Anglotedesco

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domenica 24 febbraio 2019

CASO PEVERI.Jucan Dorel (colpito da Peveri):"Quel gasolio mi serviva per andare al lavoro"

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Con questo post chiudo per il momento il capitolo dedicato ad Angelo Peveri, poi se sulla Libertà di Piacenza escono altre interviste interessanti, riprenderò a pubblicare qualcosa.

Il romeno Jucan Dorel, colui che ha subito il colpo che ha fatto condannare a 4 anni e 8 mesi di carcere per tentato omicidio, Angelo Peveri, risponde così alle domande di Thomas Trenchi (Libertà ,22 febbraio 2019):

"Non voglio inserirmi in polemiche strumentali visto che i fatti sono stati ricostruiti,valutati ed accertati dalle indagini dei carabinieri,dai periti,dal procuratore della Repubblica di Piacenza e dai giudici in tre gradi di giudizio.All'epoca dei fatti ,comunque,ero in grave difficoltà economica.Il tutto della sera del 5 ottobre del 2011 si era svolto lungo il greto del torrente Tidone,dove erano parcheggiati dei mezzi.Non c'erano case,capannoni o persone.Volevo prendere del carburante per l'uso del mio veicolo,non certo per rivenderlo.A un certo punto,ho sentito sparare e chi era con me è riuscito a scappare.Successivamente ho saputo che uno dei ragazzi era stato colpito di striscio.Anche io ho provato a fuggire,però, l'uomo alla guida di un autoveicolo che sopraggiungeva lungo il greto del fiume mi ha intimato di fermarmi.E l'ho fatto.Mi è stato detto di inginocchiarmi e di mettermi le mani dietro la nuca.Io ho obbedito.Poi sono stato colpito con il calcio del fucile sul braccio che avevo messo davanti al viso per ripararmi.Sono caduto a terra all'indietro,sulla schiena.E' sopraggiunto allora un altro uomo.Pur chiedendogli perdono e spiegando di averlo fatto perchè mi trovavo in difficoltà per poter andare a lavoro,perchè avevo due bambini da crescere,mi è stato risposto che avrei dovuto pensarci  prima di compiere il tentato furto di carburante.Entrambi i soggetti mi hanno percosso con schiaffi e calci.Io cercavo di ripararmi.Mentre ero a terra,ho sentito uno sparo e un improvviso calore alla pancia.Ho supplicato di non uccidermi e ho perso i sensi.Non ho cercato di aggredirli perchè non avevo armi o attrezzi ad offendere.Non ho cercato di far male a nessuno.Ho trascorso un periodo in ospedale in condizioni assolutamente critiche e ora sono invalido al 55%,oltre alle lesioni ai polmoni,agli arti superiori e alla parte posteriore della testa.Vivo a Vicobarone di Ziano (Piacenza) e svolgo il lavoro di magazziniere nella logistica.Ho recuperato,almeno in parte,la funzionalità fisica che è rimasta compromessa nell'ottobre 2011.Mi ha stupito che qualcuno,senza probabilmente conoscere la vicenda o gli atti del processo,mi  abbia accomunato con chi picchia le persone o ruba nelle abitazioni"

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