Anglotedesco

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venerdì 8 gennaio 2021

L'ultimatum di Nancy Pelosi:"Trump lasci subito o dovremo cacciarlo"

 



«Stamattina ho parlato con il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Mark Milley, per discutere le precauzioni disponibili allo scopo di prevenire che un presidente instabile inizi ostilità militari, o acceda ai codici per il lancio e ordini un attacco nucleare». A questo siamo arrivati. La Speaker della Camera Pelosi si è rivolta ieri alla massima autorità militare del Paese, per evitare che Trump scateni una guerra atomica prima di lasciare la Casa Bianca. Nancy ha poi tenuto una conferenza con i membri del suo partito, per avviare le procedure di impeachment e votarle la settimana prossima, se il vice Pence si rifiuterà di usare il Venticinquesimo emendamento della Costituzione che consente di rimuovere i presidenti incapacitati. Non esagera, se la stessa pagina degli editoriali del Wall Street Journal, fino a ieri stretta alleata di Donald, lo ha sollecitato a dimettersi per il bene dell'America. Lui però non sembra intenzionato ad adottare un comportamento responsabile, e infatti ha annunciato che il 20 gennaio non parteciperà all'Inauguration di Joe Biden, confermando la volontà di delegittimare il successore e continuare a guidare l'opposizione, che abbiamo visto all'opera durante l'assalto di mercoledì al Congresso.Giovedì sera Trump ha pubblicato un breve video, in cui ha detto di impegnarsi per favorire la transizione. Tutti però lo hanno interpretato come un tentativo di evitare le conseguenze legali delle sue azioni, invece di una sincera accettazione della sconfitta. Il primo dovere costituzionale di un presidente, incluso nel suo giuramento, è proteggere gli Stati Uniti e il loro popolo. Fomentando la marcia sul Congresso, Donald lo ha violato, e infatti il procuratore federale Michael Sherwin ha dichiarato che non esclude di indagarlo. Per evitare questo rischio, Trump sta considerando di perdonare preventivamente i suoi famigliari e forse sé stesso, ma non è detto che ciò basti, perché la grazia non lo metterebbe al riparo dei giudici dei singoli stati. Perciò ha registrato il breve video di giovedì sera, spinto dai consiglieri che ancora hanno la testa sulle spalle. Poco dopo però ha confermato lui stesso di non essere sincero, quando ha pubblicato questo messaggio via Twitter: «A tutti coloro che hanno chiesto, io non andrò all'Inauguration del 20 gennaio». Non era mai successo, nella storia moderna della più antica democrazia mondiale, che basa la sua superiorità proprio sui principi condivisi, come il passaggio pacifico dei poteri. Ma Trump non è capace di ammettere la sconfitta, e vuole alimentare il mito della elezione rubata per i suoi interessi personali, anche se gli effetti sono quelli di mercoledì.Perciò Pelosi ritiene indispensabile rimuoverlo dalla Casa Bianca, impedire che si ricandidi nel 2024, ed evitare altri danni. Quindi si è rivolta al generale Milley, spiegando così la mossa: «La situazione di questo presidente squilibrato non potrebbe essere più pericolosa, e noi dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per proteggere il popolo americano dal suo disturbato assalto al paese e alla nostra democrazia». Milley le ha dato rassicurazioni, spiegando il funzionamento della catena di comando per gli attacchi nucleari, se ad esempio Trump decidesse di bombardare l'Iran. L'ex segretario di Stato Powell, che a sua volta ha chiesto le dimissioni del presidente, ha commentato così: «Sono stato la massima autorità militare del paese, e posso garantirvi che se uno squilibrato cerca di mettere le mani sull'arsenale atomico, non ha alcuna possibilità di avvicinarsi».Ma il problema dell'instabilità di Trump non riguarda solo il caso estremo delle armi nucleari, perciò i democratici e diversi repubblicani ritengono necessario rimuoverlo: primo, per i molti danni che potrebbe ancora fare; secondo, per allontanare con lui tutti gli estremisti dall'amministrazione, e bloccare i violenti che potrebbero tornare in azione nel suo nome prima o dopo l'Inauguration; terzo, per evitare che possa rianimare l'incubo, candidandosi alle presidenziali del 2024. Infatti ha pubblicato questo messaggio: «I 75 milioni di grandi patrioti americani che hanno votato per me, America First, e Make America Great Again, avranno una voce gigantesca molto a lungo nel futuro». Di certo i problemi di cui è diventato simbolo resteranno, ma è fondamentale che non sia più lui ad interpretarli. Perciò i democratici chiedono a Pence la rimozione, oppure minacciano il secondo impeachment, mai visto prima nella storia americana. Pelosi ne ha discusso ieri con i deputati democratici, 131 sono favorevoli, e hanno già cominciato a scrivere gli articoli da presentare lunedì. Si è riservata di parlarne con Biden, che preferirebbe evitare questo ultimo scontro, per non esacerbare gli animi e favorire la riconciliazione. Anche alcuni repubblicani, come il senatore Sasse, hanno detto però di essere disposti a considerare l'impeachment, perché Trump è un incubo che neppure loro vogliono rivivere. 

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