corea del Sud ha dispiegato ben 85 robot in 11 diversi luoghi, compreso il tedoforo Hubo che ha portato la torcia olimpica per 150 metri, si è fermato a trapanare un muro e ha passato il testimone al suo creatore. Poteva sembrare una dimostrazione di sviluppo tecnologico, ma qualcuno ci ha visto invece una metafora di un futuro distopico in cui i robot non solo occuperanno tutti i posti di lavoro nelle industrie automobilistiche ed elettroniche, ma sostituiranno anche gli atleti.
Il 20% della forza lavoro
Secondo le Statistiche Mondiali sui robot rilasciate alcune settimane fa, la Corea del Sud ha raggiunto un record che per alcuni è invidiabile, ma per altri rappresenta un problema: è di gran lunga il Paese con la più alta densità di robot occupati in diversi lavori nell’industria manifatturiera. Si parla di 631 robot ogni 10 mila lavoratori coreani, una cifra che è otto volte la media internazionale.
Un robot è spesso più efficiente di un lavoratore umano. Non si stanca, non abbassa il ritmo di produzione, non va al bagno, non beve caffè o tè, ma soprattutto non dorme. Quindi, quei 631 posti di lavoro vanno moltiplicati per tre turni di fabbrica di otto ore ciascuno, ottenendo così quasi 1900 posti di lavoro su 10 mila lavoratori, il che equivale al 20% della forza lavoro nel settore manifatturiero.
Italia all’ottavo posto
Dietro la Corea del Sud al secondo posto si trova Singapore, al terzo la vicina Germania. Al quarto posto c’è il Giappone, con 303 robot ogni 10 mila lavoratori, e dove la penetrazione sociale degli «schiavi meccanici» è la più alta al mondo, considerato sia il fatto che il Giappone è il massimo produttore di robot al mondo sia che è la nazione dove esistono già badanti-robot, preti-robot e partner sessuali-robot (se così si può dire).
L’Italia occupa l’ottavo posto (davanti a Usa e Danimarca), con 185 robot ogni 10 mila lavoratori dell’industria manifatturiera.
La Cina ha solo 68 robot per 10 mila lavoratori, al momento, ma si stima che entro il 2020 diventerà la nazione più automatizzato al mondo, con l’obiettivo di vendere centomila robot l’anno. L’Asia detiene il più alto tasso di crescita di installazioni robotiche negli ultimi anni, con un 9 per cento dal 2010 al 2016 in rapporto al 7 per cento nelle Americhe e il 5 per cento in Europa.
Agevolazioni e fisco
Ecco perché una prima soluzione al problema sembra arrivare proprio dalla Corea del Sud. Forse il presidente Moon Jae-In, nell’annunciare la riduzione alle agevolazioni fiscali alle aziende che investono in automazione e robotica, si è ispirato a questo ragionamento di Bill Gates: «Il reddito di un dipendente che lavora per un valore di 50 mila dollari l’anno viene tassato sempre. Se un robot fa lo stesso lavoro, sarebbe da immaginarsi che il robot verrà tassato nello stesso modo».
Così Seul ha ridotto la detrazione fiscale di aziende robotizzate dal 7 per cento al 2 per cento. Non esattamente una tassa-robot, ma una riduzione nelle detrazioni equivale comunque a un aumento della pressione fiscale. Non che sia molto, ma è un’inversione di tendenza. Non più incentivi statali alla modernizzazione e alla crescita e sviluppo della robotizzazione, ma un decremento di questi incentivi per coprire i buchi causati dalla disoccupazione.
Le industrie manifatturiere che sostituiscono gli operai con i robot stanno però generando una preoccupante riduzione di introiti fiscali, e nel contempo stanno producendo più disoccupati che devono essere assistiti da uno Stato che può al contrario contare su meno entrate.
La conclusione logica del governo sud-coreano all’invasione dei robot nel mondo del lavoro è questa: approvare la prima tassa sui robot.

da LA STAMPA del 31 luglio 2018-Carlo Pizzati

lunedì 30 luglio 2018

Macchina con guida autonoma.L'invenzione di Alberto Broggi ,professore dell'università di Parma




ROMA UNA SERA di giugno del 1998, gli italiani videro una strana scena al Tg1: un’auto che si guidava da sola. Seduto al posto di guida, ma impegnato a leggere il giornale, c’era Alberto Broggi, ingegnere informatico dell’Università di Parma. Quel test in autostrada fu uno dei primi al mondo (gli altri in Usa e Germania). Il progetto si chiamava Argo («come gli Argonauti, una sfida epocale», spiega Broggi), l’auto era una Lancia Thema color antracite: «Fu una Mille miglia in autostrada, quasi 2mila chilometri». Per il 94% del tragitto guidò da sola. Un esperimento pionieristico che ha dato il via a una ricerca che non si è più fermata. E ora VisLab, nata come startup nell’ateneo emiliano, continua a sviluppare sistemi di controllo per la guida autonoma con la californiana Ambarella che l’ha acquisita nel 2015 per 30 milioni di dollari.

Professore, come le è venuta l’idea? 

«È nata un po’ per caso. Per la tesi di laurea avevo lavorato a un sistema che faceva elaborazione immagini in tempo reale: allora non lo faceva quasi nessuno. Poi provai a mettere questo processore anche su un’auto. Funzionava. Avevo una visione del futuro, ma non so quale fu la scintilla...».

Che cosa ricorda di quello storico test? «Allora sembrammo dei pazzi, quasi un fenomeno da circo. Pure al tg fummo l’ultima notizia, subito dopo il gatto più grasso del mondo!». Della serie ‘strano ma vero’... 

«Beh, finimmo addirittura sulla Settimana enigmistica: “Forse non tutti sanno che... in Italia c’è una macchina che si guida da sola”. Diciamo che l’interesse dei media si è acceso solo dall’ottobre 2010, quando Google ha cominciato a interessarsi di guida autonoma».

Ma il vostro non era un gioco. «Tutt’altro. La ricerca è iniziata ben prima del test del 1998. Siamo partiti molto in anticipo rispetto agli altri e ci siamo fatti un sacco di esperienza, capendo quali sono i problemi veri e quelli finti». In che senso veri e finti? 

«Il problema vero è la percezione, il veicolo deve capire cosa ha intorno. Problemi falsi sono invece i presunti risvolti etici di cui si parla tanto. Esempio classico: l’auto deve saper decidere se mettere sotto i bambini che attraversano la strada oppure sterzare tutto e mettere in pericolo la vita del passeggero. Diventeranno problemi in futuro, ma adesso non lo sono: per poter prendere decisioni del genere dovremmo avere una percezione mille volte più precisa di quella attuale».

Insomma i dati non bastano ancora. 

«La raccolta dati nei test è fondamentale per il nostro lavoro. Dopo il primo esperimento non ci siamo più fermati. Ci siamo fatti conoscere anche all’estero, partecipando alle grandi sfide della guida autonoma, come quelle organizzate dall’agenzia governativa americana Darpa che attirano laboratori di ricerca da tutto il mondo. E quando le sfide non esistevano, ce le siamo inventate noi».

Come nel 1998?

«Siamo andati oltre. Nel 2010 abbiamo percorso 15mila chilometri in tre mesi da Parma a Shanghai, il primo viaggio intercontinentale con guida autonoma, il più lungo di sempre. Un test rimasto nella storia. Raccogliemmo così tanti dati da poter subito riprogettare e migliorare il sistema. Allora nessuno parlava di big data: noi invece ci siamo incappati... E tutti iniziarono a chiederci quella banca dati unica. Poi nel 2013 il primo test urbano a Parma dimostrò che non c’erano più limiti».

Qual è stato il passo successivo?

 «Era arrivato il momento di diventare grandi e ci siamo messi alla ricerca di partner. E nel 2015 abbiamo trovato Ambarella, società californiana con sedi anche in Cina e Giappone. Ambarella comprò VisLab, la nostra società spin-off dell’Università di Parma, per 30 milioni di dollari».

L’ennesima eccellenza italiana volata via all’estero... 

«In realtà no. In Ambarella sono tutti abituati a spostarsi e viaggiare e hanno accettato la nostra decisione di non trasferirci in California. Ed essere rimasti qui ci permette di lavorare costantemente con l’università: abbiamo portato noi la Silicon Valley a Parma. Il nostro obiettivo ora è arrivare sul mercato, trasformare la ricerca in prodotto».

 Quant’è difficile mettere su strada un’auto senza conducente? 

«Ci sono questioni burocratiche e legali. In California e Nevada abbiamo le autorizzazioni. Il problema invece è in Italia. Da aprile c’è il decreto ‘smart road’ che impone molti limiti: ad esempio prevede che chi fa i test deve avere l’autorizzazione della casa automobilistica. Blocchi che altrove non esistono. Per fortuna a Parma abbiamo un’autorizzazione del Comune precedente al decreto».

Ma che fine ha fatto quell’auto? 

«Eh, purtroppo l’abbiamo rottamata. Peccato... Ma avevamo qualche problema a tenerla lì, senza utilizzarla e pagandoci il bollo. Ci costava troppo. Però abbiamo ancora la chiave e un cerchione!»

Dal RESTO DEL CARLINO del 30 luglio 2018-Giorgio Caccamo

domenica 29 luglio 2018

LUIGI DI MAIO:"Questo governo non porterà avanti il referendum sull'euro"



Sono queste le risposte che il popolo-gregge italiano vuole sentirsi dire.Riduzione del numero dei parlamentari, rottamazione dell'Air Force Renzi, recupero di milioni di euro anzichè miliardi per far ripartie seriamente l'economia italiana.Lo dicevo ieri rispondendo ad un tweet: per la gente l'importante è che il governo sia severo con gli immigrati e la Casta,di politiche economiche non sanno nulla e non gli interessa.
Tav o Notav? Finchè farai parte di questa dittatura europea, prima o poi cedi, in caso contrario questo governo cadrà poco dopo.Non farà il referendum sull'euro? E' da tempo che qualcuno, Anglotedesco compreso, sostiene che i gialloverdi non hanno nessuna intenzione di lottare contro il cancro della moneta unica.Eppure Claudio Borghi qualche anno fa spiegava il modo per uscirne senza subire danni...l'avrà spiegato a Tria?


Luigi Di Maio, metterete la fiducia sul dl Dignità? Da opposizione vi lamentavate delle fiducie .... «Abbiamo favorito il dibattito in Commissione e se lo spirito rimarrà questo, quello di un dibattito franco senza ostruzionismo tra visioni opposte, non vedo perché mettere la fiducia. Certo, se poi spuntano 2000 emendamenti voluti dalle lobby del gioco d’azzardo, cambia tutto. Ma non credo».

Le imprese hanno criticato aspramente il decreto.

«Le imprese sono spaventate da una campagna di fake news. A loro voglio dire di aspettare il testo finale prima di giudicare. Stiamo inserendo incentivi per assumere a tempo indeterminato gli over 35, una norma che dà la possibilità di rinnovo ...».

Sì, ma le stime Inps parlano di 8mila posti a rischio.

