Anglotedesco

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domenica 10 gennaio 2021

Ecco le regole della stretta di gennaio.Le Regioni: «Il governo ci penalizza»



di Flavia Amabile 

È in arrivo la stretta di gennaio per fermare l'aumento dei contagi legato in buona misura ai brindisi, agli incontri per scambiarsi gli auguri e a tanti altri strappi avvenuti durante le vacanze di Natale. Ieri si sono registrati 19.978 nuovi casi di coronavirus, 483 morti e un tasso di positività in calo all'11,6% .Sono cifre ancora molto alte, quindi il governo ha deciso che bisognerà dimenticare per qualche tempo la zona gialla come l'abbiamo conosciuta in autunno. Dalla prossima settimana esisterà il «giallo rafforzato» con divieto di circolazione tra regioni sempre e comunque. Dopo aver rivisto la soglia dell'indice Rt, abbassandola a 1 per entrare in zona arancione (era a 1,25) e a 1,25 anziché a 1,50 per passare alla zona rossa, l'esecutivo vuole inserire nel Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio una nuova valutazione delle fasce di rischio. La proposta è stata avanzata dall'Istituto superiore di Sanità e condivisa dal Comitato tecnico-scientifico: se l'incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. Per il momento si tratta ancora di un'ipotesi, verrà discussa domani mattina nell'incontro convocato dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia con le Regioni, che hanno già espresso molte perplessità per un automatismo che finirebbe per penalizzare soprattutto chi fa più tamponi. La proposta avanzata dall'Iss e condivisa anche dal Cts dovrà essere approvata dalla Conferenza delle Regioni in programma giovedì 14 gennaio. I nuovi parametri, in base ai dati di questa settimana, avrebbero portato il Veneto direttamente in zona rossa per un'incidenza in sette giorni di 454,31 casi per 100 mila abitanti. Oltre al Veneto rischiavano il rosso per incidenza sopra 200 Emilia-Romagna, provincia di Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Marche. «È un buon indice, permette di eliminare i problemi che si sono creati in queste settimane e di ottenere una valutazione più corretta ed efficace nell'applicazione delle misure anti-contagio», spiega Sandra Zampa, sottosegretaria al ministero della Salute. Altre misure che dovrebbero essere contenute nel Dpcm sono i fine settimana sempre e comunque con misure da zona arancione anche nelle regioni gialle e quindi spostamenti liberi solo nel proprio comune, negozi aperti, e bar e ristoranti invece chiusi per tutta la giornata tranne che per l'asporto.Dovrebbe essere previsto il blocco tra regioni e la deroga che consente a chi abita nei Comuni con un massimo di 5 mila abitanti di spostarsi, ma solo in un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia. In vigore ancora il coprifuoco dalla 22 alle 5 del mattino e la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Allo studio anche la possibilità di istituire «zone bianche» nelle aree del Paese con Rt sotto lo 0,5. Sembra inevitabile che si vada a una proroga dello stato di emergenza, per ora valido fino al 31 gennaio. Il presidente del Consiglio non l'aveva esclusa già nella conferenza stampa di fine anno. Zampa spiega che «ancora non ho raccolto voci di proroghe, non ne abbiamo discusso ma devo registrare che i dati non sono così diversi da quelli del momento in cui abbiamo deciso la precedente proroga».L'ipotesi potrebbe essere quella di arrivare fino al 31 marzo, una data che si ripete nel Milleproroghe e in molti provvedimenti collegati allo stato d'emergenza.

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