Anglotedesco

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domenica 17 marzo 2019

Come la banca Ubs aiutava i ricchi francesi ad evadere il fisco

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Nel maggio del 2011 una terrorizzata dipendente della banca Svizzera Ubs fu convocata,senza preavviso nè spiegazione,per un incontro con alcuni funzionari del governo francese davanti al negozio di Louis Vuitton sugli Champs-Elysees,a Parigi.Da li fu condotta sul retro di un grande magazzino,dove le fu comunicato che doveva aiutare il governo a cogliere in flagrante i suoi colleghi mentre adescavano illegalmente clienti francesi al torneo di tennis Rolland-Garros.
"Mi dissero che mi avrebbero seguito per due settimane con una telecamera",ha raccontato Stephanie Gibaud dopo che all'Ubs è stata inflitta una multa di 4,5 miliardi di euro per aver aiutato dei cittadini francesi a evadere le tasse.
Gibaud trascorse i giorni successivi al Rolland-Garros in preda alla paura,cercando di comportarsi normalmente davanti ai colleghi."La mia vita mi sembra davvero un giallo",ha raccontato "non avevo scelta.Avrebbero potuto arrestarmi".Gibaud è stata un tassello importante di un caso caratterizzato da memorie criptate,conti segreti e banchieri a caccia di clienti nell'altra società francese.La sentenza del 20 febbraio pronunciata dal tribunale di Parigi è arrivata dopo un'indagine complessa e un processo durante il quale un testimone ha definito le tattiche dei banchieri svizzeri in Francia "degne di un film di James Bond".La caccia ai clienti ricchi avveniva nella campagna francese, in ristoranti di lusso al centro di Parigi,durante partite di golf,all'opera di Nantes o Lione,alle partite d rugby e in un box da 80.000 e uno affacciato sul campo centrale del Rolland Garros.La Ubs ha più volte negato qualsiasi illecito e ha annunciato che ricorrerà in appello.Secondo la sentenza ,i banchieri svizzeri andavano a caccia di clienti viaggiando in tutta la Francia e usando pennette criptate e biglietti da visita senza logo.Disponevano inoltre di un manuale di "gestione dei rischi per la sicurezza" che forniva linee guida su come limitare il rischio di essere scoperti il manuale suggeriva di non portare con se i nomi dei clienti, di liberarsi dei dati sensibili se necessario al momento di varcare il confine,di usare alberghi diversi da quelli in cui alloggiavano altri dipendenti della Ubs e di essere imprevedibili negli spostamenti.Per tenere traccia dei soldi raccolti ,usavano un "doppio sistema di contabilità",chiamato Carnets du lait,libretti di latte.Secondo alcuni ex dipendenti", i carnets du lait avevano l'aspetto di bigliettini scritti a mano sui fogli a quadretti".I dati finivano su un file excel chiamato vache,mucca.Non è la prima volta che la Ubs viene colpita da una multa per evasione fiscale.Nel 2009 pagò 780 milioni di dollari negli Usa per liquidare accuse simili.
Avrebbe potuto fare lo stesso in Francia grazie a una legge del 2016,ma i tentativi di trovare un accordo sono naufragati quando gli investimenti francesi non hanno permesso che la banca se la cavasse con una multa inferiore a 1,1 miliardi di dollari,la somma accantonata dalla Ubs come cauzione durante le indagini la Banca ha dichiarato che "le somme proposte per un accordo erano molto superiori alla cauzione,e qualsiasi intesa avrebbe segnato un precedente irresponsabile tenuto conto dell'assenza di prove".
Alla fine,però, alla Ubs è stato ordinato di pagare una cifra dieci volte superiore ai 300 milioni di euro versati dalla britannica Hsbc alle autorità francesi per aver aiutato i clienti a evadere le tasse."Conoscevano il livello minimo di una possibile multa,pensavano che se fossimo andati a processo non avremmo mai ricevto una condanna di questa portata" ha dichiarato un avvocato della Ubs".Il fatto di essere una banca Svizzera di certo non ha aiutato".
Gilbaud,che nel 2012 è stata licenziata,oggi scrive e tiene conferenze pubbliche.Ha ricevuto dal governo francese un risarcimento di appena 3.000 euro,anche se aveva chiesto molto di più,a cui si aggiungono i 30.000 euro ottenuti dopo aver denunciato la Ubs per molestie.In seguito ha scritto anche un libro sulla sua esperienza.

FINANCIAL TIMES-David Keohane

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