Anglotedesco

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venerdì 14 dicembre 2018

Come aggirare i dazi di Trump

Risultati immagini per Man Wah Holdings


I dazi sulle importazioni cinesi voluti dal presidente statunitense Donald Trump stanno producendo l'effetto desiderato,quello di spostare la produzione fuori dalla Cina.Ma non verso gli Stati Uniti.Meno di un mese dopo che Washington ha imposto una tariffa del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, la Man Wah Holdings,un'azienda di mobili con sede a Hong Kong,ha deciso di espandere la sua fabbrica a Ho Chi Minh,in Vietnam,e poco dopo altre aziende l'hanno seguita.La Man Wah produce le poltrone e i divani reclinabili ormai onnipresenti nei soggiorni delle famiglie della classe media statunitense.A giugno ha comprato uno dei più grandi mobilifici del Vietnam anche se sono le aziende statunitensi a pagare i dazi sulle importazioni,i costi extra di solito sono caricati direttamente sul prezzo finale.Di conseguenza agli occhi di molti i dazi non sono altro che tasse imposte ai consumatori.Aziende come la Man Wah stanno cercando di evitare i rincari.I produttori di merci destinate al mercato statunitense stanno spostando  la produzione in Vietnam e in altri paesi esentati dai dazi di Trump.Aziende con migliaia di stabilimenti in Cina fanno a gara per delocalizzare.L'unica soluzione pratica a quanto pare per evitare perdite nei prossimi mesi.
I dirigenti di imprese in ogni settore stanno valutando cosa fare se la guerra commerciale continuerà.Secondo un recente sondaggio della società di consulenze Ernst e Young,più della metà sono convinti che le nuove tariffe  doganali resteranno in vigore fino al 2000 o anche oltre.L'84% circa sta riorganizzando la sua attività e  il 51% ha dichiarato di aver già cominciato a fare dei cambiamenti.In Asia decine di aziende d'intermediazione a caccia di commesse sono pronte ad aiutare i produttori a trovare immobili,manodopera e permessi per trasferirsi in Vietnam.Zhang Dansheng,dello Hang Sinh Business serve center di Ho Chi Minh,dice che da settembre,quando è entrata in vigore l'ultima tornata di dazi statunitensi,la sua squadra ha orientato più di ottanta propduttori verso vari parchi industriali nel paese del sudest asiatico.Fino a oggi però solo otto hanno chiesto le licenze necessarie a operare su quel territorio.Ma questo aumento d'interesse è bastato a far gonfiare i prezzi dei terreni e a evidenziare la carenza di manodopera qualificata in Vietnam.
Per molte aziende ,però, la realtà è che la battaglia commerciale potrebbe durare anni o aggravarsi rapidamente in base ai capricci di Trump.
I dazi su merci cinesi per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari,tra cui diversi elementi di arredo e altri beni di consumo,dal 1 gennaio sarebbero dovuti passare dal 10 al 25%,ma l'aumento è stato congelato dopo l'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping il 2 dicembre al G20.
Per la maggior parte dei principali settori economici e industriali, un aumento delle tariffe renderà più costoso venderle ai consumatori e produrre negli Usa.Da una ricerca appena pubblicata,nel 2030 il trasferimento della produzione da parte delle aziende cinesi in seguito all'imposizione dei dazi costerà all'economia statunitense una contrazione di 0,70 punti percentuali del Pil e alla Cina un crollo di 2,25 punti percentuali.La ricerca,commissionata dalla Koch Industries,un'azienda politicamente molto influente che ha fatto pubblicamente una campagna contro l'aumento dei dazi,ipotizza una tariffa del 25% su tutte le merci cinesi.A causa di questa incertezza le aziende in Cina si stanno organizzando per spostare la produzione.La Strategic Sports,un importante produttore di caschi di Dongguan ,nella provincia di Guangdong,centro nevralgico della produzione manifatturiera cinese,rientra in un settore industriale  per il momento escluso dai dazi.Dopo aver analizzato le reazioni dell'opinione pubblica,a settembre il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti ha deciso di escludere quasi trecento prodotti,in larga misura beni di consumo provenienti dalla Cina,dall'ultima tornata di dazi,tra gli articoli esclusi ci sono gli smartwatch,i caschi da ciclista e i seggioloni.Nonostante la tregua,il titolare della strategic Sports,Norman Cheng, è pronto a diversificare investendo all'inizio del 2019 in una fabbrica in Vietnam con circa 500 operai.
"A causa della guerra commerciale molti compratori stanno aumentando gli ordini alle fabbriche in paesi come la Cambogia e il Vietnam,spiega Cheng,che in Cina ha tremila operai attivi su quaranta linee di produzione.

SOUTH CHINA MORNING POST

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