Anglotedesco

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domenica 17 gennaio 2021

Matteo Renzi non si arrende e alza il tiro:"Non siamo più in maggioranza"

 



di Federico Capurso 

Quanto a lungo può durare l'astensione di Italia viva in Senato? Se lo chiedono in tanti, dentro e fuori palazzo Chigi, perché quello sarà il tempo a disposizione della maggioranza per provare a rimpiazzare gli uomini di Matteo Renzi con un gruppo di responsabili. Il senatore di Rignano lo sa bene e, ospite a Mezz'ora in più, lancia un primo avvertimento: «Non siamo più parte della maggioranza». Ma non può spingersi oltre. Deve tenere in piedi l'ultimo ponte con gli ex alleati per tentare di ricucire e stare attento a non gettare nel panico i suoi parlamentari, che vengono riuniti di nuovo in tarda serata. «Se c'è da votare a favore dei ristori, lo faccio. Sono un patriota», assicura. E cerca di spegnere lo scontro con il premier: «Non mi sta antipatico Conte e il nostro obiettivo non è mai stato quello di cacciare il premier». Poi però, tornando a parlare in tv a «Non è l'arena», sostiene che si debbano «scegliere premier competenti, non quelli popolari. Il premier non è un influencer». E affonda ancora il colpo, sulla delega ai servizi segreti: «Conte pensa di bastare a sé stesso, ma si devono rispettare le tradizioni democratiche».Il ramoscello d'ulivo prende fuoco in fretta, nonostante l'offerta lanciata agli ex alleati di «sedersi a discutere anche domani mattina». Dentro Italia viva c'è fermento dopo l'ennesimo veto posto da Pd e M5S alla riapertura di un confronto con Renzi. Con lui, ma non con i suoi parlamentari. Atteggiamento che preoccupa l'ex rottamatore, specie dopo l'addio di un'altra deputata, Michela Rostan, la seconda a fare le valigie in due giorni. Rostan si dice pronta a votare la fiducia «perché tra la giusta critica al governo e l'apertura della crisi c'è una grande differenza». I malumori crescono, ma per ora trovano sfogo solo alla Camera. In Senato, invece, il gruppo tiene. Per evitare il lento stillicidio Renzi invoca le larghe intese: «Sogno centrodestra e centrosinistra insieme per le riforme, senza andare a caccia di responsabili».La possibilità che un governo di minoranza possa andare avanti per settimane non convince gli uomini di Iv. «Ci auguriamo non si realizzi questo scenario», ammette il deputato Luigi Marattin. «Serve stabilità e si può riprendere il dialogo. Poi verrà il tempo di giudicare i modi e i toni usati, anche dentro Italia viva». Allo stesso modo Gennaro Migliore: «Non volevamo questa crisi e non abbiamo pregiudizi su Conte. Se volesse, il premier potrebbe risolvere la questione in due battute». Ma dietro le dichiarazioni, il filo dei rapporti resta teso.Il senatore Ernesto Magorno convoca al Copasir il portavoce del premier Rocco Casalino sulla vicenda dell'hacker che avrebbe violato i profili social di Conte postando una foto in cui si criticava Renzi. E proprio Renzi attacca: «O denunciano l'hacker o raccontano balle». Poi chiede di «chiarire» se qualcuno, vicino ai servizi segreti, si è prodigato per cercare responsabili, come descritto nell'editoriale pubblicato ieri su questo giornale: «Sarebbe una cosa enorme». 

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