Anglotedesco

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domenica 10 gennaio 2021

"Il vero virus è la mala gestione".Studenti in sciopero:scuole aperte

 



di Flavia Amabile 

Secondo i piani del governo doveva essere il giorno del grande rientro in presenza delle superiori. Sarà invece una mattinata di scioperi e astensioni dalle lezioni in tutt'Italia. Si parte dal liceo Tasso di Roma che organizza un'autogestione all'aperto col sostegno e la partecipazione dei professori fino a Mantova, Brescia e dintorni dove migliaia di ragazzi spegneranno i computer.Sono alcune delle numerose forme di protesta organizzate dagli istituti superiori, i più penalizzati dalla pandemia stanchi di rinvii e promesse non mantenute. Nonostante gli annunci trionfalistici e perentori del governo, nonostante gli accordi siglati all'inizio delle vacanze di Natale, solo in tre regioni gli studenti delle superiori rientreranno in presenza, Valle d'Aosta, Toscana e Abruzzo. «Il vero virus nelle scuole è la mala gestione», hanno scritto tre giorni fa gli studenti del liceo Tasso annunciando la loro protesta. «Non appare forse folle che l'istruzione dei giovani sia sacrificata a una logica del profitto? Come meravigliarsi allora della rabbia e dell'esasperazione che oggi animano noi studenti, i nostri professori e tutti coloro che con noi orbitano nella scuola?». Quindi autogestione in strada. Tutto è organizzato nei minimi dettagli, dal servizio d'ordine ai posti distanziati, alla scaletta e alla durata degli interventi, al collegamento attraverso Zoom per chi rimane a casa per non creare assembramenti fino a una mostra di foto, disegni e poesie da allestire sui muri dell'istituto. «È importante che ci siano anche alcuni professori - sostiene Gaia Nikodimovich, rappresentante in consiglio di istituto - Il nostro obiettivo è tornare in presenza, in alternativa chiediamo un piano di rientro in sicurezza. Non vogliamo perdere giorni di scuola, non è questo il senso della nostra protesta, vogliamo che siano giornate produttive, quindi abbiamo previsto incontri e momenti di riflessione come nell'autogestione che organizziamo ogni anno».Al liceo Giulio Cesare di Roma si terrà un'assemblea all'aperto davanti all'ingresso. «Vogliamo discutere della Dad, dei provvedimenti presi, non abbiamo finora avuto l'occasione di farlo, ci sembra necessario», spiega Marcella Arena del quinto anno. La didattica a distanza - scrivono gli studenti in una lettera - si è «trasformata in una comoda scappatoia per congelare il problema della ripresa delle lezioni in condizioni dignitose e sicure».A Mantova e in una parte di Lombardia oggi spegneranno i computer. «Non è un modo per non far elezione, è una protesta contro questo modo di fare scuola disorganizzato e senza informazione. Abbiamo saputo solo due giorni prima del rientro che non saremmo tornati in presenza. Abbiamo anche una maturità da affrontare, quest'anno siamo stati in classe una ventina di giorni», racconta Elisa Duretti dell'ultimo anno dell'istituto superiore Giovanni Falcone di Mantova. Numerosi sit-in sono organizzati da «Priorità alla scuola», il comitato che raggruppa ragazzi, genitori e docenti "no-Dad"e che si sta battendo per avere vaccini subito per i prof e screening sanitario per tutta la comunità scolastica. «Ci priviamo un giorno della scuola per non esserne privati mai più», sostiene la Rete degli studenti. Una protesta per una volta in linea con la posizione della ministra Lucia Azzolina che continua inutilmente ad attaccare le Regioni e a chiedersi come possano restare aperti bar e negozi e chiudere le scuole. Dopo i rinvii decisi nei giorni scorsi dalle Regioni, da oggi saranno ancora oltre 3,6 milioni gli studenti che dovranno accontentarsi delle lezioni a distanza. Corrispondono al 43% dei circa 8,5 milioni di allievi della scuola italiana.

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