Anglotedesco

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venerdì 7 dicembre 2018

Anglotedesco sta con i gilet gialli



Prosegue la protesta sacrosanta dei glit gialli in Francia e Anglotedesco sta dalla loro parte.Bisogna prendersela con Macron uno dei rappresentati della politica globalista che fa gli interessi della finanza e non del popolo.Ovviamente la sinistra al caviale parla di estrema destra ma chi protesta è anche marocchino, tunisino o algerino.
Cari mondialisti avete voluto questo mondo, adesso vi meritate i gilet gialli.

È una Parigi blindata quella che attende domani le migliaia di persone previste per le manifestazioni in programma. Ci saranno i gilet gialli, ma anche gli studenti e molte categorie di lavoratori. Confermata anche la marcia per il clima. Sabato, in un periodo cruciale per l'economia come quello pre-natalizio, la capitale sarà una sorta di città in stato d'assedio, con la Tour Eiffel chiusa, ma anche altri monumenti, musei e negozi, sprangati.Saracinesche abbassate anche sugli Champs-Elysées. Annullate numerosi eventi e manifestazioni nonché il match di Ligue 1 Paris-Saint-Germain Montpellier. Anche i grandi magazzini Printemps e Lafayette resteranno chiusi domani per scongiurare il rischio di violenze e devastazioni durante la protesta. I due templi parigini dello shopping, frequentati ogni anno da milioni di turisti, sono stati evacuati e poi sprangati anche sabato scorso, quando i casseur sono entrati in azione nel centralissimo quartiere dell'Opera.
«Temiamo che si saranno dei morti e dei feriti. Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo...», ha detto Benjamin Cauchy, uno dei portavoce dei cosiddetti gilet-gialli "liberi", quelli cioè aperti alla trattativa con il governo e che condannano ogni forma di violenza, lanciando un forte appello «alla calma» e a non scendere in piazza domani a Parigi. «Chiediamo ai francesi di non cadere nella trappola delle violenze», ha aggiunto in conferenza stampa.
Il portavoce dell'ala moderata dei gilet gialli ha deplorato che «il governo voglia farci passare per dei casseurs, quando invece non è così. Non abbiamo nessuna voglia di avere dei morti e dei feriti sulla coscienza. Forse lo vuole il presidente... noi certamente no, vogliamo solo che ascolti la rabbia del popolo».
L'APPELLO DEI MODERATI
Quindi si è rivolto ai gilets-jaunes affinché non cadano nella «trappola» di manifestare domani a Parigi e la richiesta di «rispettare i beni pubblici» e «le forze dell'ordine». Dinanzi ai microfoni dei principali media francesi, il portavoce ha quindi puntato il dito contro «la strategia del caos» di questi ultimi giorni. «Siamo passati da una contestazione sociale a un inizio di insurrezione», ha detto, invitando nuovamente Emmanuel Macron ad «ascoltare la collera che si propaga ovunque in Francia».
Intantio la procura di Parigi ha annunciato l'apertura di un'inchiesta a carico del camionista 33enne Eric Drouet, uno dei leader della protesta dei gilet gialli, che aveva esortato a invadere sabato l'Eliseo, la residenza del presidente francese. Lo riportano i media francesi. In dichiarazioni su Facebook, ricorda Le Figaro, il camionista ha scritto che la manifestazione di domani a Parigi dovrà essere «l'esito finale» della protesta dei gilet gialli: «Sabato sarà l'Eliseo... bisogna che sia veramente sabato... avanzeremo in direzione dell'Eliseo».
Star dei social con i suoi video dentro il camion, Drouet è stato intervistato mercoledì dall'emittente BfmTv che gli ha chiesto se il suo era un appello al golpe. «Tutti vogliono andare lassù, è il simbolo della Repubblica», aveva risposto. E, di fronte alla precisa domanda su cosa voleva fare all'Eliseo, si era limitato a dire: «Entriamo dentro». Drouet ha poi detto su Facebook che il suo era solo un appello ad andare all'Eliseo «per farsi ascoltare».

da www.ilmessaggero.it

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