«Il presidente Boeri sa che non siamo d’accordo su quella stima: quel numero ha più a che fare con la sfera di cristallo che con un dato reale».

Oggi lei lo ha incontrato. Il Movimento lo ha invitato a dimettersi...

«Ci siamo visti perché siamo al lavoro su tanti altri dossier. Finché sarà il presidente dell’inps Boeri è il mio interlocutore istituzionale».

La Tav: la Lega la vuole. La Tap: Moavero ha già assicurato che si fa. Vi state rimangiando alcune vostre battaglie storiche?

«No, sia chiaro. Ma si tratta di opere non in correlazione».

In che senso?

«La Tav è nel contratto di governo e c’è scritto che va ridiscussa e il ministro Toninelli a breve incontrerà il suo omologo francese proprio per ripensare un progetto ideato 30 anni Capo politico Luigi Di Maio, 31 anni, dal settembre scorso capo politico del Movimento 5 Stelle, dall’1 giugno è diventato vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico nel governo presieduto da Giuseppe Conte fa e non ci sono penali in caso di revisione. Mentre sul Tap, bisogna ascoltare le comunità».

Intendete fare un referendum?

«Dico che bisogna parlare con il sindaco di Melendugno e con i cittadini».

Al Sud però c’è un calcolo elettorale: non è che tra Tap e Ilva rischiate di perdere molti voti?

«Tutta la nostra linea rispetta ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale. Su Ilva come sapete l’anac ha riscontrato diverse criticità nella gara di affidamento e noi vogliamo



Fiducia e ostruzionismo Non metteremo la fiducia al dl Dignità. Se poi le lobby fanno fare 2.000 emendamenti...

verificare tutto. Il piano ambientale-occupazionale non è soddisfacente. Ci vorrà tempo, ma vogliamo accertare la verità e agire nella legalità».

Intanto sulle nomine non sembrate diversi dai partiti che vi hanno preceduto, tutto da manuale Cencelli.

«Se qualcuno riesce a dimostrare che ho incontrato Salini o Foa prima degli ultimi 15 giorni, allora lei ha ragione. Ma non è così. Noi abbiamo scelto in base alle competenze. Diciamo no ai raccomandati nella Rai e nella pubblica amministrazione e largo alla meritocrazia. Quanto a Palermo di Cdp si è meritato la nomina per quanto ha fatto in Cdp, per le sue capacità. Ma come si fa a dire che sono persone mie o di Salvini?».

Però intanto sembrate spartirvi le nomine.

«Le ripeto: abbiamo solo premiato le capacità per il bene del Paese».

Cosa pensa del tweet di Foa su Mattarella?

«Che in quel determinato contesto ci sono stati atti nati sulla spinta di un’onda emotiva. Anche io ero molto arrabbiato, poi ho cambiato idea ed è nato il governo Conte».

Tria parla di vincoli di bilancio per flat tax e reddito di cittadinanza: in concreto e
numeri alla mano che cosa significa?

«Ancora li dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio. Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax insieme alla abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare».

Subito?

«Il prima possibile. Anzi, subito».

Avete ricucito il rapporto con il ministro o si rischiano nuove tensioni per la manovra di bilancio?

«Non vedo incomprensioni con il ministro: c’è un contratto di governo ed è quello che dobbiamo seguire».

E con Salvini? A volte pare dettare lui la linea politica.

«Lei dice? In 45 giorni abbiamo tagliato i vitalizi, rottamato l’air Force Renzi, approntato il dl Dignità, messo mano ai centri per l’impiego: siamo stati protagonisti con le nostre battaglie e con la Lega stiamo lavorando bene insieme. E mi lasci dire...».

DICA.

"Con la rottamazione dell'Air Force Renzi oltre a un risparmio di 108 milioni abbiamo dimostrato una cosa da ribadire a tutti:se un politico vi dice che una cosa non si può fare come in questo caso,non fatevelo dire.Si stava aspettando di realizzare un appartamento privato sull'aereo con tanto di doccia presidenziale.E Renzi lo sa e non ha usato l'aereo solo perchè ho denunciato questa vergogna in tv".

Grillo e Casaleggio sono intervenuti mettendo in dubbio il Parlamento attuale.

"Sono stati fin troppo gentili.Incontro spesso cittadini delusi dal Parlamento:sta a noi dimostrare il contrario,che c'è un ruolo e un lavoro per il bene collettivo.Oltretutto quando Grillo e Casaleggio parlano del futuro quasi sempre indovinano.Ho istituito il sorteggio nel mio ministero per le nomine dei commissari.In pratica vi è una commissione di esperti che fa un sorteggio tra i 15 migliori.Questo per rompere con il passato ed evitare scelte frutto della discrezionalità del ministro".

Come volete realizzare la democrazia diretta?

"Le faccio presente che nel contratto di governo sono previsti la riduzione drastica del numero dei parlamentari (solo 400 deputati e 200 senatori) e i referendum popolari senza quorum.Obiettivi che realizzeremo".

E il referendum sull'euro?

"E' una nostra sensibilità,ma non è nel contratto:questo governo non lo porterà avanti".


dal CORRIERE DELLA SERA del 29 luglio 2018-Intervista a Luigi Di Maio di Emanuele Buzzi

venerdì 27 luglio 2018

UN VIGILE GRECO:" Noi strozzati da Bruxelles"


Risultati immagini per incendio grecia


Gli europeisti possono tirar fuori tutte le scemenze che vogliono ma grazie alla dittatura di Bruxelles sono stati costretti a tagliare i fondi alla protezione civile.E Tsipras che si fidava dell'Europa,credeva che prima o poi sarebbe diventata più umana...



«È responsabile anche l’Europa della spaventosa tragedia dell’Attica. Infatti, se la Grecia non fosse stata strangolata da Bruxelles, noi pompieri avremmo potuto salvare molte più persone», dice Georgianni Dimitrios, vigile del fuoco di 35 anni che lunedì ha partecipato ai soccorsi a Mati, la località turistica più duramente colpita dai fuochi divampati sui monti che sovrastano la costa alle porte di Atene.

Si spieghi meglio.

«Basti dire che molti di noi non avevano neanche le maschere anti-incendio, semplicemente perché per via dell’austerità non c’erano i soldi per acquistarle. Del resto negli ultimi anni alla protezione civile greca sono stati tagliati circa 35 milioni di euro. In tali condizioni ovviamente è più difficile lavorare come si dovrebbe».

C’è invece chi imputa l’altissimo numero di vittime alla totale assenza di un piano di emergenza, e chi accusa d’incompetenza il servizio antincendio, l’autorità regionale e la protezione civile.

«Le inchieste avviate ci diranno di chi sono le responsabilità. Ma le ripeto che a mio avviso è soltanto una questione di fondi: senza soldi non si può né garantire un piano di emergenza efficace né soccorrere decentemente chi è in pericolo».

E che cosa risponde a chi sostiene che in Grecia le forze dei pompieri sono impreparate a svolgere il loro lavoro?

«Che con lo stipendio da fame che prendiamo, il nostro lavoro lo svolgiamo anche troppo bene».

Prima che le fiamme aggredissero Mati, molti di voi eravate impegnati a domare un altro incendio a Kineta, nell’Attica occidentale. È questo il motivo che ha provocato un ritardo nei soccorsi?

«Sì, è anche questo. I pompieri greci non hanno ancora il dono dell’ubiquità».

Gli alberi sulla strada che separa Mati alla montagna da cui è partito il fuoco qualcuno avrebbe dovuto potarli.

«Certo, ed è gravissimo che non sia stato fatto. Quella strada poteva bloccare l’avanzare del fuoco verso il centro abitato. Purtroppo non è stato così».

A Mati ho visto enormi sacchi pieni di aghi di pino raccolti chissà quando, che nessuno ha mai tolto dalle strade e che hanno fornito altro carburante alle fiamme. 
Negligenze che hanno peggiorato la situazione?

«Sì, soprattutto con le condizioni atmosferiche di lunedì scorso, ossia una temperatura che sfiorava i 37 gradi e dei venti violentissimi che improvvisamente cambiavano direzione mettendo a rischio anche la vita dei soccorritori».

Poco fa, c’è chi ha urlato «ci hai lasciati soli» al ministro della Difesa Panos Kemmenos, in visita a Mati. Lui ha risposto che a peggiorare il disastro sono le costruzioni abusive.

«Lo scandaloso abusivismo della zona ha sicuramente ostacolato i soccorsi e impedito di fuggire a decine di persone che sono rimaste intrappolate nelle strettissime stradine di Mati. Anche noi abbiamo faticato enormemente per penetrare con i nostri camion».

Intanto il bilancio delle vittime è salito a 85 morti. Crede che salirà ancora?

«Temo di sì. Perché ci sono ancora almeno una quarantina di dispersi.L’esperienza m’insegna che molti di questi non li ritroveremo neanche, perché divorati dalle fiamme».

Che pensa dell’ipotesi di un piano doloso per destabilizzare il Paese come avanzato da alcuni esponenti di governo?

«Penso che siano soltanto morbose fandonie».

da REPUBBLICA del 27 luglio 2018

giovedì 26 luglio 2018

FITCH:"Le guerre commerciali nel mondo potrebbe portare a un rallentamento della crescita del PIL mondiale"

Risultati immagini per fitch


L'escalation delle guerre commerciali nel mondo potrebbe portare a un rallentamento della crescita del PIL mondiale nel 2019 di 0,4 punti percentuali (pp) - fino al 2,8% dall'atteso 3,2%. A tale conclusione, secondo il TASS, è arrivata l'agenzia di rating internazionale Fitch.
Secondo gli analisti dell'agenzia, le economie di Stati Uniti, Canada e Messico saranno maggiormente penalizzate dalle dispute commerciali globali. Pertanto, i tassi di crescita del PIL negli Stati Uniti e in Canada potrebbero diminuire di 0,8 punti percentuali. e 1 pp. rispettivamente nel 2019 e nel 2020 e il tasso di crescita dell'economia messicana potrebbe rallentare di 1,7 e 1,5 punti percentuali. nel 2019 e nel 2020.
Inoltre, l'economia della Russia, i cui tassi di crescita potrebbero essere ridotti di 0,6 punti percentuali, colpisce anche la Russia. nel 2019 e di 0,7 punti percentuali. nell'anno 2020.
Allo stesso tempo, le dispute commerciali sull'economia cinese saranno meno colpite: Fitch si aspetta che la crescita del PIL del paese rallenti di soli 0,3 punti percentuali. nel 2019 e nel 2020.
Nell'Unione europea, anche le conseguenze dei conflitti commerciali non sono praticamente percepite. Nel prossimo anno, la crescita dell'economia dei paesi dell'UE potrebbe rallentare solo di 0,1 punti percentuali e nel 2020 si prevede un aumento di 0,1 pp. dal livello dello scenario di base.
All'inizio di giugno, gli Stati Uniti hanno imposto dazi sull'acciaio importato dall'UE, dal Canada e dal Messico, rispettivamente del 25% e del 10%. Questi paesi hanno successivamente risposto. L'UE, in particolare, ha avviato un procedimento in seno all'OMC e, dal 22 giugno, ha introdotto dazi del 25% su un certo numero di tipi di prodotti metallurgici, ingegneristici e agricoli americani, il cui volume totale delle esportazioni è di 2,8 miliardi di euro all'anno.

mercoledì 25 luglio 2018

Quando Claudio Borghi partecipava al convegno EURO O LIBERTA'?



