Anglotedesco

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martedì 19 gennaio 2021

Giù morti e contagi. «È l’effetto Natale»


da IL CORRIERE DELLA SERA del 19 gennaio 2021.Fabrizio Caccia

«Finalmente si vedono gli effetti del Dpcm Natale», cioè delle chiusure e delle zone rosse decise dal governo e dagli scienziati del Cts durante le festività. Così ha scritto ieri su Twitter il fisico Giorgio Sestili, ideatore della pagina Facebook «Coronavirus-Dati e analisi scientifiche». Lo scienziato romano ha calcolato, infatti, che dopo due settimane consecutive di salita dei contagi in Italia, «in quest’ultima settimana, dall’11 al 17 gennaio abbiamo registrato in Italia 92.263 nuovi contagi, il 24% in meno dei nuovi casi positivi (oltre 120 mila) della settimana dal 4 al 10 gennaio». Non solo: c’è stata anche una discesa del 21% per quanto riguarda gli ingressi in terapia intensiva e finalmente anche un calo del 13% del numero dei morti.E poiché «gli ultimi dati — ricorda Sestili — sono sempre lo specchio dei contagi di 20 giorni prima», ecco che i numeri dell’ultima settimana sono il frutto di quel che accadde proprio durante le vacanze natalizie. Così concorda anche Luca Richeldi, il presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts): «Quanto affermato da Sestili è un’ipotesi ragionevole. Ricordate? Il 24 e 25 dicembre a Roma non girava una mosca e così nel resto dell’Italia, abbiamo tutti affrontato dei grandi sacrifici ed ecco che qualche frutto c’è stato. Diciamo che è stata una promessa mantenuta». Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, parla di «curva sotto controllo».Dall’11 al 17 gennaio, esemplifica Sestili, sono morte 2.974 persone per Covid, rispetto alle 3.423 decedute dal 4 al 10 gennaio e alle 3.407 che persero la vita tra il 28 dicembre e il 3 gennaio scorso. Siamo tornati, così, ai numeri più bassi di inizio novembre (2.568 decessi tra il 2 e l’8 novembre). Sestili, perciò, invita a non concentrarsi troppo sui dati giornalieri (ieri altri 377 morti di Covid-19, come domenica). Così come sui nuovi positivi nelle ultime 24 ore (8.824) a fronte di 158.674 tamponi effettuati, divisi in 87.247 tamponi molecolari e 71.427 test rapidi antigenici. Perché è vero che il tasso di positività è sceso al 5,6% ma «si sa — chiosa Sestili — che nel weekend si fanno meno tamponi».Un’altra notizia incoraggiante, poi, è emersa ieri da un lavoro pubblicato online su «Nature» dal gruppo di Michel Nussenzweig della Rockefeller University di New York, secondo cui l’immunità nei guariti da Covid-19 può durare almeno 6 mesi.Tornando all’Italia, c’è da aspettarsi una risalita dei contagi visto che dopo Natale sono ricominciate le aperture? «È probabile — conclude Sestili — ma il sistema italiano dei semafori e dei diversi colori scelti in base alle zone di rischio è il giusto compromesso per tutelare insieme la salute e l’economia». Pensiero condiviso anche dal professor Richeldi: «C’è il rischio che risalgano i contagi, è vero, ma è l’inevitabile tira e molla per bilanciare le esigenze economiche con la cautela necessaria».

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