Anglotedesco

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domenica 30 settembre 2018

Editori predatori della scienza

Risultati immagini per Journal of integrative Oncology


Le pubblicazioni scientifiche hanno una tradizione plurisecolare.Fungono da prima cassa di risonanza per molte scoperte.Chi vuole diventare professore deve pubblicare li. Di solito ci vogliono mesi perchè un articolo sia accettato.Si pubblicano solo contributi originali utili per la ricerca e passati al vaglio di altri scienziati.La procedura di valutazione dei colleghi si chiama peer review.
Certo,anche con questo sistema gli errori ci sono, ma è ancora la regola aurea del controllo di qualità scientifico.
Le pubblicazioni accademiche svolgono un ruolo fondamentale nelle società orientano la ricerca, attirano l'attenzione su certi temi,ispirano leggi, influiscono sulla distribuzione dei finanziamenti,sulle autorizzazioni dei farmaci e sulle decisioni politiche.Finora godevano della fiducia generale,ma ora la stanno perdendo.Proprio in quest'epoca di notizie false e di propaganda,mentre le persone cercano verità e solide conferme,una parte del mondo scientifico ha cominciato ad allontanarsi dalla realtà.Proprio nel mondo della scienza,che molti considerano uno degli ultimi bastioni della credibilità, si è fatta strada un'industria del raggiro.E' un mercato  milionario con un modello aziendale semplice:gestori di siti internet si spacciano per rinomati editori scientifici,convincendo i ricercatori a pubblicare sulle loro riviste e a frequentare le loro conferenze,per le quali si paga fino a duemila euro.
Il problema è che questi contributi scientifici spesso sono pubblicati senza un controllo degno di questo nome.Perciò studi di università rinomate possono finire accanto a sciocchezze scritte da qualche ciarlatano,teorie del complotto accanto a pubblicità.Chi li critica ha trovato per questi editori  pseudoscientifici "editori predatori".
Il loro scopo è spennare i clienti provenienti dal mondo della ricerca e dell'industria,senza preoccuparsi del fatto che così stanno danneggiando anche la scienza.
Secondo alcune ricerche,la falsa scienza ormai è decisamente rilevante.Alle conferenze degli editori predatori partecipano come relatori anche dei premi Nobel.I professori di università presenziano a eventi sospetti e pubblicano con questi editori,buttando i soldi dei contribuenti,che invece dovrebbero servire a  finanziare la ricerca d'eccellenza.
Il confine tra verità e inganno è labile.Nelle biblioteche nazionali una rivista predatrice non sopravviverebbe,,ma su internet gli articoli di riviste rinomate come Nature o il New England Journal of medicine distano solo un paio di clic dal Journal of integrative Oncology della Omics.La Peer review dovrebbe far si che la via d'accesso delle pubblicazioni scientifiche sia stretta come la cruna di un ago.Invece è larga come un tubo di scarico.Secondo le stime degli esperti,otto anni fa gli articoli pubblicati dagli editori predatori erano 50.000,oggi invece sarebbero piu di 400.000.Negli ultimi anni i contributi dei ricercatori tedeschi usciti per i due pseudoeditori più noti sono più che triplicati.L'azienda texana Cabell's ha pubblicato una lista (accessibile ai clienti paganti), che,sulla base di 65 criteri, stabilisce se una rivista è da considerarsi seria.Nel 2017 ha elencato 40.000 editori predatori, quest'anno sono già diventati 8.700.

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