Anglotedesco

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giovedì 14 gennaio 2021

Il Pd adesso corteggia i ribelli di Italia Viva



di Carlo Bertini 

«Il mio scenario preferito è salvare la baracca», confida agli amici Dario Franceschini e la sua non è una battuta, ma la sintesi della strategia del Pd. Impegnati a garantire a Conte una maggioranza in Senato grazie a nuovi innesti di «responsabili»: tanto che dalle parti di Renzi temono le incursioni del «più bravo di tutti» a fare queste cose, «cioé Dario». Capace di insidiare con gli argomenti giusti la compattezza di Italia Viva, un bacino di 18 voti che si prova a prosciugare. La novità dunque è che dopo lo strappo di Renzi vengono sdoganati i "responsabili" e se ne incarica lo stesso Franceschini nel Comitato politico, con il placet del segretario. Interessato soprattutto a sbarrare le porte a qualsiasi governo con la destra: «Sarebbe sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato, come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump», dice Zingaretti. Preoccupato a tenere spalancata la prospettiva di un'alleanza elettorale con i 5stelle: per questo il Pd blinda Conte in queste ore. Anche se tra le sue file cresce l'ansia, nel caso il professore non ce la faccia a superare le forche caudine del Senato. Le parola del capodelegazione nel summit Pd accendono le speranze di chi teme lo sfascio di un voto anticipato, che Zingaretti vorrebbe evitare. «Nel passato - dice Franceschini - il termine responsabili indicava una negatività, non è più così: non siamo più in un sistema bipolare con due poli e due candidati premier, in cui il cambio di schieramento veniva giustamente classificato come ribaltone. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta». Tradotto, Conte ce la farà e noi lo aiuteremo in questa opera di proselitismo. Il ragionamento è semplice: «Gli ultimi 5 governi sono usciti da accordi parlamentari, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte uno e due. Se proviamo ad allargare la maggioranza non bisogna vergognarsi. Bisogna evitare che questa operazione sia fatta di nascosto con sospetti di tradimenti. Ci sarà un nuovo programma, una nuova legge proporzionale, un'offerta politica che deve aiutare i "responsabili" a "declandestinarsi"». E anche quando parla di legge elettorale, Franceschini non parla a caso. La vendetta del Pd con Renzi, sarà far approvare una legge elettorale proporzionale con il sistema spagnolo: che premia i partiti più grandi oltre una certa soglia e affossa i piccoli. Perché alle urne, una lista Conte di moderati accoglierebbe tutte le piccole forze che ora lo sostengono. E sotto il simbolo «Insieme» potranno raccogliersi anche grillini moderati e tutti gli altri «contiani».Non è solo Zingaretti a bollare Renzi come «inaffidabile» e quindi a scartarlo per ogni processo futuro. È l'ideologo del partito, Goffredo Bettini a chiarire bene che «Conte non può essere sostituito per un fattore fondamentale di etica politica: toglierlo e recuperare una maggioranza con Italia Viva, vorrebbe dire premiare un ricatto». Il Pd poi deve blindare attraverso questo premier un processo avviato che ha dato risultati dignitosi e che è l'unica alternativa alla destra. Ovvero, se salta questa prospettiva, anche in vista di un voto anticipato, che si fa? E dovrà essere granitico il no alle sirene di una premiership Pd, nel caso Conte cadesse. Come deve esserlo quello ad un governo istituzionale con tutti dentro. «Attenzione - ha avvisato Bettini durante la riunione - non ci stiamo giocando una partita di un governo, ma in una fase storica segnata dalla irruenza populista, noi siamo riusciti ad aprire un processo politico che sul punto decisivo del rapporto con l'Europa, ha premiato la nostra linea. E non possiamo metterla in discussione» . 

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