Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

A Bolzano la metà dei sanitari sono no vax

 


di Fabio Poletti

Li chiamano in tedesco «Impfmuffel», i brontoloni del vaccino. Oppure «Impfgegner», gli avversari del vaccino. Sono i no vax, gli scettici blu, i cultori di un naturalismo alla tedesca che aborrisce i prodotti farmaceutici. A Bolzano e provincia sono talmente tanti anche tra i medici, gli infermieri e il personale sanitario delle Rsa, che l'amministrazione autonoma locale ha deciso di soprassedere e, in accordo con Roma, passare a vaccinare direttamente gli ottantenni e i più fragili, scavalcando il calendario dei vaccinabili stabilito dal governo. A Bolzano sono stati somministrati 6557 vaccini Pfizer-Biotech anti Covid-19, dei 20 mila 620 già a disposizione. Con una percentuale del 31, 8%, molto meno della metà della media nazionale. Ma quello che più colpisce è il numero dei sanitari che sono stati vaccinati, appena 5 mila 62 su oltre 10 mila, pari al 50,2% del personale della Asl in servizio. A sbilanciare ma di poco la casistica ci sono i 444 operatori sanitari attualmente infetti. Di fronte a questi numeri si arrende l'assessore alla Sanità Thomas Widmann: «Sarebbe eticamente opportuno aderire alla campagna per proteggere in questo modo i pazienti, ma questo con l'attuale normativa non può essere imposto». E dire che a Bolzano i numeri dei contagi sono da brivido. A fronte di poco più di mezzo milione di abitanti oltre 10 mila sono in isolamento domiciliare perché positivi, nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 4 morti portando il numero dei decessi a 783 dall'inizio della pandemia, mentre su 1523 tamponi effettuati lunedì 99 sono risultati positivi .  

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