Anglotedesco

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mercoledì 1 agosto 2018

ROBOTICA.Caro Eric Sadin, chi investe sui robot non rischia il fallimento


Risultati immagini per robot domestici

La "robotica di servizio" ,al momento in grandissima espansione,stabilisce un rapporto particolarmente critico fra alta tecnologia contemporanea e attitudini umane finora considerate consustanziali al quotidiano.Parliamo di umanoidi adibiti in certi casi ad accogliere il pubblico,a svolgere lavori domestici, a cucinare, a "compilare la dichiarazione dei redditi,accogliere i bambini di ritorno da scuola,aiutarli a fare i compiti .Altri saranno incaricati  delle "cure alla persona",sopratutto di persone anziane e non autonome.Si parla in questo senso di "robotica sociale" ,si allude  a una care dei robot,li si definisce carebots.I legami umani si disfano, in particolare a livello generazionale,e si vuole sopperire a queste mancanze scaricando in maniera illusoria  il dovere di cura sui robot.E' un sintomo di grande disagio psicologico contemporaneo presumere che certi problemi complessi della nostra società si possano risolvere scaricando su apparecchiature tecnologiche  i ruoli che non possiamo o non vogliamo più assumerci.
A dire il vero la colpa qui ricade sopratutto sugli ingegneri che investono in questo tipo di progetti,non solo destinati al fallimento, ma pervasi anche da un evidente antiumanesimo estremista.Ricade poi sui dirigenti politici,responsabili di sostenere con sovvenzioni pubbliche queste silver economy digitale e le sue assurdità nichiliste.In Giappone,dove l'invecchiamento della popolazione è sempre più marcato e la solitudine rappresenta un problema enorme a cui si devono molte sofferenze,la maggioranza dei cittadini sostiene ormai di immaginare i "robot domestici" come possibili "compagni di vita".Il governo intende trasformare il paese nel "leader mondiale della robotica  assistenziale".Farebbe meglio ad aprirsi piuttosto all'immigrazione ,in particolare al Sudest asiatico, e a finanziare una formazione di qualità per l'aiuto alle persone anziane.Ma si tratterebbe di ben altro programma politico,anzi,di un altro progetto sociale.

Si cominciano già a concepire robot cosiddetti "emotivi" o "macchine empatiche".Com'è possibile attribuire aggettivi del genere a sistemi come questi? Sono programmi che non possono interpretare condizioni psicologiche se non in modo molto frammentario,figuriamoci "emozionarsi".Operano secondo schemi riduzionisti che non tengono in alcun conto la parte impalpabile ,e preponderante, della nostra psiche.Esattamente come la logica transumistica.Nell'aprile del 2015 Google è arrivato al punto di depositare un brevetto per "caricare diverse personalità"  nei futuri robot domestici.Sebastian Thrun,fondatore di Google X Lab e direttore del dipartimento di intelligenza artificiale all'Università di Stanford,spiega come sarà possibile "trasmettere la nostra personalità al computer perché diventa una persona piacevole da frequentare".A leggere frasi del genere,peraltro rivelatrici di un'amore per l'identico o del desiderio delirante di voler vivere con una replica di se,verrebbe quasi da augurare a questo professor di Standfort di venir curato per problemi psichiatrici da un robot  su cui sia stata caricata una personalità opposta alla sua.Probabilmente il futuro della robotica cosidetta "sociale",non ancora ben chiaro al momento,evidenzierà in maniera tragica la rinuncia della società ad assumersi alcuni compiti imprescindibili,molti dei quali determinano il livello la nostra onorabilità,ovvero della nostra statura interiore.

da LA SILICOLONIZZAZIONE DEL MONDO -Eric Sadin 

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