Anglotedesco

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venerdì 15 gennaio 2021

MATTEO SALVINI:«Va impedita la maggioranza minestrone»

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 15 gennaio 2021.Marco Cremonesi

«Che Conte giochi il tutto e per tutto pur di tirare a campare non è un bene per l’Italia. Ma solo, egoisticamente, per lui. Io mi auguro però che il garante della Costituzione non lo permetta. Per giunta, sarebbe un governo ancor più raffazzonato». Matteo Salvini ieri sera ha parlato prima con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poi con l’alleato Silvio Berlusconi, ricoverato all’ospedale di Monaco ma comunque «di ottimo umore».

Il premier sarà in Aula già lunedì. Lei la vive come una vittoria del centrodestra oppure come la prova che il presidente del Consiglio sa già di poter contare su abbastanza «costruttori» in Parlamento?

«Prima di lunedì vengono un sabato e una domenica. Ho i brividi pensando alle offerte da suk che saranno fatte a questo e a quello. Ma io ricordo quello che Mattarella stesso disse a me e all’intero centrodestra: vi conferirò l’incarico se riuscirete a portarmi numeri veri e seri per un governo vero e serio. Non quelli di tre tizi in ordine sparso».

Lei ieri ha riunito la war room del centrodestra. Dall’alleanza non verrà alcun «responsabile»?

«Dal centrodestra non credo proprio. Ci riuniremo tra l’altro anche oggi per seguire la situazione ma devo dire che l’alleanza si è dimostrata compatta e in assoluta sintonia. E questo è un fatto positivo, prima che per noi, per gli italiani: esiste una forza pronta a governare il Paese».

Le elezioni fanno paura a tanti. Come fa a essere sicuro che nella sua coalizione nessuno sentirà il richiamo al momento difficile del paese?

«Stanno chiamando e promettendo di tutto, in maniera serrata. Lo so per certo, me l’hanno detto in diversi. Io credo che sarebbe stata una vergogna prima del Covid, ma un governo minestrone in piena epidemia è ancora più assurdo. Con tutto il rispetto, sentire i Tabacci e i Mastella, per loro stessa ammissione, fare telefonate di reclutamento non si può vedere proprio. Come non si potrebbe vedere il ritorno di Conte e dell’Azzolina attaccati a due voti. Poi, certo: gli unici di cui mi fido sono gli italiani che certamente sceglieranno un Parlamento più dignitoso. E con quello la possibilità di un governo di centrodestra».

A proposito di centrodestra che si muove come un sol uomo: Meloni ha insistito sulla mozione di sfiducia presentata da FdI. Voi non sembrate tanto dell’idea...

«La sfiducia a Conte l’ha già presentata Renzi. E poi Conte ha fatto sapere che verrà in Aula all’inizio e non alla fine della settimana. Dunque, prima che qualunque mozione possa essere discussa».

Conte in aula potenzialmente sfiduciato ricorda l’agosto del 2019, quando nei suoi confronti usò parole di fuoco. Pensa che utilizzerà gli stessi toni anche con Renzi?

«Ci sono due differenze sostanziali. Primo: non c’era il virus, non c’erano stati 80 mila morti. E poi, l’Italia vera è quella dei 100.000 ristoratori, artigiani e commercianti che oggi aprono per sopravvivere, non quella dei 100 parlamentari disposti a tutto per tirare a campare».

Le chiedevo dei toni che userà Conte con Renzi anche perché potrebbero complicare il possibile sostegno di qualche renziano.

«Per me la coerenza è un valore e a Conte non invidio proprio nulla. La similitudine con l’agosto 2019 è che, allora come oggi, il chiedere il parere degli italiani sarebbe la soluzione più normale. E allora come oggi, il voto porterebbe al governo un centrodestra moderato e liberale, amico della famiglia e certamente più sul pezzo che la compagnia in carica pro tempore».

Il governo di scopo è tramontato? Zingaretti dice «mai con i trumpiani», oltre che con i renziani.

«Mi vien da ridere. Ricordo a Zingaretti che Conte è dove è grazie al sostegno di Renzi e la benedizione di Trump. Se lo ricorda il tweet “Forza Giuseppi”? Se la ricorda l’esultanza di Renzi che diceva di aver fatto fuori Salvini?».

Senatore, che fa? Prende le distanze da Trump?

«Trumpiano per me non è un’offesa. Se fossi stato un americano, avrei certamentevotato per lui. Poi, certo, è successo quello che sappiamo, inaccettabile per un paese civile. Una settimana di sciocchezze rischia di cancellare quattro anni di economia fiorente e di pace, Trump di certo non ha bombardato nessuno».

Ma se si interrompe il governo non si rischia di fermare e complicare ulteriormente la situazione?

«Oggi ho fatto una lunga conferenza con i governatori. I problemi che hanno Zaia, Fontana e Spirlì è che mancano medici e personale per i vaccini, rischiamo addirittura di vanificare quelle fatte perché non possiamo fare la seconda tornata. E vogliamo dire dell’agricoltura, per cui sono stati previsti stanziamenti inferiori a quelli pre Covid? O la scuola? Con il governo che fa causa ai governatori perché le tengano aperte, ma senza scanner, senza mezzi pubblici, senza insegnanti? È questo il governo che vogliamo?».

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