Anglotedesco

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sabato 16 gennaio 2021

Arcuri non si fida della Pfizer:«Non calpesti il diritto alla salute»


di Niccolò Carratelli 

È arrivato il momento dei richiami. Da oggi in diverse Regioni italiane verrà somministrata la seconda dose agli operatori sanitari che avevano ricevuto la prima il 27 dicembre, giorno inaugurale della campagna vaccinale a livello europeo. Fondamentale chiudere il cerchio nei tempi previsti (a 21-25 giorni di distanza) per non rischiare di vanificare la prima iniezione. È la preoccupazione del Commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, condivisa con gli assessori alla Sanità e i referenti della campagna vaccinale delle Regioni. Alimentata dall'avviso della coppia Pfizer-BioNTech, che ha comunicato una riduzione del 29% delle dosi in consegna da dopodomani: rispetto alle 490mila previste, ne arriveranno circa 140mila in meno. Inoltre sarà Pfizer a stabilire quanti vassoi trattenere da ogni spedizione verso gli hub regionali, a prescindere dall'andamento locale della campagna. Qualcuno potrebbe subire una riduzione anche maggiore del 30%, qualcun altro, invece, avrà una differenza minima rispetto alle dosi attese. In Piemonte, ad esempio, arriveranno 6mila dosi in meno destinate alla Asl di Torino e alla Città della Salute. Sarà solo per questa settimana, hanno assicurato le due aziende farmaceutiche, anche per placare le proteste e le minacce di azioni legali. Perché il piano vendite è stato rivisto tutto a svantaggio dell'Ue, visto che in Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi le dosi non sono state ridotte. Probabilmente perché il prezzo che pagano per ogni singola dose è più alto (ma non si sa, i contratti non sono pubblici). Per ottenere un futuro aumento della produzione, è la motivazione ufficiale, sono previsti dei lavori all'interno dello stabilimento di Puurs, in Belgio, che causeranno «una riduzione temporanea del numero di dosi distribuite nella prossima settimana. Torneremo al programma originale di consegne nell'Unione europea a partire dal 25 gennaio», hanno fatto sapere Pfizer e BioNTech. Aggiungendo che così potranno garantire «un aumento delle consegne dal 15 febbraio, inviando l'intera quantità di vaccino per cui ci si è impegnati nel primo trimestre e molto di più nel secondo trimestre». Impegni che Arcuri ha chiesto vengano messi per iscritto, per cautelarsi in caso di sorprese negative nelle prossime settimane: «Come facciamo a essere sicuri che le altre consegne saranno regolari?», si domandano dal suo staff. Il Commissario ieri ha parlato al telefono con i rappresentanti di Pfizer, ribadendo la minaccia di azioni legali in caso di mancato ripristino delle forniture previste: «Va bene il mercato, le cui dinamiche vanno rispettate - ha detto - ma il mercato non può calpestare il diritto alla salute dei cittadini italiani ed europei». Sempre ieri, Arcuri ha scritto ai presidenti delle Regioni, per raccomandare «un'attenta definizione del calendario delle vaccinazioni, bilanciando correttamente le prime e le seconde dosi. Le Asl devono valutare se è necessario rallentare». Sarà inevitabile, si ragiona negli uffici del Commissario, rimandare la vaccinazione per una quota non irrilevante di persone, proprio quando dovrebbe partire l'attesa "fase 2", per anziani over 80 e malati cronici. In diverse Regioni lo stop è già avvenuto, come in Sicilia: «In alcune province, dove il magazzino non era adeguato, abbiamo dovuto praticamente sospendere la campagna vaccinale per garantire i richiami», ha spiegato l'assessore alla Sanità, Ruggero Razza. La Regione Toscana ha deciso di «annullare le prenotazioni della prima dose previste per i giorni 18, 19, 20 e 21 gennaio per garantire le seconde dosi». Proprio la Toscana, con Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Umbria è tra le Regioni che hanno vaccinato di più e consumato più dosi, oltre l'80% di quelle ricevute, e che quindi hanno scorte insufficienti. Lo stesso Arcuri aveva consigliato di tenere da parte un 30% di dosi, da usare in caso di emergenza. Dal primo febbraio, saranno oltre mezzo milione gli italiani che dovranno ricevere la seconda dose. Se Pfizer non mantiene le promesse, saranno guai. 

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