Qualche anno fa Claudio Borghi Aquilini era scatenato contro l'euro, sfornava soluzioni per uscire senza subire troppi danni oppure partecipava a questi convegni al sabato mattina a Palazzo Marino senza aria condizionata.O l'euro o la libertà si diceva. Adesso non se ne parla più.
Mi dispiace ma Anglotedesco ha buona memoria.

martedì 24 luglio 2018

Claudio Borghi al BASTA EURO TOUR del 22 febbraio 2014.



Quando si arriva alla poltrona, si dimentica il passato e le promesse che si facevano.Claudio Borghi spiegava sul canale di Claudio Messora Byoblu (che adesso se ne sta zitto e quando gli ricordi il cambiamento del suo amico Borghi, ti blocca) come si fa ad uscire dall'euro o ai convegni come questo che pubblico.E voi gregge umano, non avete un po di orgoglio?
  -

-

lunedì 23 luglio 2018

CLAUDIO BORGHI:"Il lavoro si crea mettendo in circolo denaro per aumentare la domanda interna"

Risultati immagini per anglotedesco claudio borghi

Ho letto che anche Paolo Barnard dopo Marco Mori (e anche chi scrive) è stato bloccato da Claudio Borghi.Questi sono comportamenti di uno che sa che non tutti sono degli zombi che abboccano ad ogni promessa-cavolata e dunque bisogna impedire che contagiano altre persone.
Ho letto l'intervista con grande attenzione.Vuole mettere denaro in circolazione di qua e di là...con l'euro.Una domanda gli farei se fosse possibile:"Quando fece il tour BASTA EURO, come mai continuava a ripetere che per fare investimenti bisognava uscire dalla moneta unica?
Da domani, prima di passare all'argomento ROBOTICA, Anglotedesco pubblicherà i convegni BASTA EURO e non lo solo, con gli interventi di Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi.Non amo insultare, basta la memoria...

Claudio Borghi respinge le accuse dell’ex ministro dell’Economia Padoan sull’impianto punitivo del decreto dignità. Ma il consigliere economico di Matteo Salvini, presidente della commissione Bilancio della Camera, alla fine ammette: « I nostri imprenditori vogliono meno tasse. I problemi arriveranno se non ci riusciremo » .


L’ex ministro dell’Economia sostiene che misure come quelle volute da Di Maio minaccino la crescita. Da leghista, che ne pensa?

«Che è tipico di Padoan. È un povero “toso”, come quando diceva che le mie dichiarazioni avevano affondato Monte dei Paschi, dopo averlo distrutto».

Non dirà che è stato Padoan?

«L’hanno fatto quelli di prima, ma ci ha messo del suo».

Anche Confindustria dice che le misure che avete varato danneggiano le imprese.

«Di cosa stiamo parlando? Degli 8mila posti persi di cui parla Boeri?
Basta che ci sia quel minimo di detassazione che anche se fossimo prudentissimi metteremo in legge di bilancio, che gli effetti di quel po’ di rigidità saranno annullati».

La rigidità l’avete messa adesso, per decreto. La detassazione è di là da venire.

«Le misure sui contratti erano dentro il contratto di governo, ma sono tollerabili. Correggendole, inserendo i voucher per l’agricoltura, il decreto migliorerà.Il lavoro non si crea per contratto».

Infatti. Non ottieni contratti a tempo indeterminato rendendo più difficili quelli brevi.

«Il lavoro si crea mettendo in circolo denaro per aumentare la domanda interna. Se lo facessimo, si potrebbe addirittura tornare all’articolo 18!».

Risultati immagini per anglotedesco claudio borghi

E come si fa?

«Certo non con il pareggio di bilancio, l’ossessione per le coperture, i vincoli europei».

Bisogna sforare il deficit?

«L’Italia è ultima al mondo per crescita. Abbiamo bisogno, diritto, di mettere benzina nel motore oppure no? Faccio notare che la Spagna che piace tanto, con Sanchez che accoglie migranti e sceglie come ministra un’ex della commissione europea, ha appena annunciato che se ne fregherà dei target di bilancio. Perché noi no?».

Lo chiederà al ministro dell’Economia Tria?

«Lo sa anche lui. E infatti dice che gli investimenti devono essere scomputati. Se fossimo in superespansione potremmo tirare i remi in barca, ma non è così».

La ripresa c’era. Finirete per frenarla come dice il Pd?

«L’inganno di Padoan è far finta che la congiuntura non esista. Si vanta di aver portato a casa un secchio d’acqua, mentre fuori c’era l’uragano Katrina. Prendiamo la Francia. Ha fatto dieci anni di fila di deficit».

Non ha il nostro debito.

«Allora c’è una regola che non so, ero rimasto che serviva il 60 per cento del debito pil. La Francia è al 90».

L’Italia al 130.

«Ma se cresce un po’ il debito, e cresce anche il pil, il problema non c’è. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno sono politiche espansive».

I vostri imprenditori sono preoccupati o no?

«Le nostre imprese chiedono detassazione. È evidente che se non gliela diamo avremo un problema».

da LA REPUBBLICA del 23 luglio 2018. Intervista a Claudio Borghi di Annalisa Cuzzocrea

domenica 22 luglio 2018

ROBOTICA.Bye bye tassisti e camionisti

Immagine correlata



Google car.Per nove decimi è una Prius azzurrina,l'auto ibrida della Toyota.Sul tettuccio però monta una specie di alettone su cui è fissato un cilindro che sembra una sirena, ma in realtà è un Lidar,un sensore rotante che osserva in tutte le direzioni nel raggio di 60 metri e restituisce al pannello di controllo una mappa tridimensionale dei paraggi.Gli altri optional che la rendono speciale sono i suoi "occhi" ,una telecamera piazzata vicino allo specchietto retrovisore che riconosce i semafori e ogni oggetto in movimento che possa pararsi davanti quindi quattro sensori di distanza, tre sui paraurti anteriori e uno su quello di dietro,che misurano le distanze con eventuali oggetti e consentono alla vettura di ridurre la velocità per evitare la collisione.E infine,dentro la ruota a sinistra,uno stimatore di posizione che serve per determinare gli spostamenti laterali e posizionare l'auto sulla mappa di Google secondo cui coordinate si sposta.Sulla fiancata c'è il logo di Google  così come il paraurti posteriore,con tanto di scritta self-driving car.L'ultimo dettaglio,decisivo, è che in forza di tutta questa strumentalizzazione la persona al posto del guidatore non ha le mani sul volante.Si fa i fatti suoi.E' li perchè è un collaudatore e intervenire solo se qualcosa va storto.
Almeno dal settembre 2014,da quando la motorizzazione civile locale ha datto il permesso per la prova su strada che, in stati con vie più deserte tipo il Nevada,era partita addirittura tre anni prima.In totale dunque queste vetture hanno già viaggiato per oltre un milione e mezzo di km.Con solo undici lievi incidenti stando alla versione Google (BBC ne ha contati 48, compresi quelli di Delphi,un'altra azienda che sta testando auto simili),perlopiù tamponamenti incolpevoli.Insomma,a sbagliare non è stato l'algoritmo,ma l'essere umano a bordo di altre vetture.Da tempo,parlo di anni, provo a convincere varie etnie di uffici stampa di Mountain View a farmi salire a bordo.Per gli italiani, circa un anno fa,era sembrato possibile.Poi gli omologhi americani li hanno stoppati,senza spiegare perchè.

I ROBOT CAMION

Notazione sui camion del futuro prossimo.Quelli autorizzati consentiranno i truck platoons,ovvero dei convogli di mezzi a pochi metri di distanza l'uno dall'altro.Per una serie  di ragioni aereodinamiche ,chi sta nella scia risparmia un bel pò di benzina (le stime variano tra il 7 e il 20-30% di cui parla il Rocky Mountain Institute).Oggi non si fa perchè la coordinazione richiesta per mantenere costante la distanza di sicurezza è pretenaturale.Basta che il primo della fila rallenti un po  ed ecco apparecchiato  un tamponamento leggendario.Ma se questi convogli avranno un pilota umano in testa e dei piloti automatici a seguire che mimeranno esattamente i suoi comandi,già da domani,potremmo licenziare la metà dei piloti,se volessimo fermarci a convogli brevi,le due vetture.Per poi ridurli ulteriormente quando le processioni si faranno piu lunghe.La loro scomparsa però non è neutra.I lavori esternalizzati in Cina hanno cambiato la fisionomia sia dei Paesi mittenti  che destinatari lasciando avvizzire quelli colpiti dall'emoraggia.Basta introdurre una nuova autostrada per condannare a un futuro da città fantasma posti che una volta sono state vittime non volute di una nuova urbanizzazione.L'era dei robot camion sta per iniziare e non passerà senza conseguenze sui luoghi e le persone.Già saperlo è un primo passo per attrezzarsi.

venerdì 20 luglio 2018

Israele,legge da apartheid.Cosa ne pensa David Parenzo?

Risultati immagini per palestina

Ma guarda  caro David Parenzo, questo Israele ha fatto delle leggi da apartheid, in confronto Salvini è uno da ONG.Non dici nulla? Strano perchè tu sei un leone dell'antirazzismo...


«La legge su Israele Stato-Nazione significa che per questo governo il multiculturalismo non è più nemmeno un’opzione. E su questo Benjamin Netanyahu e i suoi compari sono molto più razzisti del resto della popolazione israeliana». Sayed Kashua, 43 anni, è lo scrittore arabo-israeliano autore, fra gli altri di romanzi come "Arabi danzanti" e "Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele". Da tempo vive a St. Louis, negli Stati Uniti.
Ma a Repubblica risponde al telefono dalla casa dei suoi genitori a Tira, città araba nel cuore di Israele, dov’è in vacanza.

La legge stabilisce che Israele è "patria storica del popolo ebraico" e solo gli ebrei "hanno il diritto dell’autodeterminazione"

«Netanyahu lo ha definito un passaggio storico. Io lo trovo solo un momento molto triste. Per gli arabi palestinesi la realtà è sempre più frustrante. Non che le cose ora cambino molto: la discriminazione c’era anche prima. Ma farne una legge è un segno, un simbolo funesto. Significa negare che esista un altro popolo, un’altra cultura che ha sua lingua, le sue tradizioni. Per i palestinesi la vita è già pessima.
Bisogna solo capire quanto può essere peggio di così».


Che cosa teme?


«Alla radio poco fa alcuni membri di ultra destra della Knesset dicevano che ora gli arabi non potranno più vivere in Israele, che non sono cittadini. Non credo che sia questo che effettivamente dice la legge: ma di sicuro è questo tipo di sentimenti che innesca. La democrazia qui come altrove interessa sempre meno. E il governo, che sa di avere le spalle coperte, si spinge ad azioni sempre più sfacciate».

