Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 16 gennaio 2019

La propaganda russa e la disinformazione made in Usa

Risultati immagini per hacker russi


La pubblicazione di due rapporti sulle elezioni presidenziali del 2016 ha scatenato una nuova ondata di panico sui tentativi della Russia di manipolare l'opinione pubblica statunitense  attraverso  i social network.Secondo i giornali i troll russi avrebbero ostacolato il voto dei neri,"seminato discordia" e "alterato il risultato delle elezioni" con annunci pubblicitari di giocattoli erotici e Pokemon go."I due studi",ha scritto David Ignatius sul Washington Post,descrivono un tentativo della Russia,elaborato e su più livelli di sviarie ogni strumento della nostra società aperta per creare risentimento e disordine sociale" secondo Michelle Goldberg del New York Times, "è sempre più evidente" che la disinformazione creata dalla Russia "ha cambiato il corso della storia americana" nelle elezioni del 2016,in cui è facile che i troll russi abbiano avuto un ruolo decisivo".I rapporti,commissionati dal senato statunitense  e realizzati dal centro di ricerca sulla propaganda dell'università di Oxford e dalla Knowledge,un'azienda che si occupa di sicurezza su internet,offrono un quadro completo dell'attività russa sui social network.Gli autori analizzano l'operato dell'internet Research Agency (IRA),l'agenzia russa specializzata nella produzione di contenuti virali online,finita nel mirino del procuratore speciale Robert Mueller nel febbraio del 2018,leggendo i rapporti è estremamente difficile conciliare i loro dati con le drammatiche conclusioni a cui sono arrivati i giornalisti statunitensi.I ricercatori sostengono che la "portata dell'operazione russa è stata senza precedenti", ma basano questa conclusione sui dati discutibili.Gli studi riportano le tesi secondo cui i post russi avrebbero "raggiunto 126 milioni di persone su Facebook",ma è una conclusione basata sulle stime dello stesso social network".La nostra valutazione più accurata",ha detto il dirigente di Facebook Colin Stretch davanti al congresso statunitense nell'ottobre 2017,"è che circa 126 milioni di persone potrebbero essere state raggiunte da uno dei contenuti prodotti dall'Ira tra il 2005 e il 2017".
Ma Stretch ha precisato che i post generati da profili russi sospetti e apparsi su Facebook erano "uno ogni 23 mila".Un altro elemento riguarda la qualità dei contenuti prodotti dall'Ira.Il post più condiviso su Facebook in vista delle elezioni era una vignetta che ritraeva Yosemite Sam, il personaggio armato dei Looney Times,su Instagram l'immagine di maggior successo invitava gli utenti a mettere "mi piace" se credevano in Gesù".Il post dell'IRA su cui si citava Hillary Clinton che ha avuto più successo su Facebook era una lunga tirata complottista sui brogli elettorali.E' significativo che le persone convinte che l'intervento russo abbia alterato il risultato delle elezioni non citino mai i post in questione.Il reale  contenuto di questo post chiarisce perché.A più di due anni dalla sconfitta alle presidenziali,i democratici statunitensi sembrano voler sfruttare il panico sulle attività della Russia per spostare l'attenzione dai loro errori.Robby Mook,ex consulente elettorale di Hilary Clinton,ha lanciato l'allarme per le primarie democratiche del 2020,affermando che "i russi cercheranno nuovamente di dividere i democratici" quando all'inizio del 2018 è scoppiato lo scandalo sulla società Cambridge Analytica e sul suo contributo alla campagna elettorale di Trump,Hillary Clinton ha dichiarato:"Come hanno fatto i russi a far arrivare i loro messaggi precisamente agli elettori indecisi di Wiscoin,Michigan e Pennsylvania? La verità è che in quegli stati i russi hanno speso solo 3.102 dollari,e la maggior parte durante le primarie per annunci che il più delle volte non riguardavano i candidati ma problemi sociali,tra l'altro Wiscoin e Michigan sono due degli Stati che Clinton ha deciso di non visitare ma dagli ultimi mesi di campagna elettorale.

AARON MATE'-The Nation



Nessun commento:

Posta un commento