Anglotedesco

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mercoledì 3 ottobre 2018

PAOLO SAVONA:"Il rischio di solvibilità del debito non esiste"

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"Se non credessi che con queste mie proposte l'Europa potrà diventate più forte  e più equa,probabilmente dovrei ammettere di aver sprecato il mio tempo e ovviamente anche il tempo del governo che è stato coinvolto in queste mie posizioni.Partiamo dalla Banca centrale e dal suo ruolo nella tenuta.Occorre attribuire alla Bce i pieni poteri di leader of last resort,elaborati storicamente per le banche centrali,molti dei quali si è di fatto già attribuita con il quantitative easing in assenza però di una codificazione statuaria.Altrettanto importante è precisare i poteri della Bce in termini di controllo e influenza dei cambi, consentendole di intervenire direttamente per contrastare gli andamenti di mercato come ha già fatto due anni fa è urgente codificare e motivare questi poteri,perchè nell'attuale vaghezza normativa la politica monetaria viene vista solo come una fonte di vincoli e ristrettezze e non come un'opportunità.Andrebbe fatto prima della scadenza di Draghi per dare un successore un quadro esatto in cui muoversi."

"Il rischio di solvibilità del debito non esiste oggi e non esisteva neanche nei momenti più difficili degli anni 70' quando l'inflazione era al 16% o degli anni 90' ai tempi delle manovre draconiane di Amato.Quanto all'attuale esecutivo,francamente nè il quadro nè le misure della manovra appena proposta per il triennio 2019-21 appaiono così preoccupanti.Se rischio esiste,dipende da una mancata crescita che può essere aggravata da politiche deflazionistiche imposte dal mito europeo di pareggio di bilancio.La peggiore delle ipotesi è comunque che la crescita reale cada sotto l'1,5% nel 2019 e possa riprendersi solo marginalmente di 10-20 centesimi nel biennio successivo ma tenuto conto che il Pil nominale crescerebbe tra il 2,8 e il 3%,migliora comunque il rapporto con il debito.Il dato non può che migliorare se aumenta la crescita."

"In Italia dopo tanta fatica siamo riusciti ad arrivare all'1,5% di crescita ma ora le previsioni di consenso, e mi chiedo quale consenso possa esserci su una previsione del genere, e per 0,9%.In queste condizioni che dobbiamo fare? Continuiamo a fare una politica deflattiva pagando le colpe del passato pur di restare negli stretti vincoli dei parametri,rinunciando in sostanza a riprendere a crescere,o applicare una maggiore flessibilità? Non ho mai letto un libro di politica economica che dica che per costruire un bilancio bisogna partire da un parametro"

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 1 ottobre 2018-Eugenio Occorsio e Fabio Massimo Signoretti

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