È l’America di Donald Trump a far sentire Netanyahu così sicuro?

«Donald Trump, certo. Ma anche i Kushner, l’intera famiglia. Però non è solo l’America a permetterglielo: ci sono anche molti Paesi del mondo arabo, Arabia Saudita ed Egitto in testa. Anche loro sono responsabili dei comportamenti vergognosi del governo israeliano e della politica razzista verso i palestinesi. Non parlo dell’occupazione dei territori. Ma del fatto di volere scrivere nero su bianco che anche i palestinesi che sono cittadini israeliani non vanno trattati come pari. È già così ma per la prima volta pensano che sia importante mostrarlo a tutti. I palestinesi non esistono».

Finora c’era più tolleranza nei confronti degli arabi israeliani?

«Rientro ora da una passeggiata a Gerusalemme: e quel che ho visto camminando per le strade è che è vero che la gente convive. Non in pace. Non da eguali: ma convive. Il governo spinge perché anche questo finisca. Preme per una svolta sempre più discriminatoria. E questa è la cosa peggiore».

E ora che cosa accadrà?

«Nessuno sa quali saranno realmente gli effetti di questa legge. Ma semmai ce ne fosse bisogno, spezza ulteriormente le illusioni di chi ancora sogna di poter vivere in pace qui. Io me ne sono andato con la mia famiglia proprio per questo.
Non c’è nessun futuro in un Paese che ti umilia, non ti fa sentire il benvenuto, non ti fa mai sentire uguale».

Intervista a Sayed Kashua di ANNA LOMBARDI (LA REPUBBLICA)

giovedì 19 luglio 2018

Anche Giuseppe Palma blocca Anglotedesco su Twitter.I gialloverdi non scherzano



Dopo Claudio Messora "Byoblu",Antonio Maria Rinaldi ,Claudio Borghi e Alberto Bagnai (tre anni fa gli ultimi due) anche l'avvocato Giuseppe Palma mi ha bloccato su Twitter.La parrocchia gialloverde non scherza.Questi "liberi pensatori " stanno bannando tutti coloro che hanno gli occhi aperti non disposti a farsi fregare da questo governo leghista-grillino.





La tattica è sempre la stessa: gli fai notare che Conte,Tria ,Bagnai e Borghi stanno portando avanti le stesse politiche dei governi Monti e del Pd e lo oltre ad usare toni maleducati come ha fatto Rinaldi (documentato) e anche Palma che martedi, prima di bloccarmi, mi ha risposto da nervoso solo perchè ho ricordato che Savona vuole restare nell'euro e cambiare la Bce.
Cari amici o ex amici, ho capito il vostro gioco e non mi fermerete anche perchè userò mezzi del tutto inoffensivi.Come fate a non dire nulla di fronte a questi tweet?


mercoledì 18 luglio 2018

Bini Smaghi:"La BCE non va toccata perchè è autonoma".Inutili le battaglie di Savona

Risultati immagini per bce

Non voglio difendere Bini Smaghi ma sulla BCE ha ragione.E' autonoma e figuriamoci se si mette ad ascoltare Paolo Savona per cercare di cambiarla.L'unica battaglia utile è quella di uscire dalla dittatura della BCE. 


L’idea che per salvare l’Europa sia necessario cambiare la Banca centrale europea è un errore, tecnico e politico. Lorenzo Bini Smaghi, già nel comitato esecutivo della Bce (2005-2011), oggi presidente di Société Générale, risponde alle critiche del ministro Paolo Savona all’indirizzo di Francoforte: «Forse non è a piena conoscenza dei poteri della Bce, che ha fatto molto, più di altri, per la crescita e la stabilità europea».


Savona dice: Francoforte non ha poteri sul cambio, questo penalizza l’Europa. E così?

«La Bce ha molti più poteri della Fed sul cambio. Negli Stati Uniti, ma anche in Giappone e in Cina, gli interventi li decidono i ministeri del Tesoro, la Bce forse è l’unica tra tutte le banche centrali ad avere l’autonomia per intervenire».

In che modo è intervenuta?

«Ad esempio nel 2000, in coordinamento con gli altri paesi del G7, per evitare un deprezzamento eccessivo dell’euro, e in altre occasioni con comunicati congiunti per evitare variazioni eccessive.


La scelta cinese di comprare euro come riserva ufficiale ha frenato il nostro export?

«Se la Bce fosse intervenuta per stabilizzare il cambio con il dollaro di fatto avrebbe assoggettato la politica monetaria europea a quella americana, avrebbe perso la propria indipendenza. Non solo. Se consideriamo un arco di 20 anni, l’export europeo è andato bene quanto l’export americano, non ha sofferto le oscillazioni del cambio».


Con delle differenze significative però tra i Paesi, per esempio tra Italia e Germania.

«Questo dipende da fattori nazionali. Inoltre quando i cinesi hanno deciso di fissare il cambio lo hanno fatto perché lo yuan non è una moneta di riserva, l’euro si, e l’Europa deve fissare la propria politica monetaria in base alle proprie condizioni. Savona poi fa un altro errore».

Quale?

«Mi sembra che confonda il Quantitative Easing e l’Omt, l’Outright Monetary Transactions.
Teme che quando non ci sarà più il Qe, dalla fine dell’anno, questo crei un problema per l’Omt ma l’Omt, che è nato con il famoso whatever it takes di Draghi nel 2012, è sempre in vigore. Si tratta di sapere quando farlo scattare. Se un Paese avrà problemi a rifinanziarsi sui mercati internazionali, se ci sarà un rischio di uscita dall’euro, l’Omt potrà essere attivato su richiesta del Paese, naturalmente a condizione che soddisfi dei criteri di adeguatezza delle finanze pubbliche. In quel caso la Bce potrà intervenire anche con acquisti illimitati di titoli pubblici».

Ecco la grande differenza con la Fed, che poi è uno dei punti politici che solleva il ministro Savona: i prestiti dell’istituto americano non sono condizionati a programmi di risanamento, quelli della Bce si.

«La Fed lo fa solo in caso in cui il bilancio federale viene approvato dal Congresso, non in modo incondizionato».

La Fed ha come obiettivo primario la piena occupazione, la Bce il controllo dell’inflazione.
Non è il momento di rivedere la mission di Francoforte?

«La Fed ha un doppio obiettivo: la stabilità dei prezzi e la crescita. La Bce ne ha uno principale: la stabilità dei prezzi. Secondariamente ci sono gli altri obiettivi, il primo è la crescita, ma non c’è una grossa differenza tra i due istituti: uno mette sullo stesso livello inflazione e crescita e l’altro dà una priorità all’inflazione e poi alla crescita».

Non è una sfumatura da poco.

«C’è un’ampia letteratura che mostra che la Fed in questi anni non ha operato in modo molto diverso da quanto fatto dalla Bce: non ha mai creato inflazione oltre un certo livello per stimolare la crescita, l’inflazione è rimasta a livelli molto simili a quelli europei».

 LA REPUBBLICA del 18 luglio 2018-intervista a Bini Smaghi di GABRIELLA COLARUSSO

martedì 17 luglio 2018

PAOLO SAVONA:"Salvare l'Europa cambiando la BCE"... E' come credere a Babbo Natale...

Risultati immagini per paolo savona

Le stesse cose Paolo Savona le ha dette ieri alla VERITA'.Ma come si fa credere alla storia di voler cambiare la BCE.Poi proprio l'Italia? Che è il aese con il debito pubblico più alto e piu facilmente ricattabile? Non scherziamo.Costi quel che costi,bisogna tornare alla propria moneta.Si perderanno milioni di posti di lavoro per colpa della robotica, bisogna dare un reddito ci cittadinanza a chi perderà il lavoro, e con l'euro si è incatenati,


Caro direttore, quando il dibattito si svolge in modo civile posso prendere parte anche non condividendo le tesi che vengono espresse. Mi riferisco al commento di Ferdinando Giugliano su Repubblica del 15 luglio. Sorvolo sulla tesi assurda che le mie proposte di rafforzare i poteri della Bce siano il modo per nascondere quelli che chiama “i fallimenti dell’esecutivo”, mentre mi soffermo sul perché delle mie richieste, ben note a Carli, firmatario del Trattato di Maastricht, e a Ciampi, autore dell’entrata dell’Italia nell’euro, con i quali all’epoca ho collaborato sia pure in modo dialettico. L’attuale Statuto della Bce è frutto di un compromesso volto soprattutto a convincere la Germania ad accettare l’euro, complemento indispensabile del mercato unico. Nonostante non fossi d’accordo su questo compromesso – e l’ho messo per iscritto immediatamente – posso comprendere i motivi per cui una nuova moneta, l’euro, si dovesse presentare sul mercato con il messaggio semplice ed efficace di avere un solo obiettivo, la stabilità del metro monetario (ossia niente inflazione), e un unico strumento, il finanziamento del credito privato. Che la preoccupazione fosse fondata lo dimostra anni dopo l’avvio dell’euro: nel giro di poco tempo il suo cambio estero con la moneta dominante, il dollaro, scese da 1,16 a 0,83. Una volta che il mercato internazionale si convinse che l’euro era una moneta stabile, cominciò il recupero di valore affermandosi come la seconda moneta mondiale. Le conseguenze negative della carenza di potere della Bce sul cambio si rivelarono quando la Cina mostrò un mutamento di atteggiamento politico nei confronti del dollaro e acquistò abbondanti quantità di euro da immettere a sua riserva ufficiale e il cambio euro/dollaro toccò 1,60. A questi valori, il danno per le imprese esportatrici i cui prodotti sono sensibili ai prezzi furono assai gravi, in particolare per le imprese italiane.
Per evitare che la crescita europea dipenda da forze esterne occorre dotare la Bce di poteri sul cambio. Questo motivo è stato chiarito nel documento di Governo e nella relazione presentata in Parlamento che spero Giugliano voglia considerare senza dietrologie.
Dopo la crisi finanziaria mondiale, un vero “cigno nero” à la Taleb, emersero anche le conseguenze dell’altrettanto grave lacuna dei poteri della Bce, quella di non avere la possibilità di effettuare interventi di mercato per contrastare la speculazione.
Draghi mostrò grande abilità nel varare l’Omt, più noto come QE (Quantitative Easing) europeo, sfruttando gli interessi dei Paesi che ne avrebbero beneficiato per rientrare dai loro crediti. Poiché nella media europea l’inflazione ha toccato il tetto fissato del 2% e in alcuni di essi lo ha superato, la politica monetaria deve rientrare nella “normalità”, ossia procedere secondo i poteri statutari a essa assegnati. Poiché in Grecia e in Italia, un po’ meno in Olanda, l’inflazione è ancora distante dal tetto, nasce il problema di come evitare gli effetti negativi di un rientro anticipato rispetto a sistemi economici proni all’inflazione. Per ripristinare in modo permanente l’ombrello contro la speculazione si deve assegnare alla Bce il compito di esercitare le funzioni di lender of last resort su singoli punti del sistema ove necessario.
Riassumendo, l’euro è la seconda moneta nelle transazioni globali reali e finanziarie, ma non può agire come la Fed americana e le altre principali banche centrali del mondo. È giunto il momento di affrontare il completamento dell’importante istituzione europea per garantire la sua piena operatività e il suo sostegno alla crescita secondo le regole sviluppate dalla teoria e sperimentate in pratica. Ho anche precisato che, se l’attacco al cambio dell’euro o ai debiti sovrani di un Paese-membro ha radici in squilibri reali, occorre operare simultaneamente per risolverli a parte attivando un apposito strumento europeo.
Questo compito non spetta in punta di teoria alla Bce e richiede uno o più strumenti di politica fiscale comune, l’altro problema da me sollevato nel programma di Governo.
Concludo: il Governo Conte, forte del sostegno della maggioranza parlamentare, desidera rafforzare la Bce perché lo ritiene necessario per l’Italia e per il futuro dell’Ue.
Sarò curioso di vedere chi rifiuterà il conferimento a essa di poteri più ampi. Il Governo chiede in particolare l’attivazione di strumenti per evitare che la speculazione si sostituisca dannosamente ai poteri europei innestando gravi crisi, come già accaduto.
Occorre infine che l’Unione Europea decida di intraprendere nuove e incisive politiche di bilancio a favore dei cittadini, in particolare dei più poveri, i perdenti della globalizzazione.
Tutto prima delle prossime elezioni europee. Ne va del suo futuro.

