Anglotedesco

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domenica 24 gennaio 2021

Il pasticcio dell’Rt, rischio class action Fontana: «Andremo avanti col Tar»



da IL CORRIERE DELLA SERA del 24 gennaio 2021.Maurizio Giannatasio

 Due versioni opposte come il bianco e il nero, il sì e il no. Si fa ogni giorno più aspra la polemica tra la Lombardia e governo sul pasticciaccio che ha portato la regione in zona rossa per una settimana. In gioco non c’è solo la responsabilità politica di chi si è macchiato di un errore grossolano ma anche i possibili risarcimenti milionari richiesti da chi è stato costretto a chiudere la propria attività. Già ieri, è stata annunciata la prima class action. «Oggi sono veramente indignato per le false notizie offensive nei confronti della Lombardia. Se da domani (oggi per chi legge, ndr) la Regione torna arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del governo». Per il governatore Attilio Fontana non c’è stata nessuna rettifica dei dati da parte della Lombardia e soprattutto la richiesta di «valorizzare alcuni dati» è arrivata dall’Iss «perché tutti si sono resi conto che all’interno dell’algoritmo qualcosa non funzionava. Non abbiamo mai sbagliato a dare i nostri dati e non li abbiamo mai rettificati, abbiamo risposto a una loro richiesta per cercare di capire se con questa implementazione si potesse arrivare a un risultato compatibile con la situazione oggettiva della pandemia». Ne fa una questione d’onore e annuncia che non solo andrà avanti con il ricorso al Tar ma che impugnerà anche il verbale del Cts e la stessa ordinanza che sposta la Lombardia in zona arancione perché c’è scritto che la Lombardia ha rettificato i dati. «Non è vero. Se c’è stato un errore non è nostro». Tocca all’assessore al Welfare, Letizia Moratti rincarare la dose: «Avevamo chiesto un confronto leale, tecnico e approfondito, di sole 48 ore, per capire se fosse giusto stare o non stare in zona rossa ma non ci è stato concesso». E una volta individuata l’incongruenza, il ministro della Salute, Roberto Speranza, «pretendeva che dicessimo che c’era stato un errore nostro, ma non era così. I dati che abbiamo mandato erano corretti. Non lo abbiamo accettato per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese», anche perché la «svista» ha causato «un danno enorme alla nostra regione».

La risposta del governo non cambia. «La relazione dell’Iss è chiarissima — dice Speranza —. La Lombardia avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa». Stessa versione del direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, secondo cui la cabina di regia ha individuato delle incongruenze «che la Regione stessa ha corretto rinviando i file il 20 gennaio. Ciò ha permesso di ricalcolare l’Rt».

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