Anglotedesco

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martedì 23 aprile 2019

Nonostante il muro di Trump, il fatturato di Huawei è in aumento del 39%

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L’azione di contrasto degli Usa per ora non sembra avere buon gioco contro una Huawei che continua a macinare risultati in crescita. Il colosso cinese delle telecomunicazioni ha comunicato per i primi tre mesi dell’anno un incremento del fatturato del 39% a 179,7 miliardi di yuan (26,8 miliardi di dollari) con margini di profitto all’8%, «in lieve rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente».
Tutto questo nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per convincere i vari Paesi a bandire il colosso di Shenzhen dai lavori per la realizzazione delle nuove reti 5G. Per tutta risposta Huawei ha messo agli atti un aumento delle entrate superiore anche al +19,5% messo a segno a fine 2018 e che ha permesso alla società di superare il muro dei 105 miliardi di dollari.
Certo, va detto che i numeri comunicati da Huawei non rispondono a validazioni particolari non essendo società quotata. Proprio sul tema della proprietà nei giorni scorsi Huawei ha bollato con una lunga e dettagliata nota come basato «su fonti inaffidabili e speculazioni, senza una comprensione dei fatti» lo studio di due ricercatori americani Christopher Balding e Donald Clarke che hanno ventilato legami espliciti con il Partito comunista cinese. Nella comunicazione sui dati trimestrali non sono comunque riportate indicazioni di dettaglio su aree di attività o Paesi.
Intanto però «il 2019 – si legge nella nota – sarà un anno di diffusione su larga scala di 5G in tutto il mondo. Ciò significa che il business Carrier di Huawei ha opportunità di crescita senza precedenti». Alla fine di marzo il colosso tlc comunica così di aver firmato 40 contratti commerciali per il 5G con i principali vettori globali e di aver spedito oltre 70mila stazioni base 5G nei mercati di tutto il mondo. E tutto questo con alle spalle, come detto, l’attività di contrasto degli Usa di Trump che stanno cercando di fare pressione sui Paesi alleati (finora andate a segno solo in Australia, Nuova Zelanda e Giappone) ma anche con il lancio, comunicato ieri, di quello che lo stesso gruppo ha definito il primo hardware 5G per l’industria automotive, nel tentativo di diventare il primo fornitore per il comparto delle auto a guida autonoma.
«Huawei ha mantenuto la propria attenzione sull’infrastruttura Ict e sui dispositivi intelligenti e ha continuato a migliorare l’efficienza e la qualità» contribuendo «alla sua solida performance nel primo trimestre del 2019», si legge sempre nella nota di Huawei il cui tenore appare ben diverso dall’allarme utili lanciato ad esempio da Samsung. Quanto agli smartphone, in cui a livello mondiale Huawei ha anche superato Apple per due trimestri consecutivi, nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha venduto 59 milioni di unità. Continuando di questo passo a fine anno sarebbero 236 milioni: 30 milioni in più rispetto al 2018. Del resto il business consumer è stato trainante nel 2018: +45,1% andando a pesare per il 48,4% sul business . Dall’altra parte il settore carrier, quello delle reti che vale il 40,8% del totale (il resto è “Enterprise”), nel 2018 ha registrato un calo dell’1,3%. Qui però si gioca la partita. E su questo fronte Huawei ha deciso di dare il tutto per tutto nella contesa con i competitor, da Ericsson a Nokia a Samsung a Zte.

Andrea Biondi-da IL SOLE 24 ORE del 23 aprile 2019

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