Anglotedesco

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domenica 10 gennaio 2021

FLAVIA PETRINI: «Si allungano i tempi per immunizzare gli over ottanta»




Intervista di Francesco Rigatelli 

Flavia Petrini, professore ordinario all'Università di Chieti, presidente della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, è membro del Cts da maggio e affronta per la prima volta tutti i temi dell'emergenza. 

Come procede la campagna vaccinale? 

«La buona notizia è che sia partita, sabato mi sono vaccinata e invito tutti a farlo, ma il processo richiederà tempo non solo per la carenza di personale, quanto per i limiti di produzione». 

Quando finirà la vaccinazione degli operatori sanitari? 

«Teoricamente entro febbraio, ma ci sono tempi di attesa per la seconda dose. La difficoltà delle regioni è dedicarvi personale in attesa dei rinforzi gestiti dal commissario Arcuri per vaccinare tutta la popolazione». 

Medici e infermieri si vaccinano tutti? 

«Esiste una minima parte di male informati e preferirei che venissero dedicati a un altro lavoro almeno in questi mesi, per cui spero che le istituzioni trovino qualche norma ad hoc». 

Gli ultraottantenni quando saranno vaccinati? 

«Dubito si riesca a terminare a febbraio, perché non si tratta di persone nelle strutture sanitarie e c'è il tema della conservazione delle dosi. Sarà una corsa contro il tempo e quando Arcuri ha illustrato il suo piano se ne è compresa la fatica organizzativa». 

Ci saranno vaccini per tutti? 

«La Commissione Europea si sta muovendo bene per evitare accaparramenti paralleli, ma esistono dei limiti di produzione per cui i vaccini arriveranno trimestralmente. Per i 60-79enni, che sono tanti, aumenteranno le difficoltà e si darà precedenza ai più fragili ed esposti». 

Quando finirà la vaccinazione? 

«Al momento la produzione non è sufficiente per il mondo. Se non aumenta o non si autorizzano altri vaccini sarà difficile finire entro l'anno. È improbabile che si allentino le misure di contenimento prima dell'autunno». 

C'è un problema di personale negli ospedali per la vaccinazione, che si somma a quello mobilitato per i reparti Covid? 

«Certamente, solo nel mio settore veniamo da una crisi pluriennale in particolare al Sud delle terapie intensive e delle sale operatorie». 

Non avete ricevuto rinforzi? 

«Il recente potenziamento non copre l'aumento dei posti letto per l'emergenza. Senza contare gli infermieri, mancano 3mila medici anestesisti e rianimatori. Per l'emergenza sono state smantellate le reti di sale operatorie, interventi oncologici e cure palliative». 

Come procede l'esperienza nel Cts? 

«Sono stata chiamata dal capo della Protezione Civile Borrelli dopo la polemica sull'assenza di donne. Partecipando alle riunioni con altre nuove colleghe ho capito che avremmo potuto contribuire con un punto di vista femminile. I medici e gli infermieri in Italia sono soprattutto donne e, in questi mesi, devono fare i conti con i figli che non vanno a scuola. Anche su bambini e anziani cerchiamo di dare un contributo empatico, per esempio sulla vaccinazione ci poniamo il problema di raggiungere nelle case i nonni accuditi da figlie e badanti». 

Come mai un lavoro così importante viene criticato da medici universitari del livello di Galli e Crisanti? 

«Il grande equivoco è che vengono ritenute decisioni del Cts quelle che in realtà, anche se sulla base delle nostre indicazioni, prendono il governo e le regioni, che devono tenere conto della situazione economica». 

Aumentare i test e il tracciamento è così impossibile? 

«No, ma funziona se la popolazione rispetta rigorosamente le misure. Purtroppo non vedo in giro una comprensione sufficiente all'emergenza e neppure i necessari controlli. E di potenziarli il Cts lo ha chiesto a più riprese». 

Qual è la strategia dietro le nuove misure? 

«In attesa dei dati sulle festività si ipotizzano nuove soglie su incidenza del contagio, età media dei positivi e occupazione degli ospedali, tenendo conto dei limiti di personale. Lo scopo è mitigare la curva, che non si sta abbassando, per tornare a rendere possibile il tracciamento e facilitare la vaccinazione».

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