Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 20 gennaio 2021

Il pressing di Pd e Cinque Stelle «Trovare subito i voti mancanti»



di Alessandro Di Matteo e Luca Monticelli 

Per sopravvivere e arrivare quantomeno al semestre bianco non c'è alternativa a un rafforzamento della maggioranza e a un'intesa politica, ma bisogna fare in fretta perché il governo rischia di inciampare già la prossima settimana, quando si voterà sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Almeno su questo si sono trovati tutti d'accordo al vertice di maggioranza di ieri, una riunione che nel primo pomeriggio di ha tenuto attaccati al pc per tre ore il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e i leader dei partiti. Ma tra gli alleati non mancano i dubbi, al di là della compattezza esibita in pubblico nei confronti del "traditore" Matteo Renzi. Le prime perplessità sono sull'ottimismo ostentato dal presidente del Consiglio, convinto che lo scouting porterà nel perimetro del centrosinistra altri "volenterosi". Dal Pd, per quanto fiduciosi che l'operazione possa riuscire, hanno chiesto a Conte di prendere subito l'iniziativa e di aprire il tavolo con tutte le forze politiche per scrivere insieme un patto di legislatura in grado di rendere la maggioranza più solida. Tra i dem inoltre, come sempre, convivono diverse anime e c'è chi nel partito vorrebbe un vero e proprio Conte ter, con dimissioni, reincarico e una nuova squadra. La delegazione democratica nell'esecutivo è ovviamente più prudente e preferirebbe un piccolo rimpasto, visto che alcuni incastri sono possibili (magari uno scambio di un ministero con la delega ai servizi) e inoltre ci sono le caselle lasciate libere da Italia viva da assegnare. «Al Nazareno tengono alta l'asticella dell'ambizione», commenta un ministro Pd. Dario Franceschini l'ha ripetuto durante il vertice: «Il governo deve rafforzarsi, numericamente e politicamente, per andare avanti occorre siglare un patto di legislatura». E già nel fine settimana occorre gettare le basi di un nuovo gruppo parlamentare centrista a sostegno del Conte II perché i numeri esigui al Senato non promettono nulla di buono. Di fatto, è il ragionamento che fanno i dem, condiviso da Leu, la maggioranza a Palazzo Madama al momento si attesta a 153, perché «non si può fare affidamento in tutte le votazioni su tre senatori a vita», spiega una fonte. Quindi porte aperte ai parlamentari di Italia viva e Forza Italia dove si conta di ottenere presto altri quattro o cinque parlamentari. Anche perché lo sgambetto del centrodestra e di Matteo Renzi è dietro l'angolo: nelle commissioni e in capigruppo la maggioranza rischia di andare sotto. Inoltre, la data cerchiata sul calendario è il 27 gennaio, quando l'aula dovrà approvare la relazione sulla giustizia del ministro Bonafede. Il rottamatore fiorentino ha già annunciato che la boccerà. Insomma, i tempi sono strettissimi e la strada è accidentata. I 5 stelle stanno alla finestra dilaniati pure loro da lotte interne. Nel Movimento in tanti fanno il tifo per un Conte ter con diverse sostituzioni, chi invece sta dentro l'esecutivo cerca di conservare lo status quo e prova a galleggiare delegando la gestione della crisi all'avvocato del popolo e al Pd. Il voto in Senato è stato «un primo passo per evitare un salto nel buio, ma adesso dobbiamo fare in fretta», ha sottolineato il segretario dem Nicola Zingaretti al Tg3. «Alla maggioranza è necessaria un'identità politica per diventare più forte nelle sedi parlamentari». Goffredo Bettini agita lo spettro delle elezioni anticipate: «Senza un allargamento della maggioranza ci sono le urne». L'amo può essere «una legge elettorale proporzionale, soprattutto per dialogare con Forza Italia», ha detto in una intervista a Sky Tg 24. Insomma, lo scopo del fronte giallorosso è quello di stringere sulla costruzione di una sorta di "quarta gamba" della maggioranza prima di mercoledì quando si voterà la relazione del Guardasigilli. Un passaggio delicato tanto che c'è chi nella maggioranza ipotizza che Bonafede possa entrare subito nel gioco del rimpasto per lasciare spazio ad Andrea Orlando e sminare il terreno. 

Nessun commento:

Posta un commento