Anglotedesco

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sabato 16 gennaio 2021

DOMENICO SCILIPOTI:"Insieme a Renzi c’erano Alfano e Verdini. Perché fare le vergini ora?"

 



da LA REPUBBLICA del 16 gennaio 2021.Matteo Pucciarelli

Domenico Scilipoti, 63 anni, già senatore di Italia dei Valori, a sorpresa nel 2010 fu determinante nel non far cadere il governo di Silvio Berlusconi, creando il suo Movimento di responsabilità nazionale. Attirandosi ire e ironie di mezza Italia, simpatia diffusa nell’altra.

Senta, ma lei sta seguendo la crisi politica? Cosa ne pensa: Giuseppe Conte alla fine ce la fa?

«Certo che seguo. Sa, come avviene in tutte le democrazie parlamentari, è normale che ci siano processi di questo tipo. Mi stupisco di chi si stupisce. Ma scusi, poi, il governo Renzi non si sosteneva con Alfano e Verdini? Mica si possono fare le vergini adesso, dai».

Lei è ancora un responsabile dentro, dica la verità.

«Dare stabilità in un momento come questo è fondamentale, viviamo un momento delicatissimo della nostra storia. Anche papa Francesco ha detto che bisogna mettere davanti il noi all’io».

I responsabili diventano tali per nobiltà d’animo?

«Qualcuno senza arte né parte c’è sempre ed è opportuno per lui che resti lì dentro a fare il parlamentare (ride, ndr ). Io comunque avevo arte e parte perché ero un medico, lo sono ancora, impegnato contro il Covid come i miei colleghi».

Oggi essere responsabile in questa crisi sembra quasi un merito, ai suoi tempi gliene dissero di tutti i colori...

«Ma sì, di tutto e di più, però è il rischio che corre ogni parlamentare, infatti non me la sono mai presa. Possiamo eliminare la responsabilità individuale del parlamentare? Se un leader di partito decide cose senza senso, è giusto che gli eletti facciano altre scelte».

Lei però la fece bella grossa, da Italia dei Valori a Berlusconi.

«Va fatta una precisazione, non è stato proprio così: non votai la mozione di sfiducia a Berlusconi, presentata da transfughi del centrodestra, e fondai un movimento. Che poi anni dopo ha inserito alcuni suoi componenti nelle liste del Pdl. Sono stato segretario del partito Movimento di responsabilità nazionale, c’è stato anche un congresso nazionale! Ho fatto più o meno come i responsabili di oggi alla fine».

La responsabilità "conviene"?

«Comportarsi bene a lungo andare paga meglio, perché altrimenti prima o poi i nodi vengono al pettine. Considero in partenza tutti in buona fede».

Lei è comunque primo dei non eletti in Forza Italia, quindi potrebbe tornare parlamentare in questa legislatura. In tal caso, sarebbe ancora un responsabile?

«La prima cosa che farei è tentare di parlare all’interno del mio partito, spiegando le mie motivazioni. In Fi ci sono persone sensibili al bene del Paese e troverei sicuramente convergenze. Mi permetto di suggerire a Conte di allargare il più possibile, anche sui temi programmatici, quelli contano molto. Io ad esempio mi impegnai contro l’usura bancaria e il pignoramento della prima casa».

A quelli che oggi sono indecisi se sostenere Conte o meno cosa consiglia?

«Di fare una semplice domanda alla propria coscienza: qual è scelta più utile al Paese?».

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