da LA REPUBBLICA del 17 luglio 2018

lunedì 16 luglio 2018

Dal 2007 ad oggi 1.400.000 disoccupati in più...

Immagine correlata


Il lavoro che manca all'1.4 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007 che sono il problema numero uno del Paese ha nome e cognome:è la somma dei 540.000 posti di lavoro distrutti negli ultimi 10 anni dalla crisi delle costruzioni, dei 350.000 cancellati da ristrutturazioni industriali e chiusura delle fabbriche,dei 170.000 eliminati dal blocco del turnover nelle pubbliche amministrazioni e dei 530.000 piccoli imprenditori,commercianti,artigiani,autonomi di varia natura ai quali la crisi,l'evoluzione della distribuzione e la fine dei contratti a progetto ha cambiato il destino.Se confrontiamo l'Italia del 2007,l'ultimo anno prima della crisi , e quella del 2017,scopriamo che il mondo del lavoro ha una mappa diversa, per certi versi più moderna e per altri ancora colpevolmente arcaica.
La prima eredità lasciata dalla crisi è l'aumento di persone che pur in età di lavoro non lo cercano o non lo trovano.La seconda,assai più sfaccettata,è nella struttura del mondo del lavoro,all'interno del quale i due passaggi più rilevanti sono la diminuzione dei lavoratori indipendenti e l'impoverimento di quelli dipendenti.
La discesa del numero dei lavoratori autonomi in realtà precede la crisi.Come ha documentato il sociologo del lavoro Emilio Reyneri ,il calo è cominciato nel 2004,ed è continuato anche nel 2017,quando la recessione era ormai alle spalle:i lavoratori autonomi erano 63 milioni nel 2004,poco meno di 6 milioni nel 2007, 5,3 milioni alla fine del 2017.Può essere un segno di modernizzazione dell'economia italiana,che aveva una quota troppo alta di microimprese e di lavoratori autonomi rispetto agli altri paesi industrializzati (25,4% contro il 14,5 della media europea),ora questa quota si è ridotta di tre punti al 22,4%,che resta comunque assai elevata.
In questi dieci anni il numero dei dipendenti a tempo pieno è diminuito di 400.000 unità mentre quello dei dipendenti a tempo parziale è aumentato di 1.200.000 fino a raggiungere un totale di 3,6 milioni di persone che hanno più tempo libero ma anche un reddito minore e che avranno una pensione piu bassa.Nei numeri delle assunzioni della pubblica amministrazione e delle banche in questi dieci anni si trovano buona parte delle cause della disoccupazione intellettuale,ovvero dei troppi laureati che non riescono a entrare nel mondo del lavoro.Nel 2008 la Pubblica Amministrazione ha assunto oltre 125.000 persone, in grandissima maggioranza laureati e diplomati,nei sette anni successivi la media è stato di 70.000:all'appello ne sono mancati 50.000 l'anno.

MARCO PANARE-Repubblica Affari & Finanza

domenica 15 luglio 2018

Gli Usa sono tra i maggiori responsabili della catastrofe ambientale

Immagine correlata



Tra le cose principali della catastrofe ambientale è il riscaldamento globale di origine antropica, dovuto ai gas serra ed ad altri tipi di emissione.Ma questo è soltanto un aspetto della questione,esistono anche altre gravissime cause del fenomeno che in genere riassumiamo con il termine "inquinamento" e che di fatto consiste nella distruzione dell'ecosistema ,come l'erosione dei suoli e la diminuzione dei terreni agricoli a favore della produzione di biocarburanti,che ha conseguenze devastanti sulle scorte alimentari.Il problema non è soltanto ambientale:è umano.Anche la costruzione di dighe e la deforestazione amazzonica hanno ricadute ecologiche,come migliaia di altre cose.E la situazione non fa che peggiorare.Tra i maggiori responsabili ci sono gli Stati Uniti.Non che le altre nazioni siano particolarmente virtuose,ma fino a quando  il nostro paese trascinerà il resto del mondo verso il baratro,come sta facendo oggi, non si registreranno miglioramenti apprezzabili.Gli Usa dovrebbero essere i primi a farsi carico del problema e diventare promotori del cambiamento.E' ironico,perché nel nostro continente lo stato più impegnato nella tutela dell'ambiente è il più povero dell'America Latina:la Bolivia,che ha recentemente promulgato leggi che attribuiscono veri e propri diritti alla natura il merito va in larga parte alla maggioranza indigena,che tutela i diritti per tradizione e ha indotto il governo a riconoscerli in forma ufficiale.Gli snob occidentali potranno anche riderne,ma sarà la Bolivia a ridere per ultima.
Almeno loro stanno facendo qualcosa.A livello globale occupano una posizione di avanguardia,insieme alla comunità indigene dell'Ecuador. Invece il paese più ricco e più potente del continente, o forse del mondo intero,non solo resta con le mani in mano, ma addirittura peggiora le cose.Basti pensare che al momento il Congresso sta smantellando alcune delle leggi e istituzioni di tutela ambientale poste in essere dal nostro ultimo presidente liberal, Richard Nixon.Inoltre si registra un grande interesse per lo sfruttamento di nuove fonti di carburanti fossili, estratti con metodi rovinosi,come il fracking,la fratturazione idraulica, e le trivellazioni nei fondali marini profondi,che hanno conseguenze gravissime sulle risorse idriche e di altro tipo.Ogni volta che si tratta di distruggere l'ambiente,gli Stati Uniti sono sempre in prima fila.E questo equivale a una condanna a morte per l'umanità.Ma la cosa peggiore è che gran parte di queste pratiche viene portata avanti con leggerezza,nella convinzione che il problema non sussista e che sia giusto agire così.Un'argomentazione simile,per certi versi, a quella usata per le armi nucleari:si ritiene che siano una necessità difensiva,quando in realtà non è così.Tuttavia questa tesi,che ci porterà  alla catastrofe è sostenuta con forza e convinzione,e trova ampio consenso presso  l'opinione pubblica.
Per quanto riguarda l'ambiente,negli Usa è in atto anche una vasta campagna di propaganda,finanziata dalle grandi multinazionali che peraltro non fanno alcun mistero dei loro scopi.La camera di commercio e altre istituzioni stanno cercando di convincere i cittadini che il problema non ci riguarda e,anzi, non sia nemmeno reale.
Durante la campagna elettorale per le primarie del 2012 pressoché tutti i candidati repubblicani hanno negato il cambiamento climatico,soltanto uno di loro ne ha ammesso l'esistenza , Jon Huntsman,ma era talmente fuori dai giochi che è stato come se non avesse aperto bocca,Michele Bachmann,invece,ha detto qualcosa del tipo: "Bé,il cambiamento climatico potrebbe essere reale, ma se così fosse si tratterebbe della punizione divina per il riconoscimento del matrimonio gay".Quale che sia la sua posizione,il resto del mondo non può fare molto  fino a quando gli Stati Uniti si ostineranno a puntare i piedi.

NOAM CHOMSKY

venerdì 13 luglio 2018

Per i professionisti reddito in calo del 15%

Risultati immagini per liberi professionisti

Dal  2007 ad oggi i redditi medi di avvocati,architetti,ingegneri, biologi e di tante altre categorie iscritte a un albo hanno fatto un brusco passo indietro.Il reddito medio dichiarato alla propria cassa di previdenza dagli avvocati è sceso dai 49.000 euro del 2007 ai 36.000 del 2014:mancano i dati del 2015-2016 ma il trend è stato lo stesso.I geometri sono passati da 22.000 euro del 2007 a 19.000 nel 2016.I ragionieri da 56.000 a 50.000.I biologi  da 23.000 a 16.500.Gli infermieri da 34.000 a 32.000,nonostante l'esplosione della richiesta di questa figura professionale in questi ultimi anni.I consulenti del lavoro sono scesi da 46.000 a 36.500.Architetti e ingegneri che si svolgono la libera professione sono stati fra i più colpiti,passando da una media annuale di 32.500 euro a 24.000.E' la prima volta nel dopoguerra che una crisi colpisce in maniera così significativa anche il mondo delle professioni.C'è naturalmente qualche eccezione:ad esempio i dottori commercialisti hanno visto crescere i loro redditi da 57.000 a 61.000 euro.I medici sono forse la categoria che ha avuto i maggiori benefici,con un reddito medio passato da 38.000 a 47.500 euro:la spiegazione è da trovare nel fatto che i ticket sulle visite sono saliti tanto da rendere spesso conveniente per i pazienti rivolgersi privatamente ai medici.Anche i veterinari,che insieme ai biologi sono un pò la Cenerentola fra gli iscritti agli albi.Con redditi medi estremamente bassi, hanno guadagnato qualcosa di più in questi anni,passando da 15.000 a 16.000 euro.

da LA REPUBBLICA AFFARI&FINANZA -Adriano Buonafede

giovedì 12 luglio 2018

Paolo Becchi legge i post di Barnard ma non li capisce

Risultati immagini per paolo becchi



Quando fa il blogger d'informazione, Paolo Barnard ha pochi rivali, azzecca sempre tutto e con anni di anticipo.Me lo ricordo 7 o 8 anni a Parma quando parlava della crisi  che non se ne sarebbe andata, molti del pubblico  gli dicevano che era troppo pessimista.Guardando come vanno le cose oggi, Barnard aveva ragione.Purtroppo come persona non ci andrei neanche a prendere un caffè,abbiamo due stili di vita ben differenti e non mi azzarderei mai di scrivere certi post, su donne e addirittura madre. E poi non mi piace il vittimismo.Su certe cose doveva pensarci prima.

