Anglotedesco

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giovedì 12 luglio 2018

Paolo Becchi legge i post di Barnard ma non li capisce

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Quando fa il blogger d'informazione, Paolo Barnard ha pochi rivali, azzecca sempre tutto e con anni di anticipo.Me lo ricordo 7 o 8 anni a Parma quando parlava della crisi  che non se ne sarebbe andata, molti del pubblico  gli dicevano che era troppo pessimista.Guardando come vanno le cose oggi, Barnard aveva ragione.Purtroppo come persona non ci andrei neanche a prendere un caffè,abbiamo due stili di vita ben differenti e non mi azzarderei mai di scrivere certi post, su donne e addirittura madre. E poi non mi piace il vittimismo.Su certe cose doveva pensarci prima.

Passiamo a Paolo Becchi. Qualche mese fa mi mando un tweet privato dicendomi:"mi raccomando non ritwittarlo, ti stanchi troppo". Se fino ad allora avevo ritwittato qualche suo tweet, da quel giorno neanche uno.Questo fa capire che il professor Paolo Becchi  ha una gran voglia di visibilità ,come l'altro professore di qualche anno più giovane:Diego Fusaro.
Su Twitter c'è un profilo di Paolo Barnard ma non si sa se è suo o no.Un giorno ha nominato Paolo Becchi parlandone bene e come per magia,  il professore genovese ha cominciato a pubblicare sulla sua pagina i post di Paolo Barnard.C'è un problema però: Becchi i post di Barnard non li capisce.
Sta  esaltando il governo gialloverde, sostiene che è davvero sovranista, che sta facendo la voce grossa in Europa prendendo sempre e solo come argomento l'immigrazione.Ma Barnard ha fatto capire, giustamente, che cercare restare in Europa e cercare di cambiarla non serve a nulla e ti schiaccerebbero come formiche.Ma questa parrocchietta non ne vuole sapere, sono solo dei provinciali gialloverdi.

