Anglotedesco

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lunedì 26 novembre 2018

Lavoro in nero nell'azienda del padre di Luigi Di Maio? Paragone farà un video su di lui?

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Oggi propongo la versione dell'Anglotedesco che con i datori di lavoro ci ha più litigato che lavorato, e me ne vanto pure visto che non sono una delle tante pecore che segue il gregge.Altro che ossatura dell'Italia, la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori si comportano come il padre di Luigi Di Maio,con la complicità degli operai.Siete stati fortunati che allora non esisteva internet...
Gianluigi Paragone è sempre molto sensibile su certi temi, farà un video su quello che è capitato a Salvatore Pizzo?


«Ho lavorato due anni con la ditta del padre di Di Maio. Un anno totalmente in nero, senza contratto di lavoro»: la denuncia affidata alle telecamere delle Iene da un operaio edile di Pomigliano d’Arco, Salvatore Pizzo, suscita interrogativi imbarazzanti sull’attività imprenditoriale di famiglia che più volte, pubblicamente, il vicepremier nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha citato come esempio virtuoso. L’ultima in occasione dell’assemblea di Confcommercio dove, con orgoglio, aveva parlato di un’azienda dove «mio padre, imprenditore, si sentiva e faceva anche il dipendente, e i suoi dipendenti si sono sempre sentiti un po’ anche imprenditori».
Ma adesso, la storia riferita dall’operaio spinge il vice premier a prendere le distanze dal genitore. Luigi Di Maio rivela di aver avuto con lui, in passato, « rapporti difficili » , migliorati solo negli ultimi tempi e, su Facebook, scrive: «Ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre » . Oggi, assicura il vice premier, saranno consegnati all’autore del servizio, Filippo Roma, i documenti sulla vicenda. « Come sempre manterrò gli impegni».
Pizzo racconta di essere stato impiegato tra il 2009 e il 2010 in un cantiere di ristrutturazione dell’" Ardima costruzioni", dal 2012 "Ardima srl", l’impresa edile che all’epoca dei fatti faceva capo al geometra Antonio Di Maio, papà del capo politico del Movimento 5 Stelle. «Un giorno mi feci male a un dito mentre stavo scaricando una carriola - sostiene Pizzo - il geometra Di Maio, durante il viaggio verso l’ospedale Cardarelli di Napoli, mi disse: " Non raccontare che ti sei fatto male sul cantiere, altrimenti ci mettiamo 20 mila euro vicino a sto dito". Non dovevo dire di essermi fatto male presso la sua azienda perché lavoravo al nero. Altrimenti lui si sarebbe cacciato nei guai», è la versione dell’operaio. Dopo l’incidente, afferma Pizzo, « il geometra Di Maio ogni venerdì mi veniva a prendere e mi portava a fare le medicazioni in una clinica, pagandomi regolarmente » . Ma poi, un mese dopo, l’operaio avrebbe ricevuto il benservito. « Mi ha scaricato, ha detto che non avevo più lavoro». Pizzo a quel punto si rivolse alla Cgil e si accordò con l’impresa, ottenendo 500 euro e un contratto: « Aveva la durata di sei mesi, dopo mi scaricò totalmente » , dichiara. In quegli anni, Di Maio junior non aveva alcun rapporto con l’azienda. Solo successivamente ha acquisito il 50 per cento delle quote della società senza però avere alcun incarico di gestione. Ciò nonostante, la ricostruzione di Pizzo rischia di aprire un caso politico. «A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò», ha risposto a caldo il vicepremier alle domande delle Iene. Quindi ha aggiunto: « Io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati, non c’è stato un bel rapporto. Un rapporto difficile, mettiamola così. Lo dico con il cuore. Negli ultimi anni è migliorato un po’. Non sapevo di lavoratori in nero. A me non risulta ma il fatto è grave», ha sottolineato impegnandosi ad approfondire la vicenda. Ieri sera, Luigi Di Maio ha affidato a Facebook un lungo post: « Il caso riguarda un lavoratore che 8 anni fa ha lavorato in nero per mio padre. Sono contento che Salvatore abbia trovato il coraggio di denunciare pubblicamente dopo 8 anni. Ho letto dei commenti che lo attaccano per averlo detto pubblicamente solo ora, personalmente non credo lo si debba aggredire», evidenzia il vicepremier, ipotizzando che « Salvatore Pizzo abbia anche votato il Movimento alle ultime elezioni, visto che ha aderito alla nostra campagna di maggio #ilmiovotoconta. Salvatore Pizzo all’epoca dei fatti si è rivolto al sindacato Cgil che gli consigliò di trovare un accordo con mio padre per farsi assumere, e infatti poi ha ottenuto un contratto regolare. Successivamente - continua Di Maio- gli fu corrisposto anche un indennizzo. Otto anni fa, come avrete visto dal servizio io non ero né socio dell’azienda, né mai mi sono occupato delle questioni di mio padre».
Poi il riferimento più doloroso: « Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. E capirete anche che sia improbabile che un padre racconti al figlio 24enne un accaduto del genere. A maggior ragione se, come ho detto nel servizio, abbiamo anche avuto un rapporto difficile, che sono contento sia migliorato negli ultimi anni». Ma che ora, dopo la storia di quell’operaio in nero, rischia di complicarsi ancora.

da LA REPUBBLICA del 26 novembre 2018-Dario Del Porto

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