Anglotedesco

Anglotedesco

sabato 16 gennaio 2021

La minaccia dei ribelli M5S.Di Battista vuole un ministero



di Federico Capurso e Ilario Lombardo 

Nel bizzarro mondo del Movimento, l'acerrimo nemico del governo con il Pd, Alessandro Di Battista, veste ora i panni del responsabile: «Non voglio andare al voto e non voglio nemmeno un governo tecnico», assicura in un'intervista a Tpi. «Tornare da Renzi, poi, assolutamente no. È un'occasione per togliercelo definitivamente dalle scatole». Lancia persino l'invito a Conte a entrare nel Movimento: «Sarebbe un valore aggiunto». Dall'altra parte, 13 parlamentari pentastellati vicini alle sue idee sottoscrivono un documento di 7 punti per chiedere di azzerare i vertici del partito, introdurre una moneta parallela all'Euro, ridiscutere i fondi del Recovery plan, scolpire nella pietra il no al Mes sanitario. Vorrebbero poi subordinare la ratifica della riforma del trattato del Mes al superamento del Fiscal Compact e allo sforamento stabile del 3% del rapporto deficit/pil e anche rendere strutturale il programma di acquisto dei titoli di stato della Bce. Ultima proposta: lanciare il piano d'assunzioni di giovani per la protezione dell'ambiente, lo stesso che proponeva Di Battista mesi fa. Ma "Dibba", che con il gruppo di 13 parlamentari aveva già condiviso in passato le battaglie contro il Mes, di questo documento non se ne cura.Eppure, anche ciò che in superficie appare tanto bizzarro, a volte, si può spiegare. Un indizio lo lascia per strada l'ex deputato romano, che alla proposta di entrare nel governo dice che no, non ci pensa, a meno che non sia per «costruire dei bei progetti». In quel caso, è «a disposizione». Tanto a disposizione che, secondo quanto risulta alla Stampa, una trattativa per farlo entrare nel Conte III è in corso. L'ex deputato romano arriva a dire che «i responsabili sono meglio di Renzi». Proprio lui che fu uno dei maggiori fautori della legge sul vincolo di mandato e che di recente cannoneggiava sul Movimento dicendo che stava diventando come l'Udeur, ma ora non trova ostacoli all'ingresso in maggioranza di Lady Mastella, la senatrice Sandra Lonardo. Per lui potrebbe esserci proprio l'Ambiente di Sergio Costa, finito di colpo nel mirino di alcune fronde parlamentari, in compagnia di altri ministri M5S. Un membro di peso del governo di sponda grillina, infatti, avverte: «Se ci sarà il Conte ter senza un cambio corposo nella componente dei ministri M5S, il Movimento diventerà un Vietnam». Intanto ci pensano i 13 parlamentari M5S, pur senza Dibba, ad agitare la maggioranza. Le loro richieste hanno tutta l'aria di essere condizioni poste per il loro appoggio a Conte e, con cinque senatori tra i firmatari, la questione getta scompiglio. Tutti e 13 corrono però a rassicurare: «Garantiamo il pieno sostegno al premier, chiediamo solo un cambio di passo del Movimento». E se non venissero ascoltati? Uno dei senatori firmatari, Mattia Crucioli, mette in guardia: «Garantiremo la fiducia la prossima settimana, ma se nei mesi successivi vedremo che verranno preferite le idee di centristi, conservatori e reazionari, allora il ritorno voto per noi non sarà più il male peggiore». È un modo, spiega il deputato Alvise Maniero, «per controbilanciare le proposte che arriveranno dai responsabili». Al di là del merito, la tempistica «è sbagliata», ringhia il capo politico Vito Crimi. Ma il "coordinatore" del documento, il deputato Pino Cabras non ci sta: «Sulle tempistiche da lui non accettiamo lezioni. Il suo mandato è scaduto a dicembre scorso ed è anche per l'assenza di una leadership legittimata che non riusciamo a imporre i nostri temi». Ma domani, chissà, una mano potrebbe tornare a dargliela "Dibba". Pardon, il ministro "Dibba".

Nessun commento:

Posta un commento