Passiamo a Paolo Becchi. Qualche mese fa mi mando un tweet privato dicendomi:"mi raccomando non ritwittarlo, ti stanchi troppo". Se fino ad allora avevo ritwittato qualche suo tweet, da quel giorno neanche uno.Questo fa capire che il professor Paolo Becchi  ha una gran voglia di visibilità ,come l'altro professore di qualche anno più giovane:Diego Fusaro.
Su Twitter c'è un profilo di Paolo Barnard ma non si sa se è suo o no.Un giorno ha nominato Paolo Becchi parlandone bene e come per magia,  il professore genovese ha cominciato a pubblicare sulla sua pagina i post di Paolo Barnard.C'è un problema però: Becchi i post di Barnard non li capisce.
Sta  esaltando il governo gialloverde, sostiene che è davvero sovranista, che sta facendo la voce grossa in Europa prendendo sempre e solo come argomento l'immigrazione.Ma Barnard ha fatto capire, giustamente, che cercare restare in Europa e cercare di cambiarla non serve a nulla e ti schiaccerebbero come formiche.Ma questa parrocchietta non ne vuole sapere, sono solo dei provinciali gialloverdi.

da www.paolobarnard.info

1) Primo sbarramento di fuoco della UE dei Mercati.
Le regole della Commissione UE di Bruxelles, della BCE, dei Trattati UE, sono tutte sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali, ma di rado sono nell’interesse pubblico poiché, come anche da me dimostrato in inchieste, vengono redatte nella maggioranza dei casi da lobby industriali e finanziarie presso la compiacente Commissione (il Parlamento UE ha poteri limitati). Un’Italia che volesse contestarne alcune nel suo interesse unico (e non come il Regolamento di Dublino che era inviso a quasi tutti ormai), si troverà davanti a un muro furente, perché il blocco forte in Europa esclude in via categorica che un Paese membro possa “minare gli standard europei” mostrandosi al mondo come ‘isola felice’ dentro la UE. In altre parole: uno degli aspetti più infami di come fu pensata questa Unione è che si vuole proibire a qualunque capo di governo di perseguire una via che finisca per dimostrare al mondo quanto pro-elite e illiberali sono tutti gli altri – questo è il vero significato di “minare gli standard europei”. Una vera galera.
Sapete cosa significa ciò? Significa che se mai il presente governo volesse davvero mettere in discussione regolamenti o linee guida europee per noi cruciali come l’età pensionabile e durata contributiva, la pesca e agricoltura, i prodotti tipici, i salari minimi, la tassazione del capitale o corporate, la concorrenza, i social networks, gli standard delle prestazioni sanitarie, i regolamenti dei salvataggi bancari, e altri, si troverebbe davanti esattamente lo stesso sbarramento di fuoco ad ‘alzo zero’ con cui Bruxelles sta quasi demolendo la Gran Bretagna. Le conseguenze finanziarie delle tensioni politiche che ne risulterebbero ad ogni singolo episodio sarebbero per il nostro Ministero del Tesoro forse letali (sotto i dettagli). Domanda: questo governo ha i mezzi per far meglio di Londra contro l’UE?
2) Secondo sbarramento di fuoco della UE dei Mercati.
La seconda micidiale spada di Damocle che abbiamo sulla testa se disobbediamo a Bruxelles si chiama QT della BCE. Significa Quantitative Tightening, che è l’esatto opposto del QE, il Quantitative Easing, con cui la Banca Centrale Europea ha dal 2015 acquistato colossali quantità di titoli di stato dell’Eurozona, quindi anche italiani, per artificiosamente mantenerne alti i valori, bassi gli interessi, e per immettere liquidità in un continente che, paradosso dei paradossi, è strangolato dalle Austerità che la stessa BCE invocò. Il QT è quindi l’annuncio, che Draghi ha già fatto, per cui non ci comprerà più i nostri titoli di stato, ma a quel punto per l’Italia sarà panico. Dovete sapere che la realtà dei governi tecnici da Monti in poi fu che lo spread sui nostri titoli decennali rimase con loro comunque altissimo, fra i 500 bps e i 350, prova che Monti e Fornero non servivano a riguadagnarci la fiducia dei Mercati che infatti non arrivò mai, ma solo a distruggere pensioni e Stato Sociale a favore dei soliti noti. Spread alto è sintomo che i Mercati comprano pochi titoli italiani e corrono a comprare quelli tedeschi. Con degli spread così alle stelle se non fosse stato per il QE di Draghi che da allora ci ha comprato vagonate di titoli, noi oggi saremmo molto vicini alla Grecia. In altre parole: siamo ancora il Paese più o meno normale che oggi tutti vedete solo perché la BCE ha tenuto immense sacche di sangue attaccate al nostro Ministero del Tesoro acquistandoci i titoli, ma quando col QT le staccherà che ci succede?
Succede che Roma dovrà finanziarsi minuto dopo minuto sui Mercati emettendo titoli con interessi già in partenza più alti, che quindi gli costeranno molto di più, ma soprattutto succede questo: con Roma a quel punto del tutto sola e appesa alla ‘rianimazione’ dei Mercati per ottenere i fondi anche solo per pagare i farmaci salvavita o i cancellini delle scuole, i baldi Salvini, Borghi, Bagnai non potranno proprio permettersi di fare la voce grossa con Bruxelles su qualsiasi cosa, in particolare sul meno-euro. Questo perché ogni smorfia di disapprovazione di Bruxelles significa in automatico l’ansia dei Mercati e il rischio che non finanzino l’Italia a sufficienza, ovvero Roma che annaspa per finanziarsi su qualsiasi asta di titoli e senza più le immense trasfusioni del QE di super-Mario a salvarla. Saremo devastati, e non si scherza. Come ho già scritto su Twitter, solo il pasticcio del 27 maggio sulla nomina di Savona è costato all’Italia 66 miliardi di ricchezza perduta in poche ore per il panico dei Mercati (sell off! sell off!), con un’asta di titoli a 6 mesi che non trovava nessun compratore e il Tesoro ha dovuto pagare gli interessi più alti da 5 anni per scovarne qualcuno. Non si scherza con ste cose, perché il rischio è che poi l’intera Italia perda credibilità agli occhi dei Mercati che ci finanziano, infatti in quelle ore Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners a Milano rilasciò alla Reuters questa drammatica dichiarazione: “Stiamo scontando una totale perdita di fiducia nelle prospettive per le finanze pubbliche italiane”.
Immaginate quindi cosa arriverà addosso al buon Di Maio se osa annunciare sforamenti del Fiscal Compact (il micidiale pareggio di bilancio che soffoca la nostra spesa pubblica) o se osa annunciare sussidi per auto elettriche; o se Salvini si permetterà di disobbedire sull’Unione Bancaria e ai salvataggi delle banche. Ripeto: ci possono chiudere i rubinetti del finanziamento di sopravvivenza del Paese stesso, in poche ore, e col QT già annunciato non avremo più salvagenti della BCE. Domanda: questo governo mentre disubbidisce alla UE ha i mezzi per difenderci da eventi così sistemici?

mercoledì 11 luglio 2018

Macchine intelligenti e miseria di lungo termine


Risultati immagini per robot

Pochi ne dubitano.In un paper del 2011 dal titolo MACCHINE INTELLIGENTI E MISERIA DI LUNGO TERMINE gli economisti Jeffrey Sachs, tra le altre cose consulente di Papa Francesco per l'enciclica sul clima, e Laurance Kotlikoff spiegano la transizione.La tecnologia ha sempre modificato l'organizzazione del lavoro,ma se nel passaggio dalla carrozza all'auto c'era sempre qualcuno alla guida,nelle driverless car che Google sta testando non si vedono più mani sul volante.Bye bye tassisti e camionisti.Scrivono:"Abbiamo ridicolizzato i lobbisti con l'argomento che il salario medio cresceva in linea con la produttività media.Ma forse avevano ragione se si circoscrive la loro previsione al lavoro non qualificato".Quello tipico dei giovani,ora assorbito dalle macchine.Sostituzione che deprime i salari,riducendo la capacità di investire sulla formazione.Con il risultato che i  loro figli staranno ancora peggio.Se è pessimismo,non soffre di solitudine.Sentire il Nobel Paul Krugman sul "New York Times:" i robot significano che il costo del lavoro non importa granché e la manifattura può tornare nei paesi avanzati però non è una buona notizia per i lavoratori"

martedì 10 luglio 2018

I diritti civili strumento del potere


Risultati immagini per pier paolo pasolini

Il 4 novembre 1975 Pier Pasolini era stato invitato  ad una convention del Partito Radicale, due giorni prima fu ucciso, da chi ancora non si sa nonostante fu condannato il  povero Pino Pelosi che sotto pressione confessò l'omicidio.
Scrisse il discorso che avrebbe dovuto fare e lo lesse il leader radicale Pannella.C'è in rete il file,io qui sotto pubblico il pezzo che piu fa riflettere.Pasolini non era mai banale.
In questo mondo di zombi, se dici queste cose come minimo prendi del fascista.

"Ora, la massa degli intellettuali che ha mutuato da voi, attraverso una marxizzazione pragmatica di estremisti, la lotta per i diritti civili rendendola così nel proprio codice progressista, o conformismo di sinistra, altro non fa che il gioco del potere: tanto più un intellettuale progressista è fanaticamente convinto delle bontà del proprio contributo alla realizzazione dei diritti civili, tanto più, in sostanza, egli accetta la funzione socialdemocratica che il potere gli impone abrogando, attraverso la realizzazione falsificata e totalizzante dei diritti civili, ogni reale alterità. Dunque tale potere si accinge di fatto ad assumere gli intellettuali progressisti come propri chierici. Ed essi hanno già dato a tale invisibile potere una invisibile adesione intascando una invisibile tessera."

