Anglotedesco

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lunedì 25 gennaio 2021

Il Guardasigilli e le tre carte per la riforma della Giustizia

 



Che quella di Bonafede sia una missione quasi impossibile, nel ministero della Giustizia non sfugge nemmeno alle bugne di travertino a punta di diamante che l'architetto Piacentini volle un secolo fa sul prospetto del palazzo. Chi ha sondato i parlamentari che parleranno alla Camera prevede «un massacro».Per quanto gran parte del fuoco prescinderà dal suo discorso concentrandosi su dossier preesistenti (prescrizione e carceri), Bonafede ha qualche carta da giocare. La strategia di viaggia su tre binari. Primo: nessun muro contro muro, nessun arroccamento su una trincea ideologica, nessun attacco agli avversari. Cosa non scontata, se si pensa che un anno fa, a Renzi che lo contestava sulla prescrizione («Occhio, vai a sbattere contro un muro»), Bonafede rispondeva: «Non accetto ricatti e minacce. Qualcuno dovrebbe rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini». Secondo: aderire all'appello del vicesegretario Pd Orlando («Serve un fatto nuovo per non andare a sbattere») e lanciare segnali di fumo ai «responsabili» (Lonardo, Nencini) che ancora ieri hanno chiesto «garanzie» al ministro su un'impostazione «non giustizialista». Terzo: proporre un patto sulla giustizia che superi gli steccati della vecchia maggioranza legando le riforme (processi penale e civile, Csm, ordinamento giudiziario) in discussione in Parlamento al piano «Recovery Giustizia», portato da 750 milioni a 2,7 miliardi con oltre 22mila assunzioni (le prime nel secondo semestre 2021).Insomma le riforme «per garantire la ragionevole durate dei processi» secondo «standard europei» come base di un accordo: chi ci sta le scrive con noi, chi fa saltare il banco ci fa perdere anche i fondi del Next Generation Ue. L'idea più forte è la creazione di staff di assistenti dei magistrati sul modello anglosassone, per aumentare la produttività del 20% e ridurre i tempi dei processi.Lo sforzo di recuperare un rapporto parlamentare non conflittuale si vede anche nella scelta di Nicola Morra di convocare la commissione antimafia dopo mesi di stallo per l'Aventino del centrodestra. Appuntamento proprio domani sera, dopo il dibattito su Bonafede.

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