Anglotedesco

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lunedì 2 luglio 2018

Cari Becchi e Palma,sapete che il ministro Tria non vuole disobbedire a Bruxelles?

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Stamattina su Repubblica c'è l'intervista all'ex ministro dell'Economia Padoan che continua a ripetere che il ministro dell'Economia del governo giallo-verde Tria sta portando avanti il lavoro fatto dal suo governo.Purtroppo questa "parrocchietta" gialloverde comprende anche il bravissimo avvocato Giuseppe Palma autore di libri interessantissimi sui trattati europei e il professor Paolo Becchi che io come tanti altri abbiamo scoperto grazie ai video su Byoblu.
Come fate a dire che è in atto una rivoluzione sovranista? L'Italia continua ad obbedire a Bruxelles.Non potete sempre parlare degli immigrati.Non sono loro i responsabili di questo modello economico neoliberista che ha diviso il mondo in cittadini di serie A (l'1% che getta le briciole agli altri) e di serie D.
Ma il popolo italiano (il 95%) è disinformato e ha il cervello da pecora.Non ci vuole nulla a fregarlo.


Ieri Pontida ha riconosciuto il giusto tripudio di popolo a Matteo Salvini. Forse solo il Berlusconi dei primi anni era acclamato così, ma adesso i tempi sono profondamente cambiati e la Terza Repubblica nasce nel segno di Salvini (...)
(...) e della nuova Lega, tant’è che ieri il simbolo ufficiale dell’evento era racchiuso non più nel vecchio slogan “Prima il Nord” ma in quello nuovo: “Prima gli italiani”. Salvini si è proposto, meglio si è imposto, come leader di una Lega nazionale, dopo aver tolto il Nord dal nome del partito. Ha ottenuto il massimo storico in termini elettorali il 4 marzo e ora nei sondaggi degli ultimi giorni è dato addirittura di poco sopra il 30%. Non c’è dubbio, sta conquistando tutti gli italiani, come mostra la presenza a Pontida di folte delegazioni da tutta Italia. Ben consapevole di questo Salvini ha sottolineato che su quel prato si è ora ritrovato «non un partito, ma una comunità, una famiglia, che sta cambiando il mondo».
E da Pontida “il capitano” ha lanciato la sfida più importante, vale a dire quella per le Europee del prossimo anno. Queste elezioni saranno un referendum decisivo fra la Ue delle élite e l’Europa dei popoli. «L’obiettivo è cambiare l’Europa», ha tuonato il leader della Lega, facendo riferimento al lavoro, ai contratti di lavoro a tempo indeterminato che sono diventati ormai un “sogno” per tutti: «Se per dare un futuro ai nostri figli, costretti a scappare all’estero, dovrò ignorare uno “zerovirgola” imposto da Bruxelles, per me quel numero vale poco. Prima viene la felicità dei nostri giovani» ha ribadito tra l’acclamazione di circa 100.000 militanti.
In effetti la sfida è proprio questa. Riferendosi alla caduta del muro di Berlino, Salvini ha indicato il muro che lui intende abbattere: «Il primo muro che faremo cadere è quello di Bruxelles». L’Europa deve essere «una comunità di popoli e non un’Unione che fa comodo solo a qualcuno». E sulla vulgata che l’Ue ci ha garantito settant’anni di pace, ha chiarito le cose come stanno: «I popoli in Europa non sono mai stati in conflitto come lo sono oggi». Era ora di dire le cose come stanno.
Ma Salvini è ben consapevole del fatto che da soli non si va da nessuna parte, per questo ha ripreso l’idea di una “internazionale sovranista”: «Per vincere bisogna unire. Penso a una Lega europea che metta insieme tutti i movimenti liberi, orgogliosi e sovrani che vogliono difendere il benessere dei propri figli».
Il cammino della rivoluzione sovranista è tracciato. Il M5s aderirà a questo progetto a livello europeo? Lo vedremo. Oggi, con buona pace dei cadaveri che ancora camminano nel nostro Paese, occorre ribadire che la Lega non ha “valori razziali” - ma sani valori nazionali: il senso di appartenenza, il rispetto per le proprie tradizioni, il riconoscimento delle autonomie in un quadro unitario. Solo recuperando questi valori potremmo uscire da quella crisi d’identità in cui ci ha lasciato una sinistra globalista giunta ormai al capolinea.

da LIBERO del 2 luglio 2018 -Paolo Becchi e Giuseppe Palma

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