Anglotedesco

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lunedì 25 gennaio 2021

Lo stallo della crisi frena il Recovery




 Uno stop al governo rischierebbe di compromettere l'accesso ai fondi europei del Recovery: mentre la crisi sembra avvitarsi sempre di più ad agitare la maggioranza è anche il piano di Ripresa e Resilienza che, frenato dalle fibrillazioni interne, si potrebbe proprio arenare con la fine del Conte-bis. Oltre ai 209 miliardi del Next Generation Eu, che peraltro mancano ancora di un progetto di governance - vero oggetto del contendere nelle settimane che hanno portato allo strappo di Italia Viva - a ballare sono anche i 32 miliardi di extradeficit che dovrebbero essere tradotti nel più breve tempo possibile nel nuovo decreto Ristori. I lavori, complici anche diverse difficoltà tecniche nel mettere a punto il nuovo meccanismo "perequativoo", vanno a rilento e appare difficile che si riesca a chiudere in settimana. «Siamo indietro», ammette più di un esponente di governo, tanto che la soluzione che prende sempre più piede è quello di spacchettare le misure, separando il destino delle cartelle esattoriali da quello dei ristori. Anche sul fronte del fisco però le soluzioni non sono così a portata di mano, perché l'idea di proporre nuove norme «selettive» per gestire l'arretrato fiscale si scontrano con le complessità pratiche. Ancora, insomma, non ci sarebbero decisioni né sull'ipotesi di rottamazione quater né su un nuovo saldo e stralcio (e tantomeno sulla pulizia del magazzino dai crediti non più esigibili).

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