Anglotedesco

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mercoledì 13 gennaio 2021

MATTEO RENZI."Il re è nudo,magari arriva Draghi".Ma non chiude a ipotesi reincarico

 



di Amedeo La Mattina 

«Il re è nudo», dice a un certo punto della conferenza stampa nella saletta dei gruppi alla Camera. Matteo Renzi non chiede a microfoni accesi le dimissioni di Giuseppe Conte, ma è il messaggio è chiaro: il premier deve fare un passaggio al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato. Poi si vedrà cosa succede. A quel punto, è la spiegazione che dà ai suoi, tutto può accadere. Si aprirà il vaso di Pandora dal quale può anche saltare fuori un Conter ter, ma con un programma «ben defino in dieci punti e una nuova squadra di governo». I più cattivi dei renziani dicono che Conte passerebbe le «carte», altro che pieni poteri. Per loro «Giuseppi» è terrorizzato e non vuole buttare la spugna, perché da quel vaso di Pandora può venir fuori di tutto. Per esempio che la maggioranza si allarghi, che Berlusconi alzi la mano e dica «io ci sto con un altro premier». Addirittura, «se Salvini fosse intelligente», è uno degli argomenti che si sentono in campo renziano, potrebbe dire che anche la Lega ci starebbe se arrivasse Mario Draghi, mettendo in un angolo Meloni e facendo gridare di gioia Giorgetti e Zaia. A quel punto la partita cambierebbe totalmente natura. Insomma, e Renzi in pubblico non lo dice, una volta dimesso, la partita non sarebbe più in mano a Conte, ma si aprirebbe una serie di variabili che planerebbero come d'incanto sul tavolo del capo dello Stato. Certo, spiega sempre Renzi ai suoi, l'ipotesi principale è il Conte ter, con Conte e i 5 Stelle molto dimensionati. Le subordinate sono tutte le altre, compreso che «loro» trovino i famigerati "responsabili" e «governino senza Italia Viva». «Ma la vedo difficile, e poi questi "responsabili" dove sono? Conte non li ha trovati, e allora fa la piroetta: va al Quirinale e mentre cammina per strada, dice che vuole scrivere il nuovo programma di governo per arrivare al 2023». C'è solo un dettaglio e lo spiega Teresa Bellanova: «Io sono il capo delegazione e non ho ancora ricevuto una telefonata». Sì, per Renzi il re Conte è nudo e «deve dire cosa vuole fare, e anche il Pd lo deve dire: vogliono puntare su un altro premier, su Franceschini, un tecnico, ce lo dicano, ma deve devono pure dirci cosa vogliono fare fino al 2023 perché non accettiamo nulla a scatola chiusa». «Noi abbiamo posto un problema di regole democratiche - precisa - di rispetto delle procedure costituzionali, non siamo più disponibili all'immobilismo. Siamo liberi e per questo le nostre ministre si sono dimesse con dignità e coraggio, alla faccia di quelli che dicevano che volevano più ministri. Il reality show di Palazzo Chigi, il populismo dei like, delle comunicazioni in diretta televisiva a rete unificate, della presa in giro della Bellanova pure per come era vestita, lei che è una grande donna, come la Bonetti che si dimette e torna a insegnare all'università...». L'ex premier è un fiume in piena, si è tolto, dice, «un macigno dal petto»: «Ora spetta a loro dirmi cosa vogliono fare, io sono pronto ad andare all'opposizione con dignità». Certo tutti contro. «Ci dicono che siamo irresponsabili», sottolinea il coordinatore nazionale Ettore Rosato: «Stiamo pagando un prezzo altissimo, abbiamo tutti contro, gridano contro di noi perché apriamo la crisi in piena pandemia, ma la crisi è aperta da tempo, la nostra decisione non è un fulmine a ciel sereno, sono mesi che chiediamo le stesse cose, inascoltati». «Il re è nudo», e se vuole rivestirsi Renzi è pronto a cucirgli addosso un nuovo vestito. Ma basta con «le veline di Casalino». Gli mette in conto tutto, anche le dichiarazioni di Conte su Trump, senza avere avuto il «coraggio di dire che Trump ha violato le regole della democrazia degli Stati Uniti, istigato alla rivolta violenta contro Capitol Hill, come hanno fatto una leader di destra come la Merkel, un moderato come Macron». Per Renzi le cose non si risolvono con «un tweet, un post o su instagram, questo è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche. Non giochiamo con le istituzioni democratiche». Un nuovo governo Conte? «Non abbiamo veti su nessuno, né pregiudizi su alcuno. Se Conte vorrà venire in Parlamento ci troverà lì. A lui la scelta. Sia per questa maggioranza che per una eventuale forma diversa non c'è un solo nome per Palazzo Chigi. Chi dice "o tizio o voto" è irresponsabile». Sicuramente nessun ribaltone o governo con la destra. 

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