Anglotedesco

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venerdì 28 dicembre 2018

DIEGO FUSARO.L'ideologia del godimento

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L'ideologia del nuovo illude i consumatori che solo il rinnovo continuo e l'abbandono di ciò che è stabile cagionino godimento e felicità.
Il neoliberista e il neolibertino,ossia gli abitatori ideali del cosmopoli deregolamentata e senza confini materiali e immateriali,rincorrono affannosamente un nuovo che non arriva mai in forma definitiva:e che, secondo il modello di don Giovanni come emblema dell'erotica del capitalismo,dà luogo al cattivo infinito del consumo di amori-merci "usa e getta" e a scadenza ravvicinata.
L'accelerazione elettrizzante del consumo si incastona in un regime di temporalità mutilo del futuro e configuratesi come sempre più rapido ritorno al medesimo.
L'orizzonte granitico del capitalismo assoluto e del consumismo senza interdizioni perimetra gli spazi di un eterno presente che non permette di immaginare un al di là rispetto alla società rettificata e che,insieme, coarta i suoi abitatori al rito dell'accelerazione del consumo e del godimento come sua variante erotico-sentimentale.Ne scaturisce quella che,con la formula di Junger,potremmo con diritto battezzare come la nuova "mobilitazione totale" erotica.
Per questa ragione,la vita estetica "è nel momento",come evidenzia Kierkegaard.Si dà nell'istante puntiforme del piacere portato alla sua massima intensità e vissuto come se non fosse dotato di provenienza,ne di possibile continuità.
L'attimo del godimento,alla stregua di quello del consumo,basta a se stesso e,insieme,non soddisfa appieno:nella sua effimera durata,già rimanda ad altro, ossia ai nuovi attimi di godimento che,come merci fantasmagoriche,sopraggiungeranno celermente,secondo una linearità infinita, in forza della quale ogni punto è solo un momento preparatorio per il successivo.
In apparenza,la vita estetica come l'apoteosi della libera scelta esercitata senza tregua.In verità,ne è la più esiziale negazione,giacche l'individuo è soggetto a una scelta che gli viene imposta dall'esterno,dalle sollecitazioni pubblicitarie e dagli stimoli della manipolazione a cui egli non è in grado di opporre resistenza.Senza mai scegliere in modo definitivo,il panconsumista erotico si lascia scegliere in forme sempre mutevoli dall'esteriorità suadente delle merci-oggetto che, come negli scaffali dei supermercati,si esibiscono e ne invadono l'immaginario.
Proprio come nel mondo del consumo,anche in quello del consumismo erotico le merci-godimento sollecitano i loro fruitori e, insieme, li inducono intrinsecamente e non abbandonare mai l'ambito della circolazione,ossia ad attendere la comparsa di sempre nuove merci-godimento e a sapersi liberare disinvoltamente dalle precedenti.
L'usa e getta edonistico trova la propria più consapevole codificazione nelle parole del DIARIO DEL SEDUTTORE di Kierkegaard:"Egli si serviva degli individui soltanto come incitamento per gettarli poi via da sé", massimizzando il proprio profitto sentimentale in ogni relazione a tempo determinato,secondo quella che è stata a giusto titolo etichettata come "l'ideologia del godimento".
La durata del godimento estetico è istantanea ,in quanto si dissolve nell'attimo in cui è consumato.Spentosi,risorge sempre ex novo.
Quest'ultimo aspetto permette di sostenere una volta di più che,nell'era del tecno-capitalismo,l'amore tende a mutare radicalmente forma e modi e,in maniera convergente,a destrutturare e a dichiarare illegittimi quelli precedenti.

da IL NUOVO ORDINE EROTICO. Diego Fusaro

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