Anglotedesco

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domenica 1 luglio 2018

ROBOTICA.Chi lavora nella Sanità si prepari a perdere il posto di lavoro

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Non pubblico questi post perchè mi fa piacere ma per informare in maniera giusta a cosa si va incontro.In questi giorni ho avuto discussioni con dei parrocchiani che fingono di non vedere certe cose ,si comportano da patetici ultrà.
Questo è solo un assaggio, dal 15 luglio in poi Anglotedesco si dedicherà molto all'argomento ROBOTICA.Su questo argomento leggete anche Paolo Barnard.

Copiano il comportamento umano,praticano operazioni chirurgiche,restituiscono sensazioni tattili al paziente,svolgono lavori domestici e industriali,intervengono in situazioni di pericolo.Non sono uomini,ma robot umanoidi e animaloidi.Appena si entra nel grande palazzo dell'Istituto Italiano di Tecnologia sulla collina genovese,a colpire ,oltre ai cartelli tutti scritti in inglese e ai tanti giovani in jeans e maglietta,sono i diversi modelli di androidi che popolano i laboratori dell'edificio e la moltitudine di torsi,braccia, gambe e teste,tutti meccanici s'intende ,sparsi ovunque.Passando da un piano all'altro,li puoi toccare con mano.Sono robot di media e grande taglia,di metallo e plastica,low cost e premium.Alcuni già vivono e lavorano con noi:R1, l'utilitaria di casa,dotato di ruote e pensato per prestazioni domestiche (che una volta commercializzato potrà avere un prezzo di circa 10.000 euro).Oppure Walk-man,il robot che è stato impiegato dopo il terremoto di Amatrice per entrare negli edifici danneggiati e fornire informazioni sulla loro stabilità.Altri sono pronti ad entrare sul mercato:il "nuovo" iCub l'androide dal volto di bimbo,che si è evoluto e ora ha la stessa sensibilità tattile di un essere umano attraverso le dita ma anche le ginocchia:prende una bottiglietta ma non la stringe per non spaccarla.Di iCub già ne esistono 40 esemplari venduti in tutto il mondo al prezzo di 250.000 euro come piattaforma per la ricerca nel campo della robotica umanoide.
Così come Hannes ,la mano protesica in attesa di un finanziatore che sfrutta gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto umano,consentendo movimenti naturali senza la necessità di alcun trattamento la trasmissione del "desiderio" di fare un certo movimento.Hannes si differenzia dagli altri prototipi per una maggiora durata della batteria e una migliore capacità di presa,oltre che per il costo ridotto del 30%.Intanto le sperimentazioni continuano con progetti come "Andy",co-finanziato dalle Ue con circa 4 milioni di euro per realizzare androidi evoluti in ambiti industriali,domestici e sanitari.
L'Ilt è ormai un punto di riferimento mondiale,con 656 brevetti e 229 invenzioni all'attivo in 10 anni di attività,18 startup costituite,11 laboratori in Italia e 2 a Boston (al Mit per il machine learning e ad Harward per la neruobiologia).Cingolani è uno dei pochi in Italia che può spiegare,con cognizione di causa,che impatto avrà per l'umanità vivere insieme ai robot:"Il problema non sono loro ma la nostra stupidità:perchè i pericoli maggiori potrebbero arrivare dall'uso dell'intelligenza artificiale se istruita in modo non proprio".La missione scritta nel nuovo piano scientifico dell'Iit per i prossimi 5 anni (2018-23) sia proprio quella di sviluppare questi dispositivi in 4 aree di ricerca,robotica,nanomateiali,tecnologie per le scienze della vita e scienze computazionali,che sostituiscono gli 11 programmi previsti dal piano 2014-17."Human-Centered Science and Technology" è infatti il tema del nuovo piano,strutturato in modo da accelerare la vocazione multidisciplinare dell'Iit.Che in 10 anni ha prodotto 10.745 pubblicazioni scientifiche e ha potenziato il suo staff da circa 100 unità ad oltre 1.600,di cui l'81% ricercatori dagli sviluppatori di software agli scienziati informatici,età media 34 anni,provenienti da oltre 50 paesi.Altri 100  ne saranno selezionati in 3 anni,piu 25 nuovi "principal investigator" in 5 anni (al momento sono oltre 70),cioè ricercatori di alto profilo scientifico.
L'Lit è in parte finanziato dallo Stato:nel 2017 con circa 94 milioni di euro, di cui l'80% destinato ad attività tecnico scientifico.Ma la parte piu consistente delle risorse arrivano da attività di fundraising:circa 232 milioni dal 2006,di cui oltre 155 milioni in progetti "competitivi" per i quali è necessario partecipare ad un bando per accedere, 46,8 milioni in progetti commerciali e 11,5 milioni in macchinari e infrastrutture.
Attenzione,riprende Cingolani, a non confondere i robot con  l'Ia che è tecnicamente un supercomputer,dotato di un grande cervello in grado di leggere attraverso algoritmi una quantità enorme di dati con un potere elevato di precisione e predizione in un tempo ridotto".Per l'Iit,lo studio dell'Ia è la chiave per proiettarsi verso la sanità del futuro e rendere i robot sempre più simili all'uomo"Lavoreremo per far convergere l'intelligenza cognitiva e motoria della macchina", dice il direttore."E' possibile riuscirci entro 10-15 anni".
E' qui che si inserisce il progetto "Human Technology Hub",nato in sinergia tra Iit e Regione Liguria e pronto a partire all'interno della nuova infrastruttura di ricerca dell'Istituto,il Center for Human Technologies,ubicato sulla collina degli Erzelli,dove saranno sviluppate tecnologie dedicate all'essere umano (diagnostica genetica e molecolare,robotica chirurgica e riabilitativa).Oltre all'Iit,il progetto coinvolge Liguria Digitale,l'azienda informatica della Regione,due istituti ospedalieri (Gaslini e San Martino) e laboratori congiunti già avviati con aziende come Ibm,Nikon,Moog,Inail,Crest Optics,Novacart,Directa Plus e  Camozzi.
La struttura si avvale di un cervellone elettronico,di proprietà di Liguria Digitale,che si trova nel Wold Trade Center di Genova.A questa infrastruttura formata da 3.000 calcolatori con una memoria complessiva "storage" ,di 3 milioni di gigabyte,l'equivalente di 15.000 computer,l'Iit si appoggerà per le sue ricerche sulla genomica."All'Istituto interessa studiare in particolare i disturbi del neurosviluppo che si manifestano durante l'infanzia,conclude Cingolani, Studi che ci consentiranno di aiutare i bambini e capire    anche se queste ricerche possono essere utilizzate per creare robot sempre piu intelligenti e al servizio dell'uomo"

REPUBBLICA AFFARI&FINANZA del 25 giugno 2018. VITO DE CEGLIA               

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