Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 12 gennaio 2021

Il Movimento 5 stelle senza leadership diviso tra Responsabili e rimpasto


da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 gennaio 2021.Annalisa Cuzzocrea

C’erano una volta i caminetti riservati nella villa di Bibbona di Beppe Grillo, o nel quartier generale con vista su Castel Sant’Angelo di Pietro Dettori. Si tenevano un tempo lunghe riunioni in cui Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista e gli altri dirigenti del Movimento dibattevano, litigavano, votavano e poi prendevano una decisione (facendola ratificare on line dagli iscritti, certo, ma con calma e solo dopo aver definito la strategia). Il governo con il Partito democratico e Leu è nato così, durante la crisi del Conte 1. E adesso? Chi tratta per i 5 stelle? Chi decide? Chi media? Al reggente Vito Crimi, domenica mattina, alcuni senatori hanno detto: «Grazie tante per tutto quello che fai, sappiamo che non vorresti avere ancora quest’onere », per concludere: «E allora? Come possiamo gestire questa situazione con te in prorogatio, senza la nuova guida che sarebbe dovuta arrivare prima entro fine anno, poi entro gennaio, adesso febbraio?». C’è ancora da cambiare lo statuto riunendo on line l’assemblea degli iscritti, ma per farlo bisogna passare da quell’associazione Rousseau che si vorrebbe mettere fuori e che trova ogni giorno un nuovo cavillo per prendere tempo. Il risultato è che il promesso vertice a cinque ancora non c’è. E che le nuove voci sulla sua formazione stanno facendo riscoppiare le liti interne: due degli esponenti della segreteria potrebbero essere scelti dai capigruppo di Camera e Senato. Fosse così, sarebbe l’Apocalisse.Appare quindi fondato il timore di alcuni esponenti dell’esecutivo, che chiedono: «Come faremo a non farci asfaltare da dem e Italia Viva, in caso di rimpasto o Conte ter, se a trattare sono Crimi, Bonafede e Fraccaro? ». Anche perché, su questo, le linee sono due: quella del reggente prevede che non si tocchi alcuna casella M5S, per evitare di distruggere equilibri già instabili. Quella dei viceministri Laura Castelli, Stefano Buffagni, Giancarlo Cancelleri e in generale dei dimaiani vorrebbe cambiare molto della squadra grillina.Che non si sentano garantiti dal premier, è un fatto. Alla prima riunione in cui è stato chiesto a dei senatori di attestarsi sulla linea: «O Conte o voto», hanno cominciato a dire: «E se poi ci dicono Di Maio premier? O se lo chiedono a Vito?». È dopo quel giorno, dopo quelle parole, che in Parlamento si è rafforzata l’operazione "responsabili". Con l’idea - per dirla con un ministro M5S - che «se ci siamo tenuti Renzi figurarsi se non possiamo aprire a Brunetta o a qualche centrista a Palazzo Madama ». L’ipotesi di perdere pezzi se si forma una nuova maggioranza con esponenti di centrodestra c’è: «Uno di quelli sempre contro, Mattia Crucioli, Barbara Lezzi, ma non è detto che non riusciremmo a rimpiazzarli ». Del resto, anche l’idea di un Conte ter con dentro Maria Elena Boschi ha suscitato ieri non poche proteste nelle chat interne: «Il problema non è tanto Boschi in sé - dice la deputata Emanuela Corda - ma l’ennesima figuraccia epocale che faremmo dopo tutti gli insulti e le accuse e mozioni di sfiducia "Maria Etruria ecc." che le abbiamo rivolto in passato», come se al resto dell’alloraPd non avessero riservato analogo trattamento.Alla possibilità delle elezioni anticipate non crede nessuno. «Per me il messaggio o Conte o voto è insensato - scrive la deputata Federica Dieni chiedendo un’assemblea - per molti motivi, a cominciare dal fatto che tra un po’ partirà il semestre bianco e bisognerà scegliere il nuovo capo dello Stato». Nei giorni in cui a credere alle urne erano il premier e un pezzo dei suoi collaboratori a Palazzo Chigi, è stato Grillo a spendersi in lunghe telefonate per dire qualcosa come: «Non si può mica andare al voto in piena pandemia». Pochi giorni dopo, il fondatore ha invitato il premier a sfidare Matteo Renzi, novello Catilina, in Parlamento. Senza mai mettere in conto le urne, però. È lo stesso ragionamento che, secondo i suoi fedelissimi, fa Di Maio. Non bisogna arrivare al punto di precipitare verso le elezioni. Neanche se a volerle fosse Conte in persona.

Nessun commento:

Posta un commento