Anglotedesco

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venerdì 20 luglio 2018

Israele,legge da apartheid.Cosa ne pensa David Parenzo?

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Ma guarda  caro David Parenzo, questo Israele ha fatto delle leggi da apartheid, in confronto Salvini è uno da ONG.Non dici nulla? Strano perchè tu sei un leone dell'antirazzismo...


«La legge su Israele Stato-Nazione significa che per questo governo il multiculturalismo non è più nemmeno un’opzione. E su questo Benjamin Netanyahu e i suoi compari sono molto più razzisti del resto della popolazione israeliana». Sayed Kashua, 43 anni, è lo scrittore arabo-israeliano autore, fra gli altri di romanzi come "Arabi danzanti" e "Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele". Da tempo vive a St. Louis, negli Stati Uniti.
Ma a Repubblica risponde al telefono dalla casa dei suoi genitori a Tira, città araba nel cuore di Israele, dov’è in vacanza.

La legge stabilisce che Israele è "patria storica del popolo ebraico" e solo gli ebrei "hanno il diritto dell’autodeterminazione"

«Netanyahu lo ha definito un passaggio storico. Io lo trovo solo un momento molto triste. Per gli arabi palestinesi la realtà è sempre più frustrante. Non che le cose ora cambino molto: la discriminazione c’era anche prima. Ma farne una legge è un segno, un simbolo funesto. Significa negare che esista un altro popolo, un’altra cultura che ha sua lingua, le sue tradizioni. Per i palestinesi la vita è già pessima.
Bisogna solo capire quanto può essere peggio di così».


Che cosa teme?


«Alla radio poco fa alcuni membri di ultra destra della Knesset dicevano che ora gli arabi non potranno più vivere in Israele, che non sono cittadini. Non credo che sia questo che effettivamente dice la legge: ma di sicuro è questo tipo di sentimenti che innesca. La democrazia qui come altrove interessa sempre meno. E il governo, che sa di avere le spalle coperte, si spinge ad azioni sempre più sfacciate».

È l’America di Donald Trump a far sentire Netanyahu così sicuro?

«Donald Trump, certo. Ma anche i Kushner, l’intera famiglia. Però non è solo l’America a permetterglielo: ci sono anche molti Paesi del mondo arabo, Arabia Saudita ed Egitto in testa. Anche loro sono responsabili dei comportamenti vergognosi del governo israeliano e della politica razzista verso i palestinesi. Non parlo dell’occupazione dei territori. Ma del fatto di volere scrivere nero su bianco che anche i palestinesi che sono cittadini israeliani non vanno trattati come pari. È già così ma per la prima volta pensano che sia importante mostrarlo a tutti. I palestinesi non esistono».

Finora c’era più tolleranza nei confronti degli arabi israeliani?

«Rientro ora da una passeggiata a Gerusalemme: e quel che ho visto camminando per le strade è che è vero che la gente convive. Non in pace. Non da eguali: ma convive. Il governo spinge perché anche questo finisca. Preme per una svolta sempre più discriminatoria. E questa è la cosa peggiore».

E ora che cosa accadrà?

«Nessuno sa quali saranno realmente gli effetti di questa legge. Ma semmai ce ne fosse bisogno, spezza ulteriormente le illusioni di chi ancora sogna di poter vivere in pace qui. Io me ne sono andato con la mia famiglia proprio per questo.
Non c’è nessun futuro in un Paese che ti umilia, non ti fa sentire il benvenuto, non ti fa mai sentire uguale».

Intervista a Sayed Kashua di ANNA LOMBARDI (LA REPUBBLICA)

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