PIER PAOLO PASOLINI nel 1975.

lunedì 9 luglio 2018

STAMPA ESTERA.Il cambiamento della Lega con Matteo Salvini

Risultati immagini per matteo salvini pontida


Pontida,dove il 1 luglio si sono radunati 75.000 militanti, è la prova del nove.Qui un tempo la Lega Nord,tra il profumo di polenta,birra e bistecche di maiale, faceva cori contro il sud e contro Napoli. Le scorie si trovavano si trovavano sotto la linea tracciata dal Po,la frontiera immaginaria della Padania.Matteo Salvini,l'attuale ministro dell'Interno e segretario federale della Lega,all'epoca gridava "Roma ladrona" o "senti che puzza,arrivano i napoletani".Questo posto ricorda i militanti leghisti che loro non sono la "merda del sud", "i terroni" da cui si sono sempre distinti.
Pontida è sempre stato il posto di un partito residuale,dei barbari del nord.Oggi invece ci vorrebbero venti prati come questo per misurare il suo successo.L'ultimo sondaggio, pubblicato il 30 giugno dal Corriere della Sera, dà la Lega quasi al 30%, 14 punti in più di quelli ottenuti alle elezioni legislative del 4 marzo, abbastanza per certificare il sorpasso sul Movimento 5 stelle, suo alleato al governo.La Lega,come ribadiscono i ministri che salgono sul palco,non è più un gruppo di personaggi strani mascherati da vichinghi.Ora è il primo partito italiano,s'ispira a Trump e sta già pianificando l'espansione in Europa".Peno a una Lega delle leghe che metta insieme tutti i movimenti liberi, "sovrani", dichiara Salvini mentre saluta le bandiere della Russia e quelle indipendentiste della Catalogna.E ancora:"per dare un futuro ai nostri figli e per evitare che scappino all'estero, sono pronto a ignorare i limiti sul deicit imposti da Bruxelles.Prima viene la felicità dei popoli", "visterò le capitali europee,e non solo quelle,per creare un'alternativa a quest'Europa basata sullo sfruttamento,la finanza e l'immigrazione di massa".Salvini cita tutti i nemici:Bruxelles, George Soros, Roberto Saviano ,definito "un antimafia a parole",la sinistra radical chic e Matteo Renzi.E' efficace.Come Gian Marco Centinaio,il ministro dell'agricoltura."I prodotti italiani sono i migliori.Non quella spazzatura che fa venire il cancro e ci arriva da fuori".Interviene anche il ministro della famiglia ,Lorenzo Fontana; "al sostegno delle multinazionali preferisco quella del popolo.

domenica 8 luglio 2018

In Italia 7 mila zone industriali su 11 mila non hanno la fibra ottica

Risultati immagini per fibra ottica


Come si trovano 3,5 miliardi di euro? Semplice, se fossimo un paese indipendente con la propria Banca centrale pubblica che stampa la nostra moneta, si troverebbero facilmente e una volta tanto gli italiani sarebbero alla pari con gli altri con la tecnologia.Invece essendo incatenati alla dittatura europea, non riusciamo a trovarli.Riceviamo meno di quello che diamo.


Interventi che vanno rafforzati con risorse pubbliche e sovranazionali anche per completare la digitalizzazione del sistema produttivo,ad oggi ancora distante da uno standart accettabile.Ce lo dicono i dati dell'Osservatorio EY .
In Italia,ben 7 mila zone industriali su 11 mila non hanno la fibra ottica.E 1700 mancano della comunissima banda larga.Mentre il 13% è scoperto, o con un Adsl a bassa performance.Con il paradosso che le lacune della banda larga frenano gli effetti positivi di Impresa 4.0 e rallentano il rafforzamento dei legami intersettoriali e delle filiere nei comparti strategici come l'informatica,le comunicazioni,la chimica e le biotecnologie.Qual'è il costo stimato per il completamento della fibra ottica?
Per il MISE circa 3,5 miliardi per raggiungere gli obiettivi del 2020.Dove trovare le coperture? Non si tratta di cifre impossibili per il bilancio pubblico,considerando i risparmi attesi dalla spending review e il nascente piano europeo per gli investimenti.E poi c'è la Cassa depositi e prestiti.Nel 2017 ha raccolto circa 253 miliardi di risparmio postale italiano e 88 di raccolta obbligazionaria sui mercati.Il suo ruolo di Istituto nazionale di promozione la vede presente nell'industria,nella cantieristica,nelle comunicazioni,nell'energia.Con un'incidenza del 2,3% sul Pil,del 2% sull'investimento per le infrastrutture.E con un attivo patrimoniale,che vale 4 volte quello dell'Iri dei primi anni 80 (circa 367 miliardi),ma ultimamente è sembrata interessata a valorizzare il patrimonio immobiliare con investimenti di oltre 75 milioni nel 2017 nel comparto dell'hotellerie.
Investimenti che richiedono spese di riqualificazione per strutture abbondantemente superate,il MEF controlla circa l'83% della Cassa depositi e prestiti.Perchè non adoperarsi per rafforzarne gli investimenti del digitale e negli intangibles, contribuendo alla dinamica dell'economia,piuttosto che congelare risorse in comparti non strategici e a bassa produttività come l'immobiliare?

RELAZIONI INDUSTRIALI

L'accordo del 28 2018 tra Confindustria e Cigl,Cisl,Uil ha riaperto la strada alla contrattazione collettiva e alla  bilateralità,proponendo una strategia di formazione e ricerca coerente con le smaterializzazioni tecnologiche in atto.L'accordo condivide la visione di un mercato del lavoro dinamico ma equilibrato.La necessità di misurare la rappresentanza per evitare il dumping contrattuale.E,aspetto innovativo per la tradizione italiana, la sperimenazione di una maggiore partecipazione e condivisione delle decisioni tra impresa e lavoratori anche alla luce dei processi innovativi 4.0,un importante ulteriore tassello per una crescita condivisa,e un ritorno alla centralità delle relazioni industriali

GIUSEPPE TRAVAGLINI-PROFESSORE ORDINARIO DI POLITICA ECONOMICA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO

venerdì 6 luglio 2018

Purtroppo anche Ilaria Bifarini nella parrocchia "LIBERI PENSATORI GIALLOVERDI"




Ho letto l'ultimo libro di Ilaria Bifarini sul neoliberismo e devo dire che è molto interessante, molti "zombi provinciali" dovrebbero leggerlo per capire veramente come va il mondo.
Mi sono cascate le braccia quando ho visto il video sopra  e purtroppo bisogna aggiungere alla parrocchietta dei "liberi pensatori gialloverdi" anche lei.
Considera competenti Alberto Bagnai e Claudio Borghi e parla de problemi che ha uno stato senza la propria moneta.Si dimentica,come fanno Claudio Messora, Paolo Becchi,Giuseppe Palma, Antonio Rinaldi, di ricordare che sia Bagnai che Borghi hanno rinunciato alla battaglia sull'euro.Ci sono interviste che lo confermano,Vi ricordate il PUDE? Il termine inventato da Alberto Bagnai PARTITO UNICO DELL'EURO? Non viene più nominato.La svalutazione dei salari perchè non si può svalutare la moneta? Non ne parlano più.

giovedì 5 luglio 2018

LUIGI DI MAIO:"Ridurremo il costo del lavoro".Sembra Alexis Tsipras

Risultati immagini per luigi di maio

Quando leggo interviste dei ministri di questo governo giallo-verde mi viene in mente Alexis Tsipras quando vinse le elezioni.Non voleva uscire dalla Ue e dall'euro e sperava di cambiare questa Europa.Risultato? Un disastro.Gli ospedali della Grecia sembrano quelli del terzo mondo, gente ammalata che non poteva farsi curare, un disastro.Bellissimi i reportage di un blogger indipendente , i suoi articoli li pubblicava il sito www.comedonchisciotte.org.
E la "popolazione passiva" cosa fa? Sta zitta, ci crede e attacchi chi mette in discussione la validità di questo governo.Io non mi arrabbio,col tempo avrete ciò che vi meritate.

Ministro Di Maio, questo non era il governo amico delle piccole e medie imprese?

«Lo è».

Le reazioni al «decreto dignità» sembrerebbero dire il contrario.

«Io in verità ho ricevuto grosse critiche dalle organizzazioni che rappresentano le grandi industrie. Le piccole e medie imprese sanno che siamo al lavoro per ridurre la burocrazia e rendere meno pesanti per loro le buste paga. Abbiamo tolto lo split payment e disattivato il redditometro, un fuoco che covava sotto la cenere. C’è un dialogo costante. Chi non sfrutta i lavoratori giovani e meno giovani da noi non ha nulla da temere. D’altro canto è fondamentale ridurre la precarietà. E io non posso accettare il ricatto di chi dice: o ci lasciate sfruttare i ragazzi o non li assumiamo».

Che cosa vuole fare per i giovani è chiaro. Quello che vuole fare per le aziende un po’ meno.

«La precarietà è una sciagura anche per le aziende, perché se non ci sono clienti si ferma anche la produzione. Ma quello che faremo per loro sarà più chiaro nella legge di bilancio, quando ridurremo il costo del lavoro».

La riduzione del cuneo fiscale è l’obiettivo mancato di ogni governo.

«Ma noi lo applicheremo selettivamente, per ambiti di competenza».

Che cosa significa?

«Cominceremo con i settori che riteniamo strategici. Ad esempio quelli che si occupano di made in Italy, di nuove tecnologie, di cultura e di turismo».

Quanto costerà?

«Abbiamo fatto delle stime. Non le rivelo per evitare che cominci il tiro al piccione».

Il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti ha definito populista il suo decreto.

«Se vuole dire che ha l’obiettivo di proteggere le persone certamente lo è. Abbiamo rimesso gli esseri umani al centro. La casta si preoccupava di proteggere il gioco d’azzardo fregandosene dello sfascio delle famiglie e noi abbiamo detto basta. E abbiamo detto basta anche alle delocalizzazioni finanziate dallo Stato. Al ministero ho trovato un fondo di oltre duecento milioni per chi minacciava di delocalizzare. Una follia».

Renzi ha ribattezzato il suo decreto «Decreto Gelosia», sostenendo che non colpisce la disoccupazione ma l’occupazione.

«Il Jobs Act ha fatto aumentare l’indice di occupazione, ma certamente non l’occupazione. Ci ha fatto raggiungere il record di precarietà. E a Renzi hanno già risposto con chiarezza gli elettori il 4 marzo».

L’economista Giuliano Cazzola invece sostiene che le imprese piuttosto che assumere come vuole il governo evitano di assumere.

«In questi giorni ci stanno dando lezioni un po’ tutti. Soprattutto coloro che ci hanno portato in questa situazione. Ne prendo atto. Io so ascoltare. Ma so anche decidere»
.
Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è un marziano, come dice Salvini?

«Non mi pare».

Eppure dice che per l’Italia l’immigrazione è fondamentale per pagare le pensioni

«Con la disoccupazione giovanile al 30%, mi pare complicato sostenere che l’immigrazione sia necessaria. E non importa se in questo momento non siamo di fronte a una invasione. È vero, c’è una differenza tra percezione e numeri, ma quella percezione non si può più ignorare, perché dimostra che il fenomeno è fuori controllo. E lo è perché è stato gestito male. Metteremo le cose a posto anche in questo caso».

Boeri se ne deve andare?

«Il suo mandato scade nel 2019. E su molte cose abbiamo una visione comune. Penso ai vitalizi e alle pensioni d’oro. Però l’Inps deve fare l’Inps e lasciare a noi il compito di fare politica».

Sulle pensioni avete visioni opposte. Per Boeri «quota cento» costerebbe 20 miliardi l’anno.

«Boeri in verità fa riferimento a quattro diverse ipotesi con pesi differenti. L’ultima delle quali ha costi contenuti. Noi abbiamo un obiettivo da raggiungere. E lo faremo gradualmente, affidandoci al buonsenso».

Reddito di cittadinanza, revisione della Fornero, Flat Tax. Neanche con i soldi del Monopoli riuscireste a fare tutto.