da www.paolobarnard.info

1) Primo sbarramento di fuoco della UE dei Mercati.
Le regole della Commissione UE di Bruxelles, della BCE, dei Trattati UE, sono tutte sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali, ma di rado sono nell’interesse pubblico poiché, come anche da me dimostrato in inchieste, vengono redatte nella maggioranza dei casi da lobby industriali e finanziarie presso la compiacente Commissione (il Parlamento UE ha poteri limitati). Un’Italia che volesse contestarne alcune nel suo interesse unico (e non come il Regolamento di Dublino che era inviso a quasi tutti ormai), si troverà davanti a un muro furente, perché il blocco forte in Europa esclude in via categorica che un Paese membro possa “minare gli standard europei” mostrandosi al mondo come ‘isola felice’ dentro la UE. In altre parole: uno degli aspetti più infami di come fu pensata questa Unione è che si vuole proibire a qualunque capo di governo di perseguire una via che finisca per dimostrare al mondo quanto pro-elite e illiberali sono tutti gli altri – questo è il vero significato di “minare gli standard europei”. Una vera galera.
Sapete cosa significa ciò? Significa che se mai il presente governo volesse davvero mettere in discussione regolamenti o linee guida europee per noi cruciali come l’età pensionabile e durata contributiva, la pesca e agricoltura, i prodotti tipici, i salari minimi, la tassazione del capitale o corporate, la concorrenza, i social networks, gli standard delle prestazioni sanitarie, i regolamenti dei salvataggi bancari, e altri, si troverebbe davanti esattamente lo stesso sbarramento di fuoco ad ‘alzo zero’ con cui Bruxelles sta quasi demolendo la Gran Bretagna. Le conseguenze finanziarie delle tensioni politiche che ne risulterebbero ad ogni singolo episodio sarebbero per il nostro Ministero del Tesoro forse letali (sotto i dettagli). Domanda: questo governo ha i mezzi per far meglio di Londra contro l’UE?
2) Secondo sbarramento di fuoco della UE dei Mercati.
La seconda micidiale spada di Damocle che abbiamo sulla testa se disobbediamo a Bruxelles si chiama QT della BCE. Significa Quantitative Tightening, che è l’esatto opposto del QE, il Quantitative Easing, con cui la Banca Centrale Europea ha dal 2015 acquistato colossali quantità di titoli di stato dell’Eurozona, quindi anche italiani, per artificiosamente mantenerne alti i valori, bassi gli interessi, e per immettere liquidità in un continente che, paradosso dei paradossi, è strangolato dalle Austerità che la stessa BCE invocò. Il QT è quindi l’annuncio, che Draghi ha già fatto, per cui non ci comprerà più i nostri titoli di stato, ma a quel punto per l’Italia sarà panico. Dovete sapere che la realtà dei governi tecnici da Monti in poi fu che lo spread sui nostri titoli decennali rimase con loro comunque altissimo, fra i 500 bps e i 350, prova che Monti e Fornero non servivano a riguadagnarci la fiducia dei Mercati che infatti non arrivò mai, ma solo a distruggere pensioni e Stato Sociale a favore dei soliti noti. Spread alto è sintomo che i Mercati comprano pochi titoli italiani e corrono a comprare quelli tedeschi. Con degli spread così alle stelle se non fosse stato per il QE di Draghi che da allora ci ha comprato vagonate di titoli, noi oggi saremmo molto vicini alla Grecia. In altre parole: siamo ancora il Paese più o meno normale che oggi tutti vedete solo perché la BCE ha tenuto immense sacche di sangue attaccate al nostro Ministero del Tesoro acquistandoci i titoli, ma quando col QT le staccherà che ci succede?
Succede che Roma dovrà finanziarsi minuto dopo minuto sui Mercati emettendo titoli con interessi già in partenza più alti, che quindi gli costeranno molto di più, ma soprattutto succede questo: con Roma a quel punto del tutto sola e appesa alla ‘rianimazione’ dei Mercati per ottenere i fondi anche solo per pagare i farmaci salvavita o i cancellini delle scuole, i baldi Salvini, Borghi, Bagnai non potranno proprio permettersi di fare la voce grossa con Bruxelles su qualsiasi cosa, in particolare sul meno-euro. Questo perché ogni smorfia di disapprovazione di Bruxelles significa in automatico l’ansia dei Mercati e il rischio che non finanzino l’Italia a sufficienza, ovvero Roma che annaspa per finanziarsi su qualsiasi asta di titoli e senza più le immense trasfusioni del QE di super-Mario a salvarla. Saremo devastati, e non si scherza. Come ho già scritto su Twitter, solo il pasticcio del 27 maggio sulla nomina di Savona è costato all’Italia 66 miliardi di ricchezza perduta in poche ore per il panico dei Mercati (sell off! sell off!), con un’asta di titoli a 6 mesi che non trovava nessun compratore e il Tesoro ha dovuto pagare gli interessi più alti da 5 anni per scovarne qualcuno. Non si scherza con ste cose, perché il rischio è che poi l’intera Italia perda credibilità agli occhi dei Mercati che ci finanziano, infatti in quelle ore Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners a Milano rilasciò alla Reuters questa drammatica dichiarazione: “Stiamo scontando una totale perdita di fiducia nelle prospettive per le finanze pubbliche italiane”.
Immaginate quindi cosa arriverà addosso al buon Di Maio se osa annunciare sforamenti del Fiscal Compact (il micidiale pareggio di bilancio che soffoca la nostra spesa pubblica) o se osa annunciare sussidi per auto elettriche; o se Salvini si permetterà di disobbedire sull’Unione Bancaria e ai salvataggi delle banche. Ripeto: ci possono chiudere i rubinetti del finanziamento di sopravvivenza del Paese stesso, in poche ore, e col QT già annunciato non avremo più salvagenti della BCE. Domanda: questo governo mentre disubbidisce alla UE ha i mezzi per difenderci da eventi così sistemici?

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