Anglotedesco

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domenica 8 luglio 2018

In Italia 7 mila zone industriali su 11 mila non hanno la fibra ottica

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Come si trovano 3,5 miliardi di euro? Semplice, se fossimo un paese indipendente con la propria Banca centrale pubblica che stampa la nostra moneta, si troverebbero facilmente e una volta tanto gli italiani sarebbero alla pari con gli altri con la tecnologia.Invece essendo incatenati alla dittatura europea, non riusciamo a trovarli.Riceviamo meno di quello che diamo.


Interventi che vanno rafforzati con risorse pubbliche e sovranazionali anche per completare la digitalizzazione del sistema produttivo,ad oggi ancora distante da uno standart accettabile.Ce lo dicono i dati dell'Osservatorio EY .
In Italia,ben 7 mila zone industriali su 11 mila non hanno la fibra ottica.E 1700 mancano della comunissima banda larga.Mentre il 13% è scoperto, o con un Adsl a bassa performance.Con il paradosso che le lacune della banda larga frenano gli effetti positivi di Impresa 4.0 e rallentano il rafforzamento dei legami intersettoriali e delle filiere nei comparti strategici come l'informatica,le comunicazioni,la chimica e le biotecnologie.Qual'è il costo stimato per il completamento della fibra ottica?
Per il MISE circa 3,5 miliardi per raggiungere gli obiettivi del 2020.Dove trovare le coperture? Non si tratta di cifre impossibili per il bilancio pubblico,considerando i risparmi attesi dalla spending review e il nascente piano europeo per gli investimenti.E poi c'è la Cassa depositi e prestiti.Nel 2017 ha raccolto circa 253 miliardi di risparmio postale italiano e 88 di raccolta obbligazionaria sui mercati.Il suo ruolo di Istituto nazionale di promozione la vede presente nell'industria,nella cantieristica,nelle comunicazioni,nell'energia.Con un'incidenza del 2,3% sul Pil,del 2% sull'investimento per le infrastrutture.E con un attivo patrimoniale,che vale 4 volte quello dell'Iri dei primi anni 80 (circa 367 miliardi),ma ultimamente è sembrata interessata a valorizzare il patrimonio immobiliare con investimenti di oltre 75 milioni nel 2017 nel comparto dell'hotellerie.
Investimenti che richiedono spese di riqualificazione per strutture abbondantemente superate,il MEF controlla circa l'83% della Cassa depositi e prestiti.Perchè non adoperarsi per rafforzarne gli investimenti del digitale e negli intangibles, contribuendo alla dinamica dell'economia,piuttosto che congelare risorse in comparti non strategici e a bassa produttività come l'immobiliare?

RELAZIONI INDUSTRIALI

L'accordo del 28 2018 tra Confindustria e Cigl,Cisl,Uil ha riaperto la strada alla contrattazione collettiva e alla  bilateralità,proponendo una strategia di formazione e ricerca coerente con le smaterializzazioni tecnologiche in atto.L'accordo condivide la visione di un mercato del lavoro dinamico ma equilibrato.La necessità di misurare la rappresentanza per evitare il dumping contrattuale.E,aspetto innovativo per la tradizione italiana, la sperimenazione di una maggiore partecipazione e condivisione delle decisioni tra impresa e lavoratori anche alla luce dei processi innovativi 4.0,un importante ulteriore tassello per una crescita condivisa,e un ritorno alla centralità delle relazioni industriali

GIUSEPPE TRAVAGLINI-PROFESSORE ORDINARIO DI POLITICA ECONOMICA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO

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