«Questa è la posizione di tutti coloro che fanno i conti a legislazione e bilancio vigenti. Ma deve essere chiaro che nei prossimi mesi sui tavoli europei il nostro atteggiamento sarà molto diverso dal passato. Ci muoveremo per ottenere più investimenti e la possibilità di fare interventi strutturali sul fisco e sul welfare. Il criterio sarà lo stesso che abbiamo usato per rimettere al centro il tema dei migranti».


Tra Orban e la Merkel chi sceglie?

«Non faccio comparazioni. Ma con la Merkel paradossalmente abbiamo degli obiettivi comuni e una relazione più semplice di quella che abbiamo ad esempio con Macron. Quanto a Orban mi limito a dire che chi non rispetta la redistribuzione delle quote dei migranti deve essere multato dall’Europa».

Lei crede all’Europa?

«Certo. Ma deve cambiare. Se avessi un figlio vorrei che crescesse in un continente in cui il sistema fiscale e quello di welfare fossero uguali per tutti. Lavoreremo per questo».

Voce di popolo: dopo le europee del 2019 Salvini farà cadere il governo.

«Vedremo. Per ora i nostri rapporti con la Lega sono ottimi. Se le cose dovessero cambiare, magari potremmo essere noi a fare delle valutazioni diverse».

Salvini la sta oscurando?

«In questo governo ognuno fa la sua parte. E nessun esecutivo è stato capace di fare quello che noi abbiamo fatto in un mese».

Ministro, quale sarà il suo prossimo passo?

«Il reddito di cittadinanza. Subito. Lo stiamo studiando assieme alla Flat Tax. Saranno riforme strutturali. Fatte in collaborazione con la commissione e con il consiglio europeo. Ci sono cinque milioni di persone in povertà. È una emergenza assoluta. La riforma dei centri per l’impiego partirà immediatamente. Voglio che i risultati si vedano già nella prossima legge di bilancio. E voglio confrontarmi con le aziende, con il presupposto che nessuno deve essere lasciato indietro. Ragionerò anche sul salario orario».


Luigi Di Maio è diventato comunista?

«Prima mi davano del fascista. Adesso mi danno del comunista. La verità è che abbiamo ribaltato i paradigmi della vecchia politica. Ci interessano solo le persone».

da LA STAMPA del 5 luglio 2018-intervista di Andrea Malaguti

mercoledì 4 luglio 2018

Antonio Rinaldi mostra la sua vera faccia e blocca Anglotedesco su Twitter

Dopo Claudio Messora "Byblu" adesso anche il professor Antonio Maria Rinaldi ha bloccato su Twitter Anglotedesco.
Il motivo? Sto facendo notare che questo governo giallo- verde ,nell'economia, grazie al ministro Tria, vuole portare avanti le stesse politiche dei governi precedenti,anzi, se veramente farà quello che dice, ci saranno tagli peggiori di quelli del governo Monti.
Vi ricordate dei voucher? Bene, Antonio Rinaldi e compagnia bella, sembravano dei leoni nei confronti del Pd,e dico anche giustamente..Li ha ripescati il ministro leghista Centinaio, sono diventati necessari per combattere il lavoro nero.


Questi comportamenti da parrocchiani mi fanno davvero pena, posso capire i pecoglioni del popolo, ma gli accademici proprio no.Ma leggete un po cosa mi ha risposto Rinaldi,con due account

 



Non mi sembrava ce ne fosse il bisogno di  rispondere in questo modo, anche perché il signor Rinaldi  in passato era allergico a certe cose.Visto anche i commenti ridicoli che hanno rilasciato su Twitter i suoi sostenitori, dimostra che ormai non si può più parlare di esseri umani ma di zombi senza cervello al guinzaglio di qualcuno perché di ragionare non ne sono più capaci.
Addirittura si è permesso di darmi del montiano, io ,come lo dimostra questo blog, ho attaccato tutti i governi.Cosa dovrei fare? Non criticare il governo giallo verde per non passare da montiano? Vergognati.
Vi sto facendo mostrare la vostra vera faccia e cioè che non siete delle persone obiettive ma dei leghisti e qualsiasi cosa dicano i vari Salvini, Borghi,Bagnai e i 5 stelle, state zitti, fate finta di nulla e con le poche persone sveglie vi comportate in questo modo.

PERCHE' NON INVITATE PIU' MARCO MORI? Rispondete alla domanda.

martedì 3 luglio 2018

La Cina e le sue 280 testate nucleari

Risultati immagini per cina testate nucleari

L'arsenale nucleare cinese ha circa 280 testate e probabilmente aumenterà nel prossimo decennio. Come affermato nel numero di luglio-agosto della rivista Bulletin of the Atomic Scientists , questa conclusione è stata raggiunta dal direttore del programma di informazione nucleare nella Federazione degli scienziati americani Hans Christensen e dal ricercatore senior dell'organizzazione Robert Norris.

"La Cina continua ad attuare il programma di modernizzazione delle armi nucleari lanciato negli anni '80 con l'adozione di nuove versioni di missili balistici a medio e medio raggio (BRs), nonché un launcher mobile-stradale migliorato per il missile balistico intercontinentale esistente (ICBM) Inoltre, è in corso lo sviluppo di ICBM stradali-mobili e, possibilmente, lanciato dal bombardiere BR, "osservano gli autori dello studio (citazione TASS).

Secondo gli esperti, circa 280 testate nucleari possono essere consegnate agli obiettivi con 120-130 missili balistici a terra, 48 missili balistici a base marina e 20 bombardieri. La maggior parte delle testate ha una potenza di 200-300 kilotoni.

In risposta al dispiegamento da parte degli Stati Uniti del sistema di difesa missilistica nella regione del Pacifico, la Cina ha iniziato ad equipaggiare alcune delle sue testate rimovibili installate nelle miniere, ricordano gli esperti. "Crediamo che questo programma sia progettato per fornire una svolta attraverso il sistema di difesa missilistica", scrivono Christensen e Norris.

Secondo gli esperti, 120 armi terrestri possono trasportare 186 testate. La Cina ha quattro sottomarini con motori nucleari, ciascuno con 12 lanciatori. La portata del volo della SLBM supera, secondo le stime del Pentagono, 7 mila chilometri. "Basta colpire Alaska, Guam, Hawaii, Russia e India mentre ci si trova sulla costa della Cina, ma se i sottomarini si spostano verso est, i loro missili saranno in grado di consegnare testate contro obiettivi negli Stati Uniti continentali", hanno osservato gli autori dell'analisi.

Secondo i dati ufficiali, come all'inizio di febbraio, gli Stati Uniti hanno 652 vettori di armi nucleari dispiegati a livello operativo (ICBM, SLBM, SL) e 1.350 testate. Nell'arsenale della Russia ci sono 527 vettori e 1.444 testate.




lunedì 2 luglio 2018

Cari Becchi e Palma,sapete che il ministro Tria non vuole disobbedire a Bruxelles?

Risultati immagini per giovanni tria

Stamattina su Repubblica c'è l'intervista all'ex ministro dell'Economia Padoan che continua a ripetere che il ministro dell'Economia del governo giallo-verde Tria sta portando avanti il lavoro fatto dal suo governo.Purtroppo questa "parrocchietta" gialloverde comprende anche il bravissimo avvocato Giuseppe Palma autore di libri interessantissimi sui trattati europei e il professor Paolo Becchi che io come tanti altri abbiamo scoperto grazie ai video su Byoblu.
Come fate a dire che è in atto una rivoluzione sovranista? L'Italia continua ad obbedire a Bruxelles.Non potete sempre parlare degli immigrati.Non sono loro i responsabili di questo modello economico neoliberista che ha diviso il mondo in cittadini di serie A (l'1% che getta le briciole agli altri) e di serie D.
Ma il popolo italiano (il 95%) è disinformato e ha il cervello da pecora.Non ci vuole nulla a fregarlo.


Ieri Pontida ha riconosciuto il giusto tripudio di popolo a Matteo Salvini. Forse solo il Berlusconi dei primi anni era acclamato così, ma adesso i tempi sono profondamente cambiati e la Terza Repubblica nasce nel segno di Salvini (...)
(...) e della nuova Lega, tant’è che ieri il simbolo ufficiale dell’evento era racchiuso non più nel vecchio slogan “Prima il Nord” ma in quello nuovo: “Prima gli italiani”. Salvini si è proposto, meglio si è imposto, come leader di una Lega nazionale, dopo aver tolto il Nord dal nome del partito. Ha ottenuto il massimo storico in termini elettorali il 4 marzo e ora nei sondaggi degli ultimi giorni è dato addirittura di poco sopra il 30%. Non c’è dubbio, sta conquistando tutti gli italiani, come mostra la presenza a Pontida di folte delegazioni da tutta Italia. Ben consapevole di questo Salvini ha sottolineato che su quel prato si è ora ritrovato «non un partito, ma una comunità, una famiglia, che sta cambiando il mondo».
E da Pontida “il capitano” ha lanciato la sfida più importante, vale a dire quella per le Europee del prossimo anno. Queste elezioni saranno un referendum decisivo fra la Ue delle élite e l’Europa dei popoli. «L’obiettivo è cambiare l’Europa», ha tuonato il leader della Lega, facendo riferimento al lavoro, ai contratti di lavoro a tempo indeterminato che sono diventati ormai un “sogno” per tutti: «Se per dare un futuro ai nostri figli, costretti a scappare all’estero, dovrò ignorare uno “zerovirgola” imposto da Bruxelles, per me quel numero vale poco. Prima viene la felicità dei nostri giovani» ha ribadito tra l’acclamazione di circa 100.000 militanti.
In effetti la sfida è proprio questa. Riferendosi alla caduta del muro di Berlino, Salvini ha indicato il muro che lui intende abbattere: «Il primo muro che faremo cadere è quello di Bruxelles». L’Europa deve essere «una comunità di popoli e non un’Unione che fa comodo solo a qualcuno». E sulla vulgata che l’Ue ci ha garantito settant’anni di pace, ha chiarito le cose come stanno: «I popoli in Europa non sono mai stati in conflitto come lo sono oggi». Era ora di dire le cose come stanno.
Ma Salvini è ben consapevole del fatto che da soli non si va da nessuna parte, per questo ha ripreso l’idea di una “internazionale sovranista”: «Per vincere bisogna unire. Penso a una Lega europea che metta insieme tutti i movimenti liberi, orgogliosi e sovrani che vogliono difendere il benessere dei propri figli».
Il cammino della rivoluzione sovranista è tracciato. Il M5s aderirà a questo progetto a livello europeo? Lo vedremo. Oggi, con buona pace dei cadaveri che ancora camminano nel nostro Paese, occorre ribadire che la Lega non ha “valori razziali” - ma sani valori nazionali: il senso di appartenenza, il rispetto per le proprie tradizioni, il riconoscimento delle autonomie in un quadro unitario. Solo recuperando questi valori potremmo uscire da quella crisi d’identità in cui ci ha lasciato una sinistra globalista giunta ormai al capolinea.

da LIBERO del 2 luglio 2018 -Paolo Becchi e Giuseppe Palma