Anglotedesco

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domenica 10 gennaio 2021

LETIZIA MORATTI:"Dobbiamo incrementare le iniezioni"

 


di Chiara Baldi

 Sarà la «donna del presente» perché «non penso né al passato né al futuro: lavorare è una costante sin da quando ero giovane». Letizia Moratti torna in politica dopo un decennio e lo fa all'alba del secondo anno di pandemia prendendosi il ruolo più difficile: assessora al Welfare e vicepresidente della Lombardia, la regione più colpita dal Covid. «Mi metto al servizio della mia regione e di tutti i cittadini lombardi, mi metto al servizio anche cercando di capire chi ha paura, chi ha vissuto momenti di solitudine, chi di povertà». Il suo ingresso a Palazzo Lombardia cattura gli sguardi di tutti, i fotografi scattano senza sosta. «Il mio ringraziamento - ha detto - va al presidente Attilio Fontana che mi ha proposto in maniera inaspettata un compito difficile e complesso, in un momento difficile per tanti e drammatico per alcuni. Lo faccio con tutto il mio impegno». Nessun riferimento, almeno in un primo momento, a Silvio Berlusconi, che venerdì aveva rivendicato la paternità della nomina. Più tardi, parlando con alcuni giornalisti, ha aggiunto: «Fontana è stato il primo, successivamente ho avuto colloqui sia con Berlusconi che con Salvini, anche loro sono stati protagonisti di questo mio nuovo ruolo». E sul suo predecessore, Giulio Gallera: «Non do giudizi. A lui va tutta la mia solidarietà».Ora la attendono sfide enormi, a partire dai vaccini: la Lombardia, pur mantenendo il ritmo di oltre 10mila somministrazioni al giorno come annunciato, è in fondo alla classifica delle regioni. «Il piano vaccini prosegue nei tempi e faremo di tutto per migliorare», ha assicurato ricordando il recente via libera di Ema su Moderna. «Speriamo con queste nuove dosi di poter incrementare ulteriormente. Non appena sarò insediata - ha aggiunto - chiamerò il commissario Arcuri». Ci sono poi altri due punti cruciali, che vanno di pari passo: la riforma della legge sociosanitaria e la medicina territoriale. «La revisione della Legge 23, su cui ci sono già dei testi in lavorazione, è una priorità che intendo chiudere in tempi rapidi». L'obiettivo è «rivedere la riorganizzazione per far sì che ci sia una maggiore attenzione al territorio: una organizzazione strutturata è la miglior risposta. Ma vigilerò anche su altre patologie e liste d'attesa» perché «la sanità non può esaurirsi